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Thursday, July 30, 2026

“Oceano di Sensi” di Maria Teresa De Donato: il romanzo perfetto per chi ama leggere d’estate

 

“Oceano di Sensi” di Maria Teresa De Donato:

il romanzo perfetto per chi ama leggere d’estate

 

di Elisa Rubini





 

“Oceano di Sensi” di Maria Teresa De Donato è una lettura perfetta per chi ama i romance d’estate, ma non cerca la solita storia leggera da dimenticare appena chiusa l’ultima pagina. Qui il sentimento non è un gioco, non è solo attrazione, non è una parentesi romantica messa lì per abbellire la trama. È qualcosa che nasce da una vita vissuta, da ricordi profondi, da ferite, cambiamenti e desideri che tornano a farsi sentire quando sembrava ormai troppo tardi.

La protagonista, Claudia, è una donna di origini siciliane nata nella Libia degli anni Quaranta, durante la colonizzazione italiana. Durante un viaggio in macchina, il passato le passa davanti con la forza di un film: cinquant’anni di vita, scelte, domande, emozioni, cadute e rinascite. Ed è proprio questo viaggio dentro sé stessa a rendere il romanzo così adatto a chi ama il romance più adulto, quello in cui l’amore non arriva come favola comoda, ma come possibilità inattesa.

D’estate si ha voglia di storie che facciano respirare, ma anche sentire. “Oceano di Sensi” funziona perché unisce memoria, sensualità, introspezione e sentimento. Non punta sull’erotismo facile: racconta i sensi nel loro significato più profondo, come risveglio, contatto, desiderio di tornare vivi, bisogno di ascoltare il corpo e il cuore dopo anni di domande lasciate in sospeso.

Per chi ama i romance estivi, questo libro ha una qualità preziosa: non parla solo dell’amore che nasce, ma anche dell’amore che può riaccendere una donna, sorprenderla, spingerla a guardarsi con occhi nuovi. Claudia non è una protagonista ingenua. Porta con sé un passato complesso, una storia personale forte, una maturità che rende ogni emozione più vera.

“Oceano di Sensi” di Maria Teresa De Donato è quindi il libro giusto per chi cerca un romance estivo diverso dal solito: più profondo, più sensuale, più adulto. Una lettura da scegliere quando si vuole una storia capace di mescolare cuore, memoria e desiderio, lasciando addosso la sensazione di aver attraversato non solo una vicenda d’amore, ma una vita intera.

Un romance per chi non vuole soltanto sognare l’amore, ma sentirlo arrivare come un’onda: improvviso, intenso, necessario.

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Il presente articolo è stato precedentemente pubblicato al seguente link




Monday, March 23, 2026

Oceano di Sensi: Un romanzo che parla a chi sta rinascendo. A cura di Elisa Rubini

 

Oceano di Sensi di Maria Teresa De Donato:

Un romanzo che parla a chi sta rinascendo.

 

A cura di Elisa Rubini

 




C’è un momento nella vita in cui i ricordi non sono più un rifugio e nemmeno un ostacolo: diventano un tribunale silenzioso che ci chiede di capire chi siamo diventati davvero. Oceano di Sensi di Maria Teresa De Donato nasce esattamente in quel varco, lì dove il passato non è più un semplice archivio ma una forza viva, capace di rimettere in moto ciò che credevamo fermo per sempre.

La protagonista, durante un viaggio in macchina apparentemente ordinario, non ripercorre la sua vita: la rivive. I frammenti ritornano con un’urgenza quasi fisica, cinquant’anni che si stringono in un unico filo narrativo che non concede respiro. Ma ciò che colpisce non è il ricordo in sé: è la volontà di capire. Dopo una serie di scosse emotive e cambiamenti improvvisi, la donna mette sotto processo le proprie scelte, le proprie omissioni e perfino i propri desideri più nascosti.

L’erotismo che emerge non è un ornamento. Non è nemmeno un’oscenità mascherata da “letteratura”. È la traccia più autentica di un’anima che tenta di tornare a sentire. Una sensualità che non riguarda il corpo, ma il risveglio della consapevolezza. È l’eros come linguaggio del ritorno a se stessi, come forza che riconcilia ciò che la vita ha spezzato.

In questo senso, Oceano di Sensi diventa una lettura preziosa per chi si trova in una fase di passaggio. Non un romanzo da consumare, ma un romanzo che accompagna, che si lascia respirare pagina dopo pagina, che suggerisce una verità semplice e difficilissima: ogni rinascita passa attraverso il coraggio di guardare indietro senza fuggire.

Maria Teresa De Donato costruisce una storia che non consola, non decora, non addolcisce. Invita. E nella sua voce narrativa si percepisce l’urgenza di dire che la vita, anche quando sembra esaurita, ha sempre un margine inatteso di sorpresa. Un varco che si apre quando meno ce lo aspettiamo, proprio nel momento in cui avevamo smesso di attendere qualcosa.

Oceano di Sensi è quel varco.

 

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Tuesday, April 8, 2025

Anelli Mancanti – Recensione di Giuseppe Storti

 

Anelli Mancanti – Romanzo di Maria Teresa De Donato

Recensione di Giuseppe Storti

  


I romani avevano il culto degli antenati Il “mos maiorum”, letteralmente: le usanze degli antenati, è il fulcro fondante della civiltà romana. I romani custodivano gelosamente in casa i lari e i penati. In ogni domus romana vi erano le statuette che simboleggiavano i Lari che proteggevano la famiglia. Mentre i Penati sono spiriti tutelari dei viveri di riserva della famiglia. Un culto che si tramandava di padre in figlio.

Il libro della dottoressa De Donato, che a ritroso ricostruisce nella sua fitta trama la vita dei suoi antenati, non fa altro che rinverdire una tradizione e una cultura che la civiltà occidentale ha forgiato nel proprio DNA. Il racconto e la ricostruzione del passato della propria famiglia, deve essere fatto esclusivamente proiettando il proprio presente nel passato. Prima che il tempo inesorabilmente possa cancellarne le tracce. Non siamo niente se non ricordiamo ciò che siamo stati.

Ricostruire il passato attraverso la ricerca genealogica dei propri antenati, rafforza la propria identità, consentendo di affrontare il futuro con più certezze. Sì, perché solo chi ha un solido passato, può affrontare le sfide future con più forza e ottimismo. La valente scrittrice va a ritroso nel tempo, come in una immaginaria macchina per il tramite di una accurata ricerca genealogica, unita ad una meticolosa analisi della personalità e dei comportamenti di coloro che l'hanno preceduta. Addirittura studia gli influssi che hanno modificato il carattere e i comportamenti dei suoi avi, nel passaggio delle varie ere storiche. Si parte dalle invasioni barbariche, passando per il Medioevo, arrivando al Novecento. Un viaggio davvero affascinante.

Molto accurata è anche la descrizione degli eventi storici più importanti che hanno caratterizzato la storia del continente europeo. Bellissime e molto emozionanti le pagine sulle origini del proprio padre e della madre, con le considerazioni degli effetti che ha avuto sulla propria famiglia nucleare l’infausto accadimento della Seconda Guerra Mondiale. Infine l’immensa gratitudine di una figlia per l’amore ricevuto e per il cospicuo patrimonio culturale avuto in eredità dalla sua famiglia, con il carico di tradizioni da rispettare ed amare.

Un romanzo autobiografico che si innesca sul filone narrativo della cosiddetta memorialistica che sta avendo grande successo nel panorama editoriale contemporaneo. Un libro da leggere, proprio perché è un esempio calzante del valore della memoria, che va coltivata e amata, soprattutto va testimoniata nell’unico modo possibile per non svanirla: ovvero con la scrittura. L’anello mancante, l’autrice riesce alla fine a ritrovarlo al termine della sua accurata ricerca proprio in quel inestimabile patrimonio culturale ricevuto in eredità dalla sua grande famiglia.




Tuesday, March 11, 2025

Anelli Mancanti – Recensione di Anna Valente

 

Anelli Mancanti – Romanzo di Maria Teresa De Donato

Recensione di Anna Valente

 



Anelli mancanti, libro di Maria Teresa De Donato. Una ricerca genealogica di una famiglia con molti lustri, sia nel cognome paterno che materno. Mariateresa ci porta con sé in questo viaggio che arriva in Irlanda, Spagna ma non solo. Legami nobili con l'imperatore Federico II. Ma ciò che mi ha colpito di più è non la ricerca degli avi che potrebbero essere l'anello mancante, ma bensì quella ricerca dei ricordi. Dei momenti felici e non con la famiglia. I momenti con la nonna che l'accompagnava durante la sua crescita, con l'odore del cibo quello buono. Il legame con una terra che si era spostata con la madre ma mai rinnegata. Il legame con quella madre che era diventata il vero perno portante di quella famiglia. Quel padre che portava in sé il peso di un benessere economico che non aveva più.


Ecco l'anello mancante che mi ha coinvolta di più, quei ricordi che non appartengono alla nobiltà, ma ad un cuore nobile che attraverso la ricerca dei suoi avi, ci racconta la sua vera ricchezza, la famiglia. Sì, la famiglia che nei momenti bui o luminosi, le ha lasciato non oro ma un bagaglio ricco di emozioni.


Complimenti Mariateresa, grazie per avermi fatto viaggiare insieme a te, nel tuo tempo, nella tua vita.




Thursday, August 29, 2024

Anelli Mancanti - Romanzo - Recensione Amazon a 5 Stelle

 Anelli Mancanti - Romanzo

Recensione Amazon a 5 Stelle




5,0 su 5 stelle 

Radici e destini in una cronaca familiare

Recensito in Italia il 29 agosto 2024

Acquisto verificato

In un'epoca in cui le nostre origini spesso vengono trascurate o dimenticate, “Anelli mancanti” si distingue come un tributo alla storia e alle interconnessioni che dal passato influenzano le scelte del presente. L'autrice, con straordinaria dedizione, ha intrapreso un'affascinante ricerca genealogica, risalendo attraverso le pieghe del tempo fino all'alto medioevo, rivelando una galleria di personaggi che spaziano da nobili normanni a studiosi alchimisti, da guaritori a medici e avvocati. Tra questi, solo per citarne alcuni, ricordiamo Trotula detta “Trotta”, medica della scuola salernitana, figura celebre in tutta Europa nell’epoca medievale, Raimondo di Sangro, inventore e accademico del 1700, e il notissimo Federico Barbarossa della Casata di Svevia.
La concretezza del lavoro è ammirevole; l'autrice non si è limitata a narrare le vicende dei suoi antenati, ma sicuramente ha intrapreso uno studio certosino, recandosi in numerose biblioteche e archivi sparsi in vari Paesi, per ricostruire, giorno dopo giorno, il percorso avventuroso della propria dinastia. Ogni pagina è intrisa di attenzione al dettaglio, permettendo al lettore di sentirsi parte di un mosaico complesso, che riflette non solo la storia della famiglia Trotta, ma l’intera cultura europea.
L’abilità con cui l'autrice intreccia i fili delle diverse epoche è notevole: dai popoli italici, ai celti, dai longobardi ai franchi, ricompone un affresco che non solo illumina le origini della sua famiglia, ma pone domande più ampie sul nostro passato collettivo. Attraverso figure illustri, il lettore scopre le influenze culturali e sociali che hanno plasmato il nostro presente, realizzando come le inclinazioni, i gusti e perfino le scelte quotidiane possano avere radici lontane.

"Anelli mancanti" è un libro genealogico, una celebrazione della memoria e dell'identità. La profonda introspezione dell'autrice offre uno spunto di riflessione su quanto ciascuno di noi sia il prodotto di storie, esperienze e tradizioni che ci precedono. Ogni capitolo trascina il lettore in un viaggio nel tempo, invitandolo a esplorare le proprie origini con rinnovata curiosità.

In conclusione, "Anelli mancanti" è un’opera che rende omaggio alla storia familiare dell'autrice e che ci ricorda quanto sia fondamentale riconnetterci con le nostre radici. Un libro per chiunque desideri comprendere meglio la complessità dell’identità umana e l’eredità culturale che ci appartiene.






Friday, February 9, 2024

TU e il tuo alunno (Koeltze & De Donato, 2023) - Recensione Eleonora Davide

TU e il tuo alunno

Tutta la verità sulla scuola

di Horst Költze e Maria Teresa De Donato

Recensione di Eleonora Davide, Direttore Editoriale e Giornalista




Quello che dovremmo sapere sulla scuola di oggi

Recensito in Italia il 21 gennaio 2024 (5 STELLE)

 

 

Un'analisi interessante sullo stato attuale della scuola europea. Il punto di vista dell'autore, che porta come esempio la particolare situazione in Germania, propone diversi punti di riflessione su ciò che ci si aspetta oggi dagli allievi. Le prove INVALSI (PISA) al centro di un approfondimento sulle finalità della scuola, rispondenti a criteri non aderenti alla realtà del materiale umano. E proprio l'umanità dell'alunno viene, infatti, messa sotto la lente di ingrandimento sotto la guida di una giornalista, capace di portare a galla un argomento che ci tocca da vicino e di cui, in realtà, conosciamo ben poco. Una lettura veramente interessante!





Friday, September 1, 2023

TU e il tuo alunno - Tutta la verità sulla scuola – Comunicato Stampa

 TU e il tuo alunno

-         Tutta la verità sulla scuola –

 

o piuttosto

 

L'AGENDA NASCOSTA DELL'ISTRUZIONE

(Comunicato Stampa)

 


È importante che la scuola aiuti i bambini e i ragazzi a sviluppare la loro creatività per realizzare il loro pieno potenziale?

Gli studenti di tutti i livelli non dovrebbero essere felici di andare a scuola per studiare invece di soffrire per le lezioni e ammalarsi con tutta una serie di sintomi?

I genitori dei bambini in età scolare dovrebbero essere consapevoli dell’istruzione?

Dovrebbero avere voce in capitolo nel concetto educativo, nei principi educativi e negli obiettivi educativi perseguiti con loro?

 

QUESTE DOMANDE FONDAMENTALI SONO IMPORTANTI PER TUTTI I GENITORI - E

NON SOLO!

 

<<Tu e il tuo alunno>> espone al pubblico la nuda verità sulla scuola.

La dottoressa Maria Teresa De Donato e l'autore didattico Horst Költze hanno scritto un libro sottile ma altamente esplosivo sull'invisibile macchina scolastica.

Il premio Nobel Gerry S. Becker della Chicago School of Economics tratta i bambini come “beni di consumo durevoli”.

L’OCSE ha trasformato quello che una volta era un rifugio sicuro per le scuole in un’arena per lo scontro internazionale. I bambini in età scolare sono degradati a schiavi dell’apprendimento.

Gli insegnanti devono

1) programmare gli studenti come robot umanoidi con blocchi di apprendimento standardizzati;

2) classificare gli studenti come “materia prima” con il martello di valutazione in capitale umano.

 

Gli autori devono

• rivelare come l'invisibile meccanismo scolastico alieni gli studenti;

• chiedere: PERCHÉ PERMETTETE QUESTO???

• trasmettere una visione educativa per il 21° secolo:

 

RIMETTERE LA SCUOLA IN PIEDI,

AL SERVIZIO DEGLI STUDENTI,

NEL LORO NATURALE INTERESSE AD IMPARARE.

 

Gli autori trasmettono il messaggio educativo per una società sostenibile, libera e democratica nel 21° secolo:

 

IL BAMBINO È IL CURRICULUM!

 

<<Tu e il tuo alunno>> si colloca nell'ampio orizzonte intellettuale-storico-evolutivo, da Socrate del Nord, il fondatore della filosofia esistenziale Sören Kierkegaard, ad Aristotele, lo studioso universale dell'antichità greca.

 

Per maggiori informazioni su questa o altre pubblicazioni degli autori visitate i rispettivi profili

https://www.amazon.com/Maria-Teresa-De-Donato-…/e/B019G68L8Q

 

https://www.amazon.com/stores/Horst-K%C3%B6ltze/author/B00455DZDU?

 

oppure contattateli ai seguenti indirizzi email:

 

Horst Költze: horst.koeltze@gmx.de (in tedesco)

Maria Teresa De Donato: holistic.coaching.dedonato@gmail.com

Thursday, June 1, 2023

A caccia dell’Albero della Vita - Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino - di Maria Teresa De Donato e Anneli Sinkko - Recensione di Fiori Picco

 A caccia dell’Albero della Vita

Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino

di Maria Teresa De Donato e Anneli Sinkko

 

Recensione di Fiori Picco

 

 


 

“A caccia dell’Albero della Vita- Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino” di Maria Teresa De Donato e Anneli Sinkko è un testo analitico e profondo sul significato dell’esistenza umana e sull’eterna connessione con Dio o Intelligenza Superiore.

Attraverso uno studio accurato e meticoloso, le autrici hanno confrontato numerosi passi della Genesi e testi sacri di civiltà e culture antiche come la giudaica, la cristiana e la sumera, evidenziandone gli aspetti in comune, come il concetto di Giardino dell’Eden, un luogo idilliaco e primordiale in cui l’uomo era strettamente in simbiosi con la Terra e con tutta la magnificenza del Creato.

Un luogo dove i nostri antenati non conoscevano dolore o sofferenza, né disobbedienza ed egoismo.

Le autrici conducono il lettore in un percorso di attenta riflessione sui quesiti della vita e delle nostre origini. Cosa ha spezzato l’originale e idilliaco equilibrio con la Natura e con il Tutto, trascinando l’essere umano verso gli abissi dell’auto-distruzione?

Il libero arbitrio ha condotto l’uomo verso scelte deleterie e regressive, e forse è per questo che la durata della nostra vita ora è limitata e dobbiamo affrontare malattia e morte. Siamo noi ad aver interrotto il soffio cosmico, energetico e vitale che scorreva nei nostri corpi rendendoci più longevi?

Perché l’uomo, definito “animale evoluto e dotato di intelletto” e creato a immagine e somiglianza di Dio, è biologicamente più fragile e precario di altre specie di creature centenarie e perfino degli alberi?

Da sinologa e studiosa di antropologia, posso affermare che, anche nella cultura orientale, in particolare del popolo Wa della Cina, l’uomo ebbe origine in un luogo paradisiaco, sul Monte Gongming, in una vallata piena di immensi e lussureggianti vigneti. Sulla cima del Monte fu trovata una gigantesca zucca avvinta a un filare d’uva dolcissima. Danuogan, il capostipite dell’etnia Wa, paragonabile ad Adamo, viveva in armonia con il Re delle Rane e, quando usò la sua spada per aprire la zucca, la cucurbitacea si spaccò in due e uscirono tutte le creature del mondo. Danuogan è paragonabile anche a Noè, in quanto costruì una canoa, vi fece salire una mucca e fuggì per sopravvivere a un devastante diluvio. Fu da quel momento in poi che, nelle notti di luna piena, le bestie selvatiche dei monti assalirono i villaggi, e i secchi di legno usati dalle donne per lanciare l’allarme e per attingere l’acqua al pozzo si ruppero, non permettendo più alle tribù di soddisfare la sete.

Eva, nel momento in cui fu tentata dal serpente e mangiò la mela, fu condannata a partorire con dolore.

Diverse sono le fonti e le culture, diverso il modo di raccontare la Creazione e le radici dell’umanità, ma forti sono le similitudini che dimostrano la nostra fratellanza.

Adamo fu plasmato con l’argilla; la Dea Nüwa creò la civiltà cinese forgiando delle statuette con la terra. I giardini sono presenti nell’Antico Testamento e nei Vangeli, così come nel Buddhismo. Buddha Sākyamuni ebbe l’illuminazione sotto l’albero sacro del ficus. La sua nascita fu annunciata da un elefante bianco alla madre Māyā, che ricevette il bambino nel grembo “senza alcuna impurità”. Gesù fu annunciato a Maria dall’Arcangelo Gabriele e fu frutto dello Spirito Santo.  

Si evince che un’Entità Superiore abbia creato il Tutto dando ai popoli la possibilità di decidere liberamente delle proprie azioni.  

Pregevole è l’impegno delle autrici nell’affrontare un argomento così complesso e delicato che, a tutt’oggi, rappresenta ancora un mistero.

L’uomo non riesce a codificare questi grandi enigmi perché trascendono la sua conoscenza, per questo è recidivo negli errori.  Il concetto di peccato originale nel Cristianesimo è la causa scatenante di tutte le nostre sofferenze ma, con la redenzione, possiamo ambire a una serena vita nell’Aldilà.

In Oriente il peccato originale è legato alle innumerevoli reincarnazioni che, ripetendosi, permettono di evolvere e di migliorare sciogliendo i nodi karmici. Nel Buddhismo, il Nirvana e l’illuminazione non riguardano solo la specie umana ma tutti gli esseri viventi, che sono parte integrante del Creato.

Questo libro rappresenta un percorso che le autrici hanno definito “entusiasmante e difficile” ma che le ha accomunate spiritualmente, a prescindere dal credo religioso, dalla cultura di appartenenza e dalla distanza geografica, nella diffusione di un messaggio universale: siamo tutti una grande famiglia. 




Thursday, May 25, 2023

“L’autismo visto da una prospettiva diversa – La storia di successo di Cesare” - di Giovanni Tommasini & Maria Teresa De Donato - Recensione di Valeria Gatti

 “L’autismo visto da una prospettiva diversa – La storia di successo di Cesare”

di Giovanni Tommasini & Maria Teresa De Donato


Recensione di Valeria Gatti

 

 


"- Vai pure da Cesare, noi prepariamo e ordiniamo tre pizze."

 

Un muro bianco la sua orchestra sinfonica. La bacchetta da direttore nella mano destra. Ogni tanto interrompeva la direzione per sgridare severamente “chi” non lo seguiva. Io, seduto dietro di lui, sul suo letto, lo guardavo. Questo bellissimo bambino…”

 

Howard Gardner – psicologo e docente statunitense, padre della teoria delle intelligenze multiple – sostiene che non esistono due individui che possano contare sulla stessa composizione di intelligenze. Ogni Uomo è unico e la sua fibra è composta da un insieme di fattori irripetibili. Sempre Gardner afferma che uno dei primi talenti ad emergere, nell’Uomo, sia quello musicale: pensiamo al battito del cuore, per esempio, un ritmo che non ascoltiamo mai in maniera volontaria, ma che è dentro di noi, indispensabile alla nostra esistenza.

La musica è, dunque, un elemento primordiale, di importanza notevole in termini di studi scientifici, psicologici e antropologici.

La musica è il tema che ho scelto per raccontarvi il libro intitolato “L’autismo visto da una prospettiva diversa – La storia di successo di Cesare” di Giovanni Tommasini & Maria Teresa De Donato.

Sono state le parole degli autori ad avermi convinta.

Siamo già dentro la narrazione quando Maria Teresa scrive:


“Non dovrebbe sorprenderci, quindi, se anche la musica, così come altre forme d’arte, pur non guarendo di per sé malattie, può essere impiegata, e dovrebbe esserlo in maniera maggiore, a fini terapeutici in quanto favorisce una sensazione di benessere in grado di facilitare la ripresa a livello di salute”

La citazione è preceduta e seguita da una serie di pubblicazioni autorevoli che l’autrice ha studiato, analizzato e riportato a sostegno di quanto afferma.

 

Giovanni, invece, afferma che “molte persone affette da tale terribile patologia sono attratte da tutto ciò che è già stato sicuramente “salvato”…. come numeri, date, cartine stradali, macchine meccaniche da poter accendere e spegnere senza fatica emotiva… la musica, perfetto trait d’union matematico-emotivo”.

Con la musica, dunque, la vita può essere vista da una prospettiva diversa: intensa, viva, emozionante, unica. Non solo. C’è una forte componente abitudinaria che giova e che mette in salvo; che amplifica sensazioni e vissuti; che avvicina le persone. Anche, e soprattutto, le persone che devono imparare a conoscerci, a rispettarsi e a fidarsi l’uno dell’altro.

 

Succede proprio questo a Giovanni, un giovane “straniero” laureando in scienze politiche presso l’Università di Genova, quando accetta il lavoro di educatore. Il “caso” da seguire: Cesare, un bambino autistico. Tra i due inizia un rapporto fatto di silenzi causati da due linguaggi all’apparenza distanti, di sguardi, di paure, di sospetti. Questo rapporto assomiglia a una scala, lunga e impervia: un gradino alla volta, da scalare con fatica, ma diretti alla fiducia, al rispetto, alla comprensione, al legame, all’amicizia. Giovanni non scrive un romanzo, né un racconto. Il suo è uno stile espressivo composto da tanti pensieri legati gli uni agli altri, privo di orpelli e ricco di frasi brevi. In alcuni passaggi è stato come leggere una poesia che è nata dal dolore ma rivolta alla speranza e all’importanza di dare e ricevere. Il protagonista è Cesare, naturalmente, e come lettore non riesci a non sentire l’emozione che Giovanni lascia riaffiorare quando racconta i suoi dubbi, quando si scontra con capricci e silenzi, o quando cerca di adattare al presente il peso dei suoi ricordi d’infanzia. Avverti le sue emozioni quando intuisce le preoccupazioni di una mamma che non riesce a vedere un futuro sereno per suo figlio e quando la relazione d’aiuto diventa uno scambio affettivo travolgente e inaspettato. E poi, ci sono passaggi divertenti e commoventi: mi è sembrato di vederli, lui davanti e Cesare dietro, a bordo della Vespa, sfrecciare tra le vie di Genova; oppure quando vanno in cerca di un bar sul mare per mangiare il solito tramezzino e celebrare la vita. Una vita che va amata, creata e difesa perché è sempre degna di essere vissuta. 

La voce di Maria Teresa è come un’àncora: interviene per spiegare e per ampliare i significati. Di lei conosciamo l’abilità nel tradurre concetti scientifici – non largamente diffusi e spesso complessi – in frasi semplici e in quest’opera la sua capacità si pone in perfetta armonia con la narrazione espressiva di Giovanni. La sua penna analitica ed esperta, infatti, pone domande, propone tesi di risposta, cita studi, aggiunge suggerimenti di natura scientifica, filosofica, olistica ed emotiva.

L’opera letteraria assomiglia a un brano musicale nel quale le due voci si affiancano con armonia ed esprimono le stesse note, pur mantenendo la loro unicità.

L’ultima osservazione la riservo a una citazione di Giovanni che ritengo sia, per la sua forza, la sua intensità e anche il suo coraggio, la più rappresentativa dell’intera opera.


“E così iniziava a vivermi”.

 

La presente recensione è stata pubblicata anche sul seguente link:

https://bood.food.blog/2023/04/14/lautismo-visto-da-una-prospettiva-diversa-la-storia-di-successo-di-cesare-di-giovanni-tommasini-maria-teresa-de-donato/ 




Wednesday, February 1, 2023

Racconti di Vita e Dintorni - di Maria Teresa De Donato - Recensione di Valeria Gatti, Autrice e Blogger

 Racconti di Vita e Dintorni

di Maria Teresa De Donato

 

Recensione di Valeria Gatti, Autrice e Blogger

 

 


“La Vita, quando affrontata in piena consapevolezza, è un tesoro di inestimabile valore e veramente degna di essere vissuta.” Citazione tratta dall’opera.

 

Se non ci fossero gli Altri, la nostra esistenza sarebbe un viaggio sterile, insulso, superficiale. Abbiamo bisogno di mani, menti, occhi e cuori che non siano i nostri, per crescere, affrontare salite e gustarci le discese che il destino ha in serbo per noi.

Maria Teresa De Donato, nel suo “Racconti di Vita e Dintorni”, si concentra sull’importanza della curiosità: una dote indispensabile per afferrare le possibilità che la Vita ci dona, insieme a una buona dose di semplicità e stupore. Le esperienze non sono certo tutte positive, anzi, ed è vero che sono gli “inciampi” a fornire gli insegnamenti più importanti e duraturi. È vero anche che abbiamo sempre più bisogno di bilanciare gli effetti effimeri della nostra esistenza e farlo attraverso una visione completa e profonda è sicuramente un buon metodo.

L’autrice ha raccolto venti racconti autobiografici, all’interno dei quali è sempre evidente il concetto su cui si basa l’intera opera. I racconti spaziano tra ricordi, vissuti, viaggi fisici e non, mentre la voce narrante è, a volte, ironica, ma sempre autentica. Si percepisce, insomma, il coinvolgimento che l’autrice ha provato, nella stesura dell’opera che ha ripercorso alcune delle tappe (e degli incontri) che più hanno segnato le sue scelte.

Il lettore viene così a conoscenza dello spirito battagliero che Maria Teresa ha avuto (e che secondo me ancora conserva) mentre si affaccia nel mondo del lavoro, appena terminati gli studi; della sua passione per il Tirolo, meta di alcuni viaggi; dell’amicizia con una donna Sudamericana e delle cene a base di piatti italiani e colombiani; dell’incontro con un uomo mediorientale che non mangia mai cibi bianchi…  e molti altri ricordi, tutti significativi, alcuni commoventi, altri più simpatici.

Dall’opera emerge la passione per il viaggio che non è solo la meta o il soggiorno: nel divertente “Il treno per Monaco”, per esempio, c’è un affresco della famiglia dell’autrice che incuriosisce e fa riflettere.

La diversità, inoltre, è un altro tema ricorrente. L’autrice racconta culture e abitudini che si abbracciano, che hanno molto da dire, moltissimo da insegnare e che aprono la mente, stimolando riflessioni e pensieri positivi.

Infine, l’autrice si sofferma più volte sull’importanza di lasciarsi prendere per la mano, per toccare quello stupore che, a volte, abbiamo bisogno di ritrovare.

“Era tanto che non mi accadeva qualcosa di inaspettato tanto piacevole quanto entusiasmante”.

Un messaggio che faccio mio e che vorrei diventasse un augurio per voi, cari lettori, per questo prossimo anno: che la Vita vi regali ogni giorno qualcosa di inaspettato e piacevole.

Si ringrazia l’autrice per il file lettura in omaggio.

 

La presente recensione è stata pubblicata anche al seguente link:

https://bood.food.blog/2022/12/29/racconti-di-vita-e-dintorni-di-maria-teresa-de-donato/