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Thursday, September 25, 2025

Meravigliosa Italia: Aringhe marinate con cipolle - Intervista di Maria Teresa De Donato

 

Meravigliosa Italia:

Aringhe marinate con cipolle

 

Intervista di Maria Teresa De Donato

 


(Foto da Internet)

 

Il nostro viaggio nella nostra Meravigliosa Italia con la cara amica Maria Cristina, Autrice e Blogger continua con un’altra sua ricetta veneta.

Non mi resta, quindi, che augurarvi una buona lettura e, soprattutto buon appetito!

 

MTDD: Ciao Maria Cristina e bentornata tra noi. È sempre un piacere averti come mia ospite.

MCB: Il piacere è mio. Grazie per l'invito.

 

MTDD: Maria Cristina, anche oggi parleremo solo di cucina con te.

Quale ricetta hai preparato per i nostri lettori?

MCB: Oggi ho pensato di presentarti le Aringhe marinate con cipolle.

 

MTDD: Benissimo! Già il nome mi fa venire l’acquolina in bocca...

MCB: Infatti. Si tratta di un’altra ricetta tanto semplice quanto gustosa. Una volta l’aringa era un piatto super povero oggi è un piatto da gourmet.

Mio padre amava mangiarla ogni tanto ma in una versione diversa; preferiva quella affumicata forse perché gli ricordava la fame patita ai tempi della guerra in cui si strofinava una fetta di polenta sulla superficie dell’aringa per avere l’illusione di mangiarla e il pesce durava a lungo prima di venire mangiato dalla famiglia.

Il procedimento, per chi volesse prepararla, è il seguente: 

 

Bollite e cuocete le aringhe in latte e acqua; scolatele e asciugatele in forno caldo;

Tritate e fate appassire una cipolla; aggiungete dell’aceto di vino, fatelo evaporare e dopo spegnete il fuoco;

In un recipiente alternate uova e filetti di aringa, cipolla e prezzemolo; coprite con olio e lasciate riposare per qualche ora;

Servite il tutto con polenta calda.

 

MTDD: Grazie, Maria Cristina. Ti aspetto per altre interessanti e succulente ricette.

MCB: Grazie a te per l’invito. A presto!




 

Tuesday, July 15, 2025

Meravigliosa Italia: La Frittata di radicchio - Intervista di Maria Teresa De Donato

 

Meravigliosa Italia:

 

 La Frittata di radicchio

 

Intervista di Maria Teresa De Donato



(Foto da internet)


Il nostro viaggio nella Meravigliosa Italia con la nostra cara amica Maria Cristina, Autrice e Blogger continua con altre perle preziose della sua Regione: il Veneto.

Oggi, però, invece di parlare di storia, di monumenti e di località da visitare, Maria Cristina ci delizierà con un’altra delle sue famose ricette.

Auguro a voi tutti, quindi, buona lettura e, soprattutto buon appetito!

 

MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo tra noi. È sempre un piacere averti mia ospite.

MCB: Il piacere è mio. Grazie a te per l’invito.

 

MTDD: Maria Cristina, come ho menzionato, oggi parliamo solo di cucina con te.

Quale ricetta hai preparato per i nostro lettori?

MCB: Oggi ho pensato di presentarvi la Frittata di radicchio.

 

MTDD: C’è un motivo particolare per cui hai scelto proprio questa ricetta?

MCB: Sì. Il motivo è che nel Veneto ci sono molte varietà di radicchio e questo vuol dire che viene mangiato in tantissimi piatti.

 

MTDD: Andiamo con la ricetta, allora!

MCB: Il procedimento, per chi desiderasse prepararla, è molto semplice:

·        Rosolate aglio, scalogno e radicchio (se non  vi piace il sapore usate pure o solo aglio o solo scalogno) in una padella e lasciate appassire il tutto per pochi minuti;

 

·        Profumate con lo zafferano stemperato in acqua tiepida (ma se non lo avete va bene uguale) e ultimate la cottura;

 

·        Spegnete, aggiungete i semi di sesamo (stesso discorso dello zafferano), mescolate e tenete in caldo;

 

·        Sbattete a parte uova e latte, unite il radicchio, sale e pepe a gusto, amalgamate e trasferite in una teglia oleata;

 

·        Infornate per 20', intiepidite e servite.

Non ho indicato le quantità perché ognuno può aggiustarla a proprio gusto.

 

MTDD: Mi sembra un’ottima idea. Grazie Maria Cristina per questa ricetta rapida e gustosa. Ti aspetto per presentare ai nostri lettori qualche altra prelibatezza culinaria. Nel frattempo vogliamo ricordare a tutti che, nei nostri precedenti articoli, oltre a descriverci le ricchezze culturali, storiche, artistiche e paesaggistiche della tua regione ci hai anche presentato molte ricette tipiche del Veneto.

Invitiamo, quindi, i nostri amici ad andarle a leggere e, perché no, a provarle.

MCB: Grazie a te, Maria Teresa. Ci vediamo presto. Nel frattempo mi auguro che coloro che seguiranno il tuo invito rimarranno soddisfatti e gusteranno le ricette venete che abbiamo presentato.






Monday, June 23, 2025

Meravigliosa Italia - Uno sguardo al Delta del Po

 

Meravigliosa Italia:

 

Uno sguardo al Delta del Po con Maria Cristina Buoso

 

di Maria Teresa De Donato

 

 


 

MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo in questo mio Salotto Culturale Virtuale.

MCB: Grazie per l’invito. È sempre un piacere essere tua ospite.

 

MTDD: L’avventura nella nostra Meravigliosa Italia continua oggi con un’area di particolare interesse tanto dal punto di vista geografico quanto da quello agricolo.

Stiamo parlando del Delta del Po.

Cosa puoi dirci in merito?

MCB: Il Po nasce nel Monviso, attraversa tutta la Pianura Padana per poi sfociare nel Mare Adriatico. I suoi rami  creano un foce ramificata e molto grande che si divide in due parti, una in provincia di Rovigo e una nella provincia di Ferrara.

Ha una superficie di circa 18.000 ettari ed è per questo che ricade in gran parte nella provincia di Rovigo e occupa una porzione enorme, quella orientale, dall'incile del Po di Goro sino al mare.  Il suo rappresenta un esempio di "delta attivo".

Il delta del Po è stato inserito nel 1999 tra i patrimoni dell'umanità d'Italia dall'UNESCO come estensione del riconoscimento conferito alla città di Ferrara nel 1995. I crescenti problemi ecologici e ambientali hanno spinto, verso la fine degli anni ottanta, ad una maggiore consapevolezza verso la natura. Si è quindi provveduto ad individuare le aree di maggior pregio ambientale per una maggiore tutela e nel 2015 l'area del delta del Po è stata riconosciuta dall'UNESCO come riserva di Biosfera.

 

MTDD: Come vengono identificate e suddivise queste “aree naturali protette?

MCB: Le “aree naturali protette” comprendono:

-    Il Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna – nato nel 1988 ma operativo dal 1996, che include territori e  zone umide che fanno parte del bacino idrico di altri fiumi (tra cui il Reno e il Lamone) e abbraccia gran parte del delta storico del Po (il suo ramo principale nel Po di Primaro diventato fiume Reno), ma solo una piccola parte del delta attuale.

  -   Il Parco regionale veneto del Delta del Po - nato nel 1997 e attivo dallo stesso anno, che comprende gran parte del delta geografico attuale del Po.

  L'intera Pianura Padana, ha subìto nel corso delle ere geologiche, profondi cambiamenti che hanno fatto avanzare e arretrare la linea costiera, con il risultato che la foce del Po si è spostata di centinaia di chilometri e ha modificato molte volte la sua forma e la sua estensione.

 


Coloro che desiderassero approfondire questo argomento troveranno ulteriori informazioni ai seguenti link:

 

https://www.parcodeltapo.org/mappa.php

https://www.parks.it/parco.delta.po.ve/mapl.php

https://it.wikipedia.org/wiki/Delta_del_Po

https://www.ferraraterraeacqua.it/it/parco-del-delta-del-po/parco-del-delta-del-po

https://www.ferraraterraeacqua.it/it/come-arrivare/mappe/mappa-del-parco-del-delta-del-po/view

 

MTDD: Grazie, Maria Cristina, per queste tue ricerche.

Con quale ricetta concludiamo oggi questa nostra intervista?

MCB: Grazie a te. Il piacere è il mio. Oggi voglio presentarvi il Radicchio alla piastra. 

 

 


Ricetta

Radicchio alla piastra

 

È semplicissimo da fare e si usa il radicchio rosso di Treviso, è ottimo anche come antipasto. Condito con un filo d'olio, aceto balsamico o arricchito da frutta secca.

Si abbina a qualunque piatto sia a base di carne o pesce ed è un ottimo accompagnamento ai formaggi di varia stagionatura, sempre con un buon vino.

La ricetta è facilissima, basta avere a disposizione una piastra in ghisa o una equivalente antiaderente. Nel caso contrario, usate tranquillamente la griglia.

Il radicchio rosso di Treviso tardivo è più lungo e affusolato e dalle foglie rosso violacee. Si trova fino al mese di aprile, di solito, ed è quello che si usa di più ma va bene anche un altro tipo.  

Si taglia il cespo a metà, si lava e poi si mette a cuocere, si rigira e quando è pronto si condisce semplicemente con un buon olio extravergine di oliva, sale e pepe.  Se volete esagerare aggiungete una manciata di mandorle tritate e per un vero tocco gourmet qualche scaglia di parmigiano e un filo di miele di bosco.

 

Buon appetito!




Monday, March 3, 2025

Meravigliosa Italia - Visitando Villa Grimani Molin

 

Meravigliosa Italia:

Visitando Villa Grimani Molin Avezzù con Maria Cristina Buoso

Di Maria Teresa De Donato

 



 

Amici carissimi oggi continuiamo a viaggiare nella nostra Meravigliosa Italia con la mia cara amica e collega Maria Cristina, Autrice e Blogger. Maria Cristina partecipa da anni molto attivamente, insieme ad altri colleghi ed amici, a questa mia Rubrica e invito voi tutti a leggere gli altri articoli per farvi ispirare dalle varie località che sono state presentate nonché dalle apprezzatissime ricette che potrete gustare visitando soprattutto il suo territorio, quello di Rovigo e dintorni.

Ciò premesso, auguro a voi tutti una buona lettura!

 

MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo in questo mio Blog e Salotto Culturale Virtuale.

MCB: Grazie a te, Maria Teresa, per ospitarmi di nuovo.

 

MTDD: Cosa ci porti a visitare oggi, un’altra Villa Veneta?

MCB: Sì. Oggi andiamo, anche se solo virtualmente, a vedere Villa Grimani Molin Avezzù.

 

MTDD: Benissimo! Cosa puoi dirci di questa Villa e quali ne sono le caratteristiche più salienti?

MCB: Villa Grimani Molin Avezzù si trova a Fratta Polesine vicina a villa Badoer. Sono evidenti le somiglianze architettoniche e  le loro storie sono intrecciate fin dall’inizio per via dell‘amicizia fra il committente della Villa Badoer e Giorgio Loredan che era il proprietario dei terreni su cui entrambe le ville sono state costruite. Alla morte di Loredan le proprietà di Fratta sono state divise tra le sorelle Lucietta e Lucrezia, rispettive mogli di Francesco Badoer e di Vincenzo Grimani.

Si pensa che  fu lo stesso Vincenzo Grimani a commissionare la trasformazioni della casa Loredan, nello stesso periodo in cui fu costruita la villa Badoer, intorno alla metà del Cinquecento ed essendo  vicini i due cantieri e la presenza del Palladio sul posto,  si è pensato alla possibilità dell’intervento di un allievo dell’architetto nel lavoro di questa dimora.

La facciata era stata fatta in modo da ricreare un angolo ideale con quella della Villa Badoer. Si nota un podio bugnato ad arcate che sostiene la fronte con colonne e timpano, tuttavia il rapporto tra la composizione della parte centrale e il volume della costruzione sembra sproporzionato.

L’interno della villa ha delle decorazione ad affresco con grottesche, basata sui temi dell’amore e della fecondità, forse realizzata dallo stesso Giallo Fiorentino che dipinse

Ha ospitato numerose riunioni dei Carbonari polesani, a metà del 1800.

L’avvocato Antonio Avezzù era legato in amicizia con ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e si dice che sia stato spesso ospite nella villa. Il principe Avezzù Pignatelli era anche amico di un altro grande politico italiano, Alcide De Gasperi.

 


Coloro che lo desiderassero, potranno trovare ulteriori informazioni ai seguenti link:

 

https://www.gentepocket.it/le-piu-belle-ville-venete-da-vedere-a-rovigo/

https://www.progettostoriadellarte.it/2020/07/03/villa-grimani-molin-avezzu-a-fratta-polesine/


MTDD: Molto interessante. Complimenti per tutte queste ricerche che fai e per le informazioni che provvedi ai nostri lettori. Sono sicura che apprezzeranno anche loro molto il tuo lavoro.

MCB: Lo spero davvero. La ricchezza artistica dell’Italia è notevole e anche il Veneto e la stessa provincia della mia città, Rovigo, non mancano di tesori che vale sicuramente la pena visitare.

 

MTDD: Ne sono certa. Concludiamo anche oggi con una ricetta locale?

MCB: Ben volentieri. Oggi vi propongo Bigoli in salsa d'acciughe

 

 


Ricetta

Bigoli in salsa d'acciughe

 

I bigoli  in salsa d'acciughe, o più semplicemente bigoli in salsa o con acciughe, sono un primo piatto della tradizione culinaria veneta, in particolare veneziana. Una ricetta facile con pochi ingredienti e da fare velocemente mentre la pasta è in cottura.

I bigoli sono dei grossi spaghetti realizzati, una volta, con un torchio detto bigolaro, inventato a Padova nel 1604, ai tempi della Serenissima. Sono preparati con farina di grano tenero, acqua e sale, ma si possono trovare anche con l'aggiunta di uova o con mix di altre farine.

Ma se non avete i Bigoli va bene qualsiasi tipo di spaghetto, meglio se grosso.

 

Preparazione

Per prima cosa pulite e lavate le acciughe fresche,  in padella fate appassire le cipolle, tritate finemente, per circa 15 minuti; aggiungete un  po’ di acqua di cottura della pasta e poi mettete le acciughe che dovrete far sciogliere per far diventare tutto una cremina. Una volta pronte aggiungete i bigoli dopo averli scolati e rimestate per bene fino a far amalgamare tutto. Dimenticavo: salata l’acqua dove mettete la pasta ma non esagerate con  il sale in quanto potrete aggiungerlo anche alla fine.

Una versione veloce che si fa a casa mia.

Invece delle acciughe fresche si usano quelle sotto olio, ma attenzione che sono molto salate per cui niente sale nell’acqua e non usate l’olio delle acciughe.

Mettetele in una padella con olio di oliva; fatele sciogliere velocemente e poi versate la pasta una volta pronta e...

 

Buon appetito!