Friday, March 6, 2020

Quartiere e senso di comunità: Garbatella (Roma) Intervista a Barbara Bartolomei, Autrice


Quartiere e senso di comunità: Garbatella (Roma)

Intervista a

Barbara Bartolomei, Autrice





Nella mia vita ho svolto per più di 35 anni attività di volontariato, collaborando con organizzazioni non-profit operanti in vari settori ed aiutando famiglie e singoli nel bisogno.  In tempi recenti, tra le persone più entusiaste, esuberanti e decise a contribuire al miglioramento del proprio quartiere, attraverso un ritrovato e rinnovato senso di comunità, ho trovato Barbara Bartolomei, Autrice e, come si definirebbe lei stessa, “Romana de’ Roma”, nata a Garbatella, uno dei quartieri più tipici della Capitale.
Barbara è una bella signora, estroversa, che ti parla guardandoti dritta negli occhi e, senza troppi complimenti né convenevoli, ti dice esattamente quello che pensa.
È un grande piacere, quindi, per me ospitarla oggi sul mio Blog e Salotto Culturale e parlare un po’ con lei non solo della vita nel quartiere, ma soprattutto di quel senso di comunità che a molti della mia generazione sembra essersi quasi completamente estinto.
Prima di proseguire nella considerazione di questo aspetto voglio, quindi, dare il benvenuto a Barbara.



MTDD: Ciao Barbara e grazie per aver accettato il mio invito a partecipare a questa intervista.

BB:     Ciao Maria Teresa. Il piacere è mio. Quando mi hai contattato mi ha colpito molto il tuo approccio positivo alla vita. Cosa rara di questi tempi.


MTDD: Barbara, iniziamo con il presentarci e con lo spiegare chi sei, che studi hai fatto, di cosa ti occupi e/o qualsiasi altra informazione tu voglia condividere con i nostri lettori e le nostre lettrici.

BB:     Potrei risponderti con la presentazione che trovi dietro al mio libro "Se son rose... sei ar semaforo":
L'autrice. Fa dice... parleme de te... e no eh... così me se vota er cervello... che ve devo di' so' nata... a Roma... quanno? UUUUh va be' quante cose voi sape'!  So' nata no? Accontentete! Un amico mio m'ha detto che so come papa Sisto. Me so' offesa. A Roma se dice che papa Sisto è "ar diavolo fedele ostile a Cristo"... poi m'ha spiegato e l'ho perdonato. Papa Sisto scappava da Castel Sant'Angelo appena poteva p'annasse a 'mpiccia' de quello che succedeva a Roma... annava cercanno... che cercava lui io nun lo so... ma so che cerco io... storie... da riccontavve, pe favve ride, piagne e emozionavve... ve le ricconto in romanesco perché so storie piccole, de gente che viene e va... e magari nisuno se la ricorda... ma magari puro no.

Però a pensarci non sarebbe serio. Quindi chi sono io? Sono una persona che ha sempre amato scrivere. Mi hanno regalato una macchina da scrivere giocattolo quando avevo otto anni e ricordo che non avendo ancora una grande capacità letteraria mi limitavo a ricopiare i miei libri preferiti. Finchè ho cominciato a scrivere per conto mio.
Roma è da sempre il mio grande amore. Sembrerà strano, ma da ragazza, per superare i momenti difficili, passeggiavo per i quartieri storici di Roma: Garbatella, Trastevere, Monti, Pigna, Testaccio... e lì mi sentivo a casa... protetta. Grande merito per la mia cultura "romanesca" hanno avuto mia madre e i miei nonni materni che hanno riempito la mia infanzia e adolescenza di racconti sulla storia e le leggende di Roma. A dodici anni mio nonno mi ha regalato un libro: "Storia, misteri e leggende di Roma". Lo conservo ancora. Con una storia così, come si può non amare Roma?
Per quanto riguarda la mia biografia: mi sono diplomata in lingue nel lontano... va be' non è importante e lavoro nella pubblica amministrazione. Mi piacciono il teatro e il cinema, adoro recitare e naturalmente leggere; la lettura è stata la mia prima occasione di viaggio, quando i miei genitori non mi facevano muovere da casa.




MTDD: Cosa significa essere una “Romana de’ Roma”? Per coloro che lo ignorassero, vogliamo chiarire che cos’è la “romanità”?

BB:     Bella domanda... difficile risposta. Soprattutto per chi vive in un paese come gli USA. Vediamo... il romano vero è quello che ha sempre un'opinione su tutto, quello che al bar si infervora parlando della partita o del governo. Il romano sembra prendere a cuore tutto... e invece mantiene sempre un certo menefreghismo. È indolente ma passionale, ironico fino al sarcasmo e soprattutto irrivirente e rumoroso. A volte ingombrante ma "de core".


MTDD: “In una Roma che va sempre de corsa e che nun ce dà tregua… forse la Garbatella è diventata un posto muto e arrabbiato come il resto del Mondo? E invece no! Garbatella è un posto magico…” (Bartolomei, 2020)

Com’è cambiata Garbatella negli ultimi decenni e perché è rimasta “un posto magico”?

BB:     La Garbatella è un quartiere che ha molte sfaccettature. Il quartiere storico "i lotti" ha mantenuto lo spirito dei suoi primi anni, con ampi spazi comuni e tanta voglia di condivisione. Ma il quartiere si è esteso moltissimo e a questo primo insediamente si sono aggiunte costruzioni moderne e la Garbatella è diventata un quartiere ad altissima densità abitativa. E purtroppo il degrado è arrivato anche qui "Cocci, monnezza, carcinacci e chi più ne vole più ne metta". La magia di questo quartiere sta proprio in quel primo nucleo che doveva essere un "quartiere giardino" a misura d'uomo e che dovrebbe essere studiato per capire come la vita potrebbe essere differente in un quartiere che fa della condivisione, della coesione e del supporto reciproco le sue parole d'ordine.


MTDD:  “Forse questo quartiere ce deve insegna’ quarcosa. Ce deve insegna’ che un quartiere – tutti i quartieri – so’ de tutti noi e per tutti noi e siamo noi che lo potemo fa’ diventa’ un giardino.” (Bartolomei, 2020)
Ti faccio i complimenti per questi stupendi versi recitati in romanesco che centrano un aspetto fondamentale del vivere sociale: il SENSO di COMUNITÀ, di solidarietà e la conseguente importanza che ogni quartiere – ovunque si trovi al mondo – dovrebbe rivestire nella vita di ognuno di noi.
Mi farebbe piacere che tu elaborassi questi concetti spiegandoli secondo il tuo punto di vista… In questi ultimi decenni com’è cambiata, a tuo avviso, la gente e, di conseguenza, il quartiere… perché – come hai giustamente menzionato nei tuoi versi – il quartiere di fatto siamo noi…

BB:     Ah be' adesso ti devi sorbire un pistolotto... come dicono a Roma. Secondo me il problema principale nei rapporti umani negli ultimi anni è che ognuno dà la responsabilità di tutto agli altri. Roma è sporca? Colpa delle istituzioni. Troppe macchine? È perchè ci sono pochi autobus e quelli che ci sono non funzionano e così via. Noi italiani poi abbiamo un concetto distorto della "cosa pubblica". Non è roba mia quindi non la curo. Inoltre la mentalità diffusa è che un gesto piccolo non serve a risolvere problemi grandi. Invece bisogna cominciare a pensare che ogni piccolo gesto serve a migliorare un po' la situazione. Tanti piccoli gesti diventano un grande cambiamento. Per fortuna la situazione sta cambiando. Le nuove generazioni mi sembrano più attente, più consapevoli. Rimane però una sfiducia di fondo nelle istituzioni, che sono viste lontane, assenti e soprattutto inefficienti. Ma anche in questo caso la regola è la stessa. Se ogni persona che lavora per la pubblica amministrazione o per un'istituzione comincia a sentirsi parte di un ingranaggio, prima o poi questo ingranaggio comincia a girare. Il percorso sarà lento e doloroso ma sono fiduciosa che questo cambiamento arriverà.




MTDD: La profondità dei tuoi versi mi fa ipotizzare che tu abbia utilizzato – forse del tutto inconsciamente – la poesia romanesca come strumento sociale, quasi politico … per arrivare al cuore della gente e sollecitare un cambiamento, un ritrovato interesse per la vita nel quartiere, per il senso di comunità, che di fatto è anche senso civico, per il contributo che ognuno di noi può dare e che dovrebbe sentire come responsabilità personale nel risolvere problemi in modo pratico e la soddisfazione che può trarne nel sentirsi parte del TUTTO, nel partecipare tutti insieme a fare la differenza … a cambiare in meglio il mondo … partendo proprio da ciò che ci circonda … invece di limitarci a essere osservatori passivi di un evidente degrado …
Mi sbaglio? E quale consiglio in tal senso la nostra ‘Signora (o Sora) Garbatella’… potrebbe dare a tutti coloro che ci stanno seguendo o ci seguiranno?

BB:     No, per carità non parliamo di politica. Sociale sì. È una parola che mi piace. Sociale è una parola tonda, che dà l'idea di inclusione... Sociale... senti come suona bene. Politica invece è una parola cupa, dura.. politica... no... è una parolaccia (ride).
Però è vero. Quello che manca oggi è sentirsi parte di un progetto comune. Siamo tutti chiusi nelle nostre individualità, attenti a che gli altri non ci disturbino, non rompano i nostri solitari microequilibri e questo ci porta a pensare che al di là di noi niente sia importante. E apriamoci agli altri! Scopriremo tante persone che vogliono parlare, che desiderano un sorriso, un gesto di affetto. Certo ci saranno anche persone che ci rifiuteranno, che continueranno nei loro personalissimi egoismi, ognuno è libero di rendersi infelice come vuole. Ma la solitudine, il senso di sconforto che derivano da questo atteggiamento dovrebbero essere sufficienti a cambiare registro.
E quando ci apriamo agli altri ci rendiamo conto che tutto quello che ci circonda può essere migliorato. Un esempio. Nel mio quartiere (Marconi, proprio a ridosso della Garbatella), mi è capitato di stare in fila al supermercato e di avere davanti a me alla cassa una signora anziana che faceva i conti per capire se oltre al pane e al cibo per il suo gatto, poteva comprare anche mezzo litro di latte. Alla fine non lo ha preso. Arrivato il mio turno ho pagato il litro di latte e poi l'ho rincorsa dicendole che aveva dimenticato alla cassa il latte. Il sorriso di quella signora mi ha dato la carica per tutta la giornata. E sono convinta che col cuore riscaldato da un piccolo gesto anche la signora ha applicato la regola della "gentilezza che chiama la gentilezza".
Perchè il romanesco: il romanesco mi permette di essere ironica, di affrontare problemi seri in modo leggero. Inoltre, il dialetto è la lingua di tutti noi romani, la sentiamo vicina, dà fiducia, fa sentire tutti uguali, senza distinzioni politiche, culturali o di classe. La mia "Garbatella" da ironica ostessa romana direbbe: "A rega' si nun ve piace quelo che vedete, lo dovete cambia'... e nun me riccontate fregnacce che nun je la fate... basta solo penza' un po' più all'artri e meno a li fattacci vostri".


MTDD: Barbara, tu sei anche Autrice del libro Se son rose … sei ar semaforo: Brevi storie in dialetto Romanesco.  Com’è nata l’idea del libro, a chi hai voluto dedicarlo e perché hai sentito l’esigenza di scriverlo?

BB:     "Se son rose ... sei ar semaforo" nasce dalla voglia di raccontare lo spirito romanesco attraverso storie che capitano a tutti noi, tutti i giorni. Il traffico, le piccole ingiustizie, i personaggi particolari che si incontrano girando per Roma. Io vado in bici e  cammino tanto per Roma (che è un modo come un altro per non lamentarsi del traffico) e non avete idea di quante cose strane si vedono. Una parte del libro è dedicata alle storie della mia infanzia, e ai personaggi che hanno popolato la mia vita. È il capitolo dedicato a "Storie de famija", una famiglia strana la mia in cui convivevano il travestito che faceva l'imbianchino, l'orologiaio che sembrava Mefistofele e il vicino di casa ignaro di essere utilizzato come spauracchio per far ubbidire noi bambini. Qualche volta trovate delle note... a volte serie a volte ironiche che servono a spiegare alcuni modi di dire un po' più ostici.
Nel libro trovate anche qualche disegno di mia figlia Ludovica, che dopo aver letto i racconti della mamma ha voluto disegnare qualcosa per rendere migliore il libro.
Il libro è dedicato a mio marito Luca e a mia figlia Ludovica che mi hanno sopportato e supportato in questa avventura e che meritano un applauso per la pazienza.





MTDD: C’è qualche verso del tuo libro che vorresti condividere qui con chi ci segue e a cui dai un particolare significato?

BB:     Sei una specialista delle domande difficili. Ce ne sono tante "Che d'è na madre", "Vita", "Er giorno de la memoria", "A frittata", ma scelgo "Er soriso" perchè riassume un po' quello che penso sull'atteggiamento da avere nella vita.


Er soriso
Stamane la bicicletta m'ha lasciato a piedi...
So' salita e ... pffffffffffff la rota s'è sgonfiata
come a di': e mo' basta me so stancata famme riposa'.
Così so annata a piedi ...
Da casa mia all'ufficio so' poco più de cinque chilometri ...
Ma se uno nun va de prescia è 'na bella passeggiata.
So' passata pe Viale Marconi, ho girato pe' Lungotevere Testaccio
e so arivata ar ponte der Fatebenefratelli ...
Lì me so fermata. Siccome nun ce so le strisce pedonali
attraversa' er ponte sta ar core de chi passa co la machina...
Un poro cristo se ferma, faccio un cenno pe di' grazzie e je sorido.
Sull'artra corzia 'na machina inchioda pe' famme passa'...
me stupisco ... due de seguito ... quasi quasi gioco ar superenalotto ...
Comunque faccio lo stesso cenno e n'artro soriso ...
Attraverso ... ma la machina nun riparte ...
Allora me giro... e vedo na regazza che me chiama ...
Sicuro nun la conosco ... m'avvicino ... e je faccio: - Dica ...-
e lei - Signora lo vole sape' perchè l'ho fatta passa'? - me chiede
- Se je fa piacere - risponno - L'ho fatta passa' per soriso ...
Perchè lei nun ha solo ringrazziato ... ha pure soriso...
e c'ho tanto bisogno de sorisi. -
E che dovevo fa dopo st'affermazzione?
J'ho dedicato er mejo soriso che m'è riuscito ...
e me ne so annata a lavora' un po' più contenta.




MTDD: Se qualche lettore volesse ordinare copia del tuo libro o mettersi in contatto con te come potrà farlo?

BB:     Su Facebook c'è la mia pagina "Se son rose ... sei ar semaforo" che permette di collegarsi al sito www.lulu.com e di acquistare il libro.  E naturalmente la mia mail barbara.bartolomei@yahoo.it, cerco di rispondere a tutti.


MTDD: C’è qualche aspetto che non abbiamo trattato che vorresti aggiungere a conclusione di questa nostra intervista?

BB:     Uno solo. Ottimismo. La vita non è mai facile. Ma l'ottimismo aiuta sempre. Anche nelle situazioni più difficili. Faccio un esempio. A ventidue anni ho perso mia madre e mia nonna, le persone più importanti della mia vita, a distanza di pochi mesi. È stato un periodo difficilissimo. Mio padre non era mai stato molto presente e mia sorella ed io ci siamo ritrovate a dover affrontare la vita da sole. C'erano giorni in cui pensavo che non ce l'avrei mai fatta, che quel peso che avevo sul petto mi avrebbe schiacciato. E così ho cominciato a fare "come se". Affrontavo le giornate come se ... fossi felice, come se ... la mia vita fosse una favola, come se ... tutto andasse bene, come se ... il raggio di sole che vedevo dalla finestra avrebbe reso migliore la giornata. E pian piano quel ‘come se’ è diventato reale. E il dolore sordo e cupo si è trasformato in una maliconica leggerezza, in un rimpianto di cose non vissute soffuso dei ricordi piacevoli delle persone che amavo e il sorriso è ritornato prepotente. Ottimismo... e fare ‘come se’...


MTDD: Grazie Barbara per aver partecipato a questa intervista e per i tuoi splendidi versi. Spero di poterti avere ancora come mia ospite in futuro. Tanti auguri per un grande successo con il tuo libro.

BB:     Grazie Maria Teresa. Mi hai dato una splendida opportunità. La tua positività è un balsamo contagioso. Sarei felice di essere nuovamente tua ospite.


Nachbarschaft und Gemeinschaftsgefühl: Garbatella (Rom) Interview mit Barbara Bartolomei, Autorin


Nachbarschaft und Gemeinschaftsgefühl: Garbatella (Rom)

Interview mit

Barbara Bartolomei, Autorin



In meinem Leben habe ich mehr als 35 Jahre lang freiwillige Aktivitäten durchgeführt, mit gemeinnützigen Organisationen in verschiedenen Sektoren zusammengearbeitet und bedürftigen Familien und Einzelpersonen geholfen. In jüngster Zeit fand ich - unter den enthusiastischsten, überschwänglichsten Personen, die entschlossen sind, durch ein neu gewonnenes und erneuertes Gemeinschaftsgefühl zur Verbesserung ihrer Nachbarschaft beizutragen - Barbara Bartolomei, Autorin und, wie sie sich selbst nennen würde, "Romana de’ Roma" (Römerin aus Rom), geboren in Garbatella, einem der typischsten Viertel der Hauptstadt. Barbara ist eine schöne, kontaktfreudige Frau, die mit Ihnen spricht und Ihnen direkt in die Augen schaut und Ihnen ohne allzu viele Komplimente oder Höflichkeiten genau sagt, was sie denkt. Es ist mir daher eine große Freude, sie heute in meinem Blog und in meiner Kulturlounge zu hosten und ein wenig mit ihr zu sprechen, nicht nur über das Leben in der Nachbarschaft, sondern vor allem über das Gemeinschaftsgefühl, das vielen meiner Generation erscheint fast vollständig ausgestorben zu sein. Bevor ich diesen Aspekt weiter betrachte, möchte ich gerne Barbara begrüßen.


MTDD: Hallo Barbara, und vielen Dank, dass Du meine Einladung zur Teilnahme an diesem Interview angenommen hast.

BB: Hallo Maria Teresa. Gern geschehen. Als Du mich kontaktiert hast, war ich von Deiner positiven Einstellung zum Leben sehr beeindruckt. Eine seltene Sache in diesen Tagen.


MTDD: Barbara, stellen wir uns zunächst vor und erklären, wer Du bist, welche Studien Du durchgeführt hast, was Du tust und / oder andere Informationen, die Du unseren Lesern und Leserinnen mitteilen möchtest.

BB: Ich könnte Ihnen mit der Präsentation antworten, die Sie auf der Rückseite meines Buches "Se son rose ... sei ar semaforo" finden (= Wenn es Rosen sind ... bist du an der Ampel") (*):
Die Autorin. Sie sagt ... rede mit mir über dich ... oh nein, nicht so ... mein Gehirn wird überlastet ... was soll ich sagen? ... ich wurde in Rom geboren ... wann? ... oh ... du willst zu viel wissen! Ich wurde geboren, ist das nicht genug? Sei zufrieden damit! Ein Freund von mir sagte mir, dass ich wie Papst Sixtus bin. Ich habe mich beleidigt. In Rom sagen wir, dass Papst Sixtus  “der treue Teufel ist, der Christus feindlich gegenübersteht”… Mein Freund erklärte mir später, was er meinte, und ich vergab ihm. Papst Sixtus verließ immer die Burg von Sant'Angelo, wann immer er konnte, und suchte nach den Vorgängen in Rom. Er suchte. Was genau, weiß ich nicht. Was ich weiß, ist das Ich suche nach… Geschichten… um dir zu erzählen…, um dich zum Lachen zu bringen, um dich zum Weinen zu bringen, um dich zu erregen… Ich erzähle sie im römischen Dialekt, weil es Kurzgeschichten sind, von Menschen, die kommen und gehen… und vergessen werden… oder vielleicht auch nicht. Aber darüber nachzudenken wäre nicht ernst. Also wer bin ich? Ich bin eine Person, die das Schreiben immer geliebt hat. Sie gaben mir eine Spielzeugschreibmaschine, als ich acht Jahre alt war, und ich erinnere mich, dass ich, weil ich keine großen literarischen Fähigkeiten hatte, nur meine Lieblingsbücher kopierte. Bis ich anfing alleine zu schreiben. Rom war schon immer meine große Liebe. Es mag seltsam erscheinen, aber als Mädchen schlenderte ich durch die historischen Viertel Roms, um schwierige Momente zu überwinden: Garbatella, Trastevere, Monti, Pigna, Testaccio ... und dort fühlte ich mich zu Hause ... beschützt. Ein großer Verdienst für meine "romanische" Kultur waren meine Mutter und meine Großeltern mütterlicherseits, die meine Kindheit und Jugend mit Geschichten über die Geschichte und Legenden Roms erfüllten. Mit zwölf gab mir mein Großvater ein Buch: "Geschichte, Geheimnisse und Legenden Roms". Ich behalte es immer noch. Wie kann man mit einer solchen Geschichte Rom nicht lieben? Was meine Biografie betrifft: Ich habe in der fernen Vergangenheit Sprachen studiert ... okay, das ist nicht wichtig, und ich arbeite in der öffentlichen Verwaltung. Ich mag Theater und Kino, ich liebe es zu schauspielern und natürlich zu lesen; Lesen war meine erste Reise, als meine Eltern mich nicht von zu Hause wegziehen ließen. 

(*) Dieser Satz leitet sich vom italienischen Sprichwort ab: "Se sono rose ... fioriranno ...", dh "Wenn es Rosen sind ... werden sich auch blühen" (was darauf hinweist, dass, wenn etwas Gutes geschehen soll, wird es einfach passieren)




MTDD: Was bedeutet es, ein "Römer(in) aus Rom" zu sein? Wollen wir für diejenigen, die es ignorieren, klarstellen, was "Romanität" ist?

BB: Schöne Frage ... schwierige Antwort. Besonders für diejenigen, die in einem Land wie den USA leben. Mal sehen ... der wahre Römer ist derjenige, der immer eine Meinung zu allem hat, derjenige, der sich über das Spiel oder die Regierung an der Bar freut. Der Römer scheint sich alles zu Herzen zu nehmen ... und behält stattdessen immer eine gewisse Gleichgültigkeit bei. Es ist träge, aber leidenschaftlich, ironisch gegenüber Sarkasmus und vor allem respektlos und laut. Manchmal sperrig, aber "de core" (“mit einem großen Herzen voller Liebe„) 


MTDD: “In Rom, einer Stadt, die es immer eilig hat und die uns keine Ruhe gibt ... Vielleicht ist Garbatella ein stiller und wütender Ort wie der Rest der Welt geworden? Weit davon entfernt! Garbatella ist ein magischer Ort ... „ (Bartolomei, 2020)

Wie hat sich Garbatella in den letzten Jahrzehnten verändert und warum ist es "ein magischer Ort" geblieben?

BB: Garbatella ist ein Viertel mit vielen Facetten. Das historische Viertel "I Lotti" hat den Geist seiner frühen Jahre bewahrt, mit großen öffentlichen Bereichen und einem großen Wunsch nach Teilen. Die Nachbarschaft hat sich jedoch stark erweitert und dieser ersten Siedlung wurden moderne Gebäude hinzugefügt, so dass Garbatella zu einer sehr dicht besiedelten Nachbarschaft geworden ist. Und leider ist auch hier die Verschlechterung angekommen "Scherben, Müll, Schutt und was noch dazwischen übrig ist". Die Magie dieses Viertels liegt in dem ersten Kern, der ein menschliches "Gartenviertel" sein und das untersucht werden sollte, um zu verstehen, wie das Leben in einem Viertel anders sein kann, in dem das Teilen, der Zusammenhalt und die gegenseitige Unterstützung seine Passwörter sind.


MTDD: “Vielleicht soll uns diese Nachbarschaft etwas beibringen, um uns zu lehren, dass eine Nachbarschaft - alle Nachbarschaften - uns allen gehört/gehören und für uns alle bestimmt ist und es an uns liegt, sie in einen Garten zu verwandeln.” (Bartolomei, 2020)
Ich gratuliere Dir zu diesen wunderbaren Versen, die im römischen Dialekt rezitiert werden und einen grundlegenden Aspekt des gesellschaftlichen Lebens in den Mittelpunkt stellen: den Sinn der Gemeinschaft, der Solidarität und die daraus resultierende Bedeutung, die jede Nachbarschaft - wo immer sie sich auf der Welt befindet - im Leben jedes Menschen spielen sollte. Ich möchte, dass Du diese Konzepte ausarbeitest, um sie aus Deiner Sicht zu erklären ... In den letzten Jahrzehnten haben sich Deiner Meinung nach Menschen und folglich Nachbarschaften verändert ... weil - wie Du in Deinen Versen zu Recht erwähnt hast - die Nachbarschaft ist uns alle ...

BB: Ah, jetzt musst Du dich meinen Vortrag anhören ... wie man in Rom sagt. Meiner Meinung nach besteht das Hauptproblem in den menschlichen Beziehungen in den letzten Jahren darin, dass jeder die Tendenz hat, andere für alles verantwortlich zu machen. Ist Rom schmutzig? Es ist die Schuld der Institutionen. Zu viele Autos? Dies liegt daran, dass es nur wenige Busse gibt und die in Betrieb befindlichen nicht funktionieren und so weiter. Wir Italiener haben dann ein verzerrtes Konzept von "öffentlichen Angelegenheiten". Es geht mich nichts an, also ist es mir egal. Darüber hinaus ist die weit verbreitete Mentalität, dass eine kleine Geste nicht ausreicht, um große Probleme zu lösen. Stattdessen muss man denken, dass jede kleine Geste die Situation verbessern kann und tut. Viele kleine Gesten werden zu einer großen Veränderung. Zum Glück ändert sich die Situation. Die neuen Generationen scheinen mir aufmerksamer und bewusster zu sein. Es besteht jedoch weiterhin ein Misstrauen gegenüber den Institutionen, die als weit entfernt, abwesend und vor allem ineffizient angesehen werden. Aber auch in diesem Fall ist die Regel dieselbe. Wenn jede Person, die für die öffentliche Verwaltung oder eine Institution arbeitet, als Teil eines Zahnrads sich fühlt, beginnt sich dieses Zahnrad früher oder später zu drehen. Der Weg wird langsam und schmerzhaft sein, aber ich bin zuversichtlich, dass diese Änderung kommen wird.




MTDD: Die Tiefe Deiner Verse lässt mich die Hypothese aufstellen, dass Du - vielleicht völlig unbewusst - römische Poesie als soziales, fast politisches Instrument verwendet hast ... um das Herz der Menschen zu erreichen und eine Veränderung, ein erneutes Interesse am Leben in die Nachbarschaft, für das Gemeinschaftsgefühl, das in der Tat auch ein staatsbürgerlicher Sinn ist, für den Beitrag, den jeder von uns leisten kann und der sich als persönliche Verantwortung bei der praktischen Lösung von Problemen und für die Zufriedenheit fühlen sollte, die sich aus dem Gefühl ergeben kann Teil des GANZEN, gemeinsam daran teilzunehmen, etwas zu verändern ... die Welt zum Besseren zu verändern ... ausgehend von dem, was uns umgibt ... anstatt nur passive Beobachter einer offensichtlichen Verschlechterung zu sein ...
Liege ich falsch? Und welchen Rat in dieser Hinsicht könnte unsere 'Frau (oder Sora) Garbatella' ... all denen geben, die uns lesen oder lesen werden?

BB: Nein, bitte, lass uns nicht über Politik sprechen. Sozial ja. Das ist ein Wort, das ich mag. Sozial ist ein rundes Wort, das die Idee der Inklusion vermittelt ... Sozial ... hört zu, wie gut es klingt. Politik hingegen ist ein dunkles, hartes Wort ... Politik ... nein ... es ist ein Schimpfwort (lacht). Aber es ist wahr. Was heute fehlt, ist das Gefühl, Teil eines gemeinsamen Projekts zu sein. Wir sind alle in unserer eigenen Individualität gefangen und sorgen dafür, dass andere uns nicht stören, unsere einsamen Mikrowaagen nicht brechen, und dies lässt uns denken, dass nichts wichtig ist als wir. Und öffnen wir uns anderen! Wir werden viele Menschen entdecken, die sprechen wollen, die ein Lächeln, eine Geste der Zuneigung wollen. Natürlich wird es auch Menschen geben, die uns ablehnen, die nach ihrem ganz persönlichen Egoismus weitermachen. Jeder kann sich unglücklich machen, wie er will. Aber die Einsamkeit, das Gefühl der Verzweiflung, das sich aus dieser Haltung ergibt, sollte ausreichen, um einen Sinneswandel zu bewirken. Und wenn wir uns anderen öffnen, erkennen wir, dass alles um uns herum verbessert werden kann. Ein Beispiel. In meiner Nachbarschaft (Marconi, direkt hinter der Garbatella) stand ich zufällig im Supermarkt in der Schlange und hatte vor mir an der Kasse eine ältere Dame, die nachrechnete, ob sie zusätzlich zu Brot und Futter für ihre Katze auch einen halben Liter Milch kaufen konnte. Am Ende hat sie es nicht genommen. Als meine Schicht ankam, bezahlte ich den Liter Milch und rannte ihr nach, um ihr zu sagen, dass sie die Milch an der Theke vergessen hatte. Das Lächeln dieser Dame gab mir die Ladung für den ganzen Tag. Und ich bin überzeugt, dass die Dame mit dem durch eine kleine Geste erwärmten Herzen auch die Regel "Freundlichkeit, die Freundlichkeit nennt" anwendete. Warum Römisch: Römisch (dh Dialekt) erlaubt mir, ironisch zu sein und ernsthafte Probleme leichtfertig anzugehen. Darüber hinaus ist der Dialekt die Sprache aller Römer; wir fühlen uns nahe; er gibt Vertrauen; jeder fühlt sich gleich, ohne politische, kulturelle oder Klassenunterschiede. Meine "Garbatella" als ironische römische Gastgeberin würde sagen: "Ehi, Leute. Wenn Ihnen das, was Sie sehen, nicht gefällt, müssen Sie es ändern… und keinen Unsinn mit mir reden, den Sie nicht können… Alles, was Sie tun müssen, ist, ein wenig mehr über die anderen nachzudenken und weniger über Ihr eigenes Geschäft.”


MTDD: Barbara, Du bist auch die Autorin des Buches Se son rose… sei ar semaforo: Brevi storie in dialetto romanesco. Wie ist die Idee zu dem Buch entstanden, wem wolltest Du es widmen und warum hast Du das Bedürfnis, es zu schreiben?

BB: "Se son rose ... sei ar semaforo" war das Ergebnis meines Wunsches, durch Geschichten über den römischen Geist zu sprechen, die uns allen jeden Tag passieren. Der Verkehr, die kleinen Ungerechtigkeiten, die besonderen Charaktere, denen wir begegnen, wenn wir durch Rom reisen. Ich fahre mit dem Fahrrad und laufe viel durch Rom (das eine Möglichkeit ist, sich nicht über den Verkehr zu beschweren), und Sie (die Leute) haben keine Ahnung, wie viele seltsame Dinge Sie sehen können. Ein Teil des Buches ist den Geschichten meiner Kindheit und den Figuren gewidmet, die mein Leben bevölkerten. Es ist das Kapitel, das "Familiengeschichten" gewidmet ist. Meine Familie war eine seltsame, in der der Verkleidete, der der Anstreicher war, der Uhrmacher, der wie Mephistopheles aussah, und der Nachbar, der nicht wusste, dass er als Trottel benutzt wurde, so dass wir, die Kinder, unseren Eltern gehorchen würden, alle lebten zusammen. Manchmal findet man Notizen ... manchmal ernst, manchmal ironisch, die dazu dienen, einige schwierigere Wörter zu erklären.
In dem Buch finden Sie (die Leute) auch einige Zeichnungen meiner Tochter Ludovica, die nach dem Lesen der Geschichten ihrer Mutter beschlossen hat, etwas zu zeichnen, um das Buch besser zu machen.
Das Buch ist meinem Mann Luca und meiner Tochter Ludovica gewidmet, die mich in diesem Abenteuer ertragen und unterstützt haben und einen Applaus für ihre Geduld verdienen.




MTDD: Gibt es in Deinem Buch Versen, die Du hier mit unseren Lesern/Leserinnen teilen möchtest, die uns folgen und die eine besondere Bedeutung für Dich haben?

BB: Für schwierige Fragen bist Du eine Spezialistin. Da sind viele. "Che d'è na madre" ("Eine echte Mutter zu sein"), "Vita" ("Leben"), "Er giorno de la memoria" ("Der Tag der Erinnerung"), "A frittata" (Das Omelett) ). Ich wähle jedoch "Er soriso" ("Das Lächeln"), da es zusammenfasst, was ich als die beste Einstellung zum Leben empfinde.


Das Lächeln
Heute Morgen ist mein Fahrrad kaputt gegangen und hat mich zu laufen gezwungen...     
Ich stieg ein und pffffffffffff der Reifen entleert
Um zu sagen: Das ist genug, ich bin müde, gib mir eine Pause!
Deshalb bin ich einfach gelaufen ...
Von meinem Zuhause zum Büro sind es ungefähr fünf Kilometer zu Fuß ...
Aber wenn Sie es nicht eilig haben, ist es ein schöner Spaziergang.
Ich nahm die Viale Marconi und bog in die Lungotevere Testaccio ein
Und erreichte die Fatebenefratelli Brücke ...
Ich blieb dort stehen. Da gibt es keinen Zebrastreifen
Liegt die Straße zu überqueren ganz bei den Fahrern ...
Ein armer Teufel bleibt stehen, ich winke ihm zu, um ihm zu danken und ihn anzulächeln.
Auf der anderen Fahrspur hielt ein Auto tot an, um mich die Straße überqueren zu lassen ...
Ich bin überrascht ... zwei in einer Reihe ... Vielleicht sollte ich das SuperEnalotto spielen ...
Ich winke und lächle ihnen auch zu ... Ich überquere die Straße ...
und doch ist das Auto immer noch da ...
In diesem Moment drehe ich mich um ... und sehe ein Mädchen, das mich anruft ...
Ich bin sicher, ich kenne sie nicht ... Ich komme näher ... und sage: - Mach weiter ... –
Und sie antwortet – Liebe Frau, wollen Sie wissen, warum ich Sie zuerst gehen lasse?
- Sie fragt mich - Wenn du es so wünschst - ich antworte - ich lasse dich wegen deines Lächelns
zuerst gehen ... Weil du nicht nur gedankt hast ... du hast auch gelächelt ...
Und ich brauche schrecklich ein Lächeln. Und was sollte ich nach einer solchen Aussage tun?
Ich schenkte ihr mein bestes Lächeln ... und ging etwas glücklicher zur Arbeit.




MTDD: Sollten einige unserer Leser(innen) ein Exemplar Deines Buches bestellen oder sich mit Dir in Verbindung setzen möchten, wie können sie dies tun?

BB: Auf Facebook finden sie meine Seite "Se son rose ... sei ar semaforo", auf der sie sich mit der Website www.lulu.com verbinden und das Buch kaufen können. Und natürlich gibt es meine E-Mail barbara.bartolomei@yahoo.it . Ich versuche allen zu antworten.


MTDD: Gibt es einen Aspekt, den wir nicht behandelt haben und den Du am Ende unseres Interviews hinzufügen möchtest?

BB: Nur einen. Optimismus. Das Leben ist nie einfach. Aber Optimismus hilft immer. Auch in den schwierigsten Situationen. Ich gebe Dir ein Beispiel. Mit zweiundzwanzig verlor ich innerhalb weniger Monate meine Mutter und Großmutter, die wichtigsten Menschen in meinem Leben. Es war eine sehr schwierige Zeit. Mein Vater war nie sehr präsent gewesen, und meine Schwester und ich standen dem Leben alleine gegenüber. Es gab Tage, an denen ich dachte, ich würde es nie schaffen; dass die Last auf meiner Brust mich zerquetschen würde. Und so fing ich an, "als ob" zu handeln. Ich sah mich den Tagen gegenüber, als ob ... ich glücklich war, als ob ... mein Leben ein Märchen war, als ob ... alles in Ordnung war, als ob ... der Sonnenstrahl, den ich vom Fenster aus sah, den Tag besser machen würde. Und langsam ist das “als ob„  echt geworden. Und der dumpfe und düstere Schmerz hat sich in eine melancholische Leichtigkeit verwandelt, ein Bedauern über nicht gelebte Dinge, erfüllt von den angenehmen Erinnerungen der Menschen, die ich liebte, und das Lächeln ist überwältigend zurückgekehrt. Optimismus ... und so zu tun, als ob ...


MTDD: Danke Barbara für die Teilnahme an diesem Interview und für deine wunderbaren Verse. Ich hoffe, Dich in Zukunft als meine Gästin noch einmal zu haben. Beste Wünsche für einen großen Erfolg mit Deinem Buch.

BB: Danke Maria Teresa. Du hast mir eine wundervolle Gelegenheit gegeben. Deine Positivität ist ein ansteckender Balsam. Ich würde mich freuen, wieder Deine Gästin zu sein.





Thursday, February 13, 2020

Review to "Ocean of Senses" (De Donato, 2019) by Simone Mazzei, Writer


Review to "Ocean of Senses" (De Donato, 2019) 

by 

Simone Mazzei, Writer



5 STAR Review

This book is nothing short of amazing. It embodies Love with a capital L. A love of other times. Of generations that survived in black and white, but who loved with all the colors of the rainbow. Also noteworthy are the innumerable notions reported, historiographic and otherwise, which highlight the author's high level of culture. Read it. You will be involved in a whirlwind of emotions and descriptions. I recommend it.

(Simone Mazzei, Writer - http://simonemazzei.com)



To order your copy:

Paperback

https://www.amazon.com/Ocean-Senses-Maria-Teresa-Donato/dp/1797494082/ref=sr_1_1?keywords=ocean+of+senses+maria+teresa+de+donato&qid=1581622047&sr=8-1

Kindle

https://www.amazon.com/Ocean-Senses-Maria-Teresa-Donato-ebook/dp/B07NVW81DT/ref=sr_1_2?keywords=ocean+of+senses+maria+teresa+de+donato&qid=1581622071&sr=8-2




Recensione di Oceano di Sensi (De Donato, 2019) di Simone Mazzei, Scrittore


Recensione di Oceano di Sensi (De Donato, 2019) 


di 


Simone Mazzei, Scrittore




Recensione a 5 STELLE 

Questo libro è a dir poco stupefacente. Incarna l’Amore con la A maiuscola. Un Amore di altri tempi. Di generazioni che hanno sopravvissuto in bianco e nero, ma che hanno amato con tutti i colori dell’arcobaleno. Da segnalare inoltre le innumerevoli nozioni riportate, storiografiche e non, che evidenziano il livello alto di cultura dell’autrice. Leggetelo. Sarete coinvolti in un turbine di emozioni e di descrizioni. Lo consiglio.

(Simone Mazzei, Scrittore - http://www.simonemazzei.com/)



Per ordinarlo:

Versione cartacea

https://www.amazon.it/Oceano-Sensi-Maria-Teresa-Donato/dp/1797515950/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=oceano+di+sensi+maria+teresa+de+donato&qid=1581621349&sr=8-1


Versione eBook

https://www.amazon.it/Oceano-Sensi-Maria-Teresa-Donato-ebook/dp/B07NWDPXMX/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=oceano+di+sensi+maria+teresa+de+donato&qid=1581621402&sr=8-2


Rezension von Ozean der Sinne (De Donato, 2019) von Simone Mazzei, Schriftsteller


Rezension von Ozean der Sinne (De Donato, 2019) 


von 


Simone Mazzei, Schriftsteller





5 STERNE Rezension

Dieses Buch ist wirklich erstaunlich. Es verkörpert Liebe mit einem Kapital L. Eine Liebe anderer Zeiten. Von Generationen, die in Schwarz und Weiß überlebten, aber alle Farben des Regenbogens liebten. Bemerkenswert sind auch die unzähligen historischen und sonstigen Begriffe, die das hohe Kulturniveau der Autorin unterstreichen. Lesen Sie es. Sie werden in einen Wirbel von Emotionen und Beschreibungen verwickelt sein. Ich empfehle es.


(Simone Mazzei, Schriftsteller - http://www.simonemazzei.com/)










Tuesday, February 11, 2020

A caccia dell’ALBERO della VITA: Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino

Maria Teresa De Donato & Anneli Sinkko presentano:


A caccia dell’ALBERO della VITA: Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino




Vi siete mai chiesti come mai noi esseri umani fatti “ad immagine di Dio” abbiamo una vita così breve se paragonata a quella di alcuni animali e persino di alberi, e se questo è normale o se potrebbe esserci qualcosa di completamente diverso che ci aspetta? Noi lo abbiamo fatto e siamo approdate ad alcune interessanti considerazioni. Perciò, a prescindere che siate persone religiose, fermamente convinte che la Bibbia sia la Parola scritta di Dio, o che siate semplicemente interessati ad argomenti legati alla spiritualità, ma disposti a prendere in considerazione la Bibbia almeno quale libro storico, vi invitiamo ad unirvi alla discussione acquistando il nostro libro e contattandoci per condividere i vostri commenti.

Quali Autrici abbiamo trascorso vari mesi in un giardino. Il nostro percorso è stato entusiasmante ed altrettanto difficile. Siamo veramente grate a tutti coloro che ci hanno aiutato – in un modo o nell’altro – a raccogliere il materiale di cui avevamo bisogno. Questo libro è dedicato a tutti coloro che riconoscono la propria esistenza, e tutto ciò che – di visibile o invisibile – esiste, come la conseguenza dell’operato di un’Intelligenza Superiore da cui ogni cosa ha avuto origine, dipende e a cui è collegata.Qualunque sia la vostra comprensione del concetto di Dio – chiamatelo/a l’Iddio Onnipotente, il Creatore di ogni cosa, Yahweh, Geova, Allah, il Grande Spirito, la Fonte, la Consapevolezza Suprema, la Mente dell’Universo, il Campo o comunque desideriate in armonia con il vostro intendimento, la vostra conoscenza ed abilità di connettervi a Lui/Lei in maniera profonda a livello personale concependolo/a come un Padre amorevole o piuttosto come Energia Dinamica in movimento, ma entrambi aventi personalità, volontà ed uno scopo, vi invitiamo ad unirvi a noi in questo entusiasmante viaggio spirituale. Nel farlo speriamo possiate concentrarvi su ed apprezzare il Messaggio Universale rivolto a tutta l’Umanità così come sugli aspetti simili e che accomunano tutte le religioni e che possono aiutarci a costruire una base comune al fine di negoziare e, possibilmente, superare le nostre differenze, i nostri contrasti ed i motivi che ci separano.Noi tutti non siamo che Una Cosa Sola e siamo tutti legati da vincoli di sangue dal momento che proveniamo dalla stessa Fonte e dagli stessi avi o progenitori. 

Ci auguriamo di riuscire un giorno a capire definitivamente che non siamo altro che una grande famiglia e ad operare finalmente in armonia con ciò con tutto l’amore di cui ognuno di noi è capace.






Friday, February 7, 2020

Amazing Italy/Meravigliosa Italia/Wundeschönes Italien


Italy is a great country, a land that the rest of the world envies us. Everybody loves Italy: not only the Italians but also, above all, those who visited it, and those who always wished they had but did not have the opportunity yet.

We have plenty of sun, sea, lakes, countryside, mountains and an incredible historical, cultural and artistic heritage.

The purpose of this column is to present to the readers of this Blog and Virtual Cultural Lounge also towns and villages which, although not a destination for mass tourism, still deserve our attention. They too are rich in scenic, historical, cultural beauties and culinary excellence that make our beautiful Italy a tremendous and essential nation absolutely to visit.

Enjoy the reading!

 

 

L’Italia è un Paese straordinario, una terra che ci invidia il resto del Mondo. Non siamo solo noi italiani a dirlo, ma anche e soprattutto coloro che l’hanno visitata e coloro che da sempre desiderano farlo, ma non ne hanno ancora avuto l’opportunità.

Abbiamo sole in abbondanza, mare, laghi, campagna, montagna ed un patrimonio storico, culturale ed artistico incredibile.

Lo scopo di questa rubrica è quello di presentare ai lettori di questo Blog e Salotto Culturale Virtuale anche cittadine e paesi che, pur non essendo meta del turismo di massa, meritano comunque la nostra attenzione perché anch’essi ricchi di bellezze paesaggistiche, storiche, culturali ed anche di eccellenze culinarie che fanno della nostra stupenda Italia una grande ed importante nazione assolutamente da visitare.

Buona lettura!

 

Italien ist ein außergewöhnliches Land, ein Land, um das uns der Rest der Welt beneidet. Das sagen nicht nur wir Italiener, sondern auch und vor allem diejenigen, die es schon einmal besucht haben und die es schon immer wollten, aber noch nicht dazu gekommen sind.

Wir haben viel Sonne, Meer, Seen, Landschaft, Berge und ein unglaubliches historisches, kulturelles und künstlerisches Erbe.

Der Zweck dieser Kolumne ist es, den Lesern dieses Blogs und virtuell-kulturelles Salon auch Städte und Dörfer vorzustellen, die, obwohl sie kein Ziel des Massentourismus sind, dennoch unsere Aufmerksamkeit verdienen, weil sie ebenfalls reich an landschaftlichen, historischen und kulturellen Schönheiten sind auch von kulinarischer Exzellenz, die unser schönes Italien zu einer großartigen und wichtigen Nation machen, die man unbedingt besuchen sollte.

Viel Spaß beim Lesen!