Friday, August 29, 2025

Gatsby e le sue contraddizioni - di Elisa Rubini

 Il fascino dei personaggi imperfetti

Gatsby e le sue contraddizioni

di Elisa Rubini



 

Ci sono storie che ci restano incollate, perché sanno parlare alla parte più fragile di noi Forse perché nelle loro imperfezioni vediamo noi stessi . E se c’è un personaggio che incarna meglio questa fragilità è   Jay Gatsby.

Gatsby è il  simbolo di quanto si possa essere belli e tragici allo stesso tempo.

 

Gatsby e le sue contraddizioni

Jay Gatsby è l’uomo che tutti guardano, ma che nessuno davvero conoscere. La sua villa scintillante, le feste che riempiono le notti d’estate, la sua eleganza che incanta. Tutto sembra perfetto, eppure sotto la superficie c’è un ragazzo spaventato, che non ha mai smesso di sentirsi inadeguato.

 

Non si chiama neanche davvero Gatsby. Il suo vero nome è James Gatz, e questo dettaglio basta a raccontare quanto abbia lottato per reinventarsi. Non sopportava la povertà, il senso di piccolezza, la mediocrità. E così ha distrutto tutto quello che era per costruire una nuova versione di sé. Ricco, affascinante, rispettato. Ma anche solo, disperatamente solo.

 

La sua contraddizione più grande è forse quella che riguarda Daisy. Lei è il motivo per cui lui è diventato quello che è. Tutto, dalle feste ai vestiti, dalle luci alla ricchezza, è pensato per attirarla di nuovo nella sua vita. Ma quello che Gatsby insegue non è davvero Daisy: è il passato che non può più tornare

Eppure, non posso condannarlo per questo. Chi di noi non si è mai aggrappato a un ricordo, a un se fosse stato?

 

 In mezzo a un mondo cinico e corrotto, lui resta un sognatore. È pronto a sacrificarsi per l’idea di amore che porta nel cuore, anche se gli costa tutto.

 

Questa miscela di grandezza e fragilità lo rende vivo umano e come tutti noi…

 

Cosa ci insegnano queste crepe

Gatsby Ci insegna che non siamo definiti  da quello che siamo ma anche da quello che siamo capaci a lasciare andare.

 

Ci ricorda che a volte le illusioni ci fanno andare avanti. Anche se fanno male, anche se sappiamo che non diventeranno mai realtà, ci aiutano a sopportare il peso delle giornate. E questo non è un difetto. È il modo in cui sopravviviamo.

 

 Ci mostra come restare aggrappati al passato può  renderci “malati” . Gatsby è prigioniero di un sogno che non esiste più. Non riesce a vedere le possibilità che ha davanti, perché è ossessionato da quello che ha perso.

 

Nonostante questo, non riesco a smettere di non comprenderlo. A chi non è mai capitato di perdersi nel passato.. Perché in lui vedo quella parte di me che non si arrende, che continua a credere nell’impossibile, che rifiuta di lasciarsi indurire dal mondo.

 

Forse è per questo che la sua storia è così universale. In fondo, ognuno di noi ha  sogno, un amore, un ricordo che non riusciamo a lasciar andare.

 

E alla fine, quello che ci insegna davvero: che le crepe non ci rendono deboli, ma ci rendono umani. Che non importa quante volte cadiamo, conta solo che troviamo il coraggio di rialzarci e continuare a tendere la mano verso quella luce, anche se sembra irraggiungibile