Friday, March 27, 2026

GET REAL! Relazioni umane e familiari: Ricominciare dall’infanzia - di Maria Teresa De Donato

 

GET REAL!

(CONFRONTATI CON LA REALTÀ!)

Relazioni umane e familiari: Ricominciare dall’infanzia
 

di Maria Teresa De Donato

 




In un’epoca dominata dalla tecnologia, dai ritmi frenetici e dalla costante connessione, sembra non esserci più spazio per le relazioni umane autentiche e per il contatto diretto. Eppure, proprio l’assenza di questi elementi sta generando una serie di conseguenze sociali sempre più evidenti.

La cronaca nera – che ogni giorno ci travolge, testimonia come dietro episodi di bullismo, criminalità giovanile e persino omicidi, si nasconda spesso un’unica, dolorosa verità: genitori e figli non comunicano più. Le famiglie non sono più il nucleo educativo di un tempo; il legame si è assottigliato, fino a rompersi del tutto.

Molti genitori sono assenti, distanti, incapaci di rappresentare una guida. Quando poi i figli compiono atti gravissimi, questi adulti dichiarano frasi come “Non sapevamo”, “Non ci siamo accorti”, “Non avremmo mai creduto...”. Parole che suonano vuote di fronte alla sofferenza delle vittime.

Eppure, il genitore è responsabile dell’educazione dei figli fino alla maggiore età. Lasciarli “a briglie sciolte” non significa concedere libertà, ma abdicare al proprio ruolo. Educare richiede presenza, consapevolezza, esempio.

Sin dai primi anni i bambini crescono con un telefonino in mano, e troppo spesso replicano il comportamento dei genitori, anch’essi costantemente assorbiti dagli schermi. Persino il momento dei pasti, un tempo dedicato alla condivisione, oggi è dominato dal silenzio interrotto solo dalle notifiche dei dispositivi. Una famiglia riunita, ma separata.

Molti bambini finiscono così per cercare supporto online, affidandosi a follower sconosciuti, spesso minorenni, inesperti e impreparati. Un paradosso doloroso: non potendo contare sui genitori, si rivolgono a estranei nel digitale. E i genitori, ancora una volta, sono presenti-assenti.

 

Famiglie spezzate, bambini soli

Chi lavora negli asili nido osserva quotidianamente questa frattura. Prima ancora dell’apertura – alle 6:30 del mattino – i genitori lasciano i bambini per correre al lavoro. Pranzi, merende, pomeriggi: tutto viene trascorso al nido.

Solo tra le 16:30 e le 18:30 un adulto li recupera. A casa restano giusto il tempo per un bagno, una cena veloce e il letto. Ma quanto tempo reale trascorre un genitore con suo figlio? Quanto investe nella relazione, nell’ascolto, nell’affetto?

La questione non è solo di quantità, ma soprattutto di qualità.

 

Un monito dalla storia

Il Grande Impero Romano, la civiltà più straordinaria della storia, non cadde per mano del nemico: si autodistrusse a causa della decadenza morale e della disgregazione della famiglia.


Quando la famiglia crolla, la società si sgretola.

Una comunità sana nasce da famiglie sane, unite, capaci di offrire amore, educazione, stabilità.

 

Ripartire dai bambini

È fondamentale ripartire da qui: dall’educazione, dal tempo dedicato, dalla presenza emotiva. Parliamo con i nostri figli, giochiamo con loro, leggiamo insieme, raccontiamo storie, e perché no: facciamoli colorare, stimoliamo la creatività e insegniamo loro le prime basi della lettura e della scrittura.

I bambini non chiedono molto. Solo amore, attenzione, ascolto.
E se ricevono tutto questo, il cambiamento si vede. Eccome se si vede.