Thursday, February 5, 2026

“Personaggio televisivo: Archie Bunker” – di Maria Teresa De Donato

 

“Personaggio televisivo: Archie Bunker”  

di Maria Teresa De Donato

 


(Nella foto: l’attore Carroll O’Connor protagonista di Archie Bunker)

(Foto di CBS Television, Public domain, via Wikimedia Commons)

 

 

Cari amici, dopo avervi proposto il mitico Ragionier Ugo Fantozzi, italiano, oggi è la volta di un americano, che ha rappresentato, per la generazione degli anni Settanta dello scorso secolo, uno dei personaggi televisivi statunitensi più famosi: Archie Bunker (Pronuncia “Arci Banker”) (o Archibald).

 

Perché ho scelto proprio questo personaggio

Perché gli anni Settanta hanno visto grandi cambiamenti, politici e sociali, anche qui negli USA dove abbiamo assistito allo scandalo Watergate nel 1974, a seguito del quale l’allora Presidente Richard Nixon (Repubblicano) fu costretto a dimettersi, nonché al coinvolgimento nella guerra in Vietnam, iniziata nel lontano 1955, dalla quale, a causa delle forti pressioni del suo popolo, gli USA furono costretti a ritirarsi nel 1973. Fu, insomma, un decennio di cambiamenti epocali, anche qui, che coinvolsero non solo il governo, ma anche il popolo americano, in cui ci fu una presa di coscienza e conseguente – potremmo dire – svolta a sinistra.

Archie, a suo modo, è l’emblema del conservatore che, rimanendo impantanato nelle proprie convinzioni, non si rende conto che il suo Paese sta cambiando così come sta cambiando il modo di vedere della gente che lo circonda.

 

Cosa mi aveva colpito sin dalla prima volta che avevo visto questa serie e questo personaggio in particolare

Il senso del ridicolo, ossia l’evidente dimostrazione di come una persona possa essere talmente schiava delle proprie convinzioni e del proprio BIG EGO da non rendersi conto delle assurdità e della mancanza di logica di alcuni dei suoi pensieri e comportamenti.  Al contrario, è fondamentale, per crescere e avanzare nel proprio sviluppo personale, avere una mente aperta.  Questo implica l’umiltà e il coraggio di accettare il fatto che nessuno di noi detiene la verità assoluta, ma sempre e solamente una parte di essa.  Fare un’analisi introspettiva, mettendo a volte anche in discussione il nostro sistema di credenze, può aiutarci a migliorare nella vita, in quanto è dal confronto con la diversità che progrediamo e ci arricchiamo. 

 

Edith: la moglie di Archie

Edith è l’esatto contrario di Archie ed è proprio questo contrasto tra gli opposti a diventare irresistibile. Da una parte c’è Archie che è sempre certo di tutto, o meglio, delle sue personali convinzioni e la possibilità che queste possano essere solo il frutto della sua percezione e non riflettere la realtà oggettiva a lui non passa neanche per l’anticamera del cervello.  Lui ha sempre ragione!  Poi c’è Edith, così pura, così naïve, così “svampita”, come la definisce Archie, che sembra sempre avere la testa altrove, anche se una sua logica l’ha e, a volte, riesce persino a dare qualche lezione di vita al marito… per poi tornare a immergersi di nuovo nel suo mondo puro e incontaminato…

 

Come nasce il personaggio “Archie”

Archibald, “Archie” Bunker, è un personaggio immaginario della sitcom televisiva americana degli anni '70 “Tutto in famiglia”, successivamente intitolata “Il posto di Archie Bunker”, interpretato dall’attore Carroll O’Connor.  Archie è uno dei personaggi principali della serie.  “Tutto in famiglia” debuttò il 12 gennaio 1971 e, successivamente, nel 1979, la serie fu rinominata “Il posto di Archie Bunker” e terminò definitivamente nel 1983.

Archie, come personaggio, fu creato dal famoso scrittore e sceneggiatore americano Norman Lear, nato nel 1922 e morto nel 2023. Norman ammise che, per la creazione di tale personaggio, si era ispirato a suo padre Herman Lear.

 

Alcuni episodi particolarmente significativi in cui emerge la vera natura di questo personaggio

La vera natura di Archie si manifesta in ogni singolo episodio. I suoi cliché e pregiudizi abbracciano qualsiasi area della vita e qualunque persona che non sia bianca, nata negli USA e repubblicana di credo politico.

Particolarmente interessanti e altrettanto divertenti sono gli scontri che Archie ha non solo con Mike, ma soprattutto con il suo vicino di casa, Mr. Jefferson, nero. L’espressione ‘di colore’ non è né riconosciuta né tantomeno apprezzata dalla popolazione nera americana di oggi che si definisce o “nera” (= Black) oppure “americana-africana” (ossia African-American) piuttosto che “di colore”, ossia “coloured”.  Quest’ultima classifica rappresenta per loro di fatto un insulto, così come un grave insulto, perseguibile da anni civilmente e penalmente, è l’aggettivo o sostantivo “negro” se usato da una persona non nera. Benché durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza di Archie l’espressione “di colore” fosse ancora ‘politicamente corretta’, negli anni Settanta, durante la messa in onda della serie, stava diventando sempre più obsoleta perché ritenuta offensiva.

Mentre qualsiasi discorso tra il Sig. Jefferson e Archie finisce più o meno in una solenne litigata, il figlio di Jefferson, Lionel, (pronuncia Laionel) risponde ad Archie seguendo la logica di quest’ultimo.  Di conseguenza, invece di scontrarsi con Archie, Lionel viene apprezzato e persino stimato da lui come ragazzo intelligente ed educato.

Lionel, che è anche amico di Mike e Gloria, spesso porta ai Bunker i loro abiti puliti e stirati dalla tintoria a secco di proprietà della sua famiglia.  In una di queste occasioni, trovando Archie in casa che lo saluta e gli chiede come stia, Lionel gli risponde gentilmente che vorrebbe avere più tempo per fare un po’ di esercizio fisico.

La conversazione, più o meno, va così:

 

Archie: “Lionel, perché non vai a correre la mattina presto?”

Lionel: “Sig. Bunker, io inizio a lavorare alle 6:30. Cosa penserebbe se la mattina alle 5:30 vedesse correre un nero nel quartiere?” – implicando che un tipo come Archie potrebbe pensare che, trattandosi di un nero, e correndo a quell’ora, lo faccia in quanto inseguito dalla Polizia perché potrebbe aver compiuto di sicuro qualche reato. Il questo modo Lionel interpreta e dà voce a quello che è il pensiero di Archie, cogliendolo in pieno e, infatti, Archie risponde convinto:

“Hai ragione, Lionel, non è affatto una buona idea.”

 

Naturalmente, l’unico a non capire che Lionel ha risposto in maniera umoristica per prendersi gioco di lui è Archie, mentre Mike e Gloria guardano frustrati dalla risposta di Archie Lionel, che, invece, sorridendo strizza loro l’occhio.

 

Archie è anche famoso per i suoi frequenti malapropismi e spoonerismi (ossia l’uso improprio di parole che somigliano a quelle che si vorrebbero dire in realtà).

Così, dunque, si riferisce

·        al ginecologo di Edith come a un “ingroinacologo” e

·        ai preti cattolici che vanno in giro a cospargere di “incesto” (incenso) i fedeli, mentre lui definisce l'incesto stesso come “commettere ‘insetti’ in famiglia”.

 

A partire dalla seconda stagione della serie, questi termini iniziarono a essere identificati come “Bunkerismi”, “Archie Bunkerismi” o semplicemente “Archie-ismi”.

Questi termini hanno lo stesso significato e la stessa valenza di quanto abbiamo menzionato nel nostro precedente articolo, in cui ho presentato Fantozzi. “Bunkerismi – Archie Bunkerismi o Archie-ismi” sono l’equivalente dell’espressione “fantozziano”, applicati ad Archie, alle sue citazioni, alle sue battute, all’uso improprio delle parole, ai modi di ragionare e ai conseguenti comportamenti.

 

Perché questo personaggio è così amato dal pubblico

Archie è il simbolo per eccellenza del veterano repubblicano dell’America degli anni Settanta.  È fondamentalmente una brava persona, “un padre di famiglia”, devoto alla moglie Edith e alla loro unica figlia, Gloria per l’appunto. Al tempo stesso, ciò che rende particolarmente divertente questo personaggio sono

 

·        le sue continue battute che rivelano il suo bigottismo e la sua chiusura mentale al resto del mondo, che creano tensione e si scontrano puntualmente con le vedute dei suoi parenti, vicini di casa, colleghi e presunti amici e

·        il fatto che le battute ironiche o persino sarcastiche che gli altri danno in risposta alle sue affermazioni, spesso prive di senso e che non riflettono la realtà ma sono espressione solo di una sua percezione, Archie non le capisce e, puntualmente, pensa di essere stato talmente bravo da convincere gli altri di avere ragione.

 

Uno dei principali protagonisti di questi scontri con Archie è proprio suo genero, Michael, detto Mike, che benché nato a Chicago, in Illinois, quindi cittadino americano da sempre, Archie si ostina a chiamare “stupido polacco”, essendo di etnia polacca, e “testa d’abbacchio”, perché oltre a non condividere praticamente alcuno dei suoi pensieri, Mike è democratico, ossia di sinistra e, al contrario di Archie, è laureato.  (*)

Archie, da ragazzo, per aiutare la sua famiglia, aveva dovuto rinunciare agli studi accademici. Questi due fattori, ossia il non aver frequentato l’università e l’opposta veduta politica, secondo Edith, costituiscono la causa principale del risentimento che Archie ha nei confronti del genero.  Mike, comunque, malgrado venga continuamente punzecchiato, ridicolizzato e, a volte, persino insultato, risponde sempre educatamente, scontrandosi con il suocero solo a livello intellettuale e mai a quello personale, usando la logica ed essendo pragmatico.  Archie, che intellettualmente e culturalmente non raggiunge i  livelli di Mike, si ritrova puntualmente a essere ‘sconfitto’ da Mike e a reagire aggredendolo a livello personale. 

Questa situazione fornisce un continuo spunto per un dibattito – e, nel caso di Archie, per un vero e proprio scontro politico e sociale, qualunque sia l’argomento oggetto della conversazione.

Un altro dettaglio, presente in quasi tutti gli episodi, è l’ossessione di Archie per la SUA poltrona, su cui, quando è in casa, nessun altro deve osare sedersi, a meno che non voglia diventare bersaglio delle sue invettive.

 

(*) Prima di proseguire, e astenendomi da qualsiasi giudizio politico, vorrei fare una precisazione. Benché questa sitcom sia stata usata anche per scopi politici nel dibattito tra democratici e repubblicani, penso che l’essere bigotti non dipenda necessariamente dalla corrente politica che si segue o dall’affiliazione religiosa, bensì da una propria forma mentis, il che significa che chiunque, di fatto, potrebbe dimostrare di esserlo.  

 

Chi rappresenta esattamente Archie

Come ho già anticipato, Archie rappresenta il tipico veterano repubblicano dell’America degli anni Settanta, fermo nelle sue convinzioni e non disposto né al confronto né a negoziare, perché parte dal presupposto che la sua visione delle cose sia sempre quella giusta.  

Ha un atteggiamento intollerante nei confronti di chiunque non sia repubblicano come lui e altrettanto bianco.  Di fatto, quindi, ha da ridire su tutto e su tutti: neri, ispanici, “comunisti”, massoni, gay, donne, hippy, ebrei, asiatici, cattolici, “femministe” e polacco-americani.  Tutte queste categorie diventano facilmente i suoi bersagli.

Il problema principale di Archie è la sua incapacità di affrontare un mondo che sta cambiando sotto i suoi occhi. Non essendone consapevole e non sapendo cosa fare, finisce puntualmente per perdere la pazienza, arrabbiandosi e cercando un colpevole, invece di autoanalizzarsi e capire che è lui la radice dei suoi problemi.

Da notare, tuttavia, che Archie non è né cattivo né malizioso.  Le sue debolezze, i suoi pregiudizi e conseguenti atteggiamenti di intolleranza sono piuttosto il risultato dell’epoca e dell’ambiente in cui è cresciuto ed è stato educato. Dimostra, infatti, malgrado i suoi limiti, di essere un padre affettuoso e un marito fedele, un uomo perbene, insomma, anche se a volte è irascibile e altre si prende gioco di sua moglie Edith, facendola girare come un trattola, soprattutto quando si avvicina l’ora della cena e Edith, chiacchierando con lui, non ha ancora apparecchiato la tavola.  Edith, dal canto suo, è una donna che, pur non brillando d’intelligenza né di cultura, lo adora e fa di tutto per renderlo felice e non farlo arrabbiare.  Per la sua natura semplice, dolce, educata, mite, compassionevole, empatica, premurosa e altruista, a differenza di Archie, Edith è amata da tutti.

 

Che lezione possiamo trarre dal personaggio di Archie Bunker

La lezione più grande che possiamo trarre riguarda il bisogno di vivere la vita in piena consapevolezza.  Molto spesso la soluzione ai problemi che abbiamo è sotto i nostri occhi, in quanto la loro vera causa siamo noi stessi. Una volta che ci rendiamo conto di questo e cambiamo il nostro comportamento, molti problemi semplicemente svaniscono.

 

Sarebbe possibile un personaggio così o simile in una serie Tv americana di oggi?

Non credo, in quanto i tempi sono cambiati: “peggiorati” sarebbe più corretto dire, e in quest’ultimo decennio si è arrivati a un punto di intolleranza tale da non lasciare spazio al confronto.  Laddove una volta si accettava l’incontro-scontro tra opinioni, rispettando la diversità e, pur non condividendola, si dibatteva in modo educato e civile, oggi, triste a dirsi, tutto ciò non esiste più: si è sfociati nella violenza, come le notizie di ogni giorno continuano a ricordarci.

  


(Foto: All in the Family cast 1976)

(Foto di CBS Television, Public domain, via Wikimedia Commons)

 

Attori nella foto:


Carroll O’Connor (Archie Bunker)

Jean Stapleton (Edith Bunker)

Sally Struthers (Gloria Bunker Stivic)

Robert Reiner (Michael, “Mike”, Stivic)