Thursday, May 28, 2026

In Francia tra stupendi paesaggi e castelli - di Maria Teresa De Donato

 Affascinante Mondo


In Francia tra stupendi paesaggi e castelli con Isabella Galeotti
 

di Maria Teresa De Donato



 

Amici carissimi,

per la Rubrica Affascinante Mondo oggi voglio presentarvi questo appassionante viaggio in Francia effettuato dall’amica e collega autrice Isabella Galeotti e da suo marito.

Si tratta di un viaggio compiuto in macchina da questa straordinaria coppia dal 1° al 17 luglio del 1998 in cui sono stati percorsi complessivamente Km. 4828.

Do, quindi, la benvenuta a Isabella e invito voi tutti a seguirci anche nei prossimi viaggi che, grazie a lei, faremo insieme.

 

MTDD: Ciao Isabella e grazie per aver accettato questo mio invito.  È un piacere averti mia ospite.

IG: Grazie a te, Maria Teresa, per l’invito. Il piacere è anche il mio.

 

MTDD: Isabella, avendoti conosciuta qualche tempo fa, so del tuo amore per la Francia e anche per la lingua francese e del tuo desiderio di utilizzarla quanto più possibile.  Non mi sono meravigliata, quindi, quando ho visto che come primo itinerario ne hai scelto uno in questo bellissimo Paese.

Vuoi parlarci di questo viaggio che hai fatto insieme a tuo marito?

IG: Volentieri. Era il 1° luglio del 1998: l'autostrada ci aspettava. Siamo usciti con la macchina a Genova e abbiamo proseguito verso Savona e percorso tutta la corniche fino a Mentone (Francia). È sempre emozionante passare da uno stato all'altro senza esibire alcun documento. Dopo una frugale cena in una pizzeria francese, abbiamo cercato il campeggio. Per me era la prima volta. Abbiamo trovato posto al Camping de la Lune a Eze. Abbiamo appena fatto in tempo a montare la tenda che è iniziato un bruttissimo temporale. Sentivo l'acqua ovunque. Per essere il mio battesimo del campeggio non era male.

 

MTDD: Certamente essere in tenda sotto un temporale non è proprio l’ideale, ma dal tuo entusiasmo penso che l’esperienza sia stata comunque positiva, o sbaglio?

IG: No, non ti sbagli affatto. Avremmo preferito che fosse bel tempo, ma il viaggio è andato bene lo stesso.

 


MTDD: Cosa avete fatto il giorno dopo?

IG: La mattina dopo abbiamo smontato tutto per scendere in città, a Montecarlo. Abbiamo iniziato la visita di questa località dai meravigliosi giardini con la passeggiata e aspettato il cambio della guardia, un evento molto suggestivo. Ci siamo soffermati ancora una decina di minuti nella speranza di vedere qualche principe o principessa uscire, cosa che non è accaduta.

 

MTDD: Cosa ti aveva fatto ipotizzare che avreste potuto vederli?

IG: Il fatto che avessi letto che si possono incrociare anche semplicemente facendo una passeggiata in città ed è quello che abbiamo fatto, ma di loro nemmeno l'ombra.

 

MTDD: Il vederli, anche solo a distanza, sarebbe stato di sicuro un evento memorabile e da tesoreggiare tra i ricordi.

Cos’altro avete visitato a Monaco?

IG: Da lì abbiamo proseguito verso la Cathédrale, Notre-Dame-Immaculée, dove in fondo, dietro l'altare, si trova la tomba di Grace Kelly. Un particolare che abbiamo scoperto è che Grace Kelly aveva un secondo nome: Patrizia. Per concludere il nostro passaggio al Principato, siamo andati all' Oceanographic Museum of Monaco. È stata un’esperienza unica. Indimenticabile.

 

MTDD: Il Principato di Monaco, essendo una città-stato, non è molto grande, ma oltre alla straordinaria posizione geografica con la sua stupenda veduta panoramica della Riviera francese offre sicuramente molte attrattive di interesse turistico.  Sono felice che tu e tuo marito abbiate avuto la possibilità di vederle e apprezzarle.

IG: Sì, Maria Teresa, concordo appieno con te.

 

MTDD: Dove siete andati dopo aver lasciato Monaco? 

IG: Dopo aver salutato Monaco abbiamo proseguito, sempre sulla corniche, fino a Nizza, dove ci siamo fermati a mangiare in uno dei locali che ci sono sulla Promenade des Anglais. Poi abbiamo fatto una passeggiata per poter dire "l'abbiamo fatto anche noi". Abbiamo scelto poi un campeggio in città per stare più comodi. La scelta è ricaduta sull'Ippodrome. Dopo esserci svegliati per il caldo, ho consultato il nostro programma e la nostra prossima meta era la Camargue, una regione selvaggia e umida nel sud della Francia, nel delta del fiume Rodano, descritta da molti come un vero Paradiso. Continuando poi il nostro viaggio in autostrada e superato il tunnel, siamo finalmente arrivati sulla Route des Saintes Maries de la Mer, che ci avrebbe portati nell’omonimo paesino dove finisce il mondo.

 

MTDD: Molto interessante, Isabella. Hai qualche consiglio da dare a chi volesse seguire lo stesso itinerario che tu e tuo marito avete percorso?

IG: Volentieri.  In base alla nostra esperienza, posso avvisare i nostri lettori – quantomeno coloro che non fossero a conoscenza di questo e a meno che le cose nel frattempo non siano cambiate – che percorrendo la strada che abbiamo percorso noi si incrociano moltissime carovane di zingari. Questo accade tutti i fine maggio, precisamente il 24 e il 25 in occasione della celebrazione di Santa Sara, la patrona dei gitani e delle Sante Jacobe e Salome a Saintes Maries de la Mer. Si tratta di milioni di Rom che vi prendono parte e che, nonostante i divieti delle varie città, festeggiano ugualmente tutti insieme tale evento.  Pur trovandoci mio marito ed io a visitare quella zona ai primi di luglio, abbiamo riscontrato che tanti Rom erano ancora in giro per le strade della Camargue.

 

MTDD: Isabella, vogliamo sottolineare che diamo queste informazioni ai lettori e potenziali viaggiatori solo per avvertirli della possibilità esistente che, nel caso seguissero il tuo itinerario, potrebbero imbattersi in eventi religiosi, tradizionali e culturali, che prevedono situazioni di affollamento e, quindi, di traffico che si viene a creare ed eventuali e conseguenti ritardi negli spostamenti.

IG: Sì, Maria Teresa. Questo era, infatti, il motivo nel dare queste informazioni ai nostri lettori.

 

MTDD: Benissimo. Continuiamo, dunque, con il vostro viaggio...

IG: Dopo ciò, abbiamo percorso la D570 per molti km tra saline e fattorie con cavalli della Camargue legati alle staccionate, pronti per le promenade e siamo arrivati in città. Era un bel paese con tutte case basse, bianche, persiane celesti. Il sole ci abbagliava e il caldo umido ci ha obbligati ad aumentare l'aria condizionata in auto. Una volta sistematici in campeggio al Camping le Clos Du Rhône (sempre a Saintes Maries de la Mer) abbiamo deciso di rimanerci qualche giorno per poterne assaporare l'anima... e purtroppo anche le zanzare. Il giorno dopo abbiamo fatto una piccola crociera sul le Petit Rhoane con il Tiki III. La gita è stata gradevole; sulle sponde del fiume i mandriani mostravano il loro lavoro, mentre dei tori scalpitavano davanti ai nostri occhi. Naturalmente il posto era, già al tempo, turistico fino al midollo, ma comunque grazioso. Il mattino dopo ci siamo alzati disperati per il ronzio e le punture di quei maledetti animaletti sanguisughe. Anche quella sarebbe stata una giornata calda. Siamo poi andati a visitare il Museo storico della Camargue. Abbiamo camminato per chilometri e chilometri nel nulla, fuori da un campo, dentro in un altro. Un percorso dove tramite ponti si poteva ammirare la fauna del posto e i bellissimi panorami rurali.

 

MTDD: Hai dei suggerimenti da dare a chi volesse cimentarsi in questo tipo di escursioni?

IG: Volentieri. Consiglio questo tipo di escursioni in questi luoghi solo a chi non soffre il caldo perché è tutto sotto il sole.

 


MTDD: Consiglio molto utile. Una volta lasciata quest’area, dove vi siete diretti?

IG: Dopo esserci lasciati alle spalle il clima torrido della Camargue con il suo fascino, la sua immensa pianura, le sue saline, i suoi viali senza pali elettrici ci abbiamo puntato verso Aigues Mortes, cittadella fortificata immersa nelle paludi. La leggenda racconta che a causa di questo deriva il suo nome.

Ci siamo fermati per la notte a Castries. I grilli per tutta la notte non hanno smesso di frinire.  Un particolare che vorrei condividere: si dice che un grillo femmina sia in grado di capire quanto sia grande un maschio semplicemente ascoltando il volume del suo frinire.

 


MTDD:  Davvero interessante.  Cosa avete fatto il mattino dopo?

IG: Dopo aver fatto colazione, siamo andati via proseguendo verso Nimes e i suoi giardini, le Fontane. Un posto meraviglioso.  Poi abbiamo raggiunto Avignone e il suo palazzo dei Papi. Altro posto stupendo e super organizzato. Abbiamo deciso di andare a visitare il Museo della lavanda a Coustellet. Affascinante! Un aspetto particolarmente interessante è che, durante la visita a questo Museo, la guida spieghi prima di tutto la differenza tra la lavanda vera e quella falsa, poi, con dei video e delle ambientazioni costruite appositamente, anche il procedimento per renderla liquida. Al termine del percorso c'è stata la solita boutique, accogliente e profumatissima, con colori che tendevano al lilla. Insomma la carta di credito girava facilmente.

Abbiamo trascorso la notte a Villes sur Auzon, in un campeggio comunale, con poche tende, pulito e abbastanza centrale. La vita da campeggiatore ti porta a fare amicizia facilmente. Eravamo vicini a dei signori, era quasi l'ora di pranzo e noi stavamo montando la tenda. Dopo averlo fatto eravamo un po’ affaticati e, anche se il posto era ombreggiato, il caldo era forte. I signori del caravan accanto, vedendoci così spossati ci hanno invitato a prendere l'aperitivo con loro. Sono stati carinissimi. Erano francesi. Per cena abbiamo deciso di mangiare la pizza e ci siamo fermati da Le Don Camillo.

 

MTDD: Un aspetto che trovo particolarmente toccante del viaggiare è che spesso si fanno incontri veramente interessanti e, forse, proprio perché si è in vacanza e la gente è più distesa è anche più facile trovare un clima di ospitalità e solidarietà e quando questo accade non possiamo che esserne grati e gioirne di tutto cuore.

IG: Sono assolutamente d’accordo con te, Maria Teresa. Sono esperienze indimenticabili e da tesoreggiare.

 

MTDD: Cosa avete fatto il mattino seguente?

IG: Abbiamo smontato di nuovo la tenda e proseguito prima verso Sault e poi verso le Gorges de la Nesque. La strada era tortuosa e le vertigini non sono mancate. Per fortuna hanno costruito dei punti per ammirare i panorami a picco, delle piccole gallerie che, con le loro bocche spalancate, sembravano inghiottirci. L'interno era roccioso e grondava acqua. Non siamo riusciti a vedere bene le loro particolarità perché l'attenzione doveva essere sulla la guida e sulle curve che si susseguivano una dopo l'altra.

Siamo scesi tranquillamente a Senanque e per fortuna abbiamo trovato ancora dei campi di lavanda fioriti. Percorrendo la strada, agli incroci abbiamo visto carretti addobbati con tulle, fiocchi, paglia e lavanda, sia sciolta sia confezionata in ciuffetti, legata con ogni materiale, cuscinetti immacolati che non puoi evitare di comperare.  Alcune ragazze indossavano costumi locali. Eravamo circondati da campi viola.  Nel frattempo, la giornata si era un pochino incupita e noi abbiamo sperato solo che non piovesse. Abbiamo girovagato tra queste meraviglie, spento il motore e siamo scesi dalla nostra auto.

 


MTDD: Descrivici ciò che avete visto e, soprattutto, le sensazioni che avete provato.

IG: Volentieri. L'occhio si perdeva nel lilla intenso, quasi blu e tra il ronzio delle api e il frinire delle cicale abbiamo cercato la giusta inquadratura per la foto perfetta. Volevamo che fosse a tutti costi bella e penetrante come quel paesaggio fiabesco.

 

MTDD: Cosa avete fatto dopo esservi persi nello splendore di quel panorama?

IG: Abbiamo proseguito sull'unica strada che scendeva. Gli occhi non vedevano alcun confine... Lo sguardo si perdeva in quella distesa immensa in cui, finalmente, è apparsa l'abbazia.

Appena siamo arrivati, abbiamo subito scattato delle foto ai bordi dei campi.  A causa della folla presente, abbiamo dovuto aspettare un attimo per fare la classica inquadratura. La visita all'interno del chiostro, è stata meravigliosa. Infine abbiamo trovato il negozietto dove i frati vendono tutto quello che producono. Abbiamo poi ripreso il nostro vagabondare per la Francia. La nostra successiva tappa era Orange. Nel frattempo il tempo stava peggiorando. Qui ci siamo fermati per una notte. Al mattino ci siamo alzati presto perché la tappa successiva sarebbe stata Bourges. Oltre alla maestosa Cattedrale di Sainte Etienne, che con la sua presenza annienta tutto il resto, ci sono anche dei gradevoli giardini: Le Jardin de l'Archeveche. Praticamente una volta usciti e andati dietro la cattedrale, siamo entrati in questo giardino, dove, assaporando il profumo delle rose, si possono ammirare, oltre che l'imponente cattedrale, anche i suoi archi rampanti e la tranquillità assoluta. Dopo ciò, Orleans ci aspettava.

Siamo arrivati ad Orleans nel tardo pomeriggio; abbiamo cercato un campeggio e la scelta è ricaduta su quello comunale. Il passaggio di turisti lo ha reso caotico e disordinato, ma tanto sarebbe stato solo per una notte.

 


MTDD: Siete riusciti ad andare a visitare gli Chateaux de la Loire?

IG: Assolutamente! Finalmente anche noi siamo riusciti a visitare questi tanto sognati castelli! Abbiamo iniziato con quello di Chambord. Non svelo nulla di quello che già potreste aver letto in giro. Nel primo pomeriggio verso Blois e poi Chaumont-sur-Loire. Merita una visita anche l'immenso parco del castello di Chenonceaux, per me il migliore tra tutti quelli visitati: sembrava di essere in una fiaba. Ci siamo fermati a dormire lì, non nel castello, ma in uno dei molti campeggi. Il giorno seguente abbiamo proseguito il nostro viaggio andando a visitare Amboise, che ci ha accolti con il suo Castello, in cui sono presenti anche tracce italiane, ossia quelle di Leonardo da Vinci. Ci siamo fermati la sera: è stato uno spettacolo meraviglioso. Abbiamo visitato anche il castello di Azay le Rideau, in stile rinascimentale, con cui abbiamo terminato il giro dei castelli. Siamo andati anche a vedere  Villandray, non tanto per lo chateau, ma per i suoi giardini con orto, una veduta suggestiva che fino in questo momento non avevo mai visto. Sono rimasta abbagliata. Una tavolozza di colori ben assortita.

 

MTDD: Quali sono, Isabella i ricordi e le sensazioni che hai riportato a casa di questo vostro viaggio, se dovessi fare una sintesi?

IG: Ci siamo lasciati alle spalle tutta questa opulenza, questo sfarzo e abbiamo imboccato di nuovo l’autostrada verso l'oceano Autoroute dell'Oceane, verso la tranquillità. C’erano più italiani nella valle della Loira che in tutto il resto di Francia. Siamo arrivati a Saint Nazaire in un paesino vicino e ci siamo fermati per un paio di giorni per riprendere fiato e fare mente locale: le vacanze erano finite e dovevamo programmare il viaggio per il rientro.

 

MTDD: Grazie, Isabella, per aver condiviso con noi questo tuo interessantissimo viaggio in Francia. Mi farà molto piacere averti ancora mia ospite e condividere con i nostri lettori altre avventure in giro per il mondo.

IG: Grazie a te, Maria Teresa, per avermi invitata. Sarò ben lieta di continuare a partecipare a questa tua Rubrica nel prossimo futuro. Grazie anche a tutti gli amici che ci hanno seguito.