Sunday, August 28, 2022

Meravigliosa Italia: San Giovanni Battista - Storia e cultura di una chiesa ravennate - con Alessandra Maltoni - Intervista di Maria Teresa De Donato

 Meravigliosa Italia:

San Giovanni Battista - Storia e cultura di una chiesa ravennate -

con Alessandra Maltoni

Intervista di Maria Teresa De Donato

 



Amici carissimi,

benvenuti di nuovo nella mia Rubrica Meravigliosa Italia cui stanno contribuendo vari amici e colleghi parlandoci di località italiane in cui sono nati o vissuti o che hanno semplicemente visitato ed hanno trovato particolarmente interessanti. 

Questa Rubrica sta avendo un grande successo, cosa di cui sono molto felice e grata: ai miei colleghi, per la loro partecipazione e per le informazioni che provvedono, e a voi, lettori e lettrici, per l’apprezzamento che state dimostrando.

Grazie di cuore!

Oggi è venuta a trovarci un’amica e collega autrice, Alessandra Maltoni, di Ravenna, che avremo modo di conoscere meglio in altre occasioni sempre tramite questo mio Blog e Salotto Culturale Virtuale.  

Buona lettura!



 

MTDD: Ciao Alessandra e benvenuta a questo nostro appuntamento della Rubrica Meravigliosa Italia.

AM:  Grazie a te, Maria Teresa, per avermi invitata. 

 

MTDD: Alessandra, tu sei di Ravenna, città in cui vivi e lavori ancora oggi.  Si tratta di una città ricca di storia e di arte e sicuramente la più importante della Regione Emilia-Romagna sotto questi aspetti.

Di cosa vuoi parlarci esattamente oggi?

AM: Sì, Maria Teresa. Sono perfettamente d’accordo con te.  Ravenna abbonda di storia e di arte ed, infatti, tante sono le cose da vedere, tra cui varie chiese. Oggi vorrei presentarvi una chiesa in particolare: la Basilica di San Giovanni Battista, conosciuta anche come Chiesa della cipolla.


MTDD: Perché hai optato proprio per questa chiesa?

AM: Le chiese di Ravenna (ex capitale bizantina) hanno un certo fascino, non per nulla nel Decamerone di Giovanni Boccaccio nella novella di Paganino da Monaco e del Giudice in Pisa Riccardo di Chinzica, viene citato il calendario di Ravenna, con  riportati i nomi dei santi a cui erano dedicate le chiese ravennati, tipologie costruttive con una storia di architetture medievali e barocche. La mia scelta è ricaduta sulla chiesa di San Giovanni Battista, sita in Via Girolomo Rossi, in quanto con la sua facciata barocca e il suo retro medioevale ne rappresenta un esempio emblematico.

 


MTDD: Puoi fornirci qualche dato storico?

AM: Certamente. Fondata, secondo Andrea Agnello (IX secolo), da Baduario, personaggio di difficile identificazione, la Basilica di San Giovanni Battista coincide forse con l’antica San Giovanni ad naviculam, toponimo che ne avrebbe segnalato la prossimità con il traghetto impiegato per attraversare il tratto urbano del fiume Padenna, in quel punto mancante di ponti. La Basilica venne eretta nel corso del VI secolo, pare sotto il vescovado di Pietro III.

 

MTDD: Molto interessante.  Cosa puoi dirci della pianta e della struttura di questa chiesa?

AM: La pianta originaria era divisa in tre navate scandite da venti colonne e preceduta da un quadriportico, provvisto forse dal XIII secolo di un limitrofo monastero. La struttura ottenne immense elargizioni nel XV secolo, sotto il governo dei da Polenta. La parrocchia allestì pure un adiacente ospedale per il ricovero degli indigenti. La costruzione originaria aveva assunto il nome popolare di San Giovanni ‘della cipolla’, perché nel quadriportico, demolito nel 1634, si svolgeva un’importante fiera cittadina di prodotti agricoli. Per i ravegnani, è San Zvan dla zola.

 

MTDD: Da come ne parli mi sembri particolarmente affezionata a questa chiesa o mi sbaglio?

AM: No, non ti sbagli affatto. Io sono ravennate di nascita e per festeggiare i cento anni di mia nonna Iolanda devota a questo luogo di culto, ho scritto e pubblicato un saggio breve con tracce della storia della chiesa e di alcuni personaggi che l’anno frequentata per motivi diversi. Curioso, il fil rouge che legherebbe il figlio di Dante all’edificio di culto sito nel cuore della città e a pochi passi dalla tomba di Dante.  Questo ha ispirato  il titolo della prima edizione del mio libro  “La chiesa della cipolla a due passi da Dante” per i tipi In.edit.  

 

 


MTDD: Hai avuto dei riconoscimenti per questo tuo lavoro?

AM: Sì. Il testo è stato ritenuto meritevole e premiato a giugno 2022 presso l’università la Sorbona di Parigi dalla Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista e critico d’arte, con la seguente motivazione dell’encomio: il contenuto e la stimabile iniziativa della libera professionista. Nell’ambito della stessa premiazione, sono stata invitata e ospite del Centro di Cultura italiano nella capitale francese, dove ho parlato di fronte ad un attento e folto pubblico parigino della chiesa della cipolla e della figura di padre Torello, guida spirituale di nonna Iolanda.

 


MTDD: Puoi parlarci di questo sacerdote e del ruolo che ha avuto il suo ministero cristiano nella comunità che ha servito?

AM: Volentieri. Padre Torello Scali di origini toscane, figura di grande umanità, reggente della comunità in oggetto in tempo di guerra ed appartenente all’ordine Carmelitano, è stato parroco dal 1928 al 1959.  I suoi resti mortali sono stati trasferiti, nel 2001, nella basilica di san Giovanni Battista e collocati nella cappella della Madonna del Carmine. Si auspica che presto la sua tomba possa essere visitata tutte le settimane in un giorno e orario aperto al pubblico. Padre Torello è un personaggio noto a fedeli, turisti e storici. Le persone che hanno conosciuto questo uomo di grande spessore morale, lo ricordano con grande affetto e si stanno industriando per promuovere la sua santità. Padre Torello aveva creato diverse attività culturali e sociali a cornice del culto della fede, della preghiera e meditazione comportamentale da tenersi  in una società retta dall’amore vero e puro.

 

MTDD: Un uomo di fede, dunque, ma anche e soprattutto una guida spirituale che ha dato un ottimo esempio e lasciato un bellissimo ricordo a chi lo ha conosciuto e non solo. 

C’è stato, dopo di lui, qualche altro sacerdote che ha lasciato un ricordo indelebile ed altrettanto positivo?

AM: Certamente. Altra figura carismatica che per tanti anni ha portato il testimone di questa chiesa con iniziative poliedriche, è stato Don Gino, auspicando una pubblicazione che portasse avanti la memoria illustre della chiesa della cipolla e della sua architettura: la maschera barocca della facciata e il corpo con l’anima medioevale. Don Gino, ora anziano, è in casa di riposo lontano da Ravenna.

 

MTDD: C’è altro che vuoi aggiungere in riferimento a questa chiesa?

AM: Sì, vorrei solo dire che tanti sono gli aneddoti e gli episodi di sangue, opere d’arte sottratte nel tempo che arricchiscono la bibliografia di questa chiesa al momento parzialmente chiusa per motivazioni varie che non possiamo analizzare in questo contesto. All’attuale prete Don Rosino di San Giovanni Battista, (Santo rievocato in opere letterarie come ad esempio “la Nana” di Navarro, precursore del verissimo, il quale sottolinea la potenza di pace di questo Beato durante una tempesta), inviamo i nostri migliori auguri perché possa portare avanti il messaggio d’amore che i suoi predecessori hanno creato e  diffuso.

 

MTDD: Nel caso ci fossero lettori e/o lettrici che volessero saperne di più sull’argomento, a quali fonti possono attingere?

AM: La prima edizione de La Chiesa della cipolla a due passi da Dante ha una pagina Facebook dove potete scrivere un vostro commento:

https://www.facebook.com/lachiesadellacipollaaduepassidaDante

Le copie della prima edizioni sono acquistabili online fino ad esaurimento:

https://www.ineditedizioni.it/saggistica/la-chiesa-della-cipolla-a-due-passi-da-dante-detail.html

 

MTDD: Nel caso ci fosse qualcuno che volesse contattarti?

AM: Chi volesse contattarmi può inviarmi una email al seguente indirizzo:

serviziculturali1@libero.it

 

MTDD: Alessandra, molti amici che stanno prendendo parte a questa Rubrica Meravigliosa Italia hanno deliziato i nostri lettori terminando la loro intervista con una ricetta locale. 

Ne hai preparata una anche tu?

AM: Assolutamente sì. Ho pensato di presentare ai nostri lettori il mio piatto romagnolo preferito ossia lo Stufato o spezzatino al vino bianco, specialità di nonna Iolanda.

 


(Foto da Wikipedia – Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico

Spezzatino – Autore: franzconde)

 

 

Ricetta di nonna Iolanda  “I magné rumagnul d’una volta” - Antichi mangiari romagnoli del territorio ravennate, per ricordare anziane azdori (massaie).

 

Vino consigliato

Sangiovese bianco  di Romagna o Chianti toscano

 

Lo stufato è un secondo piatto tipico della Italia del Nord. Il termine deriva dall’antico modo di cuocere gli alimenti, quando la carne veniva posta in un recipiente di cottura chiuso sul piano delle stufe che fungevano sia da strumenti di cottura che da riscaldamento. Non va confuso con il brasato, che prevede una cottura aromatizzata con vino e spezie. Quando lo stufato è tagliato in piccoli pezzi può prendere il nome di spezzatino […]

.



Ingredienti e dosi per 4 persone

1 kg di polpa di carne per spezzatino (maiale, vitello, manzo),

 mezza cipolla tritate,

1 bicchiere di vino bianco secco,

500 ml. di brodo,

2 cucchiai di farina,

1 carota,

30 g di burro,

1 costa di sedano,

6 patate grosse gialle,

olio evo (Extra Vergine di Oliva),

sale,

pepe.

.

Preparazione

Rosolate in una padella, e su fuoco dolcissimo, un trito di cipolla, sedano e carota in un giro d’olio.

Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari.

Prendete un tegame antiaderente con acqua immergete le patate per 10 minuti, poi cuocetele a fuoco medio per 5 minuti, spegnete il fuoco.

In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne e abbassate la fiamma. Unite la farina setacciata e aggiungete un po’ di brodo, mescolando in modo da ottenere un fondo liscio e omogeneo.

Versate il vino e mescolate finché il fondo inizia a bollire. Aggiungete il trito di cipolla, carota e sedano, salate e pepate, aggiungete le patate.

Cuocete per almeno 90 minuti, a fuoco basso, tenendo coperto.

Se volete, cospargete di prezzemolo tritato prima di servire

 

Seconda versione più veloce  della ricetta stufato con patate di nonna Iolanda


Ingredienti

1 kg di polpa di carne spezzatino

1 bicchiere di vino bianco secco

250 ml di acqua, 6 patate grosse gialle

olio evo,

sale,

pepe,

rosmarino,

aglio

 

Preparazione

Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari, prendete una ciotola con acqua calda e immergete le patate  per 15 minuti.

In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne a fuoco basso, versate acqua, vino, patate, fate bollire fino a quando il liquido sarà assorbito, poi condite con olio, sale, pepe, rosmarino, chiudete il tegame e lasciate insaporire carne e patate  per almeno 15 minuti.

Buon appetito! 



Wunderschönes Italien: San Giovanni Battista - Geschichte und Kultur einer Kirche in Ravenna - mit Alessandra Maltoni - Interview von Maria Teresa De Donato

 Wunderschönes Italien:

San Giovanni Battista - Geschichte und Kultur einer Kirche in Ravenna -

mit Alessandra Maltoni

Interview von Maria Teresa De Donato





Liebe Freunde/Innen,

Willkommen in meiner Kolumne Wunderschönes Italien, zu der verschiedene Freunde und Kollegen beitragen, indem sie uns von italienischen Orten erzählen, an denen sie geboren oder gelebt haben oder die sie einfach besucht haben und die sie besonders interessant fanden.

Diese Kolumne hat großen Erfolg, worüber ich sehr glücklich und dankbar bin: meinen Kolleginnen und Kollegen für ihre Teilnahme und die bereitgestellten Informationen und Ihnen, liebe Leserinnen und Leser, für die Wertschätzung, die Sie ihnen entgegenbringen.

Ich danke Ihnen sehr!

Heute besuchte uns eine Freundin und Autorinkollegin, Alessandra Maltoni aus Ravenna, die wir bei anderen Gelegenheiten immer durch meinen Blog und meine virtuelle Kulturlounge besser kennenlernen werden.

Viel Spaß beim Lesen!

 


MTDD: Hallo Alessandra und willkommen zu unserem Termin in der Rubrik Wunderschönes Italien.

AM: Ich danke Dir, Maria Teresa, für die Einladung.

 

MTDD: Alessandra, Du kommst aus Ravenna, der Stadt, in der Du noch heute lebst und arbeitest. Es ist eine Stadt reich an Geschichte und Kunst und in dieser Hinsicht sicherlich die wichtigste der Region Emilia-Romagna.

Worüber genau möchtest Du heute mit uns sprechen?

AM: Ja, Maria Teresa. Ich stimme Dir vollkommen zu. Ravenna ist reich an Geschichte und Kunst und tatsächlich gibt es viele Dinge zu sehen, einschließlich verschiedener Kirchen. Heute möchte ich Ihnen eine Kirche besonders vorstellen: die San Giovanni Battistas Basilika, auch Zwiebelkirche genannt.

 

MTDD: Warum hast Du Dich gerade für diese Kirche entschieden?

AM: Die Kirchen von Ravenna (ehemalige byzantinische Hauptstadt) haben einen gewissen Charme, der nicht umsonst im Decameron von Giovanni Boccaccio in der Novelle von Paganino da Monaco und vom Richter in Pisa Riccardo di Chinzica, dem Kalender von Ravenna, wird die Namen der Heiligen erwähnt, denen Ravennas Kirchen, Bautypen mit einer Geschichte der mittelalterlichen und barocken Architektur geweiht waren. Meine Wahl fiel auf die Kirche San Giovanni Battista in der Via Girolomo Rossi, da sie mit ihrer barocken Fassade und ihrer mittelalterlichen Rückseite ein emblematisches Beispiel darstellt.

 


MTDD: Kannst Du, bitte, uns einige historische Daten nennen?

AM: Sicherlich. Laut Andrea Agnello (9. Jh.) von Baduario, einer schwer zu identifizierenden Persönlichkeit, gegründet, fällt die Basilika San Giovanni Battista möglicherweise mit dem antiken San Giovanni ad naviculam zusammen, einem Ortsnamen, der die Nähe zu der zur Überfahrt verwendeten Fähre signalisiert hätte der Abschnitt des Padenna-Flusses, an diesem Punkt ohne Brücken. Die Basilika wurde im sechsten Jahrhundert erbaut, offenbar unter dem Bistum Peter III.

 

MTDD: Sehr interessant. Was kannst Du uns über den Grundriss und die Struktur dieser Kirche sagen?

AM: Der ursprüngliche Plan war in drei Schiffe unterteilt, die von zwanzig Säulen gekennzeichnet waren und denen ein vierseitiger Portikus voranging, der möglicherweise seit dem 13. Jahrhundert mit einem benachbarten Kloster versehen war. Die Struktur erhielt im 15. Jahrhundert unter der Regierung der da Polenta immense Spenden. Die Gemeinde richtete auch ein angrenzendes Krankenhaus zur Genesung der Armen ein. Das ursprüngliche Gebäude hatte den volkstümlichen Namen San Giovanni “der Zwiebel” angenommen, weil in dem 1634 abgerissenen Quadriportico eine wichtige städtische Messe für landwirtschaftliche Produkte stattfand. Für die Ravegnani ist es San Zvan dla zola.

 

MTDD: Wie Du darüber sprichst, scheinst Du diese Kirche besonders zu mögen, oder irre ich mich?

AM: Nein, da liegst Du nicht falsch. Ich bin in Ravenna geboren und um den hundertsten Jahrestag meiner Großmutter Iolanda zu feiern, die dieser Kultstätte gewidmet ist, habe ich einen kurzen Aufsatz mit Spuren der Geschichte der Kirche und einiger Persönlichkeiten, die sie aus verschiedenen Gründen besuchten, geschrieben und veröffentlicht. Seltsam, das Rouge, das Dantes Sohn an das Kultgebäude binden würde, das sich im Herzen der Stadt und nur wenige Schritte von Dantes Grab entfernt befindet. Dies inspirierte den Titel der ersten Ausgabe meines Buches “Die Zwiebelkirche einen Steinwurf von Dante entfernt” für die In.edit-Typen.

 




MTDD: Wurdest Du für Deine Arbeit ausgezeichnet?

AM: Ja, der Text wurde als würdig erachtet und im Juni 2022 an der Universität Sorbonne in Paris von Prof. Maria Teresa Prestigiacomo, Journalistin und Kunstkritikerin, mit folgender Begründung für die Auszeichnung ausgezeichnet: Inhalt und seriöse Initiative der Freiberuflerin. Im Rahmen derselben Preisverleihung war ich als Gast des Italienischen Kulturzentrums in der französischen Hauptstadt eingeladen, wo ich vor einem aufmerksamen und großen Pariser Publikum über die Zwiebelkirche und die Figur von Pater Torello, dem Geistlichen von Großmutter Iolanda, führen sprach.

 


MTDD: Kannst Du uns etwas über diesen Priester und die Rolle erzählen, die sein christlicher Dienst in der Gemeinde spielte, der er diente?

AM: Gerne. Pater Torello Scali toskanischen Ursprungs, eine Persönlichkeit von großer Menschlichkeit, Regent der betreffenden Gemeinde in Kriegszeiten und Mitglied des Karmeliterordens, war von 1928 bis 1959 Pfarrer. Seine sterblichen Überreste wurden 2001 in die Basilika von San Giovanni Battista überführt und in der Kapelle der Madonna del Carmine aufgestellt. Es ist zu hoffen, dass sein Grab bald jede Woche an einem Tag und zu einer Zeit besucht wird, die für die Öffentlichkeit zugänglich sind. Pater Torello ist eine Persönlichkeit, die von Gläubigen, Touristen und Historikern bekannt ist. Menschen, die diesen Mann von großer moralischer Tiefe gekannt haben, erinnern sich mit großer Zuneigung an ihn und arbeiten hart daran, seine Heiligkeit zu fördern. Pater Torello hatte verschiedene kulturelle und soziale Aktivitäten als Rahmen für den Glaubenskult, das Gebet und die Verhaltensmeditation geschaffen, die in einer Gesellschaft abgehalten werden sollten, die von wahrer und reiner Liebe regiert wird.

 

MTDD: Also ein Mann des Glaubens, aber auch und vor allem ein spiritueller Führer, der ein hervorragendes Beispiel gab und denen, die ihn kannten, und nicht nur, eine schöne Erinnerung hinterließ.

Gab es nach ihm noch einen anderen Priester, der eine unauslöschliche und ebenso positive Erinnerung hinterlassen hat?

AM: Sicherlich. Eine weitere charismatische Persönlichkeit, die seit vielen Jahren mit vielfältigen Initiativen den Staffelstab dieser Kirche trägt, war Don Gino, der auf eine Publikation hoffte, die das glanzvolle Andenken an die Zwiebelkirche und ihre Architektur weitertragen würde: die barocke Maske der Fassade und des Körpers mit der mittelalterlichen Seele. Don Gino, inzwischen ein älterer Mann, lebt in einem Altersheim weit weg von Ravenna.

 

MTDD: Gibt es noch etwas, das Du in Bezug auf diese Kirche hinzufügen möchtest?

AM: Ja, ich möchte nur sagen, dass es viele Anekdoten und Episoden von Blut, Kunstwerke, die im Laufe der Zeit gestohlen wurden, die die Bibliographie dieser Kirche bereichern, die derzeit aus verschiedenen Gründen teilweise geschlossen ist, die wir in diesem Zusammenhang nicht analysieren können. Wir senden unsere besten Wünsche, damit er die Botschaft der Liebe weitertragen kann, die seine Vorgänger geschaffen und verbreitet haben.

 

MTDD: Wenn es Leser gibt, die mehr über das Thema wissen möchten, auf welche Quellen können sie zurückgreifen?

AM: Die erste Ausgabe von der Zwiebelkirche, einen Steinwurf von Dante entfernt, hat eine Facebook-Seite, auf der Sie Ihren Kommentar schreiben können:

https://www.facebook.com/lachiesadellacipollaaduepassidaDante

 

Exemplare der Erstausgabe können bis zum Ausverkauf online erworben werden:

https://www.ineditedizioni.it/sigianato/la-chiesa-della-cipolla-a-due-passi-da-dante-detail.html

 

MTDD: Falls es jemanden gibt, der Dich kontaktieren möchte?

AM: Wer mich kontaktieren möchte, kann mir eine E-Mail an folgende Adresse schicken:

serviziculturali1@libero.it

 

MTDD: Alessandra, viele Freunde/Innen, die an dieser Kolumne, Wunderschones Italien, teilnehmen, haben unsere Leser erfreut, indem sie ihr Interview mit einem lokalen Rezept beendeten.

Hast Du selbst eine vorbereitet?

AM: Absolut ja. Ich dachte daran, unseren Lesern mein Lieblingsgericht aus der Romagna vorzustellen, nämlich den Eintopf oder Eintopf mit Weißwein, eine Spezialität von Großmutter Iolanda.

 


(Foto aus Wikipedia – Creative Commons Attribution 2.0 Generic –

Eintopf - Autor: franzconde)

 

 

Oma Iolandas Rezept “Der Magné Rumagnul der Vergangenheit” – Alte Romagna-Mangiari aus der Gegend von Ravenna, um an ältere Azdori (Hausfrauen) zu erinnern.

 

Empfohlener Wein

Weißer Sangiovese aus der Romagna oder toskanischer Chianti

 

Der Eintopf ist ein typisches zweites Gericht aus Norditalien. Der Begriff leitet sich von der alten Art des Kochens von Speisen ab, als das Fleisch in einem Kochbehälter platziert wurde, der oben auf den Öfen geschlossen war, die sowohl als Koch- als auch als Heizwerkzeug dienten. Es sollte nicht mit geschmortem Fleisch verwechselt werden, bei dem mit Wein und Gewürzen aromatisiert gekocht wird. Wenn der Eintopf in kleine Stücke geschnitten wird, kann er den Namen Eintopf [...]

 

Zutaten und Dosierung für 4 Personen

 

1 kg Fleischbrei pro Eintopf (Schwein, Kalb, Rind),

 halb gehackte Zwiebel,

1 Glas trockener Weißwein,

500 ml. Brühe,

2 Esslöffel Mehl,

1 Karotte,

30 g Butter,

1 Stange Sellerie,

6 große gelbe Kartoffeln,

Olivenöl extra vergine (Olivenöl extra vergine),

Salz,

Pfeffer.

 

Vorbereitung

Die gehackte Zwiebel, den Sellerie und die Karotte in einem Spritzer Öl in einer Pfanne bei sehr schwacher Hitze anbraten.

Kartoffeln schälen und in gleichmäßige Stücke schneiden.

Nehmen Sie eine beschichtete Pfanne mit Wasser, weichen Sie die Kartoffeln 10 Minuten lang ein, kochen Sie sie dann 5 Minuten lang bei mittlerer Hitze und schalten Sie die Hitze aus.

In einem ziemlich großen Topf das Fleisch anbraten und die Hitze reduzieren. Das gesiebte Mehl und etwas Brühe hinzugeben und mischen, um eine glatte und homogene Basis zu erhalten.

Mit Wein aufgießen und rühren, bis der Boden zu kochen beginnt. Gehackte Zwiebel, Karotte und Sellerie zugeben, salzen und pfeffern, Kartoffeln zugeben.

Mindestens 90 Minuten bei schwacher Hitze köcheln lassen und zugedeckt halten.

Nach Belieben vor dem Servieren mit gehackter Petersilie bestreuen

 

Zweite schnellere Version von Oma Iolandas Eintopf mit Kartoffelrezept

Zutaten

1 kg Fleischeintopf

1 Glas trockener Weißwein

250 ml Wasser, 6 große gelbe Kartoffeln

natives Olivenöl extra,

Salz,

Pfeffer,

Rosmarin,

Knoblauch.

 

Vorbereitung

Die Kartoffeln schälen und in gleichmäßige Stücke schneiden, eine Schüssel mit heißem Wasser nehmen und die Kartoffeln 15 Minuten einweichen.

In einem ziemlich großen Topf das Fleisch bei schwacher Hitze anbraten, mit Wasser, Wein und Kartoffeln aufgießen, kochen, bis die Flüssigkeit aufgesogen ist, dann mit Öl, Salz, Pfeffer, Rosmarin würzen, die Pfanne schließen und das Fleisch und die Kartoffeln würzen lassen mindestens 15 Minuten.

Guten Appetit!

 



 

Thursday, August 18, 2022

Banchieri Tommaso Adriano


Tomaso Banchieri, Adriano since he entered the Benedictine order, carries out all his activities at the monastery of San Michele in Bosco in Bologna. Here he founded, in 1615, the Accademia dei Floridi, which later became the Accademia Filarmonica, which still exists and is also known for having hosted the very young Mozart.

Adriano Banchieri is a multifaceted figure of musician, scholar, and writer. He introduces the use of the dividing bars of musical bars in the scores and invents, together with Orazio Vecchi, the Dramatic Madrigal or Commedia Harmonica; a sequence of madrigals that tell a story, the first hints with the "recitar cantando," to what will be the opera.

In this regard, we recall “Il Zabaione musicale” of 1604, the first book of five-part madrigals by Banchieri. The story is of a pastoral setting and the characters are nymphs, shepherds, mythological figures; the five voices are used to describe or caricature the different figures, or to imitate the sound of the lute, the little guitar and the hurdy-gurdy.
Adriano Banchieri besides being active as an organist and scholar of music theory, also carries out an intense teaching and writer activity. His interest in burlesque and vernacular literature led him to publish short stories and comedies in the Bolognese dialect and, in these cases, it was not the monk Adriano Banchieri who wrote, but Camillo Scaligeri della Fratta or Attabalippa from Peru.


The playing organ

Within which it is possible to practice what is usually necessary for the organ players, to alternate the chorister with the still songs in all feasts, and solemnities of the year.

Hora to start this SVONARINE ORGAN, without other musical discourses being of little joy at our concert, wanting only with shortness and ease to treat the way of responding with alternating chorister to the still songs of the whole year, first we will deal with the Holy Mass.

Three variations of Masses càtate are found aprobates within the Roman Missal which alternate between the choro, the organ in all feasts, the solenities of the year.

The first is named Kyrie of the Madonna, which are usually càtare in all feasts, the solemnity of it, in those of the Lord, of the Virgins.

The Second is appointed Kyrie of Dominica, who serve their Dominicas within the year, not hindered by particular feasts, and doubles.

The third are Kyrie Apostolorum, which serve them, in the Most Holy Pentecost, in the feasts of the Martyrs, and in the Confessors.
The Dominiche dell'Aduento, Quadragesima, day of the Innocents (as long as it is not the day of Dominica) in many places particular Kyrie are introduced, which we will place in his Inoco, if the Dominicals are sung for the most part, without however the glory in excelsis.
Having understood that the Masses alternated with the Organ are of three variations, now to proceed in an orderly fashion in this first Register; you will see vn Basso very sure guide in the Organ with the finals of the Choro, in those Churches (if there are any) where he was able to respond to the second verses, he will be able to use the shrewd Organist to use the first ones, leaving his voice in the finals of the second ones. ; authorizing in all Masses, that the repetition of the introitos will result for the first Kyrie.