Wednesday, July 2, 2014

Alcalinità ed Acidità: L'importanza dell'equilibrio del pH


Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata


Il pH (power of hydrogen) è il sistema di misura con cui determiniamo il livello di acidità o di alcalinità di una soluzione acquosa.  Generalmente è usato per analizzare le condizioni del terreno e dell'acqua, benché sia anche fondamentale per stabilire lo stato della nostra salute.  I livelli di pH variano da 0 a 14, con un pH di 7 considerato neutro, inferiore a 7 definito acido, e superiore a 7 basico/alcalino.  Possiamo riassumere questo concetto affermando che più il pH si avvicina ad 1 più è acido; più si avvicina a 14 e più è basico/alcalino.  Inoltre, dal momento che acidi e basici/alcalini sono due estremi proprio come il caldo ed il freddo, mischiandoli possiamo ammortizzare i loro effetti, proprio come unendo acqua calda ed acqua fredda otteniamo un equilibrio della sua temperatura.

Gli organismi acquatici hanno dimostrato di aver bisogno di un pH che oscilli tra 6.5 e 8 per poter essere in una situazione di equilibrio.  Quando questi valori non vengono rispettati "gli organismi subiscono uno stress a livello fisiologico" o finiscono addirittura con il morire.  Ciò dimostra che  l'equilibrio del pH non riguarda solo la salute, ma la sopravvivenza stessa.  Quanto considerato sino ad ora è applicabile anche al corpo umano e di conseguenza alla nostra salute. (1)

Secondo il Dr. Ted Morter Jr. per poter essere sano il corpo umano ha bisogno di raggiungere e conservare un livello leggermente alcalino, che si aggiri intorno a 7.4 (pH).  Quando questo non avviene e l'acidità ha il sopravvento, il corpo -- che mira sempre all'omeostasi, ossia ad un suo equilibrio interno -- farà tutto il possibile per contrastare e neutralizzare il livello di acidità.  Sia il livello di pH delle urine, sia quello del sangue sono validi mezzi per verificare lo stato della nostra salute, benché "il pH del sangue deve sempre oscillare tra 7.35 e 7.45 o la vita stessa cesserebbe improvvisamente nel giro di ore." (2)

Il livello di acidità ed alcalinità nel nostro corpo è strettamente legato al tipo di cibi che mangiamo e che impattano il nostro corpo a livello cellulare.  Come ha affermato il Dr. Hazel Parcells, medico naturopata, prima di morire all'età di 106 anni, l'acidità è la radice di "tutti i processi degenerativi e di tutte le malattie". Questo significa che l'essere "stanchi e assonnati in maniera cronica" è una chiara indicazione di uno stato acido che porta anche ad un invecchiamento precoce. Al contrario, uno stato alcalino rallenta il processo di invecchiamento e dà alla persona "più energie e più grinta". (3) 

In linea generale i nostri cibi possono essere classificati in

1)  a) ad alto livello di acidità e b) a medio livello di acidità
2)  neutri
3)  a) di livello alcalino medio e b) di livello alcalino elevato.

Al primo gruppo appartengono il formaggio Edam, uova, maionese, pesce, molluschi, pancetta, carne di manzo, pollo, fegato, agnello e vitello considerati tutti alimenti altamente acidi, e noci brasiliane, noci, formaggio Cheddar, formaggio Stilton, aringhe, maccarello, segale, avena, grano, riso, prugne, mirtilli rossi ed olive considerati tutti medio-acidi; al secondo gruppo burro, margarina, caffè, tè, zucchero e sciroppo tutti neutri; e al terzo gruppo mandorle, noci di cocco, latte, fagioli, verza, sedano, lenticchie, lattuga, funghi, cipolle, ortaggi a radice, pomodori, albicocche, mele, banane, frutti di bosco, ciliege, fichi, pompelmo, uva, limoni, meloni, arance, pesche, lamponi, mandarini e prugne che sono tutti medio-alcalini mentre avocado, barbabietole, carote, patate, spinaci, frutta secca e rabarbaro che sono classificati come altamente alcalini. (4)

Il segreto di una salute ottimale consiste nel mantenere il nostro corpo ad un livello leggermente alcalino attraverso un'alimentazione equilibrata e nel tener conto del residuo, denominato anche "ceneri", che avanza una volta che i cibi da noi mangiati vengono metabolizzati.  Tutto ciò può, infatti, influenzare negativamente il nostro stato di salute ottimale alterando l'acidità e l'alcalinità del nostro corpo.  (NOTA: L'acidità del corpo non va confusa con l'acidità dei cibi, ossia di quegli ingredienti che hanno un sapore acidulo/aspro)

Un modo valido per non incorrere in uno stato acido è quello di evitare un consumo eccessivo di proteine in quanto una volta che il sistema digestivo viene sopraffatto da un eccesso di acido causato dalle proteine la nostra salute viene ad essere seriamente compromessa fino a mettere in pericolo la nostra sopravvivenza.  Un forte odore di ammoniaca nelle urine potrebbe essere una chiara indicazione che il nostro corpo sta perdendo minerali alcalinizzanti nel tentativo di andare a controbilanciare il suo eccesso di acidità.  In quest'ultimo caso, infatti, i reni iniziano a produrre ammoniaca in quanto avendo questa un pH di circa 9.25 è considerata la sostanza alkalina più potente in grado di aiutare l'organismo a ripristinare una situazione di equilibrio del suo pH. (2)

Per concludere: a prescindere da quali siano le vostre circostanze, dal tipo di costituzione che abbiate e da quale sia la vostra storia clinica personale e familiare, è importante prendere coscienza che in qualsiasi momento della vostra vita potete invertire la vostra condizione cambiando il vostro stile di vita e le vostre abitudini alimentari ed iniziare ad intraprendere un percorso verso una salute ottimale.


Importante: Il materiale di cui sopra ha solo scopo educativo e non è da intendersi come parere medico.  Per maggiori informazioni su come posso aiutarvi tramite un approccio naturopatico tradizionale ed un'attività di coaching potete contattarmi scivendomi ad info@dedoholistic.com


Note:

1)  University of Rhode Island - URI Watershed Watch, Cooperative Extension;
-  College of the Environment and Life Sciences (CELS); - Department of Natural Resources Service (NRS); - Coastal Institute in Kingston, RI. Kelly Addy, Linda Green, and Elizabeth Herron. URIWW-3, July 2004. pH and Alkalinity. Retrieved July 1st, 2014 from http://www.uri.edu/ce/wq/ww/Publications/pH&alkalinity.pdf

2) Day, P. (2007). Health Wars. Acid and Alkali Ashes (pp. 204-206). Kent, UK: Credence Publications.

3) Trivieri, L., Anderson, J. W. (2002). Alternative Medicine - The Definitive Guide. Holistic Self-Care. Diet and Nutrition. (p. 35). Berkeley, CA: Celestial Arts.

4) Holford, P. (2004). The New Optimum Nutrition Bible. Part 9. Food Fact File. Balancing acid and alkaline foods. (pp. 521, 522). New York, NY: Crossing Press.

     


Alkalinity versus Acidity: The Importance of pH Balance




by

Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom


pH (power of hydrogen) is the standard measure through which we may determine the level of acidity and alkalinity of an aqueous solution.  It is generally applied to analyze soil and water conditions, though it is also fundamental as for establishing the state of our health.  pH levels run from 0 to 14, with a pH of 7 considered neutral, less than 7 acidic, and greater than 7 as basic or alkaline.  We can summarize this by stating that the closer pH gets to 1, the more acidic the state; the closer to 14, the more basic/alkaline.  Furthermore, since acid and basic/alkaline are two extremes just like hot and cold water, by mixing them we can equate their extreme effects just like by mixing hot and cold water we would balance its temperature.

Aquatic organisms have proven to need a pH between 6.5 and 8 in order to stay in balance.  When this range is not met "organisms become physically stressed" to the point that they may even die, this showing that pH balance is not only a matter of health but of survival as well.  All this information apply also to the human body and, consequently, to our health. (1)

According to Dr. Ted Morter Jr. in order to stay healthy, the human body needs to reach and maintain a "slightly alkaline" level, that is around pH 7.4.  When the pH alkaline level is not respected and acidity takes over, the body -- which always work towards homeostasis, a state of internal equilibrium -- will do its best to counteract and neutralize its level of acidity.  Both urine pH and blood pH levels are a good means to check our state of health although "blood pH must always be between 7.35 and 7.45 or life ends abruptly within a matter of hours." (2)

The level or acidity and alkalinity in our body is strictly related to the kind of foods we eat and which impact our body at a cellular level.  As Dr. Hazel Parcells, naturopathic physician, stated before dying at the age of 106, acidity is the very root of "all decays and diseases". That said, being "chronically tired and sleepy" is a clear indication of an acidic state which leads also to premature aging.  To the contrary, a more alkaline state slows down the aging process and gives a person "more energy and drive". (3)  

Generally speaking our food can be classified as

1)         a) high acid and b)medium acid
2)         neutral
3)         a) medium alkaline and b) high alkaline.

To the first group belong: Edam, eggs, mayonnaise, fish, shellfish, bacon, beef, chicken, liver, lamb and veil, which are all high acid, and Brazil nuts, walnuts, Cheddar cheese, Stilton cheese, herrings, mackerel, rye, oats, wheat, rice, plums, cranberries and olives, which are all medium acid; to the second butter, margarine, coffee, tea, sugar and syrup are all neutral; and to the third almonds, coconut, milk, beans, cabbage, celery, lentils, lettuce, mushrooms, onions, root vegetables, tomatoes, apricots, apples, bananas, berries, cherries, figs, grapefruit, grapes, lemons, melons. oranges, peaches, raspberries, tangerines and prunes are all medium alkaline while avocado, beets, carrots, potatoes, spinach, died fruit, rhubarb are all high alkaline (4)

The secret to keeping our body in a slightly alkaline state consists in balancing the food we eat and in taking into account the residual, also called "ashes", that is left after our foods are metabolized, and which can negatively affect our optimum state by altering the body's acidity and alkalinity. (NOTE: Please be aware that the body acidity has nothing to do with the acidity of the foods, that is, with those ingredients which have a sour taste)

A good way not to incur in an acidic state is to avoid excessive consumption of proteins for once our digestive system is overwhelmed by an excess of acid derived from proteins, our health becomes seriously compromised to the point of jeopardizing our own survival.  A strong smell of ammonia in the urine could be an indication that the body has been losing alkalizing minerals in order to counterbalance its excess of acidity.  In the latter case, in fact, the kidneys start producing ammonia which by having a pH around 9.25 is considered a very powerful alkali able to help the organism to restore its pH balance. (2)

In conclusion, no matter what your circumstances are, what your constitutional type is, and what your personal and family medical history is, you can at any given time start to make a u-turn by changing your lifestyle and eating habits and begin to walk the path to optimum health.

Disclaimer: The above material is for educational purpose only and it is not intended as medical advice.  For more information about how I can assist you through a traditional naturopathic approach and coaching, please contact me at info@dedoholistic.com

Thank you.



References

1)  University of Rhode Island - URI Watershed Watch, Cooperative Extension;
-  College of the Environment and Life Sciences (CELS); - Department of Natural Resources Service (NRS); - Coastal Institute in Kingston, RI. Kelly Addy, Linda Green, and Elizabeth Herron. URIWW-3, July 2004. pH and Alkalinity. Retrieved July 1st, 2014 from http://www.uri.edu/ce/wq/ww/Publications/pH&alkalinity.pdf

2) Day, P. (2007). Health Wars. Acid and Alkali Ashes (pp. 204-206). Kent, UK: Credence Publications.

3) Trivieri, L., Anderson, J. W. (2002). Alternative Medicine - The Definitive Guide. Holistic Self-Care. Diet and Nutrition. (p. 35). Berkeley, CA: Celestial Arts.


4) Holford, P. (2004). The New Optimum Nutrition Bible. Part 9. Food Fact File. Balancing acid and alkaline foods. (pp. 521, 522). New York, NY: Crossing Press.


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Friday, June 13, 2014

The Art of Juicing



By

Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom


Although the art of juicing is quite an ancient one, most of us have been more used, since infancy, to fruit juicing rather than to the vegetable kind.  In those last several decades, however, along with the raw food movement, juicing – both the fruit and the vegetable one, or a combination of the two, have become well known and amply spread worldwide.

Why is that?  Because besides being very easy to prepare, raw fruits and vegetables are rich of nutrients which, especially when they are organic, can boost your immune system to an extent no other food can.  Last but not least, juicing allows for a fast and easy digestion and absorption as well.  As a matter of fact the digestive process is fundamental in our health and wellness for several reasons.  First of all, it might be worth to know that our body destines some 80% of the energy at its disposal towards the digestion process while saving the remaining 20% to be divided among all other body functions.  Hence, it goes without saying that when we eat either too much or junk foods or simply wrong combinations of foods which require a greater effort to be digested, the body will take the residual energy it needs to reach its goal from the remaining 20% which it is supposed to be used for other purposes.  This not only means that in those cases we put all the organs taking part to the digestion under unnecessary stress, but also that we deprive the other body systems and organs responsible for other fundamental body functions of the energy they need in order to perform as they should.  The consequence of this is that not only the digestive process requires longer time and more efforts but also that all other functions are impaired, overloaded and put under a great deal of pressure.

Juicing on the other hand, can help us not only to have a better diet regimen by helping us to reduce or even to completely eliminate the consume of animal proteins which requires,  especially when eaten regularly and/or in great amount as most of westerners seem to do, more energy to be digested, but also facilitates the digestion and absorption of a higher amount of all sorts of precious nutrients, that is vitamins, minerals, and anti-oxidants, we would not otherwise be able to consume if eaten as simple raw or cooked vegetables.  That said, besides helping you to detoxify and to boost your immune system, juicing can also be used to prevent nutrition-related disease and also help in the healing process no matter what health issue we might be affected with, be it an acute, a chronic, or even a debilitating, degenerative one.

In her book Raw Juices Can Save Your Life author Sandra Cabot, physician, writes about her grandmother experience.  When in her twenties, Mrs Susannah Dalton was diagnosed with glomerulonephritis, a severe kidney disease in which “the immune system attacks the tubules of the kidneys causing widespread kidney inflammation and blood and proteins in the urine.”  The doctors at the hospital told Mrs. Dalton’s husband that there was nothing else they could do, which might have sounded pretty much like a death sentence.

Thanks to his expertise in nutrition, Mr. Harry took his wife home and started a raw juicing regimen giving her a glass of raw vegetable juice every hour, alternating “from vegetable growing above the ground and from vegetable growing below the ground.”  This allowed Susannah to gradually regain her health with her kidneys going back to their normal function.  All of this was possible thanks to all the vitamins, minerals and anti-oxidants contained in the juices she consumed.  She died after a pretty active life at the age of 78.

Another inspirational story is that of Jay Kordich, also known as “the Juiceman”, who has been among the very first and most active advocates to promote juicing in order to maintain and even restore one’s health.  According to his statements, Kordich was able to completely heal his bladder cancer which affected him some 50 years ago, by refusing conventional therapies such as chemio and radio and rather drinking some 13 glasses of carrot and apple juice per day.  In so doing, he proved to be a follower of Norman Walker and Max Gerson, two physicians who spread the notion of the fundamental role that raw foods and juicing play in our health.

In conclusion, no matter what kind of diet regimen you prefer or whether you use juicing to help your body to stay healthy, to work towards optimum health, to prevent nutrition related disease or even to facilitate you inner body mechanism so that healing can occur naturally, the truth is that you will always greatly benefit from it.


References:

Cabot, S. (2001). Raw Juices Can Save Your Life! Introduction. (p. 8). Glendale, AZ: SCB International Inc.


Updike, R. (11 November 1991). Juicy role is making him famous. (Article published on the Seattle Times). Retrieved June 12, 2014 from http://community.seattletimes.nwsource.com/archive/?date=19911111&slug=1316616.



Disclaimer

The information above are intended for educational purpose only and not as a medical advice. Whatever your situation, please consult with your physician first. For more information about how I can assist you as a Traditional Naturopath, Classical Homeopath and Nutritional Consultant, feel free to contact me at info@dedoholistic.com



L’arte delle spremute

Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata



Sebbene l’arte delle spremute sia piuttosto antica, la maggioranza di noi sin dall’infanzia ha acquistato maggior familiarità con la tipologia a base di frutta che non con quella a base di verdura.  Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, insieme al movimento che promulga l’uso di cibi crudi, la tecnica delle spremute – sia di frutta che di verdura o un misto di entrambe – si è diffusa ampliamente in tutto il mondo. 

Perché?  Perché oltre ad essere facili da preparare, le spremute di frutta e verdura cruda sono ricche di principi nutritivi e, specialmente se comprate biologiche, possono dare un forte impulso al sistema immunologico come nessun altro cibo è in grado di fare.  Inoltre, non bisogna dimenticare che la spremuta permette una facile digestione ed un altrettanto facile assorbimento delle sostanze nutritive.  Il processo digestivo, infatti, svolge un ruolo di fondamentale importanza per la nostra salute ed il nostro benessere per vari motivi.  Prima di tutto, vale la pena considerare che il nostro corpo indirizza circa l’80% delle energie a sua disposizione proprio al processo di digestione lasciando il restante 20% da dividere tra tutte le altri funzioni che il corpo esplica.  Questo implica che quando noi mangiamo troppo o mangiamo cibi privi di valore nutritivo, non sani o semplicemente combinazioni di cibi errate e che quindi richiedono uno sforzo maggiore per essere digeriti, il corpo prende le ulteriori energie di cui ha bisogno per svolgere le sue normali funzioni dal rimanente 20% che dovrebbe essere finalizzato ad altri scopi.  Ciò non significa solo che in questi casi noi sottoponiamo tutti gli organi che prendono parte alla digestione ad un inutile stress, ma anche che priviamo altri sistemi o altri organi del corpo responsabili di altre funzioni fondamentali delle energie di cui hanno bisogno per esplicare i compiti cui sono preposti e di farlo nel modo in cui dovrebbero.  Conseguenza di ciò è che non solo il processo digestivo dura più a lungo e lo sforzo richiesto è maggiore, ma anche che tutte le altre funzioni corporee vengono ostacolate, sovraccaricate e messe sotto particolare sforzo.

Le spremute, d’altro canto, possono aiutarci non solo ad avere una migliore alimentazione attraverso la riduzione o persino eliminazione di proteine animali che richiedono, specialmente quando usate regolarmente e/o in grandi quantità come sembrano fare molti occidentali, più energie perché vengano digerite, ma anche facilitare la digestione e l’assorbimento di un maggiore quantitativo di sostanze nutritive, cioè di vitamine, minerali ed antiossidanti, che altrimenti non saremmo in grado di consumare mangiando semplicemente vegetali crudi o cotti.  Quindi, oltre ad aiutare nella detossificazione e nel dare un forte impulso al sistema immunitario, le spremute possono essere anche usate per prevenire malattie legate all’alimentazione non sana nonché aiutare il processo di guarigione a prescindere che il problema di salute sia acuto, cronico o persino legato ad una malattia debilitante e/o degenerativa.

Nel suo libro Le spremute a crudo possono salvarti la vita! L’autrice, Dott.ssa Sandra Cabot, medico, riporta l’esperienza di sua nonna.  All’età di circa vent’anni, alla Sig.ra Susannah Dalton fu diagnosticata una glomerulonefrite, una malattia renale grave in cui “il sistema immunologico attacca i tubuli dei reni causando un’infiammazione estesa a tutto il rene nonché la presenza di sangue e proteine nelle urine.”  I medici dell'ospedale dissero al marito della Sig.ra Dalton che non c’era nient’altro che potessero fare, il che suonò, probabilmente, come una condanna a morte.  Tuttavia, grazie alle sue competenze in materia di nutrizione, il Sig. Harry portò sua moglie a casa ed iniziò un regime alimentare basato su spremute di cibi crudi facendole bere un bicchiere di spremuta di verdura cruda ogni ora alternando “una volta verdure che crescono al di sopra del terreno ed un’altra quelle che crescono sottoterra.”  Questo permise alla Sig.ra Susannah di recuperare gradualmente la sua salute e ai suoi reni di inizare a funzionare di nuovo normalmente.  Tutto ciò fu possibile grazie a tutte le vitamine, ai minerali e agli antiossidanti contenuti nelle sprenute da lei bevute. La signora condusse una vita attiva e morì all’età di 78 anni.

Un’altra storia che può ispirarci è quella di Jay Kordich, conosciuto anche come “Lo spremitore”, che è stato tra i primi e i più attivi promulgatori delle spremute al fine di preservare o ristabilire la propria salute.  Stando alla sua versione dei fatti, Kordich riuscì a curare completamente un cancro alla vescica che lo colpì circa 50 anni fa rifiutando terapie convenzionali come la chemio e la radio, ma piuttosto bevendo circa 13 bicchieri al giorno di succo di carota e mela.  Così facendo, ha dimostrato di essere un seguace di Norman Walker e Max Gerson, due medici che hanno divulgato in tutto il mondo il concetto del ruolo fondamentale che cibi crudi e spremute rivestono nella nostra salute.

Per concludere, a prescindere da quale sia la vostra alimentazione preferita o se usiate le spremute per aiutare il vostro corpo a restare sano, per raggiungere una salute ottimale, per prevenire malattie legate ad una cattiva alimentazione o persino per facilitare il meccanismo interno del corpo così da permettere che la guarigione avvenga in maniera naturale, in realtà ne beneficerete tutti del loro uso.


 Fonti:

Cabot, S. (2001). Raw Juices Can Save Your Life! Introduction. (p. 8). Glendale, AZ: SCB International Inc.


Updike, R. (11 November 1991). Juicy role is making him famous. (Article published on the Seattle Times). Retrieved June 12, 2014 from http://community.seattletimes.nwsource.com/archive/?date=19911111&slug=1316616.


Importante!

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Tuesday, May 27, 2014

Sapevate che…



-                     Le persone intelligenti hanno un livello maggiore di zinco e rame nei loro capelli

-                     Le donne sbattono le palpebre il doppio delle volte degli uomini

-                     Più fredda è la stanza in cui dormite, maggiori sono le possibilità che facciate brutti sogni

-                     Al mattino siamo 1 cm. più alti che non nel pomeriggio in quanto gli strati di cartilagine nelle articolazioni si comprimono durante il giorno

-                     Il sopracciglio contiene circa 550 peli

-                     Il muscolo più potente del corpo umano è la lingua

-                     Ogni secondo nel corpo umano vengono distrutti 15 milioni di cellule ematiche

-                     L’arco di vita di una pupilla gustativa è di 10 giorni

-                     Ogni pollice quadrato (cm. 2,5) di pelle umana è composto di 20 piedi (m. 6) di vasi sanguigni

-                     Nell’arco delle 24 ore l’essere umano respira in media 23.040 volte

-                     La maggior parte delle particelle di polvere nella nostra casa è fatta di pelle morta

-                     Ogni anno circa il 98% di atomi del nostro corpo viene sostituito

-                     Ci sono 45 miglia (Km. 72) di nervi nella pelle di un essere umano

-                     Le ossa di una coscia umana sana sono più resistenti del cemento.


Reference:

GCNM (2008). BSHH 401. Nutritional Consultant. NC11. Anatomy & Physiology.  Mod. 1. Interesting Facts. (pp 6 – 40)



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Did You Know That…



-                     Intelligent people have more zinc and copper in their hair

-                     Women blink twice as many times as men do

-                     The colder the room you sleep in, the better the chances are that you’ll have a bad dream

-                     We are about 1 cm. taller in the morning than in the evening. Layers of cartilage in the joints get compressed during the day

-                     Right handed people live, on average, nine years longer than left handed people do

-                     There are approximately 550 hairs in the eyebrow

-                     The strongest muscle in the human body is the tongue

-                     15 millions blood cells are destroyed in the human body every second

-                     The life span of a taste bud is 10 days

-                     Each square inch (cm. 2,5) of human skin consists of 20 feet (m. 6) of blood vessels

-                     During a 24-hour period, the average human will breathe 23,040 times

-                     Most of dust particles in your house are made of dead skin

-                     Every year about 98% of the atoms in your body are replaced

-                     There are 45 miles (Km. 72) of nerves in the skin of a human being

-                     Healthy human thigh bones are stronger than concrete


Reference:

GCNM (2008). BSHH 401. Nutritional Consultant. NC11. Anatomy & Physiology.  Mod. 1. Interesting Facts. (pp 6 – 40)


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Thursday, April 17, 2014

Forno a Microonde: Da usare o no?

Dott.ssa Maria Teresa De Donato, 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata




Malgrado l’uso diffuso dei forni a microonde sviluppatosi negli ultimi decenni, le evidenze sembrano confermare che essi non siano affatto sicuri a causa del danno potenziale che possono causare alla nostra salute.  Infatti, benché i forni a microonde siano comparsi sul mercato nel 1947, già nel 1976 furono messi al bando dall’Unione Sovietica ed il motivo di ciò può essere collegato al fatto che, malgrado essi siano considerati utili e sicuramente un modo più veloce di preparare i pasti rispetto ai comuni forni, la cottura con tali forni (microonde) include rischi alla salute causati dal modo in cui essi funzionano ed il conseguente impatto che esso ha sul cibo.

“I forni a microonde, infatti, sono un tipo di energia elettromagnetica che contiene un megnatron, un tubo in cui gli elettroni sono affetti dai campi magnetici ed elettrici in modo tale da produrre una radiazione di onde lunghe pari a circa 2450 Mega Hertz (MHz) o 2.45 Giga Hertz (GHz). Questa radiazione del fornmo a microonde interagisce con le molecole del cibo.  Tutta l’energia delle onde cambia polarità trasformandosi da positiva in negativa ad ogni ciclo dell’onda. Nei forni a microonde, questa polarità cambia milioni di volte al secondo.  Le molecole dei cibi – specialmente quelle dell’acqua – hanno un estremo positivo ed uno negativo esattamente come un magnete ha una polarità nord ed una polarità sud.” (GCNM, 2008, pp. 30-37)

Nei modelli commerciali, il forno ha una potenza di circa 1000 watts di corrente alterna.  Nel momento in cui le onde generate dal magnetron bombardano il cibo esse provocano una rotazione delle molecole polari alla frequenza di milioni al secondo.  Questa intensa attività causa una frizione molecolare tale da surriscaldare il cibo.  La frizione provoca anche un danno sostanziale alle molecole circostanti che in questo modo vengono spesso strappate o deformate violentemente.  Il nome di tale deformazione è “isomerismo strutturale”.  (GCNM, 2008, pp. 30-37)  Inoltre, malgrado questo tipo di cottura spesso non sia in grado di distruggere i parassiti contenuti nei cibi (Pitchford, 2002, p. 657) – in modo particolare quelli presenti nelle carni – i forni a microonde modificano la struttura molecolare del cibo attraverso un processo radioattivo definito “decadimento nucleare”. (GCNM, 2008)

Secondo il giornale medico britannico The Lancet del 9 Dicembre 1989, cucinare con il forno a microonde non solo altera il cibo fino a causarne “cambiamenti strutturali, funzionali ed immunologici” nel corpo, ma “trasforma anche l’amino acido L-proline”, un amino acido non essenziale, “in D-proline”, cioè in una tossina che ha un impatto negativo sul sistema nervoso, così come sul fegato e sui reni. (Pitchford, 2002, p. 641)

Tra i vari studi che evidenziano gli effetti dannosi che i forni a microonde hanno sui cibi e sulla salute ci sono quelli condotti dal Dr. Hans Ulrich Hertel, attualmente in pensione, uno scienziato che ha lavorato molti anni nel settore dell’alimentazione presso una delle maggiori aziende alimentari presenti in tutto il mondo e che fu licenziato proprio per aver messo in discussione le procedure cui venivano sottoposti i cibi con cui essi venivano privati delle loro proprietà nutritive.  Nel 1991, il Dr. Hertel ed un professore universitario di Losanna pubblicarono uno studio che mostrava come il cibo cotto con il forno a microonde costituisse un pericolo maggiore per la salute di quanto non facessero il forni normali.  Un articolo apparve anche nel Numero 19 de Il Giornale Franz Weber in cui si affermava che il consumo di cibo cotto in un forno a microonde aveva effetti cancerogeni sul sangue.  (GCNM, 2008, pp. 30-37)

Il Dr. Hertel fu il primo scienziato a coencepire e a condurre uno studio clinico sugli effetti che le sostanze nutritive, trasformate attraverso la cottura al forno a microonde, hanno sul sangue e sulla fisiologia del corpo umano.  Il suo studio dimostrò l’impatto degenerativo prodotto dai forni a microonde e quello del cibo processato in essi.  La conclusione scientifica provò che la cottura al microonde cambiava gli elementi nutritivi contenuti nei cibi e che tali cambiamenti si manifestavano nel sangue di coloro che avevano partecipato alla ricerca causando un deterioramento nell’organismo umano.  Alla ricerca scientifica di Hertel parteciparono anche il Dr. Bernard H. Blanc dell’Istituto Tecnologico Federale Svizzero e dell’Istituto di Biochimica.  Cambiamenti significativi scoperti negli esempi di sangue prelevato dai partecipanti prima che essi mangiassero cibi cotti nel forno a microonde e confrontati con quelli prelevati dopo che i cibi erano stati consumati dimostrarono una diminuzione nei valori dell’emoglobina e del colesterolo (sia “buono” che “cattivo”) e dei linfociti, tutto ciò ad indicare che era in atto un processo degenerativo.  Il processo radiattivo che caratterizza l’attività dei forni a microonde ha quale risultato la distruzione e deformazione delle molecole del cibo il cui deterioramento ha ripercussioni sulla struttura biologica della cellula umana.  Di conseguenza, studi condotti in vari Paesi, da quando i forni a microonde furono inventati dai Nazisti per essere usati al tempo in cui essi invasero la Russia spingendosi fino in Siberia, hanno collegato il loro uso ai seguenti problemi di salute:

  • Formazione di cancerogeni
  • Diminuzione del complesso vitaminico B, della vitamina C, della vitamina E, di minerali essenziali e fattori lipotropi in tutti i cibi esaminati
  • Danno a molte sostanze di origine vegetale, come alcaloidi, glucosidi, galactosidi e nitrilosidi
  • Deterioramento delle nucleoproteine nelle carni
  • Interferenze con bassa e alta pressione sanguigna
  • Cancro

(GCNM, 2002, pp. 30-37)

Detto ciò, se avete un forno a microonde, evitate di usarlo per la cottura del cibo – per questa avvaletevi, invece, dei forni tradizionali – e limitate l’uso del microonde al veloce riscaldamento delle vivande per pochi secondi ad un massimo di  1-2 minuti, a seconda del cibo. Meno il vostro cibo resterà nel microonde più salutare sarà ciò che mangiate.


Fonti:

GCNM – Global College of Natural Medicine (2008). Nutritional Consultant Program (BSHH 401/NC13). Mod.01. Dietary Guidelines. Microwaves (pp. 30-37). Santa Cruz, CA: GCNM

Pitchford, P. (2002). Healing with Whole Foods – Asian Traditions and Modern Nutrition. (Third Edition). Part V: Recipes and properties of vegetable foods. 52. Summary. A Foundation for Immunity and Renewal: The Traditional Sattva Plan of Equilibrium and Essence. (p. 641). Appendix A. Parasite Purge Program (Shaw S. and
Pitchford, P.). How Parasites Spread. (p. 657). Berkeley, CA: North Atlantic Books.