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Wednesday, August 27, 2025

L’Universo Parallelo - Intervista di Maria Teresa De Donato

 

L’Universo Parallelo di Patrizia Carlotti

Intervista di Maria Teresa De Donato

 


Amici carissimi,

Oggi è di nuovo mia graditissima ospite Patrizia Carlotti che ho intervistato con molto piacere qualche tempo fa. Pur lavorando nella Pubblica Amministrazione, Patrizia coltiva sin da giovanissima alcune grandi passioni, ossia la Musica e il Canto. Ad essi si aggiunge la Scrittura in quanto oltre a cantarli Patrizia è anche autrice dei suoi testi.

Ciò premesso, Patrizia ed io auguriamo a voi tutti una buona lettura e invitiamo coloro che lo desiderassero a seguirci sui social e sui nostri blog per tenersi al passo con le nostre rispettive attività.

Grazie in anticipo a tutti coloro che lo faranno.

 

 

MTDD: Ciao Patrizia e ben tornata in questo mio Salotto Culturale Virtuale.

PC: Ciao Maria Teresa, il piacere e l’onore sono miei!

 

MTDD: Patrizia, come abbiamo spiegato nella nostra precedente intervista, per quanto riguarda la Musica e il Canto tu sei ‘figlia e nipote d’arte’. Tuo padre era infatti un trombettista professionista, cantante e intrattenitore e il tuo nonno paterno un suonatore di mandolino e di violino.

La volta scorsa abbiamo parlato un po’ in generale della tua vita, dei tuoi interessi, soprattutto quelli musicali che, per molti anni in passato, hai coltivato facendo parte di alcuni cori, parrocchiale e gospel, e di quanto queste esperienze ti siano state utili per l’apprendimento di alcune tecniche.

Oggi, al contrario, vorrei che ci focalizzassimo sulla tua carriera come solista e sulla tua attività di Scrittrice, andando ad esaminare i testi molto significativi delle tue canzoni e dei messaggi che, in maniera spesso metaforica, cerchi di comunicare al pubblico.

Tra le tematiche che ho individuato emergono sicuramente

·        l’Amore,

·     la Fede, la Spiritualità, la ricerca sul senso della vita ed il tentativo di dare delle risposte ai nostri numerosi ‘Perché’,

·        la disabilità e

·    il coraggio e la determinazione nel non lasciarsi sopraffare da essa ma piuttosto nell'imparare a conviverci e a sormontarla per vivere e godere appieno la Vita malgrado le difficoltà.

 

Se sei d’accordo, vorrei partire con ELIOS e analizzare con te alcune frasi contenute nel testo:

          “Sei mistero che fa male...come un pugnale...

          La voglia di combattere per me...”

 

PC: Bene, partiamo subito… Anzitutto devo precisare che ho cominciato a cantare da giovanissima, credo d’averlo sempre fatto, iniziando a fare concorsi canori in età adolescenziale. Il modo di scrivere però è ovviamente cambiato crescendo e maturando.

La canzone Elios, è quella che dà il titolo all’album, è il faro che illumina tutte le altre. Elios rappresenta mio padre, il suo nome era Elino, un nome particolare, bellissimo, Elino come Elio, il mio Sole, la mia Luce interiore, la vera Luce, la mia Guida.

Dopo la sua dipartita è iniziata una ricerca profonda dentro me, come se una voce interiore mi chiamasse a gran forza, voleva in tutti i modi che l’ascoltassi. Un giorno mi sono messa comoda alla mia scrivania davanti il computer, nel silenzio ho iniziato a scrivere di getto le cose che la voce interiore mi suggeriva. In pochi minuti, è nata Elios, e mentre scrivevo quelle frasi piangevo, sentivo vicina a me forte la presenza di mio padre.

“Sei un mistero che fa male”, rappresenta il mistero della morte, che fa tanta paura, specie a noi occidentali, avvezzi a scongiuri d’ogni genere d’innanzi a colei che è solo un passaggio a quella che secondo le filosofie orientali, rappresenta semplicemente un cambio vibrazionale, non dovremmo temere nulla, invece la religione è piena zeppa di dogmi che ci hanno influenzati… ,  ma in realtà ora so che solamente il nostro corpo fisico muore, il nostro spirito  non è legato alla materia, ma essendo energia, non si muore mai, ma si entra in una vibrazione diversa, e come non si vedono moltissime cose con gli occhi fisici, come ad esempio i raggi x, o gli ultravioletti, o più semplicemente piccole particelle al microscopio, ma che in realtà esistono.

“Come un pugnale che fa male”, questa frase rappresenta il dolore forte, umanamente comprensibile, di non poterlo più riabbracciare, ascoltare, baciare,  come del resto siamo abituati vivendo in questa realtà materiale, ma come disse qualcuno: “Siete in questo mondo, ma non siete di questo mondo!”.

“La voglia di combattere per me”, sta a significare, lo scoraggiamento di non  averlo più vicino, mi rende fragile, quando si perde un geneitore, all’albero vengono tagliate le radici!

 

MTDD: Proseguendo con ELIOS arriviamo ad uno dei temi fondamentali della tua produzione discografica: la disabilità.

          “Mi fermo qui... accanto a me l’ombra nera non parla...”

          “La voglia di fuggire via da qui...”

 

Vorresti commentare queste due frasi per i nostri lettori?

 

PC: Sì, certamente! Il fatto è che la frase “l’ombra nera accanto a me non parla”, non l’avreste mai associata alla disabilità, se non l’avessi dichiarato nella precedente intervista.  Infatti non è legata per niente al discorso d’aver perduto la vista… Questa frase sta a significare, che una parte oscura vive in ciascuno di noi, siamo esseri che vivono per sperimentare la dualità, ovvero tutto e il contrario di tutto, il bene e il male, il buono e il cattivo, il bello e il brutto, “Accanto a me l’ombra nera”, non mi è d’aiuto, è la mente, che parla a sproposito, sempre, che non si calma, che non ascolta la profondità di noi stessi, che soffoca sempre la creatività, il sentire più puro e,  da quando Elios è volato via, è un’ombra ingannevole e  a volte silenziosa.

“La voglia di fuggire via da qui…”: Trovandomi svuotata della mia guida, vorrei che Elios si rivelasse maggiormente a me, almeno telepaticamente, mi facesse sognare, trasportandomi via da questa realtà priva di sogni.

 

MTDD: Continuando con ELIOS:

          “Ma dopo l’inverno splenderà in me un sole mai spento... ELIOS ti sento.”

 

Qual è questo sole che continuerà a splendere? Vorresti elaborare questo concetto per chi non ti conoscesse?

 

PC: “Ma dopo l’inverno, splenderà in me un sole mai spento…”: il sole è dentro di me da sempre, “io sono Mael, figlia della luce”, recita una frase di una mia canzone che sarà prodotta a breve. Il mio carattere è sempre stato solare, il sorriso per me è d’obbligo, con un sorriso si combatte e si disarma tutto e tutti, il sorriso rigenera, il sorriso dona amore, pace… “Dopo L’inverno”, significa molto semplicemente, che dopo il freddo, la tristezza, la mancanza, è arrivato il tempo di ritrovarmi, Elios, mio padre, dopo il dolore della perdita fisica di lui, ora lo sento, lui vive dentro di me, è una parte di me, e non lo perderò mai!

https://www.youtube.com/watch?v=rZtmxEiS9PM 

 

MTDD: Ora passerei a L’Universo Parallelo, canzone che mi sta particolarmente a cuore e mi emoziona tantissimo ogni volta che l’ascolto. 

 

“Come il respiro di un Dio che non c’è...”

“Sconosciuta e misteriosa fino a ieri la verità...”

“Si compirà il sogno mio come il quadro di un pittore...

Resistiamo a modo mio... a tutto quello che accadrà...”

“L’Universo parallelo à già qui e ci aspetta già...”

 

Vuoi aggiungere altro per ampliare il senso di questi versi?

 

PC: L’Universo Parallelo, potrebbe avere un fratello ahahahah…Sì, a parte lo specchio di un universo eguale, praticamente un otto, ho scritto anche un’altra  canzone, che al momento è riposta dentro un cassetto, poi vedremo…Il cui titolo è “L’Unico Verso”, vale a dire che l’essere umano può seguire solamente una strada, quella del bene.  Bhè, l’universo parallelo piace molto, è tra le canzoni che il pubblico adora, la frase “Come il respiro di un Dio che non c’è”, è la questione che arrovella l’essere umano, tante sono le prove a cui l’uomo è sottoposto, d’ogni sorta, e molte volte ci si chiede se esiste Dio, chi è, e perché lui che può tutto, permette tante cose brutte.

“Misteriosa e sconosciuta fino a ieri la verità”: Dopo la tempesta, arriva la quiete, o se vogliamo dirla in modo diverso, dopo la rabbia, arriva la riflessione, la mente di superficie si calma, e finalmente parla la saggezza, la Sophia… Era a me sconosciuta fino a ieri la verità, adesso non più. Dio esiste! Ognuno lo vede come vuole vederlo, per me è l’universo intero, è la coscienza, Lui si è diviso in tanti piccoli pezzettini per conoscersi, sì, perché essendo Uno, comprendendo tutto e tutti, Lui non si conosceva, e siccome L’amore crea, è Vita, deve conoscersi per Amore dell’evoluzione, di un miglioramento continuo.

“Si compirà il sogno mio, come un quadro di un pittore”, è il sogno di un mondo giusto, un mondo d’Amore, una sorta di perfezione, esattamente come un quadro di un pittore.

“Resistiamo a modo mio a tutto quello che accadrà”: Se ho compreso la grande Verità, occultata alla nostra conoscenza da sempre dalle religioni, nonostante tutto il dolore che potremmo sopportare, non c’è nulla che ci farà del male, proprio perché essendo luce, energia, spirito, noi siamo in questo mondo, ma non siamo di questo mondo… Ecco quindi che l’universo parallelo è già qui, e ci aspetta per sempre, da sempre! …

https://www.youtube.com/watch?v=BmNQHGmPyiQ

 

MTDD: Ascoltando le tue canzoni e conoscendoti bene, si capisce che malgrado le prove e le difficoltà che la disabilità – nel tuo caso ‘visiva’ – può causare, tu non ami piangerti addosso, per così dire, ma che reagisci e combatti come una vera leonessa.

Queste tue caratteristiche emergono da alcuni versi delle tue canzoni tra cui le seguenti di Io Diamante:

         

          “Io voglio evolvere sai... voglio conoscere il mondo...

          Ho sempre fame ... di giustizia e verità...

          ... di quest’arcana realtà...”

          “...i nostri occhi in ombra non vedranno mai... sorgere l’alba...

          anche se il Sole è dentro noi....”

          “A cosa serve il talento ... se non s’impara a volare...”

 

Questi versi sono particolarmente significativi e motivano alla riflessione, all’azione e alla presa di coscienza del proprio potenziale.

Vorresti approfondire questi concetti anche in base alla tua personale esperienza?

 

PC: Volentieri, ma le canzoni che scrivo sono sì, autobiografiche, ma ci tengo a sottolineare che soprattutto ho tolto il velo Maia dai veri occhi, e non sto parlando degli occhi fisici, ma quelli che si aprono in astrale, lavorando moltissimo, attraverso l’esperienza del dolore, affrontando le prove, proprio per crescere nell’evoluzione personale. La strada della Spiritualità è tutta in salita, è piena d’insidie, io sono appena all’inizio, ma ho trovato ciò che mi rappresenta, che Sento come la mia Verità, quindi per me è cosa normalissima accettare la mia cecità, ma in fondo gli occhi fisici vedono solo il cinque, dieci per cento , spesso ingannano, vedono solo l’apparire, l’esteriorità, che ovviamente serve per conoscere l’ambiente attorno a noi; i sensi ci sono dati appositamente per fare l’esperienza in questa realtà, ma nonostante tutto mi reputo fortunata, perché conosco i colori, le forme, l’ambiente, perché ho visto  fino all’età di trent’anni circa, certo non dico che sia semplice, o sia stato facile abituarmi, ma cosa resta da fare? Se mi fermassi, se mi piangessi addosso, a cosa servirebbe? Quindi non vedo alternative… Forse la gente dovrebbe imparare a vedere l’altro, come se si specchiasse allo specchio, a non vederlo come un estraneo, l’altro è noi stessi, potremmo trovarci in un solo attimo al suo posto, quindi non consideriamoci “un peso”, dobbiamo aiutarci l’un l’altro, comprendendoci. Credo tuttavia che la disabilità a parte un karma personale vuoi d’espiazione o prova,  può essere utile agli altri, proprio per il fatto d’essere diversi, in fondo  la normalità non esiste. Osservando il nostro corpo fisico, scopriamo la vera collaborazione, per fare un esempio, prendiamo  le nostre mani, una fa una cosa, l’altra l’aiuta, il nostro corpo collabora tutto insieme, ogni organo non può fare a meno dell’altro, e ognuno fa una cosa diversa, e se un organo, come ad esempio gli occhi non vedono, gli altri sensi fanno in modo e maniera di compensare, e molto spesso sia il cervello che il cuore sono molto più sollecitati all’attenzione e alla comprensione..

Sono qui a spiegare alcune frasi dei testi delle mie canzoni, vi sorprenderò dicendo che in realtà, quando scrivo, i miei pensieri non vanno mai alla disabilità, poi il pubblico fa propria la canzone, la vive, la sente, proprio perché la tematica poi segue una linea generale, ovvero quella morale, d’amore universale per tutto.

Venendo alla spiegazione che ho voluto intendere scrivendo Io Diamante, quando dico “Io voglio evolvere, voglio conoscere il mondo, ho sempre fame ogni giorno che passa di giustizia e verità…”, anche qui, come dicevo prima, è un colloquiare con me stessa, chiedendo alla mia scintilla divina che ascolta nel silenzio, che ho il desiderio di evolvere, di conoscere, ho sete e fame della giustizia vera, non umana, ma divina, che attraverso la legge di causa effetto, prima o poi i conti saranno pareggiati. “Di questa arcana realtà”: è la realtà occultata, nascosta, l’esoterismo, la vera conoscenza,   era per pochi eletti, il popolo era indottrinato, educato all’essoterismo, ora è arrivato il momento invece che tutti sappiano.

“I nostri occhi in ombra non vedranno mai sorgere l’alba, anche se il sole è dentro noi”: gli occhi come dicevo prima, vedono solo la luce elettromagnetica, non possono vedere oltre, quindi non potranno vedere mai con il senso fisico della vista , in profondità, almeno per adesso…Comunque il sole vero, splende in profondità, dentro l’anima!.

“A cosa serve il talento, se non s’impara a volare…”: la voglia che ho di sentirmi utile attraverso la musica, senza chiedere fama, notorietà, soldi, ma facendo la domanda  sempre  al mio SE, d’aiutarmi ad usare questo talento, e finalizzarlo al bene, affinchè questi messaggi arrivino a tanta gente, e spronino ad una ricerca interiore, qualunque essa sia, l’importante è non cristallizzarsi, dobbiamo  muoverci, non rimanere prigionieri dentro una gabbia dorata che ci ha costruito il potere. Tutti noi abbiamo dei talenti, anche più di uno, usiamoli, perché siamo esseri potentissimi, e molti non ne sono coscienti!.

 

MTDD: Di canzoni ne hai scritte molte, ma per ragioni di tempo e spazio non possiamo  analizzarle tutte. Vorrei, per concludere la nostra intervista, menzionarne tuttavia una quarta, ossia Nuovi Orizzonti:

         

          “Dietro la porta... trovi la svolta...”

          “Tutto passa ... anche il dolore in te...”

          “Trova la chiave ... per entrare...”

          “Nuovi orizzonti inesplorati...”

          “Nuovi equilibri immaginati...”

 

Anche questi versi racchiudono un messaggio positivo, costruttivo, motivazionale.

Vorresti commentarli e dare anche un suggerimento ai lettori e soprattutto a coloro che potrebbero, a causa di gravi problemi e persino disabilità, sentirsi particolarmente scoraggiati e alienati anche e soprattutto a causa di una società che sembra mostrare molta poca empatia e senso di inclusione?

 

PC: La strada che percorre l’essere umano va dal selvaggio al santo, prima o poi tutti arrivano al massimo grado, tutti noi siamo stati dei selvaggi, c’è chi è più avanti, chi è più indietro, tutto passa…

“Dietro la porta trovi la svolta”, Dopo un problema, una tragedia, non chiuderti, la porta da aprire è dentro di noi, apriamola…”Lasciati andare, tutto passa anche il dolore…”, voglio dire, lascia che sia, il dolore macinando il nostro cuore, ci deve spronare a reagire, a voltare pagina, a crescere…”Trova la chiave per entrare, sospirato equilibrio…”, la chiave per uscire dal fango ce l’hai solo tu, è tua la decisione, o affogare, o risalire, non hai alternative per ritrovare un equilibrio mentale e fisico…

Io vedo la vita o in bianco o in nero, per me non esistono mezze misure, se vogliamo un cambiamento, questo deve partire da noi stessi, non serve a niente  lamentarsi, fare le vittime, crogiolarsi, la vita io la vivo a “muso duro”, senza aver paura, perché nulla può farmi del male.

 

MTDD: Grazie, Patrizia, per aver partecipato a questa seconda intervista. È sempre un piacere averti mia ospite. Sono certa che avremo altre opportunità per continuare a presentare al pubblico i tuoi bellissimi brani.

Vogliamo ricordare ai nostri lettori che possono contattarti nei senguenti modi:

Email: pat@patriziaonmusic.it (direttamente a Patrizia) o

info@patriziaonmusic.it  (informazioni generali) o

mario@patriziaonmusic.it (Mario Lorenzini)

 

e seguirti sui social (Facebook) o ascoltare e acquistare la tua musica sulle seguenti piattaforme:

 Spotify, Amazon music o YouTube 

 

PC: Grazie di vero cuore a te, è sempre un grande piacere, saluto, abbraccio e bacio ogni lettore, ringraziando per la pazienza, vorrei ricordare ancora il mio canale YouTube “Patrizia Carlotti official”, e se vi fa piacere iscrivetevi, non costa nulla farlo!

Ciao a tutti!




Tuesday, June 1, 2021

A tutto Rock - Intervista a Emanuele Semeraro - di Maria Teresa De Donato

 

A tutto Rock!

Intervista a Emanuele Semeraro

di Maria Teresa De Donato

 


Oggi sono molto contenta di ospitare un ragazzo che, benché giovanissimo, è un musicista, anzi dovrei piuttosto dire ‘chitarrista’ dotato di uno straordinario talento: Emanuele Semeraro, diciassettenne.

Dalla bellissima e suggestiva cittadina barocca Martina Franca, in provincia di Taranto, Emanuele si sta dando un gran da fare fra studi e musica costruendo, con costanza e determinazione e al tempo stesso bruciando le tappe, quello che con tutto cuore gli auguro sarà il suo luminoso futuro.

 

MTDD: Ciao Emanuele. Benvenuto su questo mio Blog e Salotto Culturale Virtuale. È un piacere averti qui con noi oggi e poterti presentare ai miei lettori.

ES: Ciao Maria Teresa, grazie per la tua ospitalità, sono veramente felice e onorato di questa tua intervista, complimenti per il tuo Blog e Salotto Culturale Virtuale in cui dai mirabilmente spazio alla cultura e all'arte a 360°.

 

MTDD: Non avevo ancora intervistato un musicista e sono felice che il primo sia proprio tu.

Perché non inizi con il presentarti ai nostri lettori parlandoci un po’ di te: chi sei, cosa fai nella vita, studi e quant’altro vorrai condividere con il nostro pubblico?

ES: Sono Emanuele Semeraro, ho 17 anni e frequento il IV anno all’indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio (CAT) dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Martina Franca.  All’età di sei anni ho iniziato lo studio della chitarra classica sotto la guida di mia madre, Mila Nardelli, e all’età di 10 anni ho intrapreso lo studio della chitarra elettrica. Nel 2017, all’età di 13 anni sono entrato al Saint Louis College of Music di Roma, dove ho frequentato, sotto la guida del maestro William Stravato, i tre anni di corso preaccademico di chitarra pop-rock, conseguendo ottimi risultati in tutte le materie del percorso di studi, fino ad essere ammesso a soli 16 anni, nel settembre 2020, alla frequenza del primo anno del Corso Accademico. Accedere alla frequenza del corso accademico è stata per me una grande soddisfazione e gioia, che mi ha ripagato del mio costante impegno e delle tante ore di studio dedicate allo strumento, ma anche alle altre materie del percorso. Tutto questo ho potuto farlo grazie al sostegno dei miei genitori: in questi anni mio padre mi ha sempre accompagnato, essendo ancora minorenne, nei lunghi e continui viaggi in treno verso Roma e mia madre mi ha sempre incoraggiato e consigliato in questo lungo e non sempre facile percorso. Determinante è stata la guida del mio maestro William Stravato, un grande musicista e un bravissimo didatta, che mi ha sempre sostenuto e ha saputo ben indirizzare e interpretare la mia personalità artistica.

La passione per la musica in questi anni è stata un continuo crescendo e una continua scoperta che mi ha portato a ispirarmi al virtuosismo e alle tecniche shred della chitarra elettrica di chitarristi come Zakk Wylde, Paul Gilbert, Malmsteen, Nuno Bettencourt, Michelangelo Batio.

Amo stare in prima linea e avere contatto diretto col pubblico, infatti collaboro come socio e musicista con l’Associazione Culturale Castrum Martinae e con altre associazioni culturali del territorio. 

Ho partecipato alle Edizioni 2018 e 2020 del talent “Stella del Sud”, esibendomi nelle varie tappe pugliesi e arrivando in finale. Partecipo sempre con piacere a vari eventi culturali patrocinati dal comune di Martina Franca, dalla regione Puglia e dalla provincia di Taranto tra cui “Picasso tra ori, arte e gusto”, “Andy Wahrol: i segreti di un genio”, “Omaggio a Frida Kahlo”.

La musica è indubbiamente la mia arte preferita, ma ho la passione anche per la fotografia e il disegno, ho infatti realizzato la “prima di copertina” di alcuni libri di poesia e narrativa; amo anche collezionare vinili di musica rock e classica e fare sport, in particolare il nuoto, che pratico dall’età di 6 anni e che, in questo periodo, mi manca particolarmente a causa della chiusura delle piscine per via del Covid-19. Da piccolo, oltre al nuoto, ho anche praticato taekwondo, un’arte marziale coreana, diventata ormai disciplina olimpica, conseguendo la cintura nera all’età di 12 anni.

 


 

MTDD: Tua madre, la Prof.ssa Mila Nardelli, mia carissima amica, insegna musica e suona vari strumenti tra cui il pianoforte e la chitarra classica. Possiamo, quindi, definirti ‘figlio d’arte’.

Pensi che l’avere una mamma musicista abbia contribuito in qualche modo a questa tua passione? E se sì, fino a che punto ed in che modo?

ES: Sì certo, avere una madre musicista ha indubbiamente contribuito a questa mia passione, crescere tra le chitarre, tastiere, mandolini, flauti, che sono diventati, insieme ad altri, i miei giochi d'infanzia, ritengo sia stata una grande fortuna. Vedere mia madre suonare quotidianamente, mi portava comunque a imitarla, poi all'età di 5 anni mi ha proposto di provare a suonare la chitarra classica e io, senza un attimo di titubanza ho subito accettato. Mia madre pur essendo una musicista di formazione classica è aperta anche ad altri generi musicali e un giorno mi propose di ascoltare “Paradise City” una canzone dei Guns n' Roses: da quel momento, mi si aprì un mondo che cominciai a esplorare con una curiosità sempre più crescente, tanto da fare diventare il rock, il segno distintivo della mia musica e una grande passione, decidendo di studiare la chitarra elettrica.

 

MTDD: A prescindere dall’interesse che tua madre possa aver sollecitato in te sin da bambino, magari mettendoti una chitarra in mano e chiedendoti se la volessi provare, quando hai preso coscienza che la musica è la tua vera strada?

ES. L'ho capito sin da quando frequentavo la terza media e i miei professori mi chiedevano a quale indirizzo di studi mi sarei orientato dopo gli esami. Senza alcun dubbio capii che prediligevo l'indirizzo artistico-musicale, allo stesso tempo, avendo un padre geometra, mi affascinava l'indirizzo tecnico, ragion per cui chiesi ai miei genitori di iscrivermi al conservatorio e contemporaneamente di frequentare la scuola superiore a indirizzo tecnico per geometri.

 

MTDD: Quali strumenti musicali sai usare e perché hai scelto proprio la chitarra elettrica?

ES: Suono la chitarra elettrica, acustica e classica, tra tutte prediligo la chitarra elettrica, trovo che sia uno degli strumenti più affascinanti e più rappresentativi del rock, sin da bambino mi ha subito colpito oltre al design, soprattutto il suono, che mi regala sensazioni inimitabili.

 

MTDD: Quando suoni la tua chitarra diventi un tutt’uno con lei, sei completamente immerso nel momento ed in totale armonia con lei.

Cosa provi esattamente in quegli istanti e hai un rapporto diverso con loro a seconda delle varie tipologie di chitarra che suoni?

ES: La chitarra suscita in me un’infinita gamma di sentimenti e di emozioni, attraverso le quali ho la possibilità di entrare in contatto con me stesso e con la mia anima, la sua energia mi fa sentire vivo ed è proprio questo che mi spinge a suonare. Per entrare in contatto reale con il mio strumento è neces­sario che io sia aperto e disponibile a lasciarmi toccare dalle emozioni che esso suscita e sintonizzarmi con l’andamento ritmico, melodico e armonico del brano che sto suonando. Questo è però solo il primo passo, perché, come musicista, non mi basta essere sensibile e ricettivo, ma ho il compito di diventare un vero e proprio artefice di emozioni, scegliendole, ricreandole e valorizzando la ricchezza di sentimenti contenuta nella musica. Al tempo stesso, il mio modo di vivere viene colorato, impregnato dalle emozioni che la musica mi ha rivelato. Per quanto riguarda il diverso rapporto che ho con le chitarre, in riferimento a quelle elettriche, dipende dalle differenze di sonorità. Il suono di una Les Paul di base è più caldo e corposo rispetto a quello di una Strato, ma d’altra parte quest’ultima ne vanta uno più squillante. Ad ogni modo si può riscontrare nella prima una vocazione ad un sound più potente, per via della composizione dei pick-up. La Les Paul si accompagna meglio ad un effetto distorto di quanto possa una Strato, ma quest’ultima vanta un suono pulito più presente, in quanto più squillante della prima. La tecnologia oggi fa miracoli e con l’effettistica giusta si può lavorare su entrambi i modelli. Io preferisco la Les Paul sia come estetica che come suono perché meglio si adatta al Metal genere da me preferito.

 

MTDD: I generi musicali che ti appartengono sono Hard Rock, Heavy Metal, Punk, Blues, Funk e Pop. Puoi spiegare a chi non è un esperto nel settore quali sono le maggiori differenze tra questi generi, cosa ognuno di loro rappresenta per te e quali sensazioni ti ispira?

ES: Il “Blues” è una musica popolare figlia degli spiritual e spesso malinconica, nata sotto la matrice dei canti di lavoro degli schiavi neri americani, corrente da cui poi è derivato anche il Blues-rock di B.B. King. Io sono più legato al blues, ben più frizzante, di Stevie Ray Vaughan, re del Texas blues: la sua musica era una commistione di tutte le influenze della scena blues esistente, presente e passata e Vaughan, ebbe la straordinaria abilità di trasmettere i messaggi dei padri del blues nel suo personalissimo modo. C’è poi Gary Moore, signore dell’Irish blues ed artisti più recenti come Joe Bonamassa e Jared James Nichols che sono quelli a cui mi ispiro per questo genere.

Il Funky è una musica simile all'hip-hop, proveniente dagli USA, nata negli anni '70 nei ghetti americani; è un genere che a me diverte tanto perché ha un grouve coinvolgente; gli artisti a cui mi ispiro sono James Brown, Reb Beach, Nuno Bettencourt.

La “Pop music”, è un macro genere musicale contemporaneo che comprende alcuni sottogeneri appartenenti alla canzone popolare. Il termine "pop" deriva dall'abbreviazione del termine anglofono "popular", usato per indicare le tendenze musicali e artistiche che, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, hanno adottato nuovi criteri estetici e contenuti rivolti soprattutto a un pubblico giovanile e di massa. La musica pop è per me sinonimo di semplicità e leggerezza, tra gli artisti che apprezzo sicuramente c’è John Mayer e i Toto.

Il “Punk Rock” è un genere di musica rock che si è sviluppato principalmente fra il 1976 e il 1979, da forme musicali precedenti, derivate dal garage rock, oggi note come proto-punk e, tra tutti i generi, non sento particolarmente mio, perché non è affine alla mia personalità.

Invece un genere che mi appassiona molto è il “Country” che è il risultato dell’unione di forme popolari della musica americana, sviluppatasi nel Sud degli Stati Uniti ed è suonato con chitarre, banjo e violini e deriva dalle musiche folk importate dai coloni inglesi in America. Questo genere mi appassiona tanto per le sue tecniche particolari, molto complesse e basate sulla velocità, come l’hybrid picking, che consiste nel pizzicare le corde della chitarra col plettro e con le dita contemporaneamente. Tra i miei artisti di riferimento sicuramente Brent Mason è quello a cui mi ispiro maggiormente.

L'”Hard Rock” è un genere derivato principalmente dal rock and roll e dal blues-rock, nato tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta nel Regno Unito. Caratterizzò non solo gli anni settanta, ma anche gli ottanta e parte dei novanta, oltre che nel Regno Unito, anche negli Stati Uniti. Dall'hard rock derivano altri generi musicali di grande popolarità, e in particolare l'heavy metal, letteralmente "metallo pesante", che è caratterizzato da ritmi fortemente aggressivi e da un suono potente, ottenuto attraverso l'enfatizzazione dell'amplificazione e della distorsione delle chitarre, dei bassi, e, talvolta, persino delle voci. Questo sicuramente tra tutti è il mio genere preferito, innanzitutto perché vi sono una moltitudine di stili e sottogeneri, dai più melodici e commerciali ad altri dalle sonorità estreme, che io prediligo particolarmente e in cui amo portare a livelli di alto virtuosismo le tecniche chitarristiche dell’alternate picking, sweep picking, tapping e legato.

 

MTDD: Hai già registrato DVD, album e simili, cioè prodotti pronti per essere acquistati? E se sì, dove si possono trovare?

ES: Ho registrato dei singoli che per il momento ho pubblicato su youtube e sui social: "Rock in the Midnight" è il mio primo brano inedito, completamente autoprodotto. Questo brano è solo una piccolissima parte di un progetto molto più grande e complesso a cui sto lavorando e che spero al più presto di farvi ascoltare.  


Rock In The Midnight - Emanuele Semeraro OFFICAL PLAYTHROUGH

 

Ho poi registrato il singolo “THEORY OF MADNESS” , anche questo è su YouTube e i social, con gli “YOUNG METAL TEORY”, siamo cinque giovani strumentisti: Lorenzo Gubbini (Chitarra) 15 anni, Emanuele Semeraro (Chitarra) 17 anni, Riccardo Santoro (Chitarra) 19 anni, Simone Paolini (Batteria) 19 anni, Matteo Mosconi (Basso) 19 anni; un progetto impegnativo realizzato completamente a distanza e completamente autoprodotto, senza l'aiuto di nessuno, nato da un’idea di Lorenzo Gubbini, in cui tutti abbiamo fatto del nostro meglio e usato tutta la nostra creatività, accomunati da una forte passione per il metal.  


OFFICIAL VIDEO YOUNG METAL THEORY - YouTube

 

MTDD: Progetti per il futuro?

ES: Tra i miei progetti futuri a breve scadenza c' è il mio prossimo singolo Power Metal "Anacalgon's Hyidra" che uscirà quest'estate, di cui realizzerò anche un videoclip, anche questo lavoro completamente autoprodotto in tutte le sue parti strumentali; è in cantiere anche un altro singolo con gli Young Metal Theory ed un altro progetto con due giovani artisti martinesi: Nadia Marangi, 15 anni, alle tastiere e voce, Mattia Francesco Pio Rubino, 19 anni, alla batteria ed io alle chitarre e al basso, con cui stiamo realizzando dei singoli e delle cover, sperando, covid-19 permettendo, di poterci esibire negli eventi estivi del nostro comune e dintorni.

Per quanto riguarda invece i progetti a lunga scadenza la priorità è continuare il percorso degli studi accademici presso il Saint Louis College of Music di Roma fino alla laurea specialistica; c’è poi la realizzazione di un intero album EP e, da qui a un anno, la realizzazione di un Recording Studio, in collaborazione con mia madre, per servizi di registrazione, fornitura e trascrizioni di parti vocali e strumentali, mixaggio e mastering di brani.


MTDD: Grazie, Emanuele, per essere stato qui con noi oggi. È stato un grande piacere intervistarti. Coloro che desiderassero entrare in contatto con te, come potranno farlo? 

ES: Grazie a te Maria Teresa per questa accurata intervista e per avermi dato la possibilità di esprimere e far conoscere al pubblico la mia arte, la mia personalità e i miei progetti futuri, grazie mille per la tua gentile ospitalità.

Chi desidera contattarmi può farlo sui social o scrivendo alla mia e-mail.

emansemeraro@gmail.com

https://www.youtube.com/channel/UCAOp1FBWNsPXOhFH7VLs7mA

Emanuele Semeraro (@michaelomfug) • Foto e video di Instagram

https://www.instagram.com/michaelomfug/

https://www.facebook.com/emanuele.semeraro.165