Friday, March 21, 2014

Saggezza dal Passato: Viaggio nella Medicina Erboristica

Dott.ssa Maria Teresa De Donato

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata


                 
Farmaci che necessitano di ricetta e farmaci da acquistare liberamente; gente in cerca di medicine nel tentativo di prendersi cura della propria salute ed aziende farmaceutiche alla ricerca di modi per massimizzare i profitti.  In questo triste scenario una luce arriva dal passato: Può l’uso di rimedi erboristici, da millenni aspetto comune e fondamento stesso dei sistemi medici delle più antiche civiltà, essere ancora effettivo
oggi?

Ogni anno in tutto il mondo, ma soprattutto nei Paesi più sviluppati, la gente spende milioni di dollari in medicine nel tentativo di prendersi cura della propria salute e curare le proprie malattie mentre le compagnie farmaceutiche investono altrettanto denaro in pubblicità al fine di vendere quanti più farmaci possibile perchè se non lo facessero chiuderebbero i battenti.  È evidente, quindi, che se il raggiungimento di una salute ottimale è la priorità numero 1 per il paziente non può esserlo per l’industria farmaceutica.

L’essere consapevoli di questa realtà può costituire uno dei motivi per cui ogni anno un numero sempre crescente di persone va in cerca di rimedi naturali quale modo per prevenire le malattie e migliorare lo stato generale della propria salute evitando, tanto per cominciare, di ammalarsi.  Uno di questi metodi è, naturalmente, l’Erbalismo, conosciuto anche come Medicina Erboristica o Medicina Botanica.

Come la Storia della Medicina Erboristica (GCNM, 2008) evidenzia, la Medicina Erboristica affonda le sue radici nel lontano passato: dalla Materia Medica scritta intorno al 2000 a.C. al tempo del re sumero Assurbanipal, che contiene circa 250 rimedi medici alle erbe, al papiro egizio di Ebers, datato intorno al 1500 a.C. che include circa 876 trattamenti erboristici; dalla Materia Medica greca Rhizotomikon, il cui autore Diocleziano di Carioto fu uno degli allievi di Aristotele, alla Latina De Materia Medica scritta da Dioscoride intorno al 1° secolo della nostra era volgare, contenente circa 950 rimedi alle erbe, sembra che tutte le maggiori civiltà del mondo antico svilupparono il proprio sistema medico basandosi, innanzitutto, sull’uso di rimedi erboristici per risolvere qualsiasi tipo di problema di salute.  Non ultimo fra questi, anche il mondo islamico, così come India, Cina e Giappone, sviluppò il proprio sistema erboristico per trattamenti di
ogni genere (pp. 9-11)

Jami Ibn Baiar, che visse nel XIII secolo della nostra era volgare, scrisse la Materia Medica islamica che contiene circa 2000 rimedi, molti dei quali piante.  In India, il più importante testo ayurvedico sulla medicina interna che fu scritto fu il Characka Sanihita, che contiene circa 582 erbe, così come il Sashruta Sanihita, che include circa 600 erbe e può essere datato intorno al primo secolo della nostra era volgare (pp. 9, 10). 
Durante il Medioevo, grazie ai medici che viaggiavano da un posto all’altro al tempo delle Crociate, il mondo occidentale e quello orientale furono finalmente in grado di migliorare la propria conoscenza dei rispettivi sistemi medici importando le informazioni degli altri (sistemi) nel loro proprio Paese. (p. 10)

Altro aspetto interessante è anche il fatto che la maggior parte della Medicina Cinese in realtà ebbe origine proprio dall’Ayurveda; che persino il Vecchio Testamento (Bibbia) fa riferimento a molte erbe che furono usate per curare malattie migliaia di anni fa; e che in tutto il mondo uomini come Ippocrate, Galeno di Pergamo, Claudio Galeno, monaci nei monasteri, Avicenna e molti altri (GCNM, 2008, pp. 9-16) contribuirono grandemente – osservando la Natura, ricercando e catalogando rimedi e trascrivendo i risultati delle loro ricerche – all’incredibile, profonda conoscenza dell’erbalismo di cui noi tutti possiamo essere orgogliosi e grati e di cui possiamo far tesoro oggi.

L’efficacia della Medicina Erboristica è ben documentata dalla stessa ammissione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) secondo la quale oggi circa 4 miliardi di persone in tutto il mondo si curano con rimedi alle erbe.  Come il Dr. Andrew Weil – famoso autore e medico Americano, fondatore della Medicina Integrativa e Program Director del Centro di Medicina Integrativa presso l’Università dell’Arizona – evidenzia nella sua opera Guida alla Salute Ottimale (Weil, 2002, Disco 5), botanica e medicina sono strettamente collegate e fino ad una paio di secoli fa i medici studiavano anche botanica e la preparazione delle piante e solo intorno al 1960 la situazione cambiò drasticamente e “gli unici corsi in cui la botanica fu insegnata fu in Farmacografia” per futuri farmacisti.  Anche questa situazione finì circa venti anni fa indicando che “la medicina si era definitivamente allontanata dalla Natura che è la fonte della guarigione.” (Weil, 2002, Disco 5)

Molto interessante è l’osservazione che il Dr. Weil fa nella sua opera quando
afferma che

            È vero che alcune erbe possono avere una certa quantità di tossicità, ma
            dobbiamo esaminare questo nella giusta prospettiva se comparato alla tossicità
            dei farmaci.  Centomila morti all’anno solo negli USA possono essere attribuite
            all’uso di farmaci.  Questo è il risultato non del farmaco sbagliato dato al
            paziente sbagliato nelle condizioni sbagliate, ma del farmaco giusto dato al giusto
            paziente nelle giuste condizioni e malgrado tutto ciò centomila persone sono
            morte. (Weil, 2002, Disco 5)

Secondo il Dr. Weil la causa di tutte queste morti sta nel fatto che “quando si trova in natura qualcosa che ha un effetto a livello biologico e si cerca di concentrarne il suo potere al fine di renderlo più potente, si finisce inevitabilmente con il concentrare tossicità, in quanto l’unica differenza che c’è tra un farmaco ed un veleno è nella dose.” (Weil, 2002, Disco 5)

Un’altra tra le maggiori differenze tra erbe e farmaci sta nel fatto che le erbe sono complesse, ossia contengono molteplici ingredienti che possono curare una varietà di problemi di salute.  I farmaci, al contrario, sono prodotti, generalmente, in armonia con la teoria del riduzionismo, secondo la quale “una parte equivale al tutto” e “singoli componenti sono responsabili degli effetti di piante mediche complesse; che queste singole componenti possono essere isolate; e che si ha una medicina migliore quando la si amministra in forma pura ed isolata” (Weil, 2002, Disco 5).

Il Dr. Weil obietta la validità di questa teoria usando l’esempio delle foglie della coca, una pianta sacra usata dagli Indios delle Ande e da cui è prodotta la cocaina.  Gli Indios delle Ande usano le foglie di coca, che di fatto sono stimolanti, come rimedi efficaci per una grande varietà di problemi di salute che vanno da quelli legati alla digestione alla prevenzione del diabete, dalla diarrea alla costipazione.  Benché la cocaina derivi dalle foglie di coca, essa ne costituisce solo una componente in quanto le foglie di coca contengono circa 14 ingredienti, cosicché l’effetto che una sola componente al suo stato puro, e quindi molto più potente, come quello della cocaina consumata da sola, ha sull’organismo è molto diverso da quello che si ottiene masticando le foglie di coca o usandole in altri modi.  L’impatto che la singola sostanza, isolata e concentrata, ha sull’organismo è molto più intenso e può avere effetti devastanti come dimostrano i molti casi di dipendenza da cocaina.  (Weil, 2002, Disco 5)

La medicina Erboristica, inoltre, è una terapia complementare che guarda all’individuo e alla sua salute da un punto di vista olistico; se alcune cellule non funzionano in maniera corretta o creano problemi ad una certa parte o ad un certo organo del corpo, un’altra parte o un altro organo possono esserne affetti, così come
anche le nostre emozioni possono avere effetti sul nostro corpo e manifestarsi fisicamente sotto forma di malattia (Mills, 1988, p. 32) 

La salute umana è determinata da un meccanismo che si autoregola, chiamato omeostasi: nell’erbalismo lo scopo principale è quello di valutare lo stato generale della salute dei clienti e determinare quale rimedio possa adattarsi meglio al loro caso (Mills, 1988, p. 32).  Di conseguenza, consigli e rimedi sono individualizzati: ognuno è volto al bisogno specifico del cliente così che un rimedio che può funzionare per un individuo può non funzionare per un altro.  I rimedi, inotre, possono essere sostituiti nel tempo a seconda dei cambiamenti avvenuti nel cliente a livello di bisogni o di sintomi.  Scopo dell’erborista, quindi, è quello di aiutare il meccanismo di autoguarigione del singolo a funzionare in modo appropriato così che il corpo possa guarire da sé.

La Medicina Erboristica riconosce anche l’importanza di scegliere il dosaggio più appropriato e la forma e preparazione tecnica più consone al fine di raggiungere il suo obiettivo e promuovere l’autoguarigione del corpo.  I rimedi erboristici possono essere trovati in forma di te, sciroppi, oli, estratti liquidi, tincture, estratti essiccati (pillole o capsule) ed oggi, come nel passato, la Natura ci offre un’immensa varietà di piante tra
cui scegliere.

L’Aloe Vera, ad esempio, può essere usata sia per uso topico, per la guarigione di ferite, bruciature causate dal sole ed irritazioni lievi della pelle, sia per via orale per costipazione, ulcere peptiche, diabete, asma e solo in rari casi può provocare una reazione allergica come dermatite ed eczema; la Cimicifuga racemosa può essere un rimedio molto efficace per problemi di menopausa, PMS (sindrome premestruale) e dismenorrea,
benché il suo uso richieda cautela in quanto può interferire con il diabete e la cura ormonale a base di estrogeni; l’Echinacea è un potente antibiotico naturale e può essere usato per combattere raffreddori, tosse, febbre, nonché ferite ed ustioni; l’Aglio, così come usato comunemente in quasi tutte le antiche civiltà ed ancora ampiamente utilizzato nella cucina mediterranea è ben conosciuto per la sua capacità di combattere arteriosclerosi, migliorare la circolazione, purificare il sangue, abbassare la pressione sanguigna e per le sue proprietà antinfiammatorie; lo Zenzero è un potente antispasmodico, antinfiammatorio e uno stimolante della circolazione sanguigna periferica, benché si consigli di usarlo con cautela in quanto il suo uso può interferire con farmaci per il cuore, antidiabetici ed anticoagulanti (Dunphy & Winland-Brown, 2005, pp. 1, 2)  Questi, naturalmente, sono solo pochi esempi tra le migliaia di erbe che possono essere usate come rimedi naturali.

Malgrado il trascorrere dei Millenni e la scomparsa di intere civiltà l’abbondanza Di rimedi naturali che ci è offerta è indescrivibile.  Come fecero i nostri antenati, non possiamo che inchinarci davanti alla grandezza, bellezza e saggezza che la Natura continua a mostrarci, imparare da essa e, con immenso apprezzamento, approfittarne nel modo più umile e felice.

(De Donato, 2009, BSHH @ GCNM – Essay)

  Maria Teresa De Donato©2009-2014. All Rights Reserved.


References


Dunphy, L. M., Winland-Brown, J. E. (2005). Herbal Therapy - Quick Study (pp. 1, 2).
Barcharts

Global College Of Natural Medicine (GCNM) (2008). History of Herbal Medicine
(pp. 9-16). Santa Cruz, CA: Author

Mills. S. (1989). Una Scelta per Guarire (Alternatives Healing) (p. 32). Milan, Italy:
CDE Ed.

Weil, A. (2002). Guide to Optimum Health. Understanding Herbal Medicine - The
Relationship between botany and Medicine (Disc 5, Session 8). Colorado: Sounds
True


IMPORTANTE!!!  Il materiale di cui sopra ha solo scopo informativo e non è da intendersi come parere medico.  Se avete un problema di salute rivolgetevi prima al vostro medico.  Per ogni altra informazione sull’aiuto che io possa darvi potete contattarmi scrivendomi a info@dedoholistic.com



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Wisdom from the Past: A Journey into Herbal Medicine


By

Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom




Prescription and over-the-counter drugs; people looking for medicines in the attempt to take care of their health and pharmaceutical companies hunting for ways to maximize their profits.  In this pretty sad scenario a light comes from the past: Can the use of herbal remedies, which has been common for millennia as the very foundation of the healing systems of the most ancient civilizations, be still effective today?

Each year, worldwide but especially in the most industrialized countries, people spend million dollars in medicines to take care of their health and treat their diseases while pharmaceutical companies invest also much money in advertising in order to sell as much drugs as possible for if they don’t they may run out of business.  It appears clear, therefore, that if reaching optimum health is priority number one for patients it cannot be said the same for the pharmaceutical industry.

The awareness of this reality may be one of the reasons why each year more and more people search for natural remedies as a way to prevent diseases and improve their overall state of health in order not to get sick in the first place.  One of this method is, of course, Herbalism, also known as Herbal Medicine or Botanical Medicine.

As History of Herbal Medicine (GCNM, 2008) highlights, Herbal Medicine is rooted in the very far past: from the Materia Medica written around 2,000 B.C.E. under the Sumerian King Assurbanipal, which contains some 250 herbal drugs to the Egyptian Ebers Papyrus, dated around 1,500 B.C.E., including some 876 herbal treatments; from the Greek Materia Medica Rhizotomikon, whose author, Diocles of Caryotos, was one of Aristotle’s pupils, to the Latin De Materia Medica, written by Dioscoridos around the 1st
century, containing about 950 herbal remedies, it looks like all the greatest civilizations developed their own healing system based primarily on the use of herbal remedies to treat all sorts of health issues.  Second to no one, the Muslim World, as well as India, China and Japan also developed their own herbal system for treatments. (pp. 9-11)

Jami of Ibn Baiar, who lived in the 13th C.E. wrote the Muslim Materia Medica containing some 2,000 remedies, many of which were plants.  In India, the main Ayurvedic text on internal medicine written was the Characka Sanihita, which contains about 582 herbs as well as the Sushruta Sanihita, which lists about 600 herbs and that may be dated around the 1st C.E. (pp. 9, 10)  During the Middle Age, thanks to physicians traveling back and forth during Crusades’ time, West and East were finally able to improve their knowledge of their respective systems and import them in their country. (p. 10)

Also interesting is to note that most of Chinese Medicine actually originated from Ayurveda; that even the Old Testament (Bible) refers to many herbs which were used to treat diseases thousand years ago; and that worldwide men like Hippocrates, Galen of Pergamon, Claudius Galen, monks in their monasteries, Avicenna, and many more (GCNM, 2008, pp. 9-16) greatly contributed – by observing nature, searching for remedies, cataloguing and writing about their findings – to the outstanding, deep knowledge of herbalism all of us may be proud of, thankful for and treasure today.

The efficacy of Herbal Medicine is well documented by the admission of the World Health Organization (WHO) that today some 4 billion people worldwide use herbal remedies for treatments.  As Dr. Andrew Weil – the well known American author and physician, founder of the Integrative Medicine and Program Director of the Arizona Center for Integrative Medicine at the University of Arizona – points out in his work
Guide to Optimum Health (Weil, 2002, Disc 5) botany and medicine are strictly related and till just a couple of centuries ago doctors used to study also botany and plants preparations and only around 1960 the situation dramatically changed and “the only courses in which botany was taught was in Pharmacography” for future pharmacists. This situation also ended about twenty years ago indicating that “medicine had drastically
shifted away from nature which is the source of healing.” (Weil, 2002, Disc 5)

Very interesting is the observation that Dr. Weil does in his work when he states
that

            It’s true that some herbs can have certain amount of toxicity, but we have to keep
this into prospective if compared to the toxicity of pharmaceutical drugs.  One
hundred thousand deaths each year only in the US can be attributed to the use of
pharmaceutical drugs.  This was the result not of the wrong drug given to the
wrong patient under the wrong condition, but the right drug given to the right
patient under the right condition and despite all this one hundred thousand people
died. (Weil, 2002, Disc 5)

According to Dr. Weil (Weil, 2002, Disc 5) the reason of all these deaths depends on the fact that “when you find something in nature that has a biological effect and you attempt to concentrate that power to make it stronger, you inevitably also concentrate toxicity because there is no difference between a drug and a poison except for dose.”

Another main difference between herbs and drugs is that herbs are complex, that means they contain many ingredients, which can treat a variety of health issues.  Drugs, to the contrary, are usually manufactured following the theory of the reductionism for which “part equals whole” (Weil, 2002, Disc 5) and “single compounds are responsible for the effects of complex medical plants, that those singular compounds can be isolated and it’s better medicine to give in pure, isolated form.”  (Weil, 2002, Disc 5)
           
Dr. Weil objects the validity of this theory by using the example of the Coca leaf, a sacred plant used by the Indians of the High Andes from which cocaine is produced. The Indians of the Andes use Coca leaves, which are basically stimulants, as a remedy effective for many sorts of health issues, running from digestive problems to diabetes prevention, diarrhea and constipation. Though cocaine originates from Coca leaves, it
constitutes only one compound of it, for coca leaves have more than fourteen ingredients, so that the effect that one pure, and therefore much stronger compound, like cocaine taken alone, has on the organism is much different than chewing the coca leaves or using them some other ways.  The impact that a single, isolated, and concentrated substance has on the organism is much stronger and can have devastating effects as we all can witness in most cases of cocaine addiction. (Weil, 2002, Disc 5)

Furthermore, Herbal Medicine is a complementary therapy which looks at the human beings and their health from an holistic point of view: if some cells do not work properly or if they cause problems to a certain part of the body or organ, another part of the body or another organ may be affected as well as our emotions can affect our body in such a way that they may cause a physical manifestation, that is a disease. (Mills, 1988,
p. 32) 

Human health is determined by a self-regulating mechanism, called homeostasis: in herbalism the main task is to evaluate the general health status of the clients and determine which remedy might work better for them. (Mills, 1988, p. 32)  As consequence, advices and treatments are individualized: each one is designed for a
specific customer’s need so that something that may work for a patient may not work for another. Furthermore, remedies may be changed over time according to the changes of needs or symptoms of the client. Therefore, the goal of the herbalist is to help the self-healing mechanism of a client to work properly in order for the body to heal itself.

Herbal Medicine recognizes also the importance to choose the more proper dosage form and preparation technique in order to accomplish its purpose and promote the body’s self-healing.  Herbal remedies can be found in forms of teas, syrups, oils, liquid extracts, tinctures, and dry extracts (pills or capsules) and today, as in the past, nature offers us an immense variety of plants to choose from.

Aloe Vera, for instance, can be used both topically, for wound healing, sunburn, and minor skin irritation, and orally for constipation, peptic ulcers, diabetes, asthma, and only rarely can cause allergic reaction like dermatitis and eczemas; Black cohosh (Cimicifuga racemosa) can be a very effective remedy for menopause, PMS, and dysmenorreha, though caution is required for it may interfere with diabetes and estrogen therapy; Echinacea is a powerful and natural antibiotic and can be used to fight colds, coughing, fever as well as wound and burns; Garlic, so commonly used in almost all ancient civilizations and still amply utilized in the Mediterranean cuisine, is very well known for its capability to fight arteriosclerosis, improving circulation, purifying blood, lowering blood pressure, and for its anti-inflammatory properties; Ginger (Zingiber officinale) is a powerful antispasmodic, anti-inflammatory and peripheral circulatory stimulant, though caution is advised for it may interfere with cardiac, anti-diabetic and anticoagulant drugs. (Dunphy & Winland-Brown, 2005, pp. 1, 2).  These, of course, are just a few of the thousands herbs that can be used as remedies.

Despite the millennia passing by and entire civilizations disappearing the abundance we are offered is indescribable.  As our ancestors did, we can’t but bow down to the greatness, beauty and wisdom that nature keeps showing us, learn from it, and with immense appreciation take advantage of it in the most humble, yet joyful way.


(De Donato, 2009, BSHH @ GCNM – Essay)

Maria Teresa De Donato©2009-2014. All Rights Reserved.

References


Dunphy, L. M., Winland-Brown, J. E. (2005). Herbal Therapy - Quick Study (pp. 1, 2).
Barcharts

Global College Of Natural Medicine (GCNM) (2008). History of Herbal Medicine
(pp. 9-16). Santa Cruz, CA: Author

Mills. S. (1989). Una Scelta per Guarire (Alternatives Healing) (p. 32). Milan, Italy:
CDE Ed.

Weil, A. (2002). Guide to Optimum Health. Understanding Herbal Medicine - The
Relationship between botany and Medicine (Disc 5, Session 8). Colorado: Sounds
True


Disclaimer: All the above material is intended for educational purpose only and not as medical advice.  For whatever health issue you might have, please consult with your physician first.  As for questions regarding the kind of help I can provide you, please feel free to contact me via email at info@dedoholistic.com