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Friday, April 4, 2025
Adolf von Henselt
Adolf von Henselt
Si è precocemente accostato alla musica suonando già all'età di tre anni il violino, a cinque il pianoforte e a quindici anni ha dato il suo primo recital pubblico. Ammirato dalla musica di Carl Maria von Weber, durante la sua giovinezza fece molte trascrizioni e arrangiamenti della musica del compositore e pianista di Eutin.
Nel 1832 studiò musica (pianoforte) a Weimar sotto la guida di Johnann Hummel e composizione con Simon Sechter, grazie a una borsa di studio del re Ludovico I di Baviera.
Nel 1836 a Weimar incontrò Rosalie Vögel, moglie di un fisico di corte e amica di Goethe, che sposò dopo il suo divorzio. Questo amore ispirerà il suo Poéme d'amour op. 3, una delle opere più apprezzate del compositore tedesco.
Si mise in evidenza per una peculiare tecnica pianistica, basata su una grande apertura delle dita e su un maggiore stretto "legato".
Nel 1836 iniziò la sua carriera di concertista a Berlino e appena due anni dopo si pubblicò in Russia, a San Pietroburgo, dove ottenne importanti incarichi, tra i quali quello di pianista di corte e di insegnante. I suoi insegnamenti e le sue composizioni influenzarono la nuova generazione di pianisti locali.
Dopo qualche anno, nel 1863, Henselt fu nominato ispettore generale di tutte le istituzioni musicali legato alla corte russa. Tra i suoi studenti annoveriamo: Nicolai Zverev, Ivan Neylisov e Gustav Kross.
Sebbene le sue composizioni non fossero molto numerose e le sue apparizioni pubbliche non molto frequenti, Adolf von Henselt fu uno dei pianisti più apprezzati del suo tempo. Peccato che abbia sofferto di una grande paura del palcoscenico. Alexander Dreyshock ha raccontato un aneddoto su questo. Disse che un giorno, mentre stava visitando la casa di Henselt, sentì dall'esterno una delle melodie più belle che avesse mai ascoltato nella sua vita. Era così impressionato che non suonò nemmeno il campanello e ascoltò dall'esterno l'intera esecuzione musicale. Una volta finita la musica, Dreyshock entrò in casa di Henselt e le chiese di suonarla di nuovo, e il risultato fu molto inferiore rispetto a quello che aveva sentito prima dall'esterno. I nervi di Henselt lo avevano tradito.
Tra le sue opere principali, sono da annoverare un Concerto per pianoforte, Studi da concerto; Poème d'amour, Ballata, Esercizi preparatori.
È naturale che il Concerto per pianoforte di Henselt riflette le sue caratteristiche di pianista. Il pezzo richiede all'esecutore un allungamento della mano in grado di suonare accordi che abbracciano decimi con facilità, un'esecuzione lirica cantabile e un'incredibile padronanza tecnica per eseguire passaggi di ottava tonanti, arpeggi appariscenti e rapidi salti di ottava: qualcosa di simile a un pattinatore che deve esibirsi all'infinito. salti tripli e quadrupli e atterrarli perfettamente e con grazia ogni volta. Una cosa da notare è che tutte le difficoltà nella parte solista e le incredibili imprese compiute dal pianista spesso non sono immediatamente evidenti senza la partitura. Con le costanti esigenze tecniche, il concerto richiede atletismo, resistenza e resistenza da parte del pianista. Al momento sono disponibili solo tre registrazioni di questo concerto, quindi è un piacere estremamente raro poter ascoltare questo concerto dal vivo oggi.
Adolf von Henselt
Tuesday, March 25, 2025
I'd love to tell you – Novel - Review by Maria Teresa De Donato
I'd
love to tell you – A Novel by Maria Cristina
Buoso
Review
by Maria Teresa De Donato
"I’d love to tell
you so many things, but for too long I have held the words inside me... You
didn't know how to tell me 'I love you'" (Buoso, 2024, p. 7)
This publication, by its
author, Maria Cristina Buoso, highlights the problematic relationship between
father and daughter and their respective inability to appropriately communicate
their thoughts, feelings, and emotions.
In this novel, which
takes on the character of a personal diary, its protagonist, Diva, imagines
writing a long letter to her father, opening her heart and revealing everything
she would have liked to tell him, and that, for one reason or another, she never
did.
The heartfelt and painful
need to have his approval, to know that he was proud of his daughter, to
receive from her father those demonstrations of love and affection that she
would have so much desired and needed, especially after her mother's death,
which occurred when she was just nine years old, represent an excessive burden
for Diva. At times, they seem to take her joy in life and even her breath away.
The absence of her
father, even in the most important and tragic moments of her life, creates
suffering and multiplies doubts and misunderstandings about the possible
reasons that may have pushed him to assume such an attitude.
"You never told me 'bravo,'
you never had faith in my abilities, you always criticized and belittled
me." (p. 17)
The disappointment is
great in remembering how expectations have always been betrayed, how dreams and
hopes about her family have never come true: "... the pain of that time
has not yet completely eased and keeps consuming me together with the wounds
that your indifference has inflicted upon me." (p. 30)
Despite the inner
suffering, frustration, and sadness arising from the awareness of how things
went and how, on the contrary, they could have gone if there had been the
ability on her father’s side to understand his daughter's needs and show her
the affection and attention she so much desired, the memories that surface in
Diva's mind and the consequent venting that she gives by writing this sort of
diary, a letter to her father, lead her to an introspective analysis.
This latter strengthens
in her the need to meet her father, to confront him, to ask for explanations of
his behavior, to understand his reasons, and also to tell him about her life,
the one she has led since she left her home and the successes, especially the professional
ones, she had.
Thus, between one memory
and another, despite the outburst and the insistent accusations, paradoxically,
the resentment fades away while the need to meet grows, to make peace, to tell
each other how much they love each other and how proud they have always been of
one another. The need to break down the wall of silence that has generated
useless and inexplicable tensions and misunderstandings becomes urgent, forcing
Diva to hit the road in search of her father.
In the meantime, Life has
gone on its way and will reserve a great and unexpected surprise for her.
The novel ends with a poem that the Author dedicated to her father after his death and whose verses are made up of the chapter titles.
In a futurist style that we have already encountered in her collection of verses Schegge di parole, the metrics, which in fact do not exist, are replaced by apparently disconnected words thrown there on the sheet. Reading them, however, a rather clear picture appears of a man who, having worked hard all his life, has kept secrets and sufferings inside himself without being able to show his loved ones, and especially his daughter, the great love he always had for them and that, despite appearances, has motivated all his choices and decisions.
I'd love to tell you
is a novel written from the heart that will lead the reader to a deep
reflection on the importance of never judging people by their appearances by
attributing wrong motives to certain of their behaviors, but rather to grant
the benefit of the doubt as their past could hide unspeakable secrets and
sufferings that the person has not been able to free himself from nor, much
less, has had the strength and courage to reveal... much less to his children.
Vorrei dirti – Romanzo - Recensione di Maria Teresa De Donato
Vorrei dirti – Romanzo di Maria Cristina Buoso
Recensione di Maria Teresa De Donato
“Vorrei dirti tante cose, ma per troppo tempo ho trattenuto le parole
dentro di me... Tu non sapevi dirmi ‘ti voglio bene’” (Buoso, 2024, p. 7)
Il difficile rapporto tra padre e figlia e la rispettiva incapacità di
comunicare nel modo appropriato i propri pensieri, ma soprattutto sentimenti ed
emozioni vengono evidenziati in questa pubblicazione dalla sua Autrice Maria
Cristina Buoso.
Nel romanzo, che assume il carattere di un diario personale, la sua protagonista Diva immagina di scrivere una lunga lettera al padre, aprendo il suo cuore e rivelandogli tutto quello che avrebbe voluto dirgli e che, per una ragione o per l’altra, non gli ha mai detto.
Il sentito e sofferto bisogno di avere la sua approvazione, di sapere che
lui fosse orgoglioso della propria figlia, di ricevere da suo padre quelle
dimostrazioni di amore e di affetto che tanto avrebbe desiderato e di cui
avrebbe avuto bisogno soprattutto alla morte di sua madre, avvenuta quando lei
aveva appena nove anni, rappresentano un peso eccessivo per Diva. In alcuni
momenti, sembrano toglierle la gioia di vivere e persino il respiro.
L’assenza del padre, anche negli istanti più importanti e tragici della
propria vita, creano sofferenza e moltiplicano i dubbi e i malintesi sulle eventuali
ragioni che potrebbero averlo spinto ad assumere un simile atteggiamento.
“Non mi hai mai detto ‘brava’, non hai mai avuto fiducia nelle mie
possibilità, mi hai sempre criticata e sminuita.” (p. 17)
La delusione è tanta nel ricordare come le aspettative siano sempre state
tradite, come i sogni e le speranze in relazione alla propria famiglia non si
siano mai realizzati: “... il dolore di allora non si è ancora completamente
mitigato e continua a bruciarmi insieme alle ferite che mi hai lasciato con la
tua indifferenza.” (p. 30)
Malgrado la sofferenza interiore, la frustrazione e la tristezza scaturite
dalla consapevolezza di come le cose siano andate e di come, al contrario,
sarebbero potute andare se ci fosse stata la capacità da parte di suo padre di
comprendere le esigenze di sua figlia e mostrarle l’affetto e le attenzioni che
così tanto desiderava, i ricordi che affiorano nella mente di Diva e il
conseguente sfogo che dà scrivendo questa sorta di diario, di lettera al padre,
la portano a un’analisi introspettiva.
Quest’ultima rafforza in lei il bisogno di incontrare suo padre, di
confrontarlo, di chiedere spiegazioni del suo comportamento, di capirne le
ragioni e anche di raccontargli della sua vita, quella che lei ha condotto da
quando ha lasciato la sua casa e dei successi, soprattutto professionali, che
ha avuto.
Così, dunque, tra un ricordo e l’altro, malgrado lo sfogo e le accuse
incalzanti, paradossalmente il risentimento si affievola mentre cresce l’esigenza
di incontrarsi, di riappacificarsi, di dirsi quanto bene ci si voglia e quanto
si sia sempre stati orgogliosi l’uno dell’altra. Il bisogno di abbattere quel
muro di silenzi che ha generato inutili e inspiegabili tensioni e malintesi si
fa, dunque, impellente costringendo Diva a partire alla ricerca di suo padre.
La Vita, però, nel frattempo è andata avanti per la sua strada e le
riserverà una grande e inaspettata sorpresa.
Il romanzo si conclude con una poesia che l’Autrice ha dedicato al padre
dopo la sua morte e i cui versi sono costituiti dai titoli dei capitoli.
In uno stile futurista che abbiamo già incontrato nella sua raccolta di
versi Schegge di parole, la metrica, di fatto inesistente, è sostituita
da parole apparentemente sconnesse e gettate lì sul foglio. Leggendole, tuttavia, appare un quadro
piuttosto chiaro di un uomo che, avendo lavorato duramente tutta la vita, ha
custodito dentro di sé segreti e sofferenze senza riuscire a manifestare ai
suoi cari, e soprattutto a sua figlia, il grande amore che ha avuto sempre nei
loro confronti e che, malgrado le apparenze, ha motivato tutte le sue scelte e
le sue decisioni.
Vorrei dirti
è un romanzo scritto con il cuore che indurrà il lettore a una profonda
riflessione sull’importanza di non giudicare mai le persone dalle apparenze
attribuendo motivi errati a certi loro comportamenti, ma di concedere piuttosto
il beneficio del dubbio in quanto il loro passato potrebbe nascondere segreti e
sofferenze indicibili di cui la persona stessa non è riuscita a liberarsi né,
tantomeno, ha avuto la forza e il coraggio di rivelare... tantomeno ai propri
figli.
Ich möchte dir sagen – Roman - Rezension von Maria Teresa De Donato
Ich möchte dir sagen – Roman von Maria Cristina Buoso
Rezension von Maria Teresa De Donato
„Ich möchte dir so viele Dinge sagen, aber ich habe die Worte zu lange in
mir behalten... Du wusstest nicht, wie du mir sagen solltest: ‚Ich hab dich lieb‘“
(Buoso, 2024, S. 7)
Die schwierige Beziehung zwischen Vater und Tochter und ihre jeweilige
Unfähigkeit, ihre Gedanken, vor allem aber ihre Gefühle und Emotionen
angemessen mitzuteilen, werden in dieser Veröffentlichung von der Autorin Maria
Cristina Buoso beleuchtet.
In dem Roman, der den Charakter eines persönlichen Tagebuchs annimmt,
stellt sich die Protagonistin Diva vor, einen langen Brief an ihren Vater zu
schreiben, ihr Herz zu öffnen und ihm alles zu offenbaren, was sie ihm gern
erzählt hätte und was sie aus dem einen oder anderen Grund nicht sagen konnte.
Das tiefe und schmerzliche Bedürfnis, seine Anerkennung zu haben, zu
wissen, dass er stolz auf seine Tochter war, von ihrem Vater jene Liebesbeweise
und Zuneigung zu erhalten, die sie sich so sehr gewünscht und gebraucht hätte,
besonders nach dem Tod ihrer Mutter, der eintrat, als sie gerade einmal neun
Jahre alt, stellen für Diva eine Überbelastung dar.
Manchmal scheinen sie ihr die Lebensfreude und sogar den Atem zu rauben.
Die Abwesenheit des Vaters, selbst in den wichtigsten und tragischsten Momenten
des Lebens, verursacht Leid und vermehrt Zweifel und Missverständnisse
hinsichtlich der möglichen Gründe, die den Betroffenen zu einer solchen Haltung
getrieben haben könnten.
„Du hast mir nie ‚Bravo‘ gesagt, du hattest nie Vertrauen in meine
Fähigkeiten, du hast mich immer kritisiert und herabgesetzt.“ (Seite 17)
Die Enttäuschung ist groß, wenn man sich daran erinnert, wie Erwartungen
immer wieder enttäuscht wurden, wie Träume und Hoffnungen in Bezug auf die
eigene Familie nie in Erfüllung gingen: „... der Schmerz von damals ist noch
nicht ganz verflogen und brennt mich weiterhin zusammen mit Wunden, die du mir
mit deiner Gleichgültigkeit zugefügt hast.“ (Seite 30)
Trotz des inneren Leidens, der Frustration und der Traurigkeit, die aus dem
Bewusstsein darüber erwachsen, wie die Dinge gelaufen sind und wie sie im
Gegenteil hätten laufen können, wenn ihr Vater in der Lage gewesen wäre, die
Bedürfnisse seiner Tochter zu verstehen und ihr die "die Die Zuneigung und
Aufmerksamkeit, die sie sich so sehr wünscht, die Erinnerungen, die in Divas
Kopf auftauchen und das daraus resultierende Dampfablassen, das sie durch das
Schreiben dieser Art von Tagebuch, einem Brief an ihren Vater, bewirkt, führen
sie zu einer introspektiven Analyse.
Letzteres verstärkt in ihr das Bedürfnis, ihren Vater zu treffen, ihn zu
konfrontieren, nach Erklärungen für sein Verhalten zu fragen, die Gründe zu
verstehen und ihm auch von ihrem Leben zu erzählen, das sie geführt hat, seit sie
ihr Zuhause verlassen hat, und von ihrer Erfolge, insbesondere berufliche, die sie
hatte. So schwindet also zwischen den Erinnerungen trotz der Wutausbrüche und
der hartnäckigen Anschuldigungen paradoxerweise der Groll, während das
Bedürfnis wächst, sich zu treffen, Frieden zu schließen, einander zu sagen, wie
sehr wir uns lieben und wie stolz wir immer gegenseitig waren.
Die Mauer des Schweigens, die zu sinnlosen und unerklärlichen Spannungen
und Missverständnissen geführt hat, muss dringend durchbrochen werden. Diva
macht sich also auf die Suche nach ihrem Vater.
Das Leben aber ist inzwischen weitergegangen und hält eine große und
unerwartete Überraschung für sie bereit.
Den Abschluss des Romans bildet ein Gedicht, das die Autorin ihrem Vater nach dessen Tod widmete und dessen Verse sich aus den Kapitelüberschriften zusammensetzen.
In einem futuristischen Stil, der uns bereits in seiner
Gedichtsammlung Schegge di parole begegnet ist, wird die eigentlich
nicht vorhandene Metrik durch scheinbar zusammenhanglose, auf das Blatt
geworfene Worte ersetzt. Beim Lesen dieser Texte entsteht jedoch das recht
klare Bild eines Mannes, der sein ganzes Leben lang hart gearbeitet hat,
Geheimnisse und Leid in sich trägt und nicht in der Lage ist, seinen Lieben,
insbesondere seiner Tochter, die große Liebe zu zeigen, die er immer empfunden
hat. . in ihren Konfrontationen und das war, trotz des Anscheins, der Grund für
all seine Entscheidungen und Entschlüsse.
Ich möchte dir sagen ist also ein Roman, der aus dem Herzen geschrieben wurde
und den Leser zu einer tiefen Reflexion über die Wichtigkeit führt, Menschen
niemals nach ihrem Aussehen zu beurteilen, indem man ihnen falsche Motive für
bestimmte Verhaltensweisen zuschreibt, sondern ihnen den Vorteil zu gewähren,
der Zweifel, denn ihre Vergangenheit könnte Geheimnisse und unsagbares Leid
verbergen, von denen sich die Person nicht befreien konnte und noch weniger die
Kraft und den Mut hatte, es zu offenbaren – und schon gar nicht ihren eigenen
Kindern.
Tuesday, March 18, 2025
Georg Philipp Telemann (UK)
Georg Philipp Telemann (IT)
Georg Philipp Telemann (DE)
(Magdeburg 14-III-1681 - Hamburg 25-VI-1767)
Tuesday, March 11, 2025
Missing Puzzles – Review by Anna Valente
Missing
Puzzles – A Novel by Maria Teresa De Donato
Review
by Anna Valente
Missing
Puzzles, a book by Maria Teresa De Donato. A genealogical
research of a family with many lustres, both in the paternal and maternal
surname. Mariateresa takes us on this journey that reaches Ireland and Spain,
but not only. Noble ties with the emperor Frederick II. However, what struck me
the most was not the search for ancestors who could be the missing puzzle but
rather the search for memories. Of happy moments and not with the family. The
moments with the grandmother who accompanied her growing up, with the smell of
good food. The bond with a land that had moved with her mother but was never
denied. The bond with that mother who had become the true cornerstone of that
family. That father who carried within himself the weight of an economic well-being
that he no longer had.
Here
is the missing link that involved me the most: those memories that do not
belong to nobility but to a noble heart that, through the search for its
ancestors, tells us about its true wealth: the family. Yes, the family that, in
dark or bright moments, left her not gold but a baggage full of emotions.
Congratulations,
Mariateresa. Thank you for making me travel with you, during your time and life.
Anelli Mancanti – Recensione di Anna Valente
Anelli Mancanti – Romanzo di Maria Teresa
De Donato
Recensione di Anna Valente
Anelli mancanti, libro di
Maria Teresa De Donato. Una ricerca genealogica di una famiglia con molti
lustri, sia nel cognome paterno che materno. Mariateresa ci porta con sé in
questo viaggio che arriva in Irlanda, Spagna ma non solo. Legami nobili con l'imperatore
Federico II. Ma ciò che mi ha colpito di più è non la ricerca degli avi che
potrebbero essere l'anello mancante, ma bensì quella ricerca dei ricordi. Dei
momenti felici e non con la famiglia. I momenti con la nonna che l'accompagnava
durante la sua crescita, con l'odore del cibo quello buono. Il legame con una
terra che si era spostata con la madre ma mai rinnegata. Il legame con quella
madre che era diventata il vero perno portante di quella famiglia. Quel padre
che portava in sé il peso di un benessere economico che non aveva più.
Ecco l'anello mancante che mi ha coinvolta di più,
quei ricordi che non appartengono alla nobiltà, ma ad un cuore nobile che
attraverso la ricerca dei suoi avi, ci racconta la sua vera ricchezza, la
famiglia. Sì, la famiglia che nei momenti bui o luminosi, le ha lasciato non
oro ma un bagaglio ricco di emozioni.
Complimenti Mariateresa, grazie per avermi fatto
viaggiare insieme a te, nel tuo tempo, nella tua vita.
Fehlende Rätsel – Rezension von Anna Valente
Fehlende Rätsel – Roman von Maria Teresa De Donato
Fehlende Rätsel, Buch von Maria Teresa De
Donato. Eine genealogische Untersuchung einer Familie mit vielen Glanzpunkten,
sowohl im väterlichen als auch im mütterlichen Nachnamen. Mariateresa nimmt uns
auf diese Reise mit, die uns nach Irland, Spanien und darüber hinaus führt. Adelige
Bindungen zu Kaiser Friedrich II. Doch was mich am meisten beeindruckte, war
nicht die Suche nach Vorfahren, die das fehlende Bindeglied sein könnten,
sondern vielmehr die Suche nach Erinnerungen. Glückliche Momente, aber nicht
mit der Familie. Die Momente mit ihrer Großmutter, die sie beim Aufwachsen
begleitet hat, mit dem Duft von gutem Essen. Die Verbundenheit mit einem Land,
das mit der Mutter umgezogen war, aber nie verleugnet wurde. Die Bindung zu
dieser Mutter, die zum wahren Eckpfeiler dieser Familie geworden war. Dieser
Vater, der die Last eines wirtschaftlichen Wohlstands in sich trug, den er
nicht mehr hatte.
Hier ist das fehlende Bindeglied, das mich am meisten beschäftigt hat: jene Erinnerungen, die nicht dem Adel gehören, sondern einem edlen Herzen, das uns durch die Erforschung seiner Vorfahren von seinem wahren Reichtum erzählt: der Familie. Ja, die Familie, die ihr in dunklen wie in hellen Momenten kein Gold, sondern eine Last voller Emotionen hinterlassen hat.
Herzlichen Glückwunsch, Mariateresa, danke, dass ich mit Dir reisen durfte, durch Deine Zeit, durch Dein Leben.
Tuesday, March 4, 2025
George Gershwin (UK)
George Gershwin (IT)
George Gershwin (DE)
(New York 26-IX-1898 / Beverly Hills [California] 11-VII-1937)
Seit seiner Kindheit widmete er sich der Popmusik und schuf bald eine Reihe von Liedern, die ihm große Popularität verschafften. Er fühlte sich jedoch stark von den Formen der symphonischen Musik angezogen: und die beste Frucht dieses ständigen Aufstiegs von der Sphäre der „leichten“ Musik zu der einer nachdenklicheren Musik erreichte ihn Gershwin in „Porgy and Bess“, der ersten wirklich amerikanischen Oper, basierend auf Motiven der Schwarzen, auf ihren Liedern und auf ihrer Psychologie, und auch auf universeller Ebene erlöst von einer brillanten Kraft, die heute in Gershwin niemand mehr leugnen kann.
Monday, March 3, 2025
Amazing Italy - Visiting Villa Grimani Molin
Amazing Italy:
Visiting Villa Grimani Molin with Maria Cristina Buoso
By Maria Teresa De Donato
Dear friends, Today we are continuing to travel to our amazing
Italy with my dear friend and colleague Maria Cristina, author and blogger. Maria Cristina has participated for
years very actively, together with other colleagues and friends, in this
column, and I invite you all to read the other articles to be inspired by the
various places that have been presented as well as the very appreciative
recipes that you can enjoy visiting especially its territory, that of Rovigo
and surroundings. Given that, I wish you all a good read!
MTDD: Hello,
Maria Cristina, and welcome back to this Blog and Virtual Cultural Room.
MCB: Thank you, Mary Theresa, for hosting me again.
MTDD: Will
we be visiting another Venetian Villa today?
MCB: That’s right. Today, although only virtually, we will be
visiting Villa Grimani Molin Avezzù.
MTDD: Excellent! What can you tell us about this Villa, and
what are its most salient features?
MCB: Villa Grimani Molin
Avezzù is located in Fratta Polesine near Villa Badoer. The architectural similarities are evident, and their
stories have been intertwined since the beginning due to the friendship between
the client of Villa Badoer and Giorgio Loredan, who was the owner of the land
on which both villas were built. Upon Loredan's death, the properties of Fratta
were divided between the sisters Lucietta and Lucrezia, respective wives of
Francesco Badoer and Vincenzo Grimani. It is thought that it was Vincenzo
Grimani himself who commissioned the transformation of the Loredan house, in
the same period in which Villa Badoer was built, around the middle of the
sixteenth century. Since the two construction sites were close and Palladio was
present on site, the possibility of the intervention of a student of the
architect in the work of this residence was considered. The facade was made in
such a way as to recreate an ideal angle with that of Villa Badoer. You can see
a rusticated podium with arches supporting the front, columns, and a tympanum.
However, the relationship between the central part's composition and the
building's volume seems disproportionate. The villa's interior has fresco
decorations with grotesques based on the themes of love and fertility, perhaps
made by the same Giallo Fiorentino who also painted the rooms of Villa Badoer.
It hosted numerous meetings of the Polish Carbonari in the
mid-1800s. Lawyer Antonio Avezzù was linked in friendship with former President
of the Republic Oscar Luigi Scalfaro and is said to have often been a guest in
the Villa. Prince Avezzo Pignatelli was also a friend of another great Italian
politician, Alcide de Gasperi.
Those who wish can find further information at the
following links:
https://www.gentepocket.it/the-most-beautiful-venete-ville-to-see-in-rovigo/
https://www.progettotoriadellarte.it/2020/07/03/villa-grimani-molin-avezzu-a-fratta-polesine/
MTDD: This is very interesting. Congratulations on all this
research and the information you provide to our readers. I am sure they greatly
appreciate your work.
MCB: I hope so. Italy's artistic richness is remarkable, and
even Veneto and the province of my city, Rovigo, have no shortage of treasures worth
visiting.
MTDD: I'm sure. Let's conclude today with a local recipe,
shall we?
MCB: Of course. Happy to do so. Today, I suggest Bigoli in
anchovy sauce.
Recipe
Bigoli in anchovy sauce
Bigoli in anchovy sauce, or more simply
Bigoli in sauce or with anchovies, is the first course of the Venetian culinary
tradition, particularly Venetian. It is an easy recipe with few ingredients and
can be made quickly while the pasta cooks. Bigoli are large spaghetti made,
once with a press called bigolaro, and invented in Padua in 1604, at the
time of the Serenissima. They are prepared with soft wheat flour, water, and
salt but can also be found by adding eggs or a mix of other flour. But if you
don't have Bigoli, any spaghetti will do, preferably large. Web photo
Preparation First, clean and wash the fresh anchovies; in a pan, sauté the
onions, finely chopped, for about 15 minutes; add a little of the pasta cooking
water and then add the anchovies that you will have to melt to make everything
become a cream. Once ready, add the Bigoli after draining them and stir well
until everything is mixed. I forgot to salt the water where you put the pasta,
but do not overdo it with the salt, as you can also add it at the end. A quick
version that is made at my house. Instead of fresh anchovies, use those in oil,
but be careful because they are very salty, so no salt in the water, and do not
use the anchovy oil. Please put them in a pan with olive oil; let them melt
quickly, and then pour in the pasta once ready...
Enjoy your meal!