Monday, January 11, 2021

 

Associazione Culturale Castrum Martinae 2015 - Martina Franca (TA)

Intervista di

Maria Teresa De Donato


 

In questi ultimi trent'anni abbiamo assistito, a mio modesto avviso, ad un decadimento a tutti i livelli - morale, etico, politico, sociale e soprattutto culturale. Come italiani - a prescindere dal vivere in Patria o all'estero - non possiamo che essere felici ed orgogliosi quando vediamo che malgrado il degrado evidente sono in molti a darsi da fare, soprattutto nell'ambito della cultura.

Come italiana emigrata negli USA da quasi 26 anni posso dire che è una grande gioia vedere in tutt'Italia il pullulare di iniziative e di Associazioni culturali che operano sul territorio e si danno veramente da fare per diffondere la cultura e l'arte a tutti i livelli ed in ogni modo a loro possibile. Una delle Associazioni che mi ha particolarmente colpito e che si distingue in modo eccellente per l'ottima organizzazione, l'affiatamento dei suoi soci e le tante iniziative che prende e presenta al pubblico è sicuramente l'Associazione Culturale Castrum Martinae di Martina Franca (Taranto)

È, quindi, un grande onore per me ospitare oggi sul mio Blog e Salotto Culturale Virtuale il Presidente Aldo Narcisi.

 

 


MTDD: Grazie, Aldo, per aver accettato l'invito e per essere mio ospite oggi. È un grande piacere poter parlare con te. Iniziamo con il presentarti: Chi sei, cosa fai nella vita, studi, e qualsiasi altra informazione tu voglia condividere con il nostro pubblico di lettori.

Aldo: Buonasera Maria Teresa, grazie a te per questa intervista innanzitutto perché a te ci legano una grande stima ed affetto e perché questa è sicuramente una grande opportunità per far conoscere la nostra associazione e le finalità per cui opera sul territorio.

Sono Aldo Narcisi, il presidente dell'Associazione culturale Castrum Martinae 2015 e nella vita sono un decoratore d'interni da più di 25 anni, amante dell'arte in tutte le sue sfaccettature, delle tradizioni e della storia della mia città. 

 

MTDD: Aldo come ti è venuta in mente l'idea di dar vita ad un'Associazione Culturale e perché ne hai visto il bisogno?

Aldo: Tutto nacque 7 anni fa da una semplice pagina Facebook in cui, con un gruppo di amici, divulgavamo foto storiche e post sulle tradizioni e la storia locale. In seguito, spinti dall’amore per la nostra città, decidemmo di fondare una vera e propria associazione culturale per poter meglio valorizzare i beni culturali, ambientali e le tradizioni in favore di tutta la collettività martinese.

 

MTDD: Nel panorama culturale pugliese, e soprattutto in quello di Martina Franca, qual è esattamente il ruolo che svolge la vostra Associazione ed in che modo ritenete di distinguervi dalle altre che operano nel vostro settore?

Aldo: L’Associazione Castrum Martinae fondata nel 2015, è un’associazione culturale senza scopo di lucro, che si propone di divulgare e promuovere la cultura e l'arte in tutte le sue forme: poesia, musica, pittura, attraverso presentazioni letterarie, reading poetici, mostre pittoriche e fotografiche, concerti. Tra le peculiarità dell'associazione vi è una particolare attenzione alla salvaguardia, promozione e divulgazione delle tradizioni, della martinesità e della storia locale, attraverso spettacoli in vernacolo e l'organizzazione di tour nel centro storico, per far apprezzare sempre di più le bellezze architettoniche e la storia della nostra città, inoltre ci avvaliamo anche di riproduzioni audiovisive multimediali e vari social network.

Rispetto alle altre associazioni ci distinguiamo perché abbiamo la fortuna di avere nell’associazione un nutrito parterre di artisti, fatto da pittori, poeti, scrittori, fotografi, attori e musicisti e ciò ci consente di operare contemporaneamente in tutti i settori culturali e quindi di essere molto attivi e presenti nella vita culturale e artistica del nostro territorio.   

 

MTDD: Fate una selezione per quanto riguarda l'accettare eventuali nuovi soci? Devono avere requisiti particolari?

Aldo: No, non facciamo nessuna particolare selezione; in genere chi si approccia a noi ha i nostri stessi interessi e condivide le finalità socio-culturali della stessa Associazione e quindi può tranquillamente farne parte chiedendone regolare iscrizione.

 

MTDD: Con quale criterio stabilite il tema dei vostri eventi?

Aldo: Spesso, prendiamo spunto dal periodo dell'anno e realizziamo eventi a tema nazionale e internazionale come ad esempio “Trame d’arte contro la violenza sulle donne" il 25 novembre, Castrum in love" per il 14 febbraio, giorno di San Valentino, durante le festività natalizie lo spettacolo in vernacolo “Illumina il Natale” o anche omaggi alle mamme ed ai nonni nei giorni a loro dedicati. Poi svolgiamo anche altri eventi culturali su proposta dei soci o su proposta di terzi, come presentazioni letterarie, mostre di vario genere, concerti e reading poetici e letterari.

 

MIDD: Per l'organizzazione di eventi, vi siete mai avvalsi di sponsors, patrocini, o anche solo partnerships con altre associazioni e se sì, in quali casi?

Aldo: Realizziamo molti eventi in cui ci avvaliamo del patrocinio del Comune di Martina Franca, come lo spettacolo ormai giunto alla VI edizione "Illumina il Natale" e che purtroppo quest'anno non si è svolto a causa del Covid 19, per la cui realizzazione ci avvaliamo anche di alcuni sponsors, inoltre il patrocinio del Comune ci è stato concesso per alcune presentazioni letterarie, per le mostre di corredo e vestiti d'epoca inerenti la nascita e il matrimonio e per mostre di foto d’epoca, ma anche mostre di foto attuali della nostra bella città. Inoltre il patrocinio ci è stato concesso anche per gli eventi di “reading, music and fashion” realizzati in correlazione con le mostre di Pablo Picasso e Andy Warhol, che il comune di Martina Franca ha ospitato nel Palazzo Ducale negli ultimi due anni, eventi fatti in collaborazione dell'associazione culturale Artava di Taranto e del Turisport Europe.

Molti altri eventi sono stati realizzati con la collaborazione di altre associazioni locali: Associazione “Artemozioni”, Associazione culturale “Riflessi d’arte”, Associazione “la Cutizza” 2010, Associazione “Amar Down”, Coordinamento Associazioni “C. A. V. Martina Franca” e Associazione Culturale “Artava”.

 

MTDD: Palazzo Ducale è l'unica sede in cui organizzate i vostri eventi o ce ne sono altre? Potete dare qualche cenno storico circa la vostra bellissima ed altrettanto suggestiva cittadina barocca e questo stupendo Palazzo?

Aldo: Il Palazzo Ducale non è l'unica sede in cui realizziamo i nostri eventi, spesso prendiamo in affitto altre sedi, soprattutto nel centro storico, come la sede dell’Associazione Artigiana, dove siamo soliti realizzare mostre d'arte ed altri eventi culturali. Altre volte siamo stati gentilmente ospitati dai proprietari di alcuni negozi o bar di Martina, che hanno messo a disposizione i loro spazi perché potessimo svolgere i nostri eventi

Adesso rispondo molto volentieri alla tua domanda inerente alla nostra bella cittadina barocca ed al suo Palazzo Ducale.

Martina Franca è un'incantevole cittadina in stile barocco-rococò, che sorge su un altopiano di origine carsica che la colloca a 400 metri sul livello del mare. Le origini antichissime di questa città sono testimoniate dai numerosi ritrovamenti delle popolazioni che vi abitarono già in epoca preistorica, ma il nome con cui è conosciuta, le è stato dato per la prima volta da Filippo I D'Angiò, che nel riconoscere a Martina Franca privilegi perpetui come le franchigie, la ribattezzò in questo modo. L'epoca di più grande splendore per questa città è stato il '700, periodo in cui vennero costruiti i monumenti più importanti e le chiese che ancora oggi dominano il centro storico. Il barocco è lo stile che spadroneggia, lo si ritrova infatti nei tantissimi edifici ed in questo luogo ha assunto dei connotati caratteristici che lo distinguono dalle altre declinazioni di questa corrente artistica ed architettonica, si parla non a caso di barocco martinese.



La migliore rappresentazione di questo incredibile stile è senza dubbio la Basilica di San Martino, eretta nella seconda metà del XVIII secolo per volere dell'arciprete Isidoro Chirulli. Passando per le stradine del centro di Martina Franca si viene inevitabilmente catturati dalla maestosità di questa chiesa, la facciata, in cui è raffigurata la statua del santo patrono, è imponente e molto suggestiva, dal caratteristico colore bianco dei marmi, con la rappresentazione di una scena simboleggiante la pietà e fratellanza, in cui il santo condivide un mantello con un mendicante.



Transitando per Piazza Roma, ci si imbatte nel famoso Palazzo Ducale, costruito per volontà del duca Petracone V Caracciolo nel seicento ed oggi sede del Municipio, Il palazzo non fu mai ultimato, così come era stato originariamente progettato, a causa delle ingenti spese; fu solo parzialmente terminato nell'ala orientale per opera del Duca Francesco III nel 1773. La facciata, realizzata in tipico stile barocco, è divisa orizzontalmente da una balconata in ferro battuto, opera di maestri locali, e verticalmente dalle lesene. All'interno sono presenti delle bellissime tempere nelle sale dell'Arcadia, del Mito e della Bibbia e nella Cappella dei Duchi egregiamente decorate a tempera da Domenico Carella nel 1776.




MIDD: Da un paio di anni vi seguo regolarmente ed io stessa ho avuto il grande piacere ed onore di essere stata - anche se solo virtualmente - ospite di alcuni vostri eventi in cui avete presentato, tramite introduzioni e letture, anche i miei romanzi Oceano di Sensi e Anelli Mancanti, cosa che mi ha resa molto felice e di cui vi ringrazio di cuore. So che tra i soci dell'Associazione Castrum Martinae ci sono artisti di ogni tipo - da pittori a poeti, da scrittori a fotografi a musicisti. Sia voi del Comitato Direttivo sia tutti i membri dell'Associazione siete molto impegnati, ma la cosa che più mi colpisce è lo spirito positivo e costruttivo che emanate e che fa onore a voi tutti.

Come siete riusciti a creare un gruppo così armonioso?

Aldo: Ognuno di noi mette a disposizione le proprie competenze con spirito di collaborazione, siamo tutti uniti chiaramente dall'interesse per l'arte, la cultura, le tradizioni e l'amore per la nostra bellissima città, tutto ciò ci consente di operare per raggiungere obiettivi comuni.

 

MTDD: Ci sono altri aspetti che non abbiamo citato e che ti farebbe piacere menzionare?

Aldo: L'associazione culturale Castrum Martinae è un'associazione prettamente di volontariato, quindi non a scopo di lucro e mi fa piacere sottolineare che tutti i soci e gli artisti che si adoperano per la realizzazione degli eventi, lo fanno gratuitamente. Tutti noi siamo solo e unicamente animati dall'amore per la nostra città e dalla passione per l'arte e per la cultura. Ogni evento che riusciamo a realizzare è certamente frutto di grandi sforzi e sacrifici da parte di tutti, ma ci ripaga ampiamente il consenso dei nostri sostenitori che diventano sempre più numerosi e questo ci rende sicuramente molto orgogliosi.

 

MTDD: Se qualcuno volesse mettersi in contatto con voi e magari venirvi a trovare, in che modo potrà farlo?

Aldo: Può farlo contattandoci attraverso le nostre pagine e gruppo Facebook:             https://www.facebook.com/Ass.CulturaleCastrumMartinae/

Oppure tramite nostro canale Youtube:  https://youtube.com/c/ASSOCIAZIONECastrumMartinae

ed ancora attraverso la nostra email: castrummartinae@libero.it

  

MTDD: Per il 2021 ho vari progetti in mente tra cui quello di ospitare alcuni artisti della vostra Associazione che spero accetteranno l'invito. Grazie ancora per aver partecipato a questa intervista, ma soprattutto grazie a voi come Comitato Direttivo e a tutti gli amici della Castrum Martinae per essere ciò che siete e per il vostro grande ed apprezzatissimo impegno in ambito culturale. Il tutto vi rende onore.

Aldo: Un sentito grazie a te, cara Maria Teresa, per la tua accogliente ospitalità e la tua gentilezza, grazie per questa bellissima intervista in cui ci hai dato la possibilità di mettere in luce il nostro sforzo comune di operatori culturali sul nostro territorio, ma anche di far apprezzare la nostra bella città. Grazie anche per l’invito esteso agli artisti della nostra associazione ad essere futuri ospiti sul tuo Blog e Salotto Culturale Virtuale, ne saranno sicuramente molto lieti. Ti porgo il saluto e l’abbraccio di tutto il Comitato Direttivo e di tutti i soci… grazie di cuore, è stato un grande onore per la nostra associazione.

 


Castrum Martinae Kulturverein – Martina Franca (Taranto, Italien) - Interview von Maria Teresa De Donato

 

Castrum Martinae Kulturverein – Martina Franca (Taranto, Italien)

Interview von

Maria Teresa De Donato


 

In den letzten dreißig Jahren haben wir, meiner bescheidenen Meinung nach, auf allen Ebenen einen Rückgang erlebt – moralisch, ethisch, politisch, sozial und vor allem kulturell. Als Italiener – egal ob wir im In- oder Ausland leben – können wir nur glücklich und stolz sein, wenn wir sehen, dass trotz der offensichtlichen Verschlechterung viele beschäftigt sind, insbesondere im Bereich der Kultur. 

Als Italienerin, die fast 26 Jahre in die USA ausgewandert ist, kann ich sagen, dass es eine große Freude ist, in ganz Italien den Schwarm von Initiativen und kulturellen Vereinigungen zu sehen, die in der Region tätig sind und wirklich hart daran arbeiten, Kultur und Kunst an alle zu verbreiten Ebenen und in jeder Hinsicht für sie möglich. Eine der Assoziationen, die mich besonders beeindruckt hat und die sich in hervorragender Weise durch die hervorragende Organisation, die Harmonie ihrer Mitglieder und die vielen Initiativen auszeichnet, die sie ergreift und der Öffentlichkeit präsentiert, ist sicherlich die Castrum Martinae Kulturvereinigung von Martina Franca (Taranto).

Es ist mir daher eine große Ehre, heute in meinem Blog und virtuellen u. kulturellen Salon Präsident Aldo Narcisi zu begrüßen. 


 

MTDD: Danke Aldo, dass Du die Einladung angenommen hast und heute mein Gast bist. Es ist mir eine große Freude, mit Dir sprechen zu können. Beginnen wir damit, Dir Folgendes vorzustellen: Wer Du bist, was Du im Leben tust, studierst hast und alle anderen Informationen, die Du unserem Lesepublikum mitteilen möchtest. 

Aldo: Guten Abend Maria Teresa, und vielen Dank für dieses Interview, vor allem, weil wir an große Wertschätzung und Zuneigung gebunden sind und weil dies sicherlich eine großartige Gelegenheit ist, unseren Verein und die Zwecke, für die er in der Region tätig ist, bekannt zu machen. 

Ich bin Aldo Narcisi, der Präsident des Kulturvereins Castrum Martinae 2015, und in meinem Leben bin ich seit mehr als 25 Jahren Innenarchitekt, ein Kunstliebhaber in all seinen Facetten, Traditionen und der Geschichte meiner Stadt.

 


MTDD: Aldo, wie bist Du auf die Idee gekommen, einen Kulturverein zu gründen, und warum hast Du die Notwendigkeit dafür gesehen?

Aldo: Alles begann vor 7 Jahren auf einer einfachen Facebook-Seite, auf der wir mit einer Gruppe von Freunden historische Fotos und Beiträge zu lokalen Traditionen und Geschichte geteilt haben. Aufgrund der Liebe zu unserer Stadt beschlossen wir später, eine echte kulturelle Vereinigung zu gründen, um die Kultur, die Umwelt und die Traditionen zugunsten der gesamten martinischen Gemeinde besser zu fördern.

 

MTDD: Welche Rolle spielt Euer Verband im apulischen Kulturpanorama und vor allem in der von Martina Franca und wie unterscheidet euch Eurer Meinung nach von den anderen Verbänden, die in Eurem gleichen Sektor tätigen? 

Aldo: Die 2015 gegründete Castrum Martinae Association ist eine gemeinnützige Kulturvereinigung, deren Ziel es ist, Kultur und Kunst in all ihren Formen zu verbreiten und zu fördern: Poesie, Musik, Malerei durch literarische Präsentationen, poetische Lesungen, Bild- und Fotoausstellungen, Konzerte. Unter den Besonderheiten des Vereins liegt ein besonderes Augenmerk auf der Bewahrung, Förderung und Verbreitung von Traditionen, des Martinismus und der lokalen Geschichte durch Shows in der Landessprache und die Organisation von Führungen im historischen Zentrum, um die architektonischen Schönheiten zunehmend zu schätzen. In der Geschichte unserer Stadt verwenden wir auch multimediale audiovisuelle Reproduktionen und verschiedene soziale Netzwerke. 

Im Vergleich zu anderen Vereinen zeichnen wir uns dadurch aus, dass wir das Glück haben, eine große Anzahl von Künstlern im Verein zu haben, die sich aus Malern, Dichtern, Schriftstellern, Fotografen, Schauspielern und Musikern zusammensetzen. Dies ermöglicht es uns, in allen kulturellen Bereichen gleichzeitig zu agieren und somit sehr aktiv und präsent im kulturellen und künstlerischen Leben unseres Territoriums zu sein.

 

MTDD: Trefft Ihr eine Auswahl hinsichtlich der Aufnahme neuer Mitglieder? Müssen sie spezielle Anforderungen haben?

Aldo: Nein, wir treffen keine bestimmte Auswahl. Im Allgemeinen haben diejenigen, die sich an uns wenden, die gleichen Interessen wie wir und teilen die soziokulturellen Ziele des Vereins selbst und können daher leicht Teil des Verbandes sein, indem sie eine regelmäßige Registrierung beantragen.

  

MTDD: Nach welchen Kriterien bestimmt Ihr das Thema Eurer Veranstaltungen? 

Aldo: Wir lassen uns oft von der Jahreszeit inspirieren und kreieren nationale und internationale Themenveranstaltungen wie "Plots of Art gegen Gewalt gegen Frauen" am 25. November, “Castrum in Liebe„ für den 14. Februar, Valentinstag. Während der Weihnachtsferien zeigt die einheimische Show "Erleuchtet Weihnachten" oder sogar Hommagen an Mütter und Großeltern an den ihnen gewidmeten Tagen. Dann führen wir auf Vorschlag der Mitglieder oder auf Vorschlag Dritter auch andere kulturelle Veranstaltungen durch, wie literarische Präsentationen, Ausstellungen verschiedener Art, Konzerte sowie poetische und literarische Lesungen.

  

MIDD: Habt Ihr bei der Organisation von Veranstaltungen jemals Sponsoren eingesetzt, die nur Partnerschaften mit anderen Verbänden unterstützen, und wenn ja, in welchen Fällen? 

Aldo: Wir führen viele Veranstaltungen durch, bei denen wir die Schirmherrschaft der Gemeinde Martina Franca in Anspruch nehmen, wie zum Beispiel die Show jetzt in ihrer sechsten Ausgabe "Erleuchtet Weihnachten", die dieses Jahr aufgrund von Covid 19 leider nicht stattfand. Wir nutzen auch einige Sponsoren, außerdem wurde uns die Schirmherrschaft der Gemeinde für einige literarische Präsentationen, für Ausstellungen von Trousseau- und historischen Kleidern in Bezug auf Geburt und Heirat sowie für Ausstellungen von Vintage-Fotos, aber auch Ausstellungen von gewährt aktuelle Fotos unserer schönen Stadt. Darüber hinaus wurde uns die Schirmherrschaft für die Veranstaltungen "Lesen, Musik und Mode" gewährt, die im Zusammenhang mit den Ausstellungen von Pablo Picasso und Andy Warhol durchgeführt wurden, die die Gemeinde Martina Franca in den letzten zwei Jahren im Dogenpalast in Zusammenarbeit mit dem Kulturverein Artava von Taranto und Turisport Europe veranstaltet hat.  Viele andere Veranstaltungen wurden in Zusammenarbeit mit anderen lokalen Vereinen organisiert: Verein "Artemozioni", Verein "Riflessi d'Arte", Verein "La Cutizza" 2010, Verein "Amar Down", "C. A. V. Martina Franca" und der Kulturverein "Artava".

 

MTDD: Ist Palazzo Ducale der einzige Ort, an dem Ihr Eure Veranstaltungen organisiert, oder gibt es andere? Könntest Du einige historische Informationen über Eure schöne und ebenso eindrucksvolle Barockstadt und diesen beeindruckenden Palast geben? 

Aldo: Palazzo Ducale ist nicht der einzige Veranstaltungsort, an dem wir unsere Veranstaltungen abhalten. Wir vermieten häufig andere Veranstaltungsorte, insbesondere im historischen Zentrum, wie den Hauptsitz der Kunsthandwerker-Vereinigung, wo wir normalerweise Kunstausstellungen und andere kulturelle Veranstaltungen veranstalten. Ein anderes Mal wurden wir freundlicherweise von den Eigentümern einiger Geschäfte oder Bars in Martina Franca empfangen, die ihre Räume zur Verfügung stellten, damit wir unsere Veranstaltungen durchführen konnten. 

Jetzt beantworte ich gerne Deine Frage zu unserer schönen Barockstadt und ihrem Herzogspalast.

Martina Franca ist eine bezaubernde Stadt im Barock-Rokoko-Stil, die auf einem Plateau karstigen Ursprungs liegt und 400 Meter über dem Meeresspiegel liegt. Die antiken Ursprünge dieser Stadt werden durch die zahlreichen Funde der Bevölkerung bezeugt, die bereits in prähistorischer Zeit dort lebte. Der Name, unter dem sie bekannt ist, wurde jedoch zum ersten Mal von Filippo I D'Angiò gegeben, der Martina Franca ewige Privilegien wie Franchise anerkannte, und auf diese Weise umbenannte. Die Epoche der größten Pracht dieser Stadt war das Jahr 700, in dem die wichtigsten Denkmäler und Kirchen errichtet wurden, die noch immer das historische Zentrum dominieren. Der Barock ist der Stil, der dominiert; er findet sich tatsächlich in den vielen Gebäuden und an dieser Stelle hat er charakteristische Konnotationen angenommen, die ihn von den anderen Deklinationen dieser künstlerischen und architektonischen Strömung unterscheiden. Es ist kein Zufall, dass wir vom martinischen Barock sprechen.

 

 

 

Die beste Darstellung dieses unglaublichen Stils ist zweifellos die San Martino Basilika, die in der zweiten Hälfte des 18. Jahrhunderts auf Geheiß des Erzpriesters Isidoro Chirulli erbaut wurde. Wenn man durch die engen Gassen des Zentrums von Martina Franca geht, wird man unweigerlich von der Majestät dieser Kirche erfasst. Die Fassade, in der die Statue des Schutzheiligen abgebildet ist, ist imposant und sehr suggestiv, mit der charakteristischen weißen Farbe der Murmeln, mit der Darstellung von a Szene als Symbol für Frömmigkeit und Brüderlichkeit, in der der Heilige einen Umhang mit einem Bettler teilt.

 

 


Wenn wir die Piazza Roma passieren, stoßen wir auf den berühmten Palazzo Ducale, der im 17. Jahrhundert nach dem Willen von Herzog Petracone V Caracciolo erbaut wurde, und jetzt das Rathaus. Der Palast wurde aufgrund der enormen Kosten nie fertiggestellt, wie er ursprünglich entworfen wurde. 1773 wurde es im Ostflügel von Herzog Francesco III. nur teilweise fertiggestellt. Die im typisch barocken Stil erbaute Fassade ist horizontal durch einen schmiedeeisernen Balkon, das Werk lokaler Meister, und vertikal durch Pilaster unterteilt. Im Inneren befinden sich wunderschöne Tempera in den Räumen von Arkadien, Mythos und Bibel sowie in der Kapelle der Herzöge, die 1776 von Domenico Carella sehr gut in Tempera dekoriert wurde.

 


 

MTDD: Seit ein paar Jahren verfolge ich Euch regelmäßig und ich selbst hatte das große Vergnügen und die Ehre,, wenn auch nur virtuell, Gast einiger Eurer Veranstaltungen zu sein, bei denen Ihr durch Einführungen und Lesungen auch meine Romane Oceano di Sensi und Anelli Mancanti vorgestellt habt, die mich sehr glücklich gemacht hat und für die ich Euch von Herzen bedanke. Ich weiß, dass es unter den Mitgliedern des Castrum Martinae Verbandes Künstler aller Art gibt – von Malern bis zu Dichtern, von Schriftstellern über Fotografen bis hin zu Musikern. Sowohl Ihr vom Lenkungsausschuss als auch alle Mitglieder des Vereins sind sehr engagiert, aber das, was mir am meisten auffällt, ist der positive und konstruktive Geist, den Ihr ausstrahlt und der Euch allen Ehre macht.

Wie habt Ihr es geschafft, eine so harmonische Gruppe zu bilden?

Aldo: Jeder von uns stellt seine Fähigkeiten mit einem Geist der Zusammenarbeit zur Verfügung. Das Interesse an Kunst, Kultur, Traditionen und Liebe zu unserer schönen Stadt verbindet uns alle eindeutig. All dies ermöglicht es uns, dafür zu arbeiten und gemeinsame Ziele zu erreichen.

  

MTDD: Gibt es andere Aspekte, die wir nicht erwähnt haben und die Du erwähnen möchtest? 

Aldo: Der Kulturverein Castrum Martinae ist ein rein freiwilliger Verein, daher nicht gewinnorientiert, und ich freue mich darauf hinweisen zu können, dass alle Mitglieder und Künstler, die für die Realisierung der Veranstaltungen arbeiten, dies kostenlos tun. Wir alle sind einzig und allein von der Liebe zu unserer Stadt und der Leidenschaft für Kunst und Kultur belebt. Jedes Ereignis, das wir durchführen, ist sicherlich das Ergebnis großer Anstrengungen und Opfer seitens aller, aber der Konsens unserer Unterstützer, die immer zahlreicher werden, zahlt uns reichlich zurück und das macht uns sicherlich sehr stolz.

  

MTDD: Wenn jemand mit Euch in Kontakt treten und vielleicht besuchen möchte, wie kann er das tun?

Aldo: Sie können dies tun, indem Sie uns über unsere Seiten und die Facebook-Gruppe kontaktieren: https://www.facebook.com/Ass.CulturaleCastrumMartinae/ 

Oder über unseren Youtube-Kanal: https://youtube.com/c/ASSOCIAZIONECastrumMartinae 

Es ist immer noch durch unsere E-Mail:

castrummartinae@libero.it

  

MTDD: Für 2021 habe ich verschiedene Projekte im Sinn, darunter die Aufnahme einiger Künstler, die Mitglieder Eurer Vereinigung sind und von denen ich hoffe, dass sie meine Einladung annehmen. Nochmals vielen Dank für die Teilnahme an diesem Interview, aber vor allem an Dich als Präsident und an alle Freunde von Castrum Martinae, und für Euer großes und sehr geschätztes Engagement im kulturellen Bereich. All dies ehrt Euch.

Aldo: Ein herzliches Dankeschön an Dich, liebe Maria Teresa, für Deine einladende Gastfreundschaft und Deine Freundlichkeit. Vielen Dank für dieses schöne Interview, in dem Du uns die Gelegenheit gegeben hast, unsere gemeinsamen Bemühungen als Kulturschaffende in unserem Gebiet hervorzuheben, aber auch unsere zu schätzen wunderschöne Stadt. Vielen Dank auch für die Einladung an die Künstler unseres Vereins, künftige Gäste in Deinem Blog und virtuellen u. kulturellen Salon zu sein. Sie werden sicherlich sehr glücklich sein. Herzliche Grüße und viele Umarmungen von unserem Aufsichtsrat und allen anderen Mitgliedern ... Vielen Dank, es war eine große Ehre für unseren Verein.

 

 


 

Monday, January 4, 2021

A pink triangle - Novel by Paolo Arigotti - Review by Maria Teresa De Donato

 

A pink triangle - Novel by Paolo Arigotti

 

Review by Maria Teresa De Donato



 
 

Why we fall in love and why we fall in love and love a certain person rather than another is one of the Mysteries of Life that we have not been able to understand yet. Who we love and how we can or should love the other is still the subject of an ongoing debate in many circles today. 

Although 'unconventional' love, such as that which arises and is consumed between persons of the same sex has always existed, been accepted, tolerated, or harshly condemned by the various religions and cultures of the moment, Paragraph 175, also known as Section 175, and included in the German Criminal Law Code in force from 15 May 1871 to 10 March 1994 considered the relationship between male homosexuals a crime. This law found its widest applicability in Nazi Germany and precisely from 1935 onwards. 

In a Europe devastated by the German occupation and, subsequently, by the aerial bombardments of the Anglo-American Allied powers rushed to free it, two opposing forces clash on all fronts: Good and Evil.

So, therefore, while on the one hand the highly efficient and equally ruthless Nazi war machine occupies territories and selects and exterminates all those it finds in its path and considers 'undeserving to live', including millions of Jews, Jehovah's Witnesses, Roma, and other ethnic groups, as well as physically and mentally disabled and 'deviant', as homosexuals are considered by Nazism, Love, in all its forms and at all levels of the political hierarchy and the social scale, continues undeterred to be born and often grow in hiding. 

A pink triangle was precisely the symbol that was sewn on the uniforms of inmates in concentration camps, as evidence of the 'crime' committed: homosexuality.

In this climate of terror and suffering spread throughout Europe, the love story of two gay couples was born and developed. To describe, however, this novel by Paolo Arigotti as the simple love story of two homosexual boys is, in my opinion, highly reductive. 

Un triangolo rosa (A pink triangle) is, in its deepest essence, a book of Love, the one with a capital A, but above all of Love that goes beyond the simple relationship of a couple, whether homosexual or heterosexual: it is Love in the sense of Eros, but also the strongly empathic and supportive one, the one ready to sacrifice himself for the good and - in the case of events such as those linked to the persecutions that took place in Nazi Germany - to risk his own life to save the other, whoever he is. 

A pink triangle is also the novel of the paradoxes that Life presents, of objective realities and those perceived as such that collide, meet and, in some cases, even go hand in hand and in which suddenly the impossible becomes possible. It is also a highly introspective novel which, behind a simple and direct narrative and the evolution of historical events and fiction, attempts to awaken the reader's conscience by inducing him to ask himself vital questions, to question his own beliefs and, above all, to refrain. from judgment, because what appears to human eyes is only an ephemeral perception as reality is much more complex and articulated than it may seem, and acts and relationships that may appear unacceptable hide in many cases deep feelings that deserve to be respected even when they may not be fully understood by others. 

A pink triangle is also a novel that testifies to the continuous struggle between the Mind, which in its ruthless, calculating, and pragmatic way tries to give a sense and a 'logical' justification to all the horrors and crimes that are consumed around it and of which the individual is, directly or indirectly, responsible, and the Heart and Consciousness that rebel against this attitude and in some cases do not give up until they reach the desired result, namely repentance and the consequent desire and need on the part of the individual, to atone for their sins and to save as many lives as possible. This eternal struggle between Good and Evil and Heart and Consciousness that oppose with all their strength and the utmost determination without giving the individual a moment's respite coexist tumultuously in one of the most emblematic characters of fiction: the young and equally brilliant German Colonel of SS Klaus. 

A beautiful novel that offers some good food for thought and self-examination and which, as suggested by the Monsignor, another prominent figure in this publication, could leave some readers with a question to answer: Can conditions, such as homosexuality, that appear to be disapproved by God, be forgiven precisely by Him, as appropriate and thanks to His Mercy, Wisdom and, above all, His Love, and continue to be, despite everything, harshly condemned by the judgment of 'imperfect and sinful' men?

  

 

Un triangolo rosa - Romanzo di Paolo Arigotti - Recensione di Maria Teresa De Donato

 

Un triangolo rosa - Romanzo di Paolo Arigotti

Recensione di Maria Teresa De Donato



 

Perché ci si innamori e perché ci si innamori e si ami una certa persona piuttosto che un’altra è uno dei Misteri della Vita che ancora non siamo riusciti a comprendere. Chi si ami e come si possa o si debba amare l’altro/a è ancor oggi oggetto di discussione in molti ambienti.

Benché gli amori ‘diversi’, quelli che nascono e si consumano tra persone dello stesso sesso siano esistiti da sempre, accettati, tollerati o aspramente condannati dalle varie religioni e culture di turno, il Paragrafo 175, conosciuto anche come Sezione 175, ed incluso nel Codice di Diritto Penale tedesco in rigore dal 15 Maggio 1871 al 10 Marzo 1994 considerava reato la relazione tra omosessuali maschi. Questa legge trovò la sua più amplia applicabilità proprio nella Germania nazista e precisamente dal 1935 in poi.

In un’Europa devastata dall’occupazione tedesca e, successivamente, dai bombardamenti aerei delle potenze Alleate Anglo-Americane accorse per liberarla, due forze opposte si scontrano su tutti i fronti: il Bene ed il Male.

Così, dunque, mentre da un lato l’efficientissima ed altrettanto spietata macchina da guerra nazista occupa territori e seleziona e stermina tutti coloro che trova sul suo percorso e considera ‘non meritevoli di vivere’, tra cui milioni di ebrei, Testimoni di Geova, Rom ed altre etnie, oltre a disabili fisici e mentali e ‘deviati’, come gli omosessuali vengono considerati dal nazismo, l’Amore, in tutte le sue forme e a tutti i livelli della gerarchia politica e della scala sociale, continua imperterrito a nascere e a crescere spesso proprio nella clandestinità.

Un triangolo rosa era, per l’appunto, il simbolo che veniva cucito sulle divise dei detenuti nei campi di concentramento, a testimonianza del ‘reato’ commesso: l’omosessualità.

In questo clima di terrore e di sofferenza diffuso in tutta l’Europa, nasce e si sviluppa la storia d’amore di due coppie gay. Descrivere, però, questo romanzo di Paolo Arigotti, come la semplice storia d’amore di due ragazzi omosessuali è, secondo me, altamente riduttivo.

Un triangolo rosa è, nella sua essenza più profonda, un libro d’Amore, quello con la A maiuscola, ma soprattutto dell’Amore che va oltre il semplice rapporto di coppia, omosessuale o eterosessuale che sia: è Amore nel senso di Eros, ma anche quello fortemente empatico e solidale, quello pronto a sacrificarsi per il bene e – nel caso di eventi come quelli legati alle persecuzioni avvenute nella Germania nazista – a rischiare la propria vita per salvare l’altro, chiunque sia.

Un triangolo rosa è anche il romanzo dei paradossi che la Vita presenta, delle realtà oggettive e di quelle percepite come tali che si scontrano, si incontrano e, in alcuni casi, vanno anche a braccetto ed in cui improvvisamente l’impossibile diventa possibile. È anche un romanzo altamente introspettivo che, dietro una narrativa semplice e diretta e l’evolversi di eventi storici e fiction, tenta di svegliare la coscienza del lettore inducendolo a porsi domande vitali, a mettere in discussione le proprie convinzioni e, soprattutto, ad astenersi dal giudizio, perchè ciò che appare agli occhi umani è solo un’effimera percezione in quanto la realtà è molto più complessa ed articolata di quanto non possa sembrare ed atti e rapporti che possono apparire inaccettabili nascondono in molti casi sentimenti profondi che meritano di essere rispettati anche quando potrebbero non essere completamente compresi dagli altri.

Un triangolo rosa è anche un romanzo che testimonia la continua lotta tra la Mente, che in modo spietato, calcolatore e pragmatico tenta di dare un senso ed una giustificazione ‘logica’ a tutti gli orrori e ai crimini che le si consumano intorno e di cui l’individuo è, direttamente o indirettamente, responsabile, e Cuore e Coscienza che a tale attitudine si ribellano e in alcuni casi non mollano fino a quando non raggiungono il risultato sperato, ossia il pentimento ed il conseguente desiderio e bisogno da parte dell’individuo, di espiare le proprie colpe e di salvare quante più vite possibili. Questa eterna lotta tra Bene e Male e Cuore e Coscienza che si oppongono con tutte le loro forze e la massima determinazione senza concedere un attimo di tregua all’individuo convivono tumultuosamente in uno dei personaggi più emblematici della narrativa: il giovane ed altrettanto brillante Colonnello tedesco delle SS Klaus.

Un bellissimo romanzo che offre molti spunti di riflessione e di autoesame e che, come suggerito dal Monsignore, altro personaggio di rilievo di questa pubblicazione, potrebbe lasciare qualche lettore con una domanda cui rispondere: Possono condizioni, quali ad esempio l’omosessualità, che apparentemente vengono disapprovate da Dio, essere proprio da Lui perdonate, a seconda dei casi ed in virtù della Sua Misericordia, Saggezza e, soprattutto, del Suo Amore, e continuare ad essere, malgrado tutto, aspramente condannate dal giudizio di uomini ‘imperfetti e peccatori’?

  

Ein rosa Dreieck - Roman von Paolo Arigotti - Rezension von Maria Teresa De Donato

 

Ein rosa Dreieck - Roman von Paolo Arigotti

 

Rezension von Maria Teresa De Donato




Warum verlieben wir uns und warum verlieben wir uns und eine bestimmte Person lieben und nicht eine andere, ist eines der Mysterien des Lebens, die wir noch nicht verstehen können. Wen wir lieben und wie wir die/den andere(n) lieben können oder sollen, wird heute in vielen Kreisen immer noch diskutiert. 

Obwohl ‘unterschiedliche‚ Lieben diejenigen, die zwischen Personen des gleichen Geschlechts entstehen und konsumiert werden, immer existiert haben, egal ob sie akzeptiert, toleriert oder hart verurteilt von den verschiedenen Religionen und Kulturen des Augenblicks waren, betrachtete Paragraph 175, auch bekannt als Section 175, und enthalten in Das deutsche Strafgesetzbuch vom 15. Mai 1871 bis 10. März 1994 die Beziehung zwischen männlichen Homosexuellen als Verbrechen. 

Dieses Gesetz fand gerade im nationalsozialistischen Deutschland und genau ab 1935 seine größte Anwendbarkeit. 

In einem Europa, das von der deutschen Besatzung und später von den Luftangriffen der angloamerikanischen Alliierten zerstört wurde, um es zu befreien, treffen zwei gegnerische Kräfte an allen Fronten aufeinander: Gut und Böse. 

Während also einerseits die hocheffiziente und ebenso rücksichtslose nationalsozialistische Kriegsmaschine Gebiete besetzt und all diejenigen auswählt und ausrottet, die sie auf ihrem Weg findet, und als ‘unverdient zu leben‚ betrachtet, einschließlich Millionen von Juden, Zeugen Jehovas, Roma und andere ethnische Gruppen sowie körperlich und geistig behinderte und ‘abweichende‚ Homosexuelle werden vom Nationalsozialismus betrachtet, erblüht unbeirrt immer die Liebe in all ihren Formen und auf allen Ebenen der politischen Hierarchie und der sozialen Skala und wachst oft im Versteck. 

Ein rosa Dreieck war genau das Symbol, das auf die Uniformen der Insassen in Konzentrationslagern genäht wurde, als Beweis für das begangene ‘Verbrechen‚: Homosexualität.

In diesem Klima des Terrors und des Leidens in ganz Europa wurde die Liebesgeschichte zweier schwuler Paare geboren und entwickelt. Diesen Roman von Paolo Arigotti als die einfache Liebesgeschichte zweier homosexueller Jungen zu beschreiben, ist meiner Meinung nach sehr reduzierend.

Un triangolo rosa (Ein rosa Dreieck) ist in seiner tiefsten Essenz ein Buch der Liebe, das mit einem großen L, aber vor allem der Liebe, die über die einfache Beziehung eines Paares hinausgeht, egal ob homosexuell oder heterosexuell: Es ist Liebe im Sinne von Eros, aber auch der stark empathische und unterstützende, der bereit ist, sich für das Gute zu opfern und – im Falle von Ereignissen wie denen im Zusammenhang mit den Verfolgungen im nationalsozialistischen Deutschland – sein eigenes Leben zu riskieren, um den anderen zu retten, wer auch immer er ist.

Un triangolo rosa ist auch der Roman der Paradoxien, die das Leben darstellt, der objektiven Realitäten und der als solche wahrgenommenen, die kollidieren, sich treffen und in einigen Fällen sogar Hand in Hand gehen und in denen plötzlich das Unmögliche möglich wird. Es ist auch ein sehr introspektiver Roman, der hinter einer einfachen und direkten Erzählung und der Entwicklung historischer Ereignisse und Fiktionen versucht, das Gewissen des Lesers zu erwecken, indem er ihn dazu veranlasst, sich wichtige Fragen zu stellen, seine eigenen Überzeugungen in Frage zu stellen und vor allem aus dem Urteil zu unterlassen, denn was den menschlichen Augen erscheint, ist nur eine vergängliche Wahrnehmung, da die Realität viel komplexer und artikulierter ist, als es scheint, und Handlungen und Beziehungen, die inakzeptabel erscheinen, verbergen in vielen Fällen tiefe Gefühle, die es verdienen, respektiert zu sein auch wenn sie von anderen möglicherweise nicht vollständig verstanden werden.

Ein rosa Dreieck ist auch ein Roman, der den ständigen Kampf zwischen dem Geist bezeugt, der auf rücksichtslose, berechnende und pragmatische Weise versucht, all den Schrecken und Verbrechen, die um ihn herum und von denen verbraucht werden, einen Sinn und eine ‘logische‚ Rechtfertigung zu geben dessen das Individuum direkt oder indirekt verantwortlich ist, und das Herz und das Bewusstsein, die gegen diese Haltung rebellieren und in einigen Fällen nicht aufgeben, bis sie das gewünschte Ergebnis erreichen, nämlich die Umkehr und das daraus resultierende Verlangen und Bedürfnis des Individuums, um für ihre Sünden zu büßen und so viele Leben wie möglich zu retten. Dieser ewige Kampf zwischen Gut und Böse und Herz und Bewusstsein, der sich mit aller Kraft und äußerster Entschlossenheit widersetzt, ohne dem Einzelnen eine Pause einzuräumen, existiert turbulent in einer der emblematischsten Figuren der Fiktion: dem jungen und ebenso brillanten deutschen Oberst von SS Klaus. 

Ein wunderschöner Roman, der viele Denkanstöße und Selbstuntersuchungen bietet und der, wie vom Monsignore, einer weiteren prominenten Persönlichkeit in dieser Veröffentlichung, vorgeschlagen, einigen Lesern eine Frage zur Beantwortung hinterlassen könnte: Können Bedingungen wie Homosexualität das anscheinend von Gott missbilligt, genau von Ihm vergeben, wie es angemessen und aufgrund Seiner Barmherzigkeit, Weisheit und vor allem Seiner Liebe ist, und trotz allem weiterhin durch das Urteil ‘unvollkommener und sündiger‚ Menschen hart verurteilt werden?