Friday, May 1, 2026

Con orgoglio, da Scampia (G. Storti) - Recensione di Maria Teresa De Donato

 

Con orgoglio, da Scampia

Storie di periferie esistenziali e di riscatto sociale

di Giuseppe Storti

 

Recensione di Maria Teresa De Donato



 

Napoli, rione Scampia: una realtà fatta di disagio periferico, di marginalità, ben nota perché identificata, analizzata e mai risolta che lo Stato, le Istituzioni e la Napoli bene sembrano voler ignorare, quasi fosse un peso, un disturbo, una macchia da nascondere o sporcizia da buttare sotto il tappeto.

La mancanza di un intervento pronto e costante da parte dello Stato e delle Istituzioni ha lasciato ampio spazio, dando carta bianca, alla nascita e allo sviluppo dell’Antistato: uno Stato nello Stato.

Se non riesci a trovare un lavoro adeguato o quantomeno che assicuri una vita decorosa a te e alla tua famiglia, se lo Stato non si interessa della tua istruzione, della tua formazione scolastica e professionale, ma ti abbandona piuttosto ad un destino di miseria, isolamento e precarietà senza lasciarti alternativa, cosa devi fare? A chi Santo ti devi rivolgere per iniziare a vedere la luce in un tunnel che più buio non potrebbe essere?

“Se lo Stato ti ignora, se ti reputa o ti tratta da ‘invisibile’, se non ti sostiene, ti aiutiamo noi e, nel caso tu finissi in carcere o ucciso, ci prenderemo cura della tua famiglia.”  Questo è, nella sua essenza più profonda, il messaggio, verbale o implicito, e la conseguente promessa che la criminalità organizzata fa pervenire ai residenti del rione Scampia.

Cosa fare, dunque? Quale strada intraprendere, ammesso che un’alternativa esista veramente?

Gennarino e Marco hanno trovato la risposta, ciascuno a suo modo.

Gennarino, ritenendo che di fatto un’alternativa reale alle condizioni precarie di vita e di lavoro a Scampia non esista, ha optato per la strada ‘ampia e comoda’, quella che offre tutto e subito, costi quel che costi: quella dell’illegalità. 

Di conseguenza, ha tutto ciò di cui ha bisogno e molto di più: bei vestiti, macchina lussuosa, soldi in abbondanza ed è circondato da tante ragazze, che, ammirandone la ‘posizione sociale’ raggiunta di uomo rispettato e temuto, lo corteggiano.

Marco, protagonista di questo romanzo e suo migliore amico, a cui Gennarino è molto affezionato e che considera una sorta di fratello minore, ha scelto un’altra strada: quella dell’etica civile e morale, dell’integrità tramandatagli dall’esempio dei genitori e che sua madre, avendolo cresciuto da sola dopo aver perso il marito per malattia mentre Marco era ancora in fasce, gli ha inculcato.

L’insegnamento è stato sempre lo stesso e costante nel tempo: non accettare mai di intraprendere la strada ‘ampia e comoda’ che attira perché ti dà tutto e subito, ma i cui guadagni sono frutto di spaccio di droga e altre attività criminali. Cercati un lavoro che ti permetta di vivere una vita piena di sacrifici, ma quantomeno onesta.  Non lasciare che nulla e nessuno macchi la tua integrità e dignità di essere umano.

Sulla base di questi insegnamenti, Marco abbraccia quello che sembra essere il suo cinico, grigio e avverso destino: quattordici ore al giorno di lavoro, con una paga da fame e che gli consente di mangiare solo perché il proprietario del locale in cui lavora in nero gli fa portare a casa il cibo che avanza e che altrimenti andrebbe gettato via.

“Cambierà mai la mia vita? Miglioreranno ad un certo punto le mie condizioni? Riuscirò prima o poi a riscattarmi da questa prigione e povertà sotto tutti i punti di vista, a vedere la luce, ad iniziare a vivere una vita degna di essere vissuta?”   Questi rimangono gli interrogativi che si pone ogni giorno quando si prepara per andare al lavoro o quando rientra a casa esausto la sera.

Un cellulare ed un computer portatile vecchi, ma perfettamenti funzionanti ricevuti in regalo da Antonio, un suo vicino di casa che gli vuole bene e cerca di aiutarlo in ogni modo a lui possibile, non gli cambiano certamente la vita, ma sono dei raggi di sole che la penetrano.

Il cellulare fa sentire Marco meno solo, così come meno solo lo fa sentire il social su cui si registra, che utilizza al PC e tramite il quale incontra nuovi amici e gli si aprono nuove opportunità. Forse non tutto è perduto! Forse la Vita sta per aprirgli una porta inaspettatamente! Qualcosa di diverso e migliore è dietro l’angolo e sta per manifestarsi!

La Vita questa opportunità gliela darà. La sua Fede verrà, alla fine, ricompensata.

La vita nel rione Scampia è molto complessa e la realtà altrettanto articolata in un quartiere in cui l’esistenza di “un esercito di ragazzi tra i sedici e i trentacinque anni, ... non ... impegnati in nulla” (G. Storti, 2024, p. 8 – Giannini Editore, Napoli) è appesa ad un filo.

Le vite dei ragazzi di Scampia a volte si incrociano, altre scorrono parallele e altre ancora divergono completamente.  I giovani si conoscono sin dalla più tenera età: sono cresciuti insieme, andati a scuola insieme, così come insieme hanno anche giocato.  Sanno tutto, o quasi, l’uno dell’altro e delle rispettive famiglie.

Scampia non è solo un rione dominato dal malaffare. Scampia è una grande comunità, una sorta di famiglia estesa. Ha un’anima tutta sua: quella della gente che ci vive, che malgrado la sofferenza comune, a prescindere dalle scelte fatte – giuste o sbagliate che siano – è unita, mostra solidarietà e affetto anche a chi ha optato per scelte diverse e non sempre condivisibili, a chi ha preferito imboccare la strada dell’illegalità piuttosto che quella della disoccupazione, o di un destino comunque segnato dalla precarietà del lavoro, con trattamento da schiavi, paghe a livello di povertà e, naturalmente, senza versamento di contributi pensionistici.

Le scelte fatte, le strade intraprese possono essere, dunque, opposte, ma pur sempre “dolorose” (p. 8).

Con orgoglio, da Scampia, tuttavia, è molto più di un romanzo-denuncia di una triste e cruda realtà. Con orgoglio, da Scampia è un romanzo che fa leva e stimola il senso civico e la conseguente responsabilità dell’individuo nella società, ad iniziare proprio dai quartieri, soprattutto quelli periferici, lontani dal centro, dimenticati, abbandonati a se stessi.

Lo Stato e le Istituzioni sono sì responsabili dell’andamento dei quartieri, ma lo siamo anche noi tutti, singolarmente e come membri della collettività nel suo insieme.

In uno stile diretto, scorrevole e altrettanto toccante, l’Autore, Giuseppe Storti –“Giurista di professione e Scrittore per passione”, come ama definirsi – utilizza questo suo romanzo come strumento di Risveglio delle Coscienze.  Porta all’attenzione del lettore tematiche ‘scottanti’, che la maggioranza di noi non vive sulla propria pelle, ma di cui sente solo parlare o di cui legge attraverso le cronache nere dei media e che comunque preferisce ignorare.  Spinge il lettore all’analisi di tali realtà e alla riflessione non solo di tutte le implicazioni, ma anche dello specifico ruolo che ogni cittadino dovrebbe rivestire per contribuire alla soluzione di certi problemi e alla conseguente creazione di una società più giusta, sana ed equilibrata, ovvero di un Mondo migliore.

Con orgoglio, da Scampia è un libro pieno d’amore, non necessariamente quello sentimentale ed erotico come sarà quello tra Marco e Mara, ma soprattutto quello Agape, l’Amore incondizionato e universale, quale quello che esite tra Marco e Gennarino e quello manifestato dagli stessi volontari che aiuteranno Marco e Mara nelle varie attività sociali che questi intraprenderanno.

Tale Amore incondizionato e universale non solo ci rende empatici e ci consente di calarci nel panni degli altri, ma ci ispira, ci motiva  e ci spinge all’azione. 

Con orgoglio, da Scampia è, dunque, il romanzo dell’Amore Universale, della Consapevolezza, del Risveglio delle Coscienze e del Richiamo all’Azione.  Quest’ultimo implica non solo il praticare il Bene, ma soprattutto l’aiutarci in maniera pratica reciprocamente, prendendo l’iniziativa senza aspettare che tale aiuto ci venga richiesto.

Ognuno di noi può essere d’aiuto e sostegno all’altro. Ognuno di noi può contribuire a migliorare la vita di un’altra persona in base alla propria prontezza a farlo, il che equivale alla propria capacità di mostrare genuino amore, solidarietà ed empatia.

Il suo messaggio, forse quello più chiaro e forte, è di natura spirituale: Amore e Fede vanno a braccetto e danno entrambi un senso alla nostra esistenza.

Bisogna mostrare Amore! Bisogna perseverare! Bisogna continuare a sperare! Bisogna visualizzare il raggiungimento di traguardi, di obiettivi che si hanno in mente! Bisogna avere Fede! Guai a non averla! Nel frattempo bisogna anche continuare a fare passi in avanti, guardandosi intorno e cercando di cogliere nuove opportunità attraverso azioni costruttive.

Un passo in avanti ogni giorno, per quanto piccolo, rappresenta pur sempre un avanzamento, la possibilità di migliorare la propria condizione... e anche quella degli altri.

Con orgoglio, da Scampia è uno stupendo romanzo che consiglio a tutti e che suggerisco vivamente come testo di narrativa alle scuole di ogni ordine e grado.

 

Buona lettura!