Wednesday, June 10, 2026

Sandro Borgia: Una questione di stile


«Mi sembra perplesso, signor ispettore.»
Il funzionario di polizia si tolse gli occhiali e mi guardò ancora più stupito.
«Perché, secondo lei, non dovrei?» mi domandò.
«Non so, forse un poco sì; forse non sono stato del tutto chiaro…»
«Se è per questo, è stato chiarissimo: lei ha fatto un sogno, ma sostiene che non è suo. È così?»
«Esatto.»
«E allora?»
«Come allora? Il sogno, torno a ripetere, non è mio; questo è molto importante, e io…»
«E lei non vuole appropriarsene. È molto onesto da parte sua. Ma, vede, qui noi non trattiamo i diritti d’autore, per lo meno non quelli che riguardano la proprietà, diciamo così, onirica.»
Ridacchiò, compostamente come si conviene ad un britannico, ma ridacchiò.
«Signor ispettore, in altre circostanze sarei stato in grado di apprezzare il suo delicato sense of humour» mi permisi di osservare «ma qui si tratta di una cosa molto seria, si tratta di un omicidio, ed io sono l’assassino.»
«Nei sogni, prima o poi, siamo tutti criminali» disse l’ispettore a mo’ di sentenza. E questa specie di epifonema dovette sembrargli una buona conclusione perché si accinse ad alzarsi, indicando così che il nostro colloquio poteva considerarsi terminato.

«Ma nel sogno ho ucciso Pamela Winters» ripresi, ignorando l’indicazione.
L’ispettore restò a mezz’aria, poi lentamente si rimise a sedere.
Mi scrutò.
«Conosce Pamela Winters?» domandò.
«No.»
«Strano.»
Parve riflettere. Improvvisamente, come illuminato:
«Ah!» disse «ho capito, lei certamente avrà visto su qualche giornale di ieri la fotografia di questa ragazza scomparsa tre giorni fa e…»
«In effetti è così» lo interruppi «mi ha colpito il suo viso, che mi ricordava appunto…»
«Vede…»
«Ma il fatto è che questa ragazza è stata ammazzata, e in modo orrendo.»
«E che cosa glielo fa supporre?»
«Ma il sogno. Appunto il sogno che non mi appartiene.»
«Lasciamo stare questa storia dell’appartenenza» riprese l’ispettore «a noi la

Thursday, June 4, 2026

Rudolf Tobias

 

(Selja, 29 maggio 1873 – Berlino, 29 ottobre 1918)


Organista e compositore, considerato il padre della musica classica estone, porta le melodie popolari anche nella musica strumentale, a differenza dei primi compositori estoni Johannes Kappel, Miina Härma e Konstatin Türnpu che si sono limitati a comporre brani essenzialmente corali. Rudolf Tobias si pone due obiettivi fondamentali: la riforma della musica sacra estone e la trasposizione in musica di “Kalevipoeg”, il poema epico nazionale. Questo secondo intento è raggiunto in parte:  a causa della sua improvvisa dipartita, dell’intera opera riesce a terminare “Il sogno di Kalevipoeg”, la ballata “Aria della Bella Fanciulla” e “Kalevipoeg alle porte dell’inferno”.

Nato sull’isola di Hiiumaa, a Selja nel municipio di Käina Parish, Rudolf Tobias riceve una prima educazione musicale dal padre, un addetto alla costruzione e alla manutenzione di organi e pianoforti. Nel 1882, all’età di nove anni, scrive i suoi primi esercizi di composizione; studia pianoforte presso una scuola di Hapsal e poi teoria musicale e organo a Tallinn con Ernst Reinicke. Dal 1893 frequenta il Conservatorio di San Pietroburgo; tra i suoi maestri figurano Louis Homilius per l’organo e Nicolaj Rimskij-Korsakov per la composizione. Il suo ciclo di studi si conclude nel 1897 con la presentazione della cantata “Johannes Damascenus” che suscita grande interesse. Dopo la laurea Tobias assume l’incarico di organista e direttore di coro presso la Chiesa estone di San Giovanni a San Pietroburgo; vi rimane fino al 1904 quando si trasferisce a Tartu, in Estonia. Qui insegna musica, organizza concerti e si esibisce come organista e come direttore d’orchestra, eseguendo soprattutto oratori di Händel e Mendelssohn.

Durante il 1908 soggiorna a Parigi, Monaco di Baviera, Dresda, Praga; si trasferisce a Lipsia e dal 1910 risiede definitivamente a Berlino dove ottiene una cattedra presso la Königliche Hoshschule für Musik. Rudolf Tobias, che acquisisce la cittadinanza tedesca nel 1914, muore improvvisamente e viene sepolto a  Wilmersdorf, il cimitero di Berlino; dal 1992 le sue ceneri sono custodite a Kullamaa, in Estonia.

Lontana dalle forme romantiche, la musica di Rudolf Tobias si esprime con vigore e dinamismo in strutture intense e polifoniche sui modelli di Bach, Händel, Beethoven, Schubert e Liszt. Tobias è autore del primo lavoro sinfonico estone, l’ouverture “Giulio Cesare”, della prima cantata, “Johannes Damaskusest”, del primo concerto per pianoforte, del primo quartetto d’archi, del primo oratorio, “La missione di Giona”, e della prima opera di musica a programma, “Walpurgis-Burleske”.
Gli rendono onore in patria monumenti, strade, targhe, nonché la sua effigie riprodotta sul lato anteriore della banconota da 50 Corone.

Oratoorium "Joonas"
Tobias compose il primo oratorio estone, "Joonas", nel 1907. Fu eseguito a Lipsia due anni dopo, ma a causa della scarsa accoglienza, fu trascurato per quasi 80 anni, finché il pianista e politico Vardo Rumessen non lo riprese durante la rinascita nazionale dell'Estonia tra il 1986 e il 1989.
Il libretto, scritto dalla figlia di Tobias, Silvia, e ritrovato per caso tra la sua corrispondenza in una vecchia valigia lasciata nell'appartamento di Tobias, è stato fondamentale per determinare l'intenzione originale del compositore e il testo. Tra le altre significative differenze, il testo originale è scritto in estone.

Kirke Org-Jaanus stava ripulendo l'appartamento dei suoi defunti nonni e zia in Gonsiori tänav a Tallinn sei anni fa, quando trovò una semplice valigia marrone tra gli oggetti da buttare. Esaminandone il contenuto, si scoprì che apparteneva a Silvia, la figlia di Rudolf Tobias, che aveva vissuto nello stesso appartamento per un lungo periodo.
Org-Jaanus scoprì una lettera tra Silvia Tobias e sua zia Helge. Tra la corrispondenza e gli appunti nella valigia, un libretto intitolato "Joonas" ("Giona"), che si riferiva all'oratorio di Rudolf Tobias, attirò l'attenzione. La famiglia Org-Jaanus intuì che si trattasse di qualcosa di significativo.
"Ho letto la partitura e alcuni titoli mi erano familiari, ma mi sono subito sentito fuori dalla mia portata", ha detto Org-Jaanus, rivolgendosi al direttore d'orchestra Tõnu Kaljuste.

Tobias scrisse il primo oratorio estone, "Giona", nel 1907, che fu eseguito due anni dopo a Lipsia, ma non fu accolto con favore e fu dimenticato per 80 anni, finché il pianista e politico Vardo Rumessen non lo riprese. L'oratorio fu eseguito di nuovo nel 1989 in una versione da lui adattata e intitolata "Des Jona Sendung" ("La missione di Giona").

Così, mentre all'inizio del secolo scorso era stata proposta una versione di Tobias e alla fine del secolo scorso una versione adattata da Rumessen, nel 2019 è stata scoperta una terza versione della valigia dimenticata.

Secondo Kaljuste, Vardo Rumessen modificò la versione di Tobias per ottenere un brano musicale travolgente e potente.