Affascinante Mondo
In
Francia tra stupendi paesaggi e castelli con Isabella Galeotti
di Maria Teresa De Donato
Amici
carissimi,
per
la Rubrica Affascinante Mondo
oggi voglio presentarvi questo appassionante viaggio in Francia effettuato
dall’amica e collega autrice Isabella Galeotti e da suo marito.
Si
tratta di un viaggio compiuto in macchina da questa straordinaria coppia dal 1°
al 17 luglio del 1998 in cui sono stati percorsi complessivamente Km. 4828.
Do,
quindi, la benvenuta a Isabella e invito voi tutti a seguirci anche nei
prossimi viaggi che, grazie a lei, faremo insieme.
MTDD:
Ciao Isabella e grazie per aver accettato questo mio invito. È un piacere averti mia ospite.
IG:
Grazie a te, Maria Teresa, per l’invito. Il piacere è anche il mio.
MTDD:
Isabella, avendoti conosciuta qualche tempo fa, so del tuo amore per la Francia
e anche per la lingua francese e del tuo desiderio di utilizzarla quanto più
possibile. Non mi sono meravigliata,
quindi, quando ho visto che come primo itinerario ne hai scelto uno in questo
bellissimo Paese.
Vuoi
parlarci di questo viaggio che hai fatto insieme a tuo marito?
IG:
Volentieri. Era il 1° luglio del 1998: l'autostrada ci aspettava. Siamo usciti
con la macchina a Genova e abbiamo proseguito verso Savona e percorso tutta la
corniche fino a Mentone (Francia). È sempre emozionante passare da uno
stato all'altro senza esibire alcun documento. Dopo una frugale cena in una
pizzeria francese, abbiamo cercato il campeggio. Per me era la prima volta.
Abbiamo trovato posto al Camping de la Lune a Eze. Abbiamo appena fatto
in tempo a montare la tenda che è iniziato un bruttissimo temporale. Sentivo
l'acqua ovunque. Per essere il mio battesimo del campeggio non era male.
MTDD:
Certamente essere in tenda sotto un temporale non è proprio l’ideale, ma dal
tuo entusiasmo penso che l’esperienza sia stata comunque positiva, o sbaglio?
IG:
No, non ti sbagli affatto. Avremmo preferito che fosse bel tempo, ma il viaggio
è andato bene lo stesso.
MTDD:
Cosa avete fatto il giorno dopo?
IG:
La mattina dopo abbiamo smontato tutto per scendere in città, a Montecarlo.
Abbiamo iniziato la visita di questa località dai meravigliosi giardini con
la passeggiata e aspettato il cambio della guardia, un evento molto
suggestivo. Ci siamo soffermati ancora una decina di minuti nella speranza di
vedere qualche principe o principessa uscire, cosa che non è accaduta.
MTDD:
Cosa ti aveva fatto ipotizzare che avreste potuto vederli?
IG:
Il fatto che avessi letto che si possono incrociare anche semplicemente facendo
una passeggiata in città ed è quello che abbiamo fatto, ma di loro nemmeno
l'ombra.
MTDD:
Il vederli, anche solo a distanza, sarebbe stato di sicuro un evento memorabile
e da tesoreggiare tra i ricordi.
Cos’altro
avete visitato a Monaco?
IG:
Da lì abbiamo proseguito verso la Cathédrale, Notre-Dame-Immaculée, dove
in fondo, dietro l'altare, si trova la tomba di Grace Kelly. Un
particolare che abbiamo scoperto è che Grace Kelly aveva un secondo nome:
Patrizia. Per concludere il nostro passaggio al Principato, siamo andati all' Oceanographic
Museum of Monaco. È stata un’esperienza unica. Indimenticabile.
MTDD:
Il Principato di Monaco, essendo una
città-stato, non è molto grande, ma oltre alla straordinaria posizione
geografica con la sua stupenda veduta panoramica della Riviera francese
offre sicuramente molte attrattive di interesse turistico. Sono felice che tu e tuo marito abbiate avuto
la possibilità di vederle e apprezzarle.
IG:
Sì, Maria Teresa, concordo appieno con te.
MTDD:
Dove siete andati dopo aver lasciato Monaco?
IG:
Dopo aver salutato Monaco abbiamo proseguito, sempre sulla corniche, fino a Nizza,
dove ci siamo fermati a mangiare in uno dei locali che ci sono sulla Promenade
des Anglais. Poi abbiamo fatto una passeggiata per poter dire
"l'abbiamo fatto anche noi". Abbiamo scelto poi un campeggio in città
per stare più comodi. La scelta è ricaduta sull'Ippodrome. Dopo esserci
svegliati per il caldo, ho consultato il nostro programma e la nostra prossima
meta era la Camargue, una regione selvaggia e umida nel sud della
Francia, nel delta del fiume Rodano, descritta da molti come un vero Paradiso.
Continuando poi il nostro viaggio in autostrada e superato il tunnel, siamo
finalmente arrivati sulla Route des Saintes Maries de la Mer, che ci
avrebbe portati nell’omonimo paesino dove finisce il mondo.
MTDD:
Molto interessante, Isabella. Hai qualche consiglio da dare a chi volesse
seguire lo stesso itinerario che tu e tuo marito avete percorso?
IG:
Volentieri. In base alla nostra
esperienza, posso avvisare i nostri lettori – quantomeno coloro che non fossero
a conoscenza di questo e a meno che le cose nel frattempo non siano cambiate –
che percorrendo la strada che abbiamo percorso noi si incrociano moltissime
carovane di zingari. Questo accade tutti i fine maggio, precisamente il 24 e il
25 in occasione della celebrazione di Santa Sara, la patrona dei gitani
e delle Sante Jacobe e Salome a Saintes Maries de la Mer. Si tratta di
milioni di Rom che vi prendono parte e che, nonostante i divieti delle varie
città, festeggiano ugualmente tutti insieme tale evento. Pur trovandoci mio marito ed io a visitare
quella zona ai primi di luglio, abbiamo riscontrato che tanti Rom erano ancora
in giro per le strade della Camargue.
MTDD:
Isabella, vogliamo sottolineare che diamo queste informazioni ai lettori e
potenziali viaggiatori solo per avvertirli della possibilità esistente che, nel
caso seguissero il tuo itinerario, potrebbero imbattersi in eventi religiosi,
tradizionali e culturali, che prevedono situazioni di affollamento e, quindi,
di traffico che si viene a creare ed eventuali e conseguenti ritardi negli
spostamenti.
IG:
Sì, Maria Teresa. Questo era, infatti, il motivo nel dare queste informazioni
ai nostri lettori.
MTDD:
Benissimo. Continuiamo, dunque, con il vostro viaggio...
IG:
Dopo ciò, abbiamo percorso la D570 per molti km tra saline e fattorie con
cavalli della Camargue legati alle staccionate, pronti per le promenade e siamo
arrivati in città. Era un bel paese con tutte case basse, bianche, persiane
celesti. Il sole ci abbagliava e il caldo umido ci ha obbligati ad aumentare
l'aria condizionata in auto. Una volta sistematici in campeggio al Camping
le Clos Du Rhône (sempre a Saintes Maries de la Mer) abbiamo deciso di
rimanerci qualche giorno per poterne assaporare l'anima... e purtroppo anche le
zanzare. Il giorno dopo abbiamo fatto una piccola crociera sul le Petit
Rhoane con il Tiki III. La gita è stata gradevole; sulle sponde del fiume i
mandriani mostravano il loro lavoro, mentre dei tori scalpitavano davanti ai
nostri occhi. Naturalmente il posto era, già al tempo, turistico fino al
midollo, ma comunque grazioso. Il mattino dopo ci siamo alzati disperati per il
ronzio e le punture di quei maledetti animaletti sanguisughe. Anche quella
sarebbe stata una giornata calda. Siamo poi andati a visitare il Museo
storico della Camargue. Abbiamo camminato per chilometri e chilometri nel
nulla, fuori da un campo, dentro in un altro. Un percorso dove tramite ponti si
poteva ammirare la fauna del posto e i bellissimi panorami rurali.
MTDD:
Hai dei suggerimenti da dare a chi volesse cimentarsi in questo tipo di
escursioni?
IG:
Volentieri. Consiglio questo tipo di escursioni in questi luoghi solo a chi non
soffre il caldo perché è tutto sotto il sole.
MTDD:
Consiglio molto utile. Una volta lasciata quest’area, dove vi siete diretti?
IG:
Dopo esserci lasciati alle spalle il clima torrido della Camargue con il suo
fascino, la sua immensa pianura, le sue saline, i suoi viali senza pali
elettrici ci abbiamo puntato verso Aigues Mortes, cittadella fortificata
immersa nelle paludi. La leggenda racconta che a causa di questo deriva il suo
nome.
Ci
siamo fermati per la notte a Castries. I grilli per tutta la notte non
hanno smesso di frinire. Un particolare
che vorrei condividere: si dice che un grillo femmina sia in grado di capire
quanto sia grande un maschio semplicemente ascoltando il volume del suo
frinire.
MTDD: Davvero interessante. Cosa avete fatto il mattino dopo?
IG:
Dopo aver fatto colazione, siamo andati via proseguendo verso Nimes e i
suoi giardini, le Fontane. Un posto meraviglioso. Poi abbiamo raggiunto Avignone e il
suo palazzo dei Papi. Altro posto stupendo e super organizzato. Abbiamo
deciso di andare a visitare il Museo della lavanda a Coustellet.
Affascinante! Un aspetto particolarmente interessante è che, durante la visita
a questo Museo, la guida spieghi prima di tutto la differenza tra la lavanda
vera e quella falsa, poi, con dei video e delle ambientazioni costruite
appositamente, anche il procedimento per renderla liquida. Al termine del
percorso c'è stata la solita boutique, accogliente e profumatissima, con colori
che tendevano al lilla. Insomma la carta di credito girava facilmente.
Abbiamo
trascorso la notte a Villes sur Auzon, in un campeggio comunale, con
poche tende, pulito e abbastanza centrale. La vita da campeggiatore ti porta a
fare amicizia facilmente. Eravamo vicini a dei signori, era quasi l'ora di
pranzo e noi stavamo montando la tenda. Dopo averlo fatto eravamo un po’
affaticati e, anche se il posto era ombreggiato, il caldo era forte. I signori
del caravan accanto, vedendoci così spossati ci hanno invitato a prendere
l'aperitivo con loro. Sono stati carinissimi. Erano francesi. Per cena abbiamo
deciso di mangiare la pizza e ci siamo fermati da Le Don Camillo.
MTDD:
Un aspetto che trovo particolarmente toccante del viaggiare è che spesso si
fanno incontri veramente interessanti e, forse, proprio perché si è in vacanza
e la gente è più distesa è anche più facile trovare un clima di ospitalità e
solidarietà e quando questo accade non possiamo che esserne grati e gioirne di
tutto cuore.
IG:
Sono assolutamente d’accordo con te, Maria Teresa. Sono esperienze
indimenticabili e da tesoreggiare.
MTDD:
Cosa avete fatto il mattino seguente?
IG:
Abbiamo smontato di nuovo la tenda e proseguito prima
verso Sault e poi verso le Gorges de la Nesque. La strada era
tortuosa e le vertigini non sono mancate. Per fortuna hanno costruito dei punti
per ammirare i panorami a picco, delle piccole gallerie che, con le loro bocche
spalancate, sembravano inghiottirci. L'interno era roccioso e grondava acqua. Non
siamo riusciti a vedere bene le loro particolarità perché l'attenzione doveva
essere sulla la guida e sulle curve che si susseguivano una dopo l'altra.
Siamo
scesi tranquillamente a Senanque e per fortuna abbiamo trovato ancora
dei campi di lavanda fioriti. Percorrendo la strada, agli incroci abbiamo visto
carretti addobbati con tulle, fiocchi, paglia e lavanda, sia sciolta sia
confezionata in ciuffetti, legata con ogni materiale, cuscinetti immacolati che
non puoi evitare di comperare. Alcune
ragazze indossavano costumi locali. Eravamo circondati da campi viola. Nel frattempo, la giornata si era un pochino
incupita e noi abbiamo sperato solo che non piovesse. Abbiamo girovagato tra
queste meraviglie, spento il motore e siamo scesi dalla nostra auto.
MTDD:
Descrivici ciò che avete visto e, soprattutto, le sensazioni che avete provato.
IG:
Volentieri. L'occhio si perdeva nel lilla intenso, quasi blu e tra il ronzio
delle api e il frinire delle cicale abbiamo cercato la giusta inquadratura per
la foto perfetta. Volevamo che fosse a tutti costi bella e penetrante come quel
paesaggio fiabesco.
MTDD:
Cosa avete fatto dopo esservi persi nello splendore di quel panorama?
IG:
Abbiamo proseguito sull'unica strada che
scendeva. Gli occhi non vedevano alcun confine... Lo sguardo si perdeva in
quella distesa immensa in cui, finalmente, è apparsa l'abbazia.
Appena
siamo arrivati, abbiamo subito scattato delle foto ai bordi dei campi. A causa della folla presente, abbiamo dovuto
aspettare un attimo per fare la classica inquadratura. La visita all'interno
del chiostro, è stata meravigliosa. Infine abbiamo trovato il negozietto dove i
frati vendono tutto quello che producono. Abbiamo poi ripreso il nostro
vagabondare per la Francia. La nostra successiva tappa era Orange. Nel
frattempo il tempo stava peggiorando. Qui ci siamo fermati per una notte. Al
mattino ci siamo alzati presto perché la tappa successiva sarebbe stata Bourges.
Oltre alla maestosa Cattedrale di Sainte Etienne, che con la sua
presenza annienta tutto il resto, ci sono anche dei gradevoli giardini: Le
Jardin de l'Archeveche. Praticamente una volta usciti e andati dietro la
cattedrale, siamo entrati in questo giardino, dove, assaporando il profumo
delle rose, si possono ammirare, oltre che l'imponente cattedrale, anche i suoi
archi rampanti e la tranquillità assoluta. Dopo ciò, Orleans ci
aspettava.
Siamo
arrivati ad Orleans nel tardo pomeriggio; abbiamo cercato un campeggio e la
scelta è ricaduta su quello comunale. Il passaggio di turisti lo ha reso
caotico e disordinato, ma tanto sarebbe stato solo per una notte.
MTDD:
Siete riusciti ad andare a visitare gli Chateaux de la Loire?
IG:
Assolutamente! Finalmente anche noi siamo riusciti a visitare questi tanto
sognati castelli! Abbiamo iniziato con quello di Chambord. Non svelo
nulla di quello che già potreste aver letto in giro. Nel primo pomeriggio verso
Blois e poi Chaumont-sur-Loire. Merita una visita anche l'immenso
parco del castello di Chenonceaux, per me il migliore tra tutti quelli
visitati: sembrava di essere in una fiaba. Ci siamo fermati a dormire lì, non
nel castello, ma in uno dei molti campeggi. Il giorno seguente abbiamo
proseguito il nostro viaggio andando a visitare Amboise, che ci ha
accolti con il suo Castello, in cui sono presenti anche tracce italiane, ossia
quelle di Leonardo da Vinci. Ci siamo fermati la sera: è stato uno
spettacolo meraviglioso. Abbiamo visitato anche il castello di Azay le
Rideau, in stile rinascimentale, con cui abbiamo terminato il giro dei
castelli. Siamo andati anche a vedere Villandray,
non tanto per lo chateau, ma per i suoi giardini con orto, una veduta
suggestiva che fino in questo momento non avevo mai visto. Sono rimasta
abbagliata. Una tavolozza di colori ben assortita.
MTDD:
Quali sono, Isabella i ricordi e le sensazioni che hai riportato a casa di
questo vostro viaggio, se dovessi fare una sintesi?
IG:
Ci siamo lasciati alle spalle tutta questa opulenza, questo sfarzo e abbiamo
imboccato di nuovo l’autostrada verso l'oceano Autoroute dell'Oceane, verso la
tranquillità. C’erano più italiani nella valle della Loira che in tutto il
resto di Francia. Siamo arrivati a Saint Nazaire in un paesino vicino e
ci siamo fermati per un paio di giorni per riprendere fiato e fare mente
locale: le vacanze erano finite e dovevamo programmare il viaggio per il
rientro.
MTDD:
Grazie, Isabella, per aver condiviso con
noi questo tuo interessantissimo viaggio in Francia. Mi farà molto piacere
averti ancora mia ospite e condividere con i nostri lettori altre avventure in
giro per il mondo.
IG:
Grazie a te, Maria Teresa, per avermi invitata. Sarò ben lieta di continuare a
partecipare a questa tua Rubrica nel prossimo futuro. Grazie anche a tutti gli
amici che ci hanno seguito.
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