Il fascino dei personaggi imperfetti
Eleanor Oliphant e il coraggio di ricominciare
Di Elisa Rubini
Ci sono persone che non urlano, ma resistono in silenzio.
Che non si impongono, ma lasciano tracce profonde proprio perché non
cercano di farsi notare. Eleanor è così.
Non chiede niente al mondo, eppure la sua presenza lo mette a nudo.
Dietro il suo ordine meticoloso si nasconde la fatica di chi ha imparato a
sopravvivere. Ogni gesto preciso, ogni abitudine ripetuta è un modo per tenere
insieme i pezzi.
A volte sembra distante, ma in realtà ascolta tutto, osserva tutto.
E proprio in questo sguardo controllato si intravede la crepa da cui entra
la vita.
Le sue contraddizioni
C’è in lei una forza tranquilla, una resistenza che nasce dal dolore.
Eppure quella stessa forza è anche una gabbia: la spinge a tenere il mondo
lontano, a fidarsi solo del silenzio.
Vorrebbe essere come gli altri, ma non sa più come si fa.
Così si rifugia nella solitudine, dove almeno non deve fingere.
Poi, all’improvviso, la realtà si insinua con la semplicità di un gesto
gentile. Qualcuno la vede davvero, senza giudicare, e da quella piccola
attenzione inizia qualcosa di nuovo.
Non è un cambiamento spettacolare, ma lento, umano, reale.
È il coraggio di restare quando sarebbe più facile fuggire.
Cosa ci insegna la sua fragilità
Eleanor mostra che la fragilità non è debolezza, ma un modo per conoscere
sé stessi.
Le ferite non si cancellano, ma possono diventare mappe.
Le sue crepe raccontano una verità che appartiene a tutti: non serve essere
forti, basta avere la forza di non arrendersi.
Ci ricorda che a volte basta poco per ricominciare: una parola, una
presenza, un sorriso sincero.
Che il dolore non va nascosto, ma attraversato.
E che anche chi sembra chiuso nel proprio mondo, in realtà, sta solo
aspettando che qualcuno bussi con delicatezza.
La lezione che resta
Forse ci riconosciamo in lei perché abbiamo tutti una parte che si nasconde
dietro la normalità.
Una parte che si sente fuori posto, che teme di non essere abbastanza, ma
che continua a provarci.
Eleanor insegna che la vita non si aggiusta di colpo: si ricuce piano, un
pezzo alla volta.
Le imperfezioni non ci allontanano dagli altri, ci rendono veri.
E ci ricordano che dietro ogni corazza c’è solo il desiderio più semplice
di tutti: essere visti, e finalmente, capiti.