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Wednesday, September 2, 2020
Marta, un soffio di vita - di Daniela Merola, Giornalista, Autrice - Recensione di Maria Teresa De Donato
Marta, ein Atem des Lebens - von Daniela Merola, Journalistin, Autorin - Rezension von Maria Teresa De Donato
"Panta rei" – alles fließt – sagten die alten Griechen. Alles fließt genau wie in diesem Roman: ein Roman mit einer unmittelbaren Sprache, manchmal grob und sogar zynisch, mit einem rasanten, fast neurotischen Rhythmus, wie ein Fluss in Flut. Ein höchst allegorischer Roman, in dem Marta Renzulli nicht nur die Protagonistin ist. Marta Renzulli verkörpert eine ganze Menschheit, sie ist die Metapher einer Welt, die mit Lichtgeschwindigkeit zwischen dem ständigen Wunsch, auf das Unbekannte zuzugehen, um ansonsten unerreichbare Ziele zu erreichen, und Wut, vermischt mit Bedauern, für eine Vergangenheit kämpft zu dem er mit Nostalgie schaut, wie es hätte sein können, aber es war nicht.
Daraus ergibt sich der beständige Versuch,ein Gleichgewicht zwischen dem, was als das eigene Selbst, als das tiefste Wesen des eigenen Seins wahrgenommen wird, und dem, was die Welt mit ihren Spielregeln anbietet oder zu sein, zu erreichen. Eine "dekadente", fast "crepuscular" Haltung und ein Gefühl entstehen durch die Analyse der Liebe zu und gleichzeitig der Ablehnung der einheimischen Kultur, einer Landkultur, die als bigott und restriktiv angesehen wird und die der Protagonist des Romans hasst weil sie sich ihrer Persönlichkeit, ihrem Wunsch nach Freiheit, ihrem Wunsch zu wissen, die Welt zu erkunden, sich einerseits zu engagieren und andererseits mit Melancholie und Bedauern, dass sie es gewesen ist, so widerspricht gezwungen, jene Orte zu verlassen, die sie jedoch in einem verborgenen Winkel ihrer Seele liebte und die sie vermisst.
Tuesday, September 1, 2020
Jurisprudence and History: Civil Rights in Nazi Germany - Interview with Paolo Arigotti, Writer - by Maria Teresa De Donato
MTDD: Hi Paolo, and welcome to my Blog and Virtual Cultural Salon. It is a great
honor to have you as my guest.
MTDD: How and when did your passion for writing start, and how did you end up working and eventually publishing your two novels?
MTDD: Jews, individuals with physical and/or mental disabilities, homosexuals, Jehovah's Witnesses, Roma, and others were among the millions who lost their lives during the Third Reich because of those laws. In those camps, each category of individuals had a symbol of a particular color sewn on the bustline of the uniform. In the case of homosexuals, this symbol was represented by A pink triangle (Un triangolo rosa) which is, in fact, the title of your first novel.
What can you tell us about this novel and its characters?
PA: Since that was my first book, I am and remain profoundly attached to that publication (which, in the upcoming months, will get published again by a different publisher). It is a love story with a capital L (said by my first publisher), which goes through many critical historical facts using the stories of the protagonists: three young gay boys of the time (the 1930s).
MTDD: At the legislative level, but also and above all in terms of culture, of perception by the general public of this reality, do you find that in the case of 'diversity,' in any form, considerable progress has been made or that it is still seen as a sort of taboo, of a hot topic to talk about and to deal with? And if so, why?
PA: Diversity goes hand in hand with prejudice towards what is unknown; spreading culture and knowledge is the best antidote to such aberrations.
MTDD: My personal experience, not direct, but rather as an observer and, therefore, as an eyewitness to the experiences of others, especially about homosexuality, made me consider two fundamental aspects. The first is the need to frankly admit that we, heterosexuals, cannot really
understand homosexuality; that is, we know it at the cerebral, linguistic level, but we cannot go any. Further, we do not grasp its full scope and profound genetic, mental, and psychological implications. A second aspect concerns the difficulty many still have in dealing with it, starting with family members and parents. What I have noticed over the years is that the happiest, or at least most serene situations on both sides – homosexual and family – are those in which there is much love and the consequent possibility of revealing oneself, of communicating one's sexual orientation openly, or, to use the English expressions to feel free of 'outing' or 'coming out.
Giurisprudenza e Storia: Diritti Civili nella Germania Nazista - Intervista a Paolo Arigotti, Scrittore - di Maria Teresa De Donato
MTDD: Ciao Paolo e benvenuto nel mio Blog e Salotto Culturale Virtuale. È un grande onore averti quale mio ospite.
PA: Ciao Maria Teresa, onore e piacere mio e grazie per l’invito 😊
MTDD: Paolo, ho iniziato con una brevissima introduzione, ma mi farebbe piacere se ti presentassi tu personalmente ai nostri lettori, raccontandoci un po’ di te e condividendo tutte le informazioni che riterrai opportune con il nostro pubblico.
PA: Vivo e lavoro a Cagliari e coltivo molte passioni, tra le quali sicuramente i viaggi, la Storia (ho conseguito la laurea specialistica lo scorso 21 luglio), i libri e la scrittura.
MTDD: Perché hai optato per gli studi giuridici e, successivamente, per quelli storici e cosa ti ha maggiormente attratto di entrambi?
PA: Gli studi giuridici, completati nel 1998, sono stati una scelta direi razionale: conoscere le leggi è un qualcosa che ti apre molte strade e ti permette di avere maggiore consapevolezza del tuoi diritti, ma, pur senza rinnegare nulla, la Storia contemporanea resta la mia grande passione.
MTDD: Come e quando nasce la tua passione per la scrittura e come arrivi alla stesura e conseguente pubblicazione dei tuoi due romanzi?
PA: Ho pubblicato lo scorso marzo il terzo, ma di quello parleremo la prossima volta. La passione per la scrittura e il desiderio di pubblicare un mio libro l’avevo da sempre e nel 2015 è diventata realtà con Un triangolo rosa, passione confermata nel 2018 con l’uscita di Sorelle molto speciali, al quale hai dedicato un tuo pezzo 😊
MTDD: Dai tuoi romanzi, in cui sono evidenti le tue competenze e conoscenze giuridiche e storiche, emerge quello che io definirei ‘il denominatore comune’, ossia la tua passione per i diritti civili. In Sorelle molto speciali le leggi razziali promulgate dalla Germania nazista negli anni Trenta ti offrono lo spunto per soffermarti sul discorso ‘disabilità’ e, infatti, il tema emergente attraverso la ‘diversità’ di Sara, nata con Sindrome Down, è la veduta spietata, cinica ed aberrante diffusasi durante il Terzo Reich con cui ‘qualcuno’ si arrogò il diritto di stabilire chi fosse ‘normale’, ‘anormale’ e chi avesse o meno il diritto alla vita.
Parlaci di quelle leggi e di come ti hanno ispirato a scrivere questo tuo romanzo.
PA: Purtroppo non fu solo la Germania nazista a varare normative sull’eugenetica (disciplina che vorrebbe contribuire al “miglioramento della razza”), pure altre nazioni, magari inaspettate, approvarono leggi di questo tipo, per quanto la differenza importante è che nel Terzo Reich si decise l’eliminazione del “diverso”, con procedure cinicamente burocratiche e criminali.
MTDD: Ebrei, individui affetti da disabilità fisica e/o mentale, omosessuali, Testimoni di Geova, Rom ed altri furono tra i milioni di persone che persero la vita durante il Terzo Reich proprio a causa di quelle leggi. Nei Lager ogni categoria di individui aveva un simbolo di un certo colore cucito sulla divisa all’altezza del petto. Nel caso degli omosessuali questo simbolo era rappresentato da Un triangolo rosa che è, per l’appunto, il titolo del tuo primo romanzo.
Cosa puoi dirci di questo romanzo e dei suoi personaggi?
PA: Essendo il primo libro naturalmente sono e resto molto legato a quella pubblicazione (che riuscirà nei prossimi mesi, con un nuovo editore). Si tratta di una storia d’amore con la A maiuscola (così fu detto dal mio primo editor), che attraversa molti fatti storici importanti, attraverso le vicende dei protagonisti: tre giovani ragazzi gay dell’epoca (gli anni Trenta del ‘900).
MTDD: A livello legislativo, ma anche e soprattutto di cultura, di percezione da parte del pubblico in generale di tale realtà, trovi che nel caso della ‘diversità’, in qualunque sua forma, siano stati fatti dei progressi notevoli o che sia vista ancora come una sorta di tabù, di argomento scottante di cui parlare e con cui confrontarsi? E se sì, perché?
PA: La diversità si accompagna al pregiudizio, verso quel che non si conosce, ecco perché la diffusione della cultura e della conoscenza sono il miglior antidoto contro simili aberrazioni.
MTDD: La mia personale esperienza, non diretta, ma piuttosto come osservatrice e quindi testimone oculare delle esperienze altrui, soprattutto per quanto riguarda l’omosessualità mi ha fatto considerare due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il dover ammettere francamente che noi eterosessuali non siamo in grado di comprendere realmente l’omosessualità, ossia la capiamo a livello celebrale, linguistico, ma non riusciamo ad andare oltre, non ne afferriamo la piena portata e le profonde implicazioni genetiche, mentali e psicologiche. Un secondo aspetto riguarda la difficoltà che una grande maggioranza di persone ha ancora oggi a rapportarsi con essa, iniziando proprio dai familiari e dagli stessi genitori. Ciò che ho notato negli anni è che le situazioni più felici, o almeno più serene, da ambo le parti – omosessuale e familiari – sono quelle in cui esiste tanto amore e la conseguente possibilità di rivelarsi, di comunicare il proprio orientamento sessuale apertamente, o, per usare le espressioni inglesi di fare ‘outing’ o ‘coming out’.
Qual è il tuo pensiero in tal senso?
PA: Non sono genitore, ma comprendo umanamente paure e timori di un padre o una madre. Non è sicuramente una condizione facile da vivere, specialmente in determinate realtà, ma quel che non accetto è subordinare la propria visuale al famoso detto “cosa dirà la gente!”.
MTDD: Ci sono altri aspetti dei tuoi romanzi che non abbiamo ancora considerato e di cui vorresti parlarci?
PA: Mi piace dire che i miei personaggi vanno sempre controcorrente, credo che ci vogliano queste persone per dare una salutare svolta agli eventi e consentire alla società di crescere e cambiare.
MTDD: Hai qualche progetto che ‘bolle in pentola’ e di cui vuoi anticiparci qualcosa?
PA: Mi dedicherò alla ricerca storica, anche come outsider e scriverò e viaggerò (spero quanto prima) ancora a lungo.
MTDD: Grazie, Paolo, per aver partecipato a questa nostra interessante intervista. Spero di averti ancora come mio ospite perché sono certa che tanti sono gli argomenti che possiamo trattare insieme.
Coloro che desiderassero contattarti o acquistare le tue pubblicazioni, come potranno farlo?
PA: Mi trovate sui vari social, tramite il mio nome e cognome: Facebook (compresa la mia pagina dedicata), Instagram, Linkedin, Twitter, Youtube e aspetto tanti autori ed autrici nel mio salotto letterario virtuale. Grazie Maria Teresa 😊
Rechtsprechung und Geschichte: Bürgerrechte im nationalsozialistischen Deutschland - Interview mit Paolo Arigotti, Schriftsteller - von Maria Teresa De Donato
Rechtsprechung und Geschichte:
Bürgerrechte im nationalsozialistischen Deutschland
Interview mit Paolo Arigotti, Schriftsteller
von Maria Teresa De Donato
Heute freue ich mich sehr, Euch einen Freund und Kollegen-Autor, Paolo
Arigotti, vorstellen zu dürfen,
von dem ich das Vergnügen und die Ehre hatte, seinen schönen Roman Sorelle molto speciali (Ganz besondere Schwestern) zu lesen und zu rezensieren.
Neben seiner weltlichen Arbeit, seinem akademischen Studium und seinen
Veröffentlichungen bleibt
Paolo durch seine zahlreichen Videointerviews auf dem literarischen Salon
seines Youtube-Kanals
Il salotto letteraria di Paolo Arigotti in der Gemeinschaft der Schriftsteller
sehr aktiv. Es gibt so viele Themen, die wir mit ihm besprechen könnten.
Heute konzentrieren wir uns jedoch auf
seine Romane und das Thema “Bürgerrechte”.
Es ist mir eine große Ehre, Dich als meinen Gast zu haben.
MTDD: Hallo Paolo und willkommen in meinem Blog und meiner virtuellen Kulturlounge. Es istmir eine große Ehre, Sie als meinen Gast zu haben.PA: Hallo Maria Teresa, meine Ehre und Freude auch, und danke für die Einladung 😊 wenn Du Dich unseren Lesern persönlich vorstellst, uns ein wenig über Dich erzählst und alle Informationen, die Du für angemessen haltest, mit unserem Publikum zu teilen.MTDD: Warum hast Du Dich für ein Jurastudium und später für ein historisches Studium entschieden und was hat Dich am meisten angezogen?PA: Die 1998 abgeschlossenen Rechtsstudien waren eine rationale Entscheidung: Die Kenntnisder Gesetze eröffnet viele Wege und ermöglicht uns ein besseres Bewusstsein für unsere rechte, aber auchohne etwas zu leugnen, bleibt die Zeitgeschichte bestehen meine große Leidenschaft.MTDD: Wie und wann ist Deine Leidenschaft für das Schreiben entstanden und wie kommst Du zur Ausarbeitung und anschließenden Veröffentlichung Deiner beiden Romane?PA: Ich habe den dritten im letzten März veröffentlicht, aber wir werden das nächste Maldarüber sprechen. Ich hatte schon immer die Leidenschaft für das Schreiben und den Wunsch,eines meiner Bücher zu veröffentlichen, und 2015 wurde es mit Un triangolo rosa (Ein rosaWinkel) Wirklichkeit, eine Leidenschaft, die 2018 durch die Veröffentlichung von Sorellemolto speciali (Ganz besonderer Schwestern) bestätigt wurde, denen Du eine Rezension gewidmethast 😊bieten Dir die von Nazideutschland in den dreißiger Jahren erlassenen Rassengesetzedie Möglichkeit, Dich mit dem Thema "Behinderung" zu befassen, und tatsächlich ist dasMöglichkeit, Dich mit dem Thema "Behinderung" zu befassen, und tatsächlich ist das aufkommende Thema durch die "Vielfalt" von Sara, die mit dem Down-Syndrom geboren aufkommendeThema durch die "Vielfalt" von Sara, die mit dem Down-Syndrom geboren wurde, dierücksichtslose, zynische und abweichende Sichtweise und abweichende Ausbreitung während desDritten Reiches, mit der "jemand" sich das Recht einräumte, festzustellen, wer "normal","abnormal" war und wer das Recht auf Leben hatte oder nicht Roman zu schreiben. PA: Leider hat nicht nur Nazideutschland die Eugenik verabschiedet (eine Disziplin, die zur "Verbesserung der Rasse" beitragen würde), sondern auch andere Nationen haben, vielleichtunerwartet, Gesetze dieser Art gebilligt, obwohl der wichtige Unterschied darin besteht, dassim Dritten Reich beschloss, das "Andere" mit zynisch bürokratischen und strafrechtlichenVerfahren zu beseitigen.MTDD: Juden, Menschen mit körperlichen und/oder geistigen Behinderungen, Homosexuelle, Zeugen Jehovas, Roma und andere gehörten zu den Millionen, die im Dritten Reich genauaufgrund dieser Gesetze ihr Leben verloren haben. In den Lagern hatte jede Kategorie vonIndividuen ein Symbol einer bestimmten Farbe, die auf Brusthöhe auf die Uniform genäht war.Bei Homosexuellen wurde dieses Symbol durch Un triangolo rosa (Ein(en) rosa Winkel)dargestellt, das genau der Titel Deines ersten Romans ist. Was kannst Du uns über diesen Roman und seine Figuren erzählen?PA: Als es mein erstes Buch war, bin ich natürlich an diese Veröffentlichung besonders gebunden (die in den kommenden Monaten mit einem neuen Verlag publiziert wird). Es ist eine Liebesgeschichte mit einem Großbuchstaben L (so sagte es mein erster Herausgeber), die viele wichtige historische Fakten durch die Geschichten der Protagonisten kreuzt: drei junge Schwule der Zeit (1930er Jahre).MTDD: Auf der Ebene der Gesetzgebung, aber auch und vor allem in Bezug auf die Kultur und die Wahrnehmung dieser Realität durch die breite Öffentlichkeit stellst Du fest, dass im Fall von “Vielfalt„ in jeglicher Form erhebliche Fortschritte erzielt wurden oder noch zu sehen sind als eine Art Tabu, ein heißes Thema, über das man sprechen und das man konfrontieren kann? Und wenn ja, warum?PA: Vielfalt geht mit Vorurteilen gegenüber dem Unbekannten einher, weshalb die Verbreitung von Kultur und Wissen das beste Gegenmittel gegen solche Aberrationen ist.MTDD: Meine persönliche Erfahrung, nicht direkt, sondern als Beobachterin und damit als Augenzeugin der Erfahrungen anderer Leute, insbesondere in Bezug auf Homosexualität, hat mich dazu gebracht, zwei grundlegende Aspekte zu berücksichtigen. Das erste Problem ist, offen zugeben zu müssen, dass wir, Heterosexuellen, Homosexualität nicht wirklich verstehen können, das heißt, wir verstehen sie auf zerebraler, sprachlicher Ebene, aber wir können nicht weiter gehen, wir erfassen nicht ihren vollen Umfang und ihre tiefgreifenden genetischen, mentalen und psychologischen Implikationen. Ein zweiter Aspekt betrifft die Schwierigkeit, die eine große Mehrheit der Menschen heute noch hat, damit umzugehen, beginnen mit Familienmitgliedern und Eltern selbst. Was mir im Laufe der Jahre aufgefallen ist, ist, dass die glücklichsten oder zumindest ruhigsten Situationen auf beiden Seiten – Homosexuelle und Familien – solche sind, in denen viel Liebe und die daraus resultierende Möglichkeit besteht, sich zu offenbaren, seine/ihre sexuelle Orientierung offen zu kommunizieren oder, um die englischen Ausdrücke "outing" oder "Coming out" zu verwenden. Was denkst du darüber?PA: Ich bin kein Elternteil, aber ich verstehe als Mensch die Ängste und Sorgen eines Vatersoder einer Mutter. Es ist sicherlich keine leichte Bedingung zu leben, besonders inbestimmten Realitäten, aber was ich nicht akzeptiere, ist, seine Vision dem berühmtenSprichwort “Was werden die Leute sagen!„ unterzuordnen aber ich verstehe als Mensch die0Ängste und Sorgen eines Vaters oder einer Mutter. Es ist sicherlich keine leichte Bedingungzu leben, besonders in bestimmten Realitäten, aber was ich nicht akzeptiere, ist, seineVision dem berühmten Sprichwort “Was werden die Leute sagen!„ unterzuordnen.MTDD: Gibt es andere Aspekte Deiner Romane, über die wir noch nicht nachgedacht haben und über die Du uns gerne erzählen würdest?PA: Ich möchte sagen, dass meine Charaktere immer gegen den Strich gehen. Ich denke, diese Leute brauchen, um den Ereignissen eine gesunde Wendung zu geben und der Gesellschaft zu ermöglichen, zu wachsen und sich zu verändern.MTDD: Gibt es Projekte, die momentan "in den Töpfen kochen" und von denen Du etwas vorwegnehmen möchtest?PA: Ich werde mich auch als Außenseiter der historischen Forschung widmen und lange Zeitschreiben und reisen (ich hoffe so bald wie möglich). Außenseiter der historischen Forschungwidmen und lange Zeit schreiben und reisen (ich hoffe so bald wie möglich).Außenseiter der historischen Forschung widmen und lange Zeit schreiben und reisen (ich hoffe so bald wie möglich).MTDD: Danke, Paolo, dass Du an diesem interessanten Interview teilgenommen hast. Ich hoffe,Dich wieder als meinen Gast zu haben, denn ich bin sicher, dass es viele Themen gibt, die wirgemeinsam diskutieren können. Diejenigen, die Dich kontaktieren oder Deine Publikationenkaufen möchten, wie werden sie das tun?PA: Sie finden mich in den verschiedenen sozialen Netzwerken unter meinem Vor- und Nachnamen: Facebook (einschließlich meiner speziellen Seite), Instagram, Linkedin, Twitter, Youtube und ich warte in meinem virtuellen Literatursalon auf viele Autoren und Autorinnen. Danke Maria Teresa 😊

