Thursday, October 23, 2014

Siamo ciò che digeriamo ed assorbiamo: L'incredibile mondo degli enzimi

Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata





Malgrado il proverbio affermi che “Siamo ciò che mangiamo” in realtà noi siamo ciò che riusciamo a digerire e ad assorbire. Infatti, a meno che il cibo che mangiamo non venga sia digerito che assorbito, le sostanze nutritive in esso contenute non possono raggiungere il loro scopo, ossia nutrire il nostro corpo.

A questo riguardo, gli enzimi, che sono componenti chimici, rivestono un ruolo fondamentale nella digestione e nella riduzione in piccole quantità del cibo che mangiamo. Grazie alla loro attività, le proteine vengono ridotte in amino acidi, i carboidrati complessi in zuccheri semplici, ed i grassi in acidi grassi e glicerolo. In questo modo gli enzimi fungono da catalizzatori di reazioni biochimiche in tutte le creature viventi. Il fatto che siano catalizzatori significa che essi sono sostanze in grado di accelerare la reazione chimica in modo tale che il metabolismo possa funzionare in modo appropriato e più velocemente e sostenere così la vita.

Quando si parla di enzimi è importante capire un paio di cose: primo, che benché gli enzimi siano catalizzatori non tutti i catalizzatori appartengono alla categoria enzimi; e secondo, che malgrado molti descrivano gli enzimi come proteine speciali che contengono energia, quest'ultima è limitata e gli enzimi funzionano fin quando ne hanno. Una volta che l'energia finisce, la loro attività quale catalizzatori si esaurisce ed essi diventano proteine normali.

Benché gli enzimi non siano vivi e, di conseguenza, non muoiano, possono, tuttavia, diventare “inattivi” o “denaturati”. La loro inattività può essere causata da “carenza di acqua, una temperatura incompatibile o un pH incompatibile (livello acido/alcalino)” e quando raggiungono quello stato la loro funzione di catalizzatori finisce impedendo loro di contribuire al processo digestivo. Una volta che diventano “denaturati” la loro attività cessa. Detto in parole semplici, per poter funzionare e funzionare al meglio, gli enzimi hanno bisogno di due componenti al loro stato ottimale: pH e temperatura.

Le sostanze nutritive sono ciò di cui il corpo ha bisogno per produrre enzimi poiché una carenza di sostanze nutritive avrà come conseguenza una carenza di enzimi, il che significa che non solo il corpo sarà privato della quantità di sostanze nutritive di cui necessita per rimanere in salute, ma anche che non sarà in grado di usare le sostanze nutritive fornitegli il che porterà ad incrementare ulteriormente la carenza enzimatica. Un buon esempio può essere lo zinco.

Lo zinco aiuta a produrre sia acidità di stomaco sia le proteasi, che sono enzimi che agiscono da catalizzatori per le proteine. Essere carenti in zinco significa che la persona non sarà in grado di scomporre le proteine correttamente, il che avrà ripercussioni negative sui vari sistemi di organi, inclusi pelle, tratto gastrointestinale, sistema nervoso centrale, immunitario, scheletrico e riproduttivo.

Inoltre, poiché una carenza di zinco è caratterizzata generalmente da una parete intestinale non completamente intatta, il risultato sarà che le particelle di cibo che non possono essere digerite rischieranno di penetrare nel corpo finendo laddove non dovrebbero. A quel punto il corpo le identificherà come invasori, attaccandole e, molto spesso, causando allergie alimentari. Una volta che un cibo è stato identificato (dal corpo) come allergene, ogni volta che lo si mangerà la reazione all'interno dell'intestino causerà un'infiammazione, la quale a sua volta porterà ad uno squilibrio a livello di flora batterica benefica ed altri microorganismi presenti nell'intestino.

Le allergie alimentari legate alla carenza di enzimi della digestione sono, generalmente, le responsabili dei vostri problemi digestivi, inclusi indigestione, gonfiori al ventre, flatulenze, dolori digestivi, coliti, sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn e Candida albicans.

Le principali categorie di enzimi della digestione sono:

a) l'amylase, che digerisce i carboidrati;
b) la protease, che digerisce le proteine; e
c) la lipasi, che digerisce il grasso.

Per ottenere i migliori enzimi in Natura, l'ideale sarebbe mangiarne i suoi prodotti, prevalentemente frutta e verdura, non appena sono raccolti o quanto prima possibile dopo che lo sono stati. Il motivo per cui sarebbe opportuno seguire questa procedura è legato al fatto che dal momento in cui rimuoviamo tali prodotti dalla fonte che li tiene in vita – che sia un albero o una pianta – essi iniziano a perdere le loro proprietà nutritive. Se, al contrario, li mangiamo immediatamente senza aspettare ore, giorni, settimane, o persino mesi, otteniamo il meglio in quanto a (qualità e quantità di) sostanze nutritive e di enzimi. Questo faciliterà ed ottimizzerà sia la nostra digestione sia il processo di assorbimento di tali sostanze. Mangiare cibi crudi, quindi, (frutta ed ortaggi) è il modo migliore per incrementare al massimo il nostro consumo di enzimi poiché la cottura li distrugge.

Cibi come mele, uva e mango contengono gli enzimi antiossidanti peroxidase e catalase i quali aiutano nella lotta contro i radicali liberi. I legumi, al contrario, devono essere cotti o fatti germogliare affinché possano essere digeriti ed assorbiti. Solamente se cotti o fatti germogliare, infatti, il loro fattore antienzimatico può essere eliminato. Inutile dire che i legumi sono molto benefici ed estrememente salutari e dovrebbero essere usati regolarmente a tavola essendo ricchi di fibre, per cui favoriscono la digestione e mantengono il colon pulito, ma anche perché costituiscono un'eccellente alternativa alla carne essendo una preziosa fonte di proteine (vegetali).

Per concludere, la maggior parte delle malattie a noi conosciute sono la conseguenza di malnutrizione/denutrizione e/o di carenza di enzimi: tra queste vi sono alcune tipologie di cancro e di altre malattie debilitanti. Per restare sani abbiamo, quindi, realmente bisogno di capire il ruolo fondamentale che gli enzimi hanno nella nostra salute ed assicurarci, attraverso un'alimentazione corretta ed equilibrata, che il nostro corpo ne riceva la giusta quantità e qualità di cui ha bisogno affinché possiamo godere di una salute ottimale il più a lungo possibile.


Note:

Holford P. (2004). The New Optimum Nutrition Bible. Enzymes – The keys to life (pp. 154, 155). New York, NY: Random House/Crossing Press

Bohager T. (2006). Enzymes: What The Experts Know. Chapter One: What are Enzymes? (pp. 7-14)
Prescott, AZ: One World Press



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Monday, September 15, 2014

Magnetismo, biomagnetismo e salute umana

Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata







Per secoli il mondo occidentale ha mostrato un notevole scetticismo nei confronti del biomagnetismo e solo in tempi relativamente recenti ha iniziato a riconoscerne i suoi potenziali, benefici effetti sulla salute umana. Al contrario, altre civiltà – da quella indiana a quella cinese, da quelle del Mediterraneo orientale a quella degli aborigeni australiani e degli indigeni africani fino a risalire a quella degli antichi Egizi, i cui sacerdoti usavano magneti in alcuni dei loro rituali religiosi - tutte ne hanno fatto uso benché, probabilmente, non ne comprendessero completamente la sua dinamica.

Malgrado ciò, questi popoli non dubitarono mai della loro efficacia e validità intrinseche malgrado alcuni dei loro membri fossero medici, fisici o ricercatori che cercavano di progredire nei loro studi in materia e migliorare la comprensione di esso e la sua possibile ed ulteriore applicabilità nella sfera della salute umana. Tra questi ci furono il medico greco Galeno, che testimoniò come il magnetismo venisse usato per le sue proprietà purgative già intorno al 200 a.C.; il medico persiano Ali Abbas, che lo usò per il trattamento di spasmi e gotta; il medico svizzero Paracelso, che si avvalse di questa metodologia per curare ernia, gotta ed ittero; ed il chirurgo francese Ambroise Paré, che nel XVI secolo applicò questa tecnica per curare ferite aperte e lesioni.

Benché il magnetismo affondi le radici nel lontano passato, con i Cinesi che usavano la bussola già intorno all'anno 100 d.C. ed Arabi, Vichinghi ed Europei che utilizzarono magneti durante la navigazione sin dal Medioevo, il termine biomagnetismo è più recente. Quest'ultimo, infatti, si riferisce al fenomeno dei campi magnetici prodotti da organismi viventi e alla loro interazione con il campo magnetico terrestre ed i campi magnetici artificiali aventi intensità pari o simile.

Durante gli scorsi decenni, tre scienziati in particolare sono riusciti a realizzare progressi notevoli nei campi del magnetismo e del biomagnetismo: David Cohen, John Wikswo e Samuel Williamson. David Cohen, dottore in fisica nucleare sperimentale, attualmente membro di facoltà alla Harvard Medical School, era interessato a lavorare con magneti di grandi dimensioni. Nel 1963 ebbe l'idea di creare una stanza magneticamente schermata per proteggere le persone dalle influenze magnetiche esterne, così come veniva fatto nei casi di esperimenti nucleari. Questo gli permise, in seguito, di ottenere segnali più chiari che gli consentirono di verificare il campo magnetico del cuore. Proseguì le sue ricerche per ottenere una schermata magnetica più completa finendo, nel 1969, con il costruire una stanza schermata più complessa al MIT (Massachusetts Institute of Technology) al tempo in cui James Zimmerman coinventava il dispositivo superconduttore a interferenza quantistica (SQUID), un rivelatore piuttosto sensibile che i due usarono nella nuova camera schermata appena costruita per verificare il segnale del cuore. I segnali, ora chiari, consentirono a Cohen di creare alla fine la 'magna carta del biomagnetismo'. Egli fu il primo a misurare un chiaro MEG (magnetoencephalografy). Per questo motivo (Cohen) fu nominato il padre del MEG.

John Wikswo, fisico biologico, ha lavorato nei settori del biomagnetismo e dell'elettrofisica cardiaca, ossia la scienza che studia le attività elettriche del cuore, e il magnetocardiogramma (MCG), un metodo che permette di misurare i campi magnetici prodotti dall'attività elettrica del cuore. Grazie all'impiego del magnetometro SQUID, nel 1980, (Wikswo) fu il primo a misurare il campo magnetico attraverso un fascio di nervi di rana rilevandone la corrente indotta. Insieme a Ken Swinney, Wikswo fu in grado di calcolare il campo magnetico del nervo assone.  Samuel Williamson, fisico e neuroscienziato, sviluppò insieme ad altri l'MSI (magnetic source imaging), una tecnica che usò per visualizzare e studiare l'attività cerebrale, soprattutto quella legata alla vista e all'udito.

Oggi l'uso dei magneti e di altri dispositivi nel settore medico è ampiamente diffuso ed anche considerato uno degli strumenti più efficaci nella diagnosi delle malattie.  Gli esempi più conosciuti sono l'MRI (magnetic resonance imaging), che ha sostituito la diagnosi a raggi X grazie al fatto che l'MRI è più sicura ed anche più precisa, e il magnetoencefalogramma quale strumento atto alla registrazione dell'attività elettrica del cervello.

Secondo il Dr. Wolfgang Ludwig, Direttore dell'Istituto di Biofisica di Horb in Germania, il motivo per cui la terapia dei campi magnetici funziona dipende dal fatto che questa “penetra l'intero corpo ed è in grado di curare ogni suo organo senza gli effetti collaterali [dovuti all'impiego di prodotti] chimici.” (Trivieri & Anderson, 2002, p. 326)  Ne consegue che questo metodo può essere applicato ad un'ampia varietà di problemi di salute che va dal “cancro alle malattie reumatiche, dalle infezioni e infiammazioni all'insonnia e ai disturbi del sonno, dai problemi legati alla circolazione alle fratture e al dolore e persino allo stress ambientale.” (Trivieri & Anderson, 2002, p. 327)

La sua efficacia – come il Dr. Zimmerman, Presidente del Bio-Electro-Magnetics Institute di Reno, Nevada, afferma – dipende dal fatto che “il sistema nervoso del corpo [umano] è regolato, in parte, da modelli variabili di correnti ioniche e campi elettromagnetici.” Questo significa che i campi magnetici, prodotti o da magneti o da dispositivi che generano elettromagnetismo, penetrano il corpo andando ad impattare il funzionamento del sistema nervoso e delle cellule attraverso la stimolazione del metabolismo e l'aumento del livello di ossigeno all'interno di ogni cellula. (p. 328)

Importante: Le informazioni di cui sopra hanno solo scopo educativo e non sono da intendersi come parere medico.  Qualunque sia il vostro problema di salute, che abbiate o di cui siate solo preoccupati, consultate prima il vostro medico.  Per qualsiasi altra informazione su come io possa aiutarvi scrivetemi a info@dedoholistic.com 


Fonti:

Wikipedia: Text of Creative Commons Attribution-ShareAlike

Alternative Medicine – The Definitive Guide. (Trivieri & Anderson, 2002, pp 326-328)


Magnet Therapy – The Gentle and Effective Way to Balance Body Systems (Birla & Hemlin, 1999, pp. 1-13)


Magnetism, Biomagnetism and Human Health



by


Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom







For centuries the Western world has shown a great skepticism towards biomagnetism and only in relatively recent times started to recognize its potential, beneficial effects on human health. To the contrary, other civilizations, from the Indians to the Chinese, from the Eastern Mediterranean to the Australian Aboriginals and from the native Africans going back to the ancient Egyptians, whose priests used magnets in some of their religious rituals, they all made use of it though probably not completely understanding its dynamics.

Despite that, they never doubted about its intrinsic efficacy and validity with some among them being either physicians, physicists or researchers trying to move a step forward in order to improve the understanding of it and its possible application in the sphere of human health. Among them, there were the Greek physician Galen, who witnessed magnetism being used for its purgative powers around 200 B.C.; the Persian physician Ali Abbas, who used it to treat spasm and gout; the Swiss physician Paracelsus, who used this methodology to cure hernias, gout and jaundice; and the French surgeon Ambroise Paré who, in the sixteenth century, applied this technique to cure open wounds and injuries.

Although magnetism dates back to very ancient times with the Chinese using the compass already around A.D. 100 and the Arabs, Vikings and Europeans utilizing magnets in navigation during the Middle Age, the term biomagnetism is more recent. It refers to the phenomenon of magnet fields produced by living organisms and their interaction with the earth's magnetic field and artificial magnets fields which may have the same or similar intensity.

During the last several decades, three scientists in particular were able to make some breakthroughs in the fields of magnetism and biomagnetism: David Cohen, John Wikswo and Samuel Williamson.
David Cohen, a PhD physicist in experimental nuclear physics, now faculty member at the Harvard Medical School, was interested in working with large magnets. In 1963 he came up with the idea of creating a magnetically shielded room to protect people from external magnetic influences, like it was done in the case of nuclear experiments. This allowed him, later on, to obtain clearer signals which enabled him to verify the heart's magnetic field. He went on with further research to obtain a more complete magnetic shielding ending up, in 1969, to the building of a more complex shielded room at MIT (Massachusetts Institute of Technology). At the same time James Zimmerman co-invented the radio-frequency superconducting quantum interference device (SQUID), a quite sensitive detector which the two used in the new built shielded room to check the body's heart signal. The now clear signals enabled Cohen to finally create the “magna carta of biomagnetism”. He was the first to measure a clear MEG (Magnetoencephalography). For this reason he was also named the father of the MEG.

John Wikswo, a biological physicist, has been working on biomagnetism and cardiac electrophysiology, that is the science which studies the electrical activities of the heart, and magnetocardiography (MCG), a method which allows to measure the magnetic fields produced by electrical activity in the heart. Through the use of a SQUID magnetometer, in 1980 he was the first to measure the magnetic field of an isolated nerve by threading a frog sciatic nerve through a wire-wound, fer rite-core toroid and detecting the induced current. Along with Ken Swinney, Wikswo was also able to calculate the magnetic filed of a nerve axon.

Samuel Williamson, a physicist and a neuroscientist, was the co-developer of magnetic source imaging (MSI), a technique he used to visualize and study brain activity especially in relation to vision and hearing.

Today the use of magnets and other electrical devices in the medical field is widely spread and also considered one of the most effective tools to diagnose illnesses. The most known examples are those of the MRI (magnetic resonance imaging), which has been replacing X-ray diagnosis due to the fact that MRI is safer and also more accurate, and magnetoencephalography as a tool to record brain's electrical activity.

According to Dr. Wolfgang Ludwig, PhD, Director of the Institute for Biophysics in Horb, Germany, the reason why magnetic field therapy works depends on the fact that it “penetrates the whole body and can treat every organ without chemical side effects.” (Trivieri & Anderson, 2002, p. 326) As consequence, this method can be applied to a wide range of health issues ranging from “cancer to rheumatoid disease, from infections and inflammation to insomnia and sleep disorders, from circulatory problems to fractures and pain and even environmental stress.” (p. 327)

Its efficacy is due to the fact that – as Dr. Zimmerman, PhD, President of the Bio-Electro-Magnetics Institute in Reno, Nevada, stated - “the body's nervous system is governed, in part, by varying patterns of ionic currents and electromagnetic fields.” This means that the magnetic fields, produced either by magnets or by electromagnetic generating devices, penetrate the human body impacting the functioning of the nervous system and cells by stimulating the metabolism and increasing the level of oxygen in each cell. (p. 328)

Disclaimer: The information above are intended for educational purpose only and not as a medical advice. Whatever health issue you might have or be concerned with, consult first with your physician. For any other information about how I can assist you, please contact me at info@dedoholistic.com

References:


Wikipedia: Text of Creative Commons Attribution-ShareAlike

Alternative Medicine – The Definitive Guide. (Trivieri & Anderson, 2002, pp 326-328)

Magnet Therapy – The Gentle and Effective Way to Balance Body Systems (Birla & Hemlin, 1999, pp. 1-13)



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Friday, August 29, 2014

Colors and Environments: Their Effects on our Psyche and Health




by


Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom




The color we choose is not only a matter of personal and individual preferences. The relation between colors and psyche, that is between colors and our inner world where subjectivity and inscrutable elements cannot be examined according to objective criteria, can be summarized by Jung's statement “Colors are our subconscious' native language.”

Physics defines color a 'physiological impression produced in our eye by the retina which, by means of a luminous sensation transmitted to the brain, appears as color.' Colors originate through the decomposition of light: a sun ray, going through a drop of water, appears to our eyes as seven colors. This phenomenon can be easily seen after a thunderstorm when the rainbow appears. The latter, in fact, isn't but the result of many drops, all hanging in the air while being crossed by sun rays.

Another good example is that of the light which is decomposed by a prism and, as a result, red, orange, yellow, green, light blue, indigo, and violet appear. Hence, colors are not only chosen depending on the way each of us perceives them and on our personal tastes, but they also highly influence our psyche, mood and, consequently, our overall state of health.

Yellow, for instance, is the most cheerful color, dominant, and which more than any other promotes action and stimulates positive thinking. When used in living environments, especially inside ones, it brings them to life, makes them appear brighter, more welcoming, hospitable and cleaner.

The color tones running from light to dark blue include a great variety of shades whose effects and intensity highly differ from each other. Usually, these colors, especially blue, have a relaxing effect on nervous people, besides the ability to impact breathing and facilitate serenity and introspection. The closer the blue to black, the more it can lead to sadness; the lighter the blue and the closer to white it becomes, the more it encourages rest and meditation. Ideal environments in which blue should be used are a) the bedrooms due to its relaxing effects; and b) the bathrooms where the light blue well harmonizes with the water element. Its darker tones, to the contrary, are well suited to the dining-room and kitchen. In the latter case, blue can really excel when it is used in combination with white porcelain tiles.

Green, which is abundantly found in the landscapes, offers a sensation of balance and harmony. Green as well is present in a great variety of shades, each able to influence our psyche and mind at different levels. Different civilizations attribute this color different powers and effects and identify it, for instance, as a 'sacred' color (Islam) or as symbol of the vital cycle of life and death (Ancient Egyptians). Resulting from the combination of light blue and yellow, green allows for a balance between cold and warm colors. However, we need to pay attention that such an equilibrium does not end up giving the feeling of immobility, which, by not stimulating passion or joy, makes the environment sad and boring. To the contrary, the closer green gets to yellow, the more it revives the atmosphere; while the closer it gets to light blue, the more relaxing the environment becomes. All those who suffer from melancholy are encouraged to make a limited used of this color. Its use is also not recommended in the environment where meals are served due to the potential of this color to interfere with the digestion.

Red is the color of passion par excellence and symbol of good luck (China) and marriage (India). All over the world, therefore, red is associate with courage and passion or with danger and anger. Despite transmitting a sense of warmth and passion, however, red does not promote strength and vital energy to the extent yellow does, although, it is still considered a stimulant with the ability to impact our breathing by accelerating it. Very passionate, hot-tempered individuals, naturally inclined to experience strong emotions should use this color moderately, limiting it only to passageways and certainly avoiding it in their bedroom.

More relaxing colors, suited to almost any kind of environment and design due to their natural shades and tones are cream, brown, gray, biscuit, as well as all those linked to wood, stones, and earth. The tones from orange to terracotta, depending on their intensity, make the environment warmer, stimulate, encourage digestion and accelerate heart rate. Hence, they can promote either a sense of well-being or of irritability.

Violet, though being a color non commonly used, is well suited for both ultra modern and classical environments. Since it results from the combination of red and light blue, it can well counterbalance the effects of very bright colors by giving the environment a more relaxing appearance.

White, that is, the disappearance of all colors, includes, all of them and offers a great variety of possibilities making the living spaces appear fresh and relaxing. Its use requires special attention, however, due to the fact that it can make the environments look either very elegant or, on the contrary, extremely trivial. When correctly used, it is the color that can harmonize with all others and with any kind of interior and exterior decorating style.

Black must be used carefully and preferably in small amount since, though it is elegant, it is also a sad color. However, it is extremely useful to create contrasts.

Gray, at last, is half way between white and black and is a color with no vitality, completely immobile, although, as black, it can be used as background for bright colors.


Disclaimer: The information above is for educational purpose only and is not intended as a medical advice.



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Colori e Ambienti: La loro influenza su Psiche e Salute


Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata





La scelta dei colori non dipende solo da gusti personali ed individuali, ma anche dalla diversa percezione che ognuno di noi ha di ogni singolo colore. La relazione tra colori e psiche, ossia tra colori ed il nostro mondo interiore in cui soggettività ed elementi imperscrutabili sfuggono a criteri oggettivi, può essere riassunta con l'affermazione di Jung “I colori sono la lingua madre dell'inconscio.”

La fisica definisce il colore quale 'impressione fisiologica prodotta dalla retina nel nostro occhio che, attraverso una sensazione luminosa trasmessa al cervello, appare come colore.' L'origine dei colori sta nella scomposizione della luce: un raggio di sole, attraversando una goccia d'acqua, si manifesta alla nostra vista sotto forma di sette stupendi colori. Questo fenomeno è facilmente visibile dopo un temporale con la comparsa dell'arcobaleno. Quest'ultimo, altro non è che il risultato di una grande quantità di gocce d'acqua sospese nell'aria ed attraversate dai raggi del sole. Altro esempio tipico è quello della luce che si scompone attraverso un prisma per mezzo del quale rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto appaiono. I colori, quindi, non solo vengono scelti in virtù di come li percepiamo nonché di nostri gusti personali, ma hanno anche una notevole influenza sulla nostra psiche, sul nostro umore, e, di conseguenza, sulla nostra salute in generale.

Il giallo, ad esempio, è il colore più allegro, dominante, che incoraggia più di ogni altro all'azione e ad un atteggiamento positivo. Usato negli ambienti abitativi, soprattutto interni, li rende più vivi e luminosi facendoli apparire più accoglienti, ospitali e puliti.

I toni dall'azzurro al blu includono moltissime sfumature il cui effetto e la cui intensità variano enormemente. In genere questi colori, soprattutto il blu, hanno un effetto calmante sulle persone nervose, oltre a rendere il respiro più regolare, favorendo serenità ed introspezione. Quanto più il blu scurisce e si avvicina al nero tanto più può indurre alla tristezza; quanto più il colore schiarisce e si avvicina al bianco tanto più favorisce riposo e meditazione. Ambienti ideali in cui usare il blu sono a) la stanza da letto per i suoi effetti riposanti e b) il bagno dove l'azzurro ben armonizza con l'elemento acqua. Nei toni più scuri, invece, il colore ben si adatta a sala da pranzo e cucina. In quest'ultima eccelle soprattutto se unito alle piastrelle di porcellana bianca.

Il colore verde, che abbonda nei paesaggi, offre una sensazione di equilibrio ed armonia. Anche il verde presenta una grande varietà di sfumature, ognuna della quali influenza la nostra psiche e la nostra mente in modo diverso. Varie culture gli attribuiscono poteri ed influssi diversi identificandolo quale tinta 'sacra' (Islam), o simbolo del ciclo vitale di vita e morte (antichi Egizi).

Risultando dalla combinazione di azzurro e giallo, il verde porta ad un equilibrio tra colori freddi e caldi. Bisogna, tuttavia, far attenzione che tale equilibrio non sfoci in una sensazione di staticità che, non stimolando né passione né gioia, finisca con il rendere l'ambiente triste e noioso.

Man mano che il verde si avvicina ai toni gialli, al contrario, ravviva l'atmosfera, mentre avvicinandosi ai colori azzurri rende gli ambienti più riposanti. Per coloro che soffrono di malinconia, se ne consiglia un uso limitato, così come esso viene sconsigliato negli ambienti in cui si mangia in quanto associato alla possibilità di interferire con la digestione.

Il rosso è il colore della passione per eccellenza e simbolo di portafortuna (Cina) e di matrimonio (India). In tutto il mondo, quindi, il rosso viene associato a coraggio e passione o a pericolo e ira. Pur comunicando calore e passione, tuttavia, il rosso non genera forza e carica energetica nella misura in cui lo fa il giallo, benché anch'esso sia considerato uno stimolante ed abbia un impatto sulla respirazione accelerandola. Persone molto passionali, sanguigne, e naturalmente inclini a provare forti emozioni dovrebbero fare di questo colore un uso moderato, utilizzandolo, negli ambienti interni, preferibilmente nelle zone di passaggio ed evitandone l'uso nella stanza da letto.

Tinte più riposanti ed adatte a qualsiasi tipologia di ambiente ed arredo proprio perché legate a colori più naturali, sono il color crema, il marrone, il grigio, il biscotto, così come i colori del legno, della pietra e della terra. I colori dall'arancio alla terracotta, a seconda della loro intensità, riscaldano e stimolano, favoriscono la digestione ed accelerano le pulsazioni cardiache. Possono, quindi, infondere benessere oppure irritare.

Il viola, benché non usato comunemente, ben si adatta sia ad ambienti ultra moderni sia a quelli classici e, risultando dalla combinazione del rosso con l'azzurro, dona una certa calma se inserito in ambienti dominati da colori molto vivaci e forti.

Il bianco, ossia la scomparsa di colori, li racchiude tutti ed offre un'ampia gamma di possibilità facendo apparire gli ambienti freschi e riposanti. Il suo uso richiede molta attenzione in quanto può renderli molto eleganti o, al contrario, estremamente banali. Sapendolo usare correttamente, è il colore che può essere utilizzato con tutti gli altri e con qualsiasi tipo di stile.

Il nero deve essere usato con molta cautela e preferibilmente in quantità limitata essendo di fatto un colore sì elegante, ma altrettanto triste. È, tuttavia, molto utile per creare contrasti.

Il grigio, infine, è a metà tra bianco e nero ed è un colore privo di vitalità, immobile, benché, come il nero, possa essere usato come sfondo per colori vivaci.

NOTA: Le informazioni di cui sopra hanno solo scopo informativo e non sono da intendersi come parere medico.

Wednesday, July 2, 2014

Alcalinità ed Acidità: L'importanza dell'equilibrio del pH


Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata


Il pH (power of hydrogen) è il sistema di misura con cui determiniamo il livello di acidità o di alcalinità di una soluzione acquosa.  Generalmente è usato per analizzare le condizioni del terreno e dell'acqua, benché sia anche fondamentale per stabilire lo stato della nostra salute.  I livelli di pH variano da 0 a 14, con un pH di 7 considerato neutro, inferiore a 7 definito acido, e superiore a 7 basico/alcalino.  Possiamo riassumere questo concetto affermando che più il pH si avvicina ad 1 più è acido; più si avvicina a 14 e più è basico/alcalino.  Inoltre, dal momento che acidi e basici/alcalini sono due estremi proprio come il caldo ed il freddo, mischiandoli possiamo ammortizzare i loro effetti, proprio come unendo acqua calda ed acqua fredda otteniamo un equilibrio della sua temperatura.

Gli organismi acquatici hanno dimostrato di aver bisogno di un pH che oscilli tra 6.5 e 8 per poter essere in una situazione di equilibrio.  Quando questi valori non vengono rispettati "gli organismi subiscono uno stress a livello fisiologico" o finiscono addirittura con il morire.  Ciò dimostra che  l'equilibrio del pH non riguarda solo la salute, ma la sopravvivenza stessa.  Quanto considerato sino ad ora è applicabile anche al corpo umano e di conseguenza alla nostra salute. (1)

Secondo il Dr. Ted Morter Jr. per poter essere sano il corpo umano ha bisogno di raggiungere e conservare un livello leggermente alcalino, che si aggiri intorno a 7.4 (pH).  Quando questo non avviene e l'acidità ha il sopravvento, il corpo -- che mira sempre all'omeostasi, ossia ad un suo equilibrio interno -- farà tutto il possibile per contrastare e neutralizzare il livello di acidità.  Sia il livello di pH delle urine, sia quello del sangue sono validi mezzi per verificare lo stato della nostra salute, benché "il pH del sangue deve sempre oscillare tra 7.35 e 7.45 o la vita stessa cesserebbe improvvisamente nel giro di ore." (2)

Il livello di acidità ed alcalinità nel nostro corpo è strettamente legato al tipo di cibi che mangiamo e che impattano il nostro corpo a livello cellulare.  Come ha affermato il Dr. Hazel Parcells, medico naturopata, prima di morire all'età di 106 anni, l'acidità è la radice di "tutti i processi degenerativi e di tutte le malattie". Questo significa che l'essere "stanchi e assonnati in maniera cronica" è una chiara indicazione di uno stato acido che porta anche ad un invecchiamento precoce. Al contrario, uno stato alcalino rallenta il processo di invecchiamento e dà alla persona "più energie e più grinta". (3) 

In linea generale i nostri cibi possono essere classificati in

1)  a) ad alto livello di acidità e b) a medio livello di acidità
2)  neutri
3)  a) di livello alcalino medio e b) di livello alcalino elevato.

Al primo gruppo appartengono il formaggio Edam, uova, maionese, pesce, molluschi, pancetta, carne di manzo, pollo, fegato, agnello e vitello considerati tutti alimenti altamente acidi, e noci brasiliane, noci, formaggio Cheddar, formaggio Stilton, aringhe, maccarello, segale, avena, grano, riso, prugne, mirtilli rossi ed olive considerati tutti medio-acidi; al secondo gruppo burro, margarina, caffè, zucchero e sciroppo tutti neutri; e al terzo gruppo mandorle, noci di cocco, latte, fagioli, verza, sedano, lenticchie, lattuga, funghi, cipolle, ortaggi a radice, pomodori, albicocche, mele, banane, frutti di bosco, ciliege, fichi, pompelmo, uva, limoni, meloni, arance, pesche, lamponi, mandarini e prugne che sono tutti medio-alcalini mentre avocado, barbabietole, carote, patate, spinaci, frutta secca e rabarbaro che sono classificati come altamente alcalini. (4)

Il segreto di una salute ottimale consiste nel mantenere il nostro corpo ad un livello leggermente alcalino attraverso un'alimentazione equilibrata e nel tener conto del residuo, denominato anche "ceneri", che avanza una volta che i cibi da noi mangiati vengono metabolizzati.  Tutto ciò può, infatti, influenzare negativamente il nostro stato di salute ottimale alterando l'acidità e l'alcalinità del nostro corpo.  (NOTA: L'acidità del corpo non va confusa con l'acidità dei cibi, ossia di quegli ingredienti che hanno un sapore acidulo/aspro)

Un modo valido per non incorrere in uno stato acido è quello di evitare un consumo eccessivo di proteine in quanto una volta che il sistema digestivo viene sopraffatto da un eccesso di acido causato dalle proteine la nostra salute viene ad essere seriamente compromessa fino a mettere in pericolo la nostra sopravvivenza.  Un forte odore di ammoniaca nelle urine potrebbe essere una chiara indicazione che il nostro corpo sta perdendo minerali alcalinizzanti nel tentativo di andare a controbilanciare il suo eccesso di acidità.  In quest'ultimo caso, infatti, i reni iniziano a produrre ammoniaca in quanto avendo questa un pH di circa 9.25 è considerata la sostanza alkalina più potente in grado di aiutare l'organismo a ripristinare una situazione di equilibrio del suo pH. (2)

Per concludere: a prescindere da quali siano le vostre circostanze, dal tipo di costituzione che abbiate e da quale sia la vostra storia clinica personale e familiare, è importante prendere coscienza che in qualsiasi momento della vostra vita potete invertire la vostra condizione cambiando il vostro stile di vita e le vostre abitudini alimentari ed iniziare ad intraprendere un percorso verso una salute ottimale.


Importante: Il materiale di cui sopra ha solo scopo educativo e non è da intendersi come parere medico.  Per maggiori informazioni su come posso aiutarvi tramite un approccio naturopatico tradizionale ed un'attività di coaching potete contattarmi scivendomi ad info@dedoholistic.com


Note:

1)  University of Rhode Island - URI Watershed Watch, Cooperative Extension;
-  College of the Environment and Life Sciences (CELS); - Department of Natural Resources Service (NRS); - Coastal Institute in Kingston, RI. Kelly Addy, Linda Green, and Elizabeth Herron. URIWW-3, July 2004. pH and Alkalinity. Retrieved July 1st, 2014 from http://www.uri.edu/ce/wq/ww/Publications/pH&alkalinity.pdf

2) Day, P. (2007). Health Wars. Acid and Alkali Ashes (pp. 204-206). Kent, UK: Credence Publications.

3) Trivieri, L., Anderson, J. W. (2002). Alternative Medicine - The Definitive Guide. Holistic Self-Care. Diet and Nutrition. (p. 35). Berkeley, CA: Celestial Arts.

4) Holford, P. (2004). The New Optimum Nutrition Bible. Part 9. Food Fact File. Balancing acid and alkaline foods. (pp. 521, 522). New York, NY: Crossing Press.

     


Alkalinity versus Acidity: The Importance of pH Balance




by

Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom


pH (power of hydrogen) is the standard measure through which we may determine the level of acidity and alkalinity of an aqueous solution.  It is generally applied to analyze soil and water conditions, though it is also fundamental as for establishing the state of our health.  pH levels run from 0 to 14, with a pH of 7 considered neutral, less than 7 acidic, and greater than 7 as basic or alkaline.  We can summarize this by stating that the closer pH gets to 1, the more acidic the state; the closer to 14, the more basic/alkaline.  Furthermore, since acid and basic/alkaline are two extremes just like hot and cold water, by mixing them we can equate their extreme effects just like by mixing hot and cold water we would balance its temperature.

Aquatic organisms have proven to need a pH between 6.5 and 8 in order to stay in balance.  When this range is not met "organisms become physically stressed" to the point that they may even die, this showing that pH balance is not only a matter of health but of survival as well.  All this information apply also to the human body and, consequently, to our health. (1)

According to Dr. Ted Morter Jr. in order to stay healthy, the human body needs to reach and maintain a "slightly alkaline" level, that is around pH 7.4.  When the pH alkaline level is not respected and acidity takes over, the body -- which always work towards homeostasis, a state of internal equilibrium -- will do its best to counteract and neutralize its level of acidity.  Both urine pH and blood pH levels are a good means to check our state of health although "blood pH must always be between 7.35 and 7.45 or life ends abruptly within a matter of hours." (2)

The level or acidity and alkalinity in our body is strictly related to the kind of foods we eat and which impact our body at a cellular level.  As Dr. Hazel Parcells, naturopathic physician, stated before dying at the age of 106, acidity is the very root of "all decays and diseases". That said, being "chronically tired and sleepy" is a clear indication of an acidic state which leads also to premature aging.  To the contrary, a more alkaline state slows down the aging process and gives a person "more energy and drive". (3)  

Generally speaking our food can be classified as

1)         a) high acid and b)medium acid
2)         neutral
3)         a) medium alkaline and b) high alkaline.

To the first group belong: Edam, eggs, mayonnaise, fish, shellfish, bacon, beef, chicken, liver, lamb and veil, which are all high acid, and Brazil nuts, walnuts, Cheddar cheese, Stilton cheese, herrings, mackerel, rye, oats, wheat, rice, plums, cranberries and olives, which are all medium acid; to the second butter, margarine, coffee, tea, sugar and syrup are all neutral; and to the third almonds, coconut, milk, beans, cabbage, celery, lentils, lettuce, mushrooms, onions, root vegetables, tomatoes, apricots, apples, bananas, berries, cherries, figs, grapefruit, grapes, lemons, melons. oranges, peaches, raspberries, tangerines and prunes are all medium alkaline while avocado, beets, carrots, potatoes, spinach, died fruit, rhubarb are all high alkaline (4)

The secret to keeping our body in a slightly alkaline state consists in balancing the food we eat and in taking into account the residual, also called "ashes", that is left after our foods are metabolized, and which can negatively affect our optimum state by altering the body's acidity and alkalinity. (NOTE: Please be aware that the body acidity has nothing to do with the acidity of the foods, that is, with those ingredients which have a sour taste)

A good way not to incur in an acidic state is to avoid excessive consumption of proteins for once our digestive system is overwhelmed by an excess of acid derived from proteins, our health becomes seriously compromised to the point of jeopardizing our own survival.  A strong smell of ammonia in the urine could be an indication that the body has been losing alkalizing minerals in order to counterbalance its excess of acidity.  In the latter case, in fact, the kidneys start producing ammonia which by having a pH around 9.25 is considered a very powerful alkali able to help the organism to restore its pH balance. (2)

In conclusion, no matter what your circumstances are, what your constitutional type is, and what your personal and family medical history is, you can at any given time start to make a u-turn by changing your lifestyle and eating habits and begin to walk the path to optimum health.

Disclaimer: The above material is for educational purpose only and it is not intended as medical advice.  For more information about how I can assist you through a traditional naturopathic approach and coaching, please contact me at info@dedoholistic.com

Thank you.



References

1)  University of Rhode Island - URI Watershed Watch, Cooperative Extension;
-  College of the Environment and Life Sciences (CELS); - Department of Natural Resources Service (NRS); - Coastal Institute in Kingston, RI. Kelly Addy, Linda Green, and Elizabeth Herron. URIWW-3, July 2004. pH and Alkalinity. Retrieved July 1st, 2014 from http://www.uri.edu/ce/wq/ww/Publications/pH&alkalinity.pdf

2) Day, P. (2007). Health Wars. Acid and Alkali Ashes (pp. 204-206). Kent, UK: Credence Publications.

3) Trivieri, L., Anderson, J. W. (2002). Alternative Medicine - The Definitive Guide. Holistic Self-Care. Diet and Nutrition. (p. 35). Berkeley, CA: Celestial Arts.


4) Holford, P. (2004). The New Optimum Nutrition Bible. Part 9. Food Fact File. Balancing acid and alkaline foods. (pp. 521, 522). New York, NY: Crossing Press.


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