Thursday, April 17, 2014

Forno a Microonde: Da usare o no?

Dott.ssa Maria Teresa De Donato, 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata


Malgrado l’uso diffuso dei forni a microonde sviluppatosi negli ultimi decenni, le evidenze sembrano confermare che essi non siano affatto sicuri a causa del danno potenziale che possono causare alla nostra salute.  Infatti, benché i forni a microonde siano comparsi sul mercato nel 1947, già nel 1976 furono messi al bando dall’Unione Sovietica ed il motivo di ciò può essere collegato al fatto che, malgrado essi siano considerati utili e sicuramente un modo più veloce di preparare i pasti rispetto ai comuni forni, la cottura con tali forni (microonde) include rischi alla salute causati dal modo in cui essi funzionano ed il conseguente impatto che esso ha sul cibo.

“I forni a microonde, infatti, sono un tipo di energia elettromagnetica che contiene un megnatron, un tubo in cui gli elettroni sono affetti dai campi magnetici ed elettrici in modo tale da produrre una radiazione di onde lunghe pari a circa 2450 Mega Hertz (MHz) o 2.45 Giga Hertz (GHz). Questa radiazione del fornmo a microonde interagisce con le molecole del cibo.  Tutta l’energia delle onde cambia polarità trasformandosi da positiva in negativa ad ogni ciclo dell’onda. Nei forni a microonde, questa polarità cambia milioni di volte al secondo.  Le molecule dei cibi – specialmente quelle dell’acqua – hanno un estremo positivo ed uno negativo esattamente come un magnete ha una polarità nord ed una polarità sud.” (GCNM, 2008, pp. 30-37)

Nei modelli commerciali, il forno ha una potenza di circa 1000 watts di corrente alterna.  Nel momento in cui le onde generate dal magnetron bombardano il cibo esse provocano una rotazione delle molecole polari alla frequenza di milioni al secondo.  Questa intensa attività causa una frizione molecolare tale da surriscaldare il cibo.  La frizione provoca anche un danno sostanziale alle molecule circostanti che in questo modo vengono spesso strappate o deformate violentemente.  Il nome di tale deformazione è “isonerismo strutturale”.  (GCNM, 2008, pp. 30-37)  Inoltre, malgrado questo tipo di cottura sia spesso non in grado di distruggere i parassiti contenuti nei cibi (Pitchford, 2002, p. 657) – in modo particolare quelli presenti nelle carni – i forni a microonde modificano la struttura molecolare del cibo attraverso un processo radioattivo definito “decadimento nucleare”. (GCNM, 2008)

Secondo il giornale medico britannico The Lancet del 9 Dicembre 1989, cucinare con il forno a microonde non solo altera il cibo fino a causarne “cambiamenti strutturali, funzionali ed immunologici” nel corpo, ma “trasforma anche l’amino acido L-proline”, un amino acido non essenziale, “in D-proline”, cioè in una tossina che ha un impatto negativo sul sistema nervoso, così come sul fegato e sui reni. (Pitchford, 2002, p. 641)

Tra i vari studi che evidenziano gli effetti dannosi che i forni a microonde hanno sui cibi e sulla salute ci sono quelli condotti dal Dr. Hans Ulrich Hertel, attualmente in pensione, uno scienziato che ha lavorato molti anni nel settore dell’alimentazione presso una delle maggiori aziende alimentari presenti in tutto il mondo e che fu licenziato proprio per aver messo in discussione le procedure cui venivano sottoposti i cibi con cui essi venivano privati delle loro proprietà nutritive.  Nel 1991, il Dr. Hertel ed un professore universitario di Losanna pubblicarono uno studio che mostrava come il cibo cotto con il forno a microonde costituisse un pericolo maggiore per la salute di quanto non facessero il forni normali.  Un articolo apparve anche nel Numero 19 de Il Giornale Franz Weber in cui si affermava che il consumo di cibo cotto in un forno a microonde aveva effetti cancerogeni sul sangue.  (GCNM, 2008, pp. 30-37)

Il Dr. Hertel fu il primo scienziato a coencepire e a condurre uno studio clinico sugli effetti che le sostanze nutritive, trasformate attraverso la cottura al forno a microonde, hanno sul sangue e sulla fisiologia del corpo umano.  Il suo studio dimostrò l’impatto degenerativo prodotto dai forni a microonde e quello del cibo processato in essi.  La consclusione scientifica provò che la cottura al microonde cambiava gli elementi nutritivi contenuti nei cibi e che tali cambiamenti si manifestavano nel sangue di coloro che avevano partecipato alla ricerca causando un deterioramento nell’organismo umano.  Alla ricerca scientifica di Hertel parteciparono anche il Dr. Bernard H. Blanc dell’Istituto Tecnologico Federale Svizzero e dell’Istituto di Biochimica.  Cambiamenti significativi scoperti negli esempi di sangue prelevato dai partecipanti prima che essi mangiassero cibi cotti nel forno a microonde e confrontati con quelli prelevati dopo che i cibi erano stati consumati dimostrarono una diminuzione nei valori dell’emoglobina e del colesterolo (sia “buono” che “cattivo”) e dei linfociti, tutto ciò ad indicare che era in atto un processo degenerativo.  Il processo radiattivo che caratterizza l’attività dei forni a microonde ha quale risultato la distruzione e deformazione delle molecule del cibo il cui deterioramento ha ripercussioni sulla struttura biologica della cellula umana.  Di conseguenza, studi condotti in vari Paesi, da quando i forni a microonde furono inventati dai Nazisti per essere usati al tempo in cui essi invasero la Russia spingendosi fino in Siberai, hanno collegato il loro uso ai seguenti problemi di salute:

  • Formazione di cancerogeni
  • Diminuzione del complesso vitaminico B, della vitamina C, della vitamina E, di minerali essenziali e fattori lipotropi in tutti i cibi esaminati
  • Danno a molte sostanze di origine vegetale, come alcaloidi, glucosidi, galactosidi e nitrilosidi
  • Deterioramento delle nucleoproteine nelle carni
  • Interferenze con bassa e alta pressione sanguigna
  • Cancro

(GCNM, 2002, pp. 30-37)

Detto ciò, se avete un forno a microonde, evitate di usarlo per la cottura del cibo – per questa avvaletevi, invece, dei forni tradizionali – e limitate l’uso del microonde al veloce riscaldamento delle vivande per pochi secondi ad un massimo di  1-2 minuti, a seconda del cibo. Meno il vostro cibo resterà nel microonde più salutare sarà ciò che mangiate.


Fonti:

GCNM – Global College of Natural Medicine (2008). Nutritional Consultant Program (BSHH 401/NC13). Mod.01. Dietary Guidelines. Microwaves (pp. 30-37). Santa Cruz, CA: GCNM

Pitchford, P. (2002). Healing with Whole Foods – Asian Traditions and Modern Nutrition. (Third Edition). Part V: Recipes and properties of vegetable foods. 52. Summary. A Foundation for Immunity and Renewal: The Traditional Sattva Plan of Equilibrium and Essence. (p. 641). Appendix A. Parasite Purge Program (Shaw S. and
Pitchford, P.). How Parasites Spread. (p. 657). Berkeley, CA: North Atlantic Books.


Microwave: Should You Use It or Not?


Maria Teresa De Donato, PhD, RDN, CNC, CMH, CHom




Despite the large use of microwaves that has been taking place over the last few decades evidences seem to confirm that they are not safe at all due to the potential harm they can cause on our health.  As a matter of fact, though microwave ovens appeared on the market in 1947, already in 1976 they were banned by the Soviet Union and the reason for that might relate to the fact that, despite being considered useful and surely faster means to prepare our meals than normal ovens, cooking with them does involve health risks due to the way they work and, consequently, the impact they have on food.

“Microwaves are, in fact, a kind of electromagnetic energy which contains a magnetron, a tube in which electrons are affected by magnetic and electric fields in such a way as to produce macro wavelength radiation at about 2450 Mega Hertz (MHz) or 2.45 Giga Hertz (GHz).  This microwave radiation interacts with the molecules in food.  All wave energy changes polarity from positive to negative with each cycle of the wave.  In microwaves these polarity changes happen million times every second.  Food molecules – especially the molecules of water – have a positive and a negative end in the same way a magnet has a north and a south polarity.”  (GCNM, 2008)

In commercial models, the oven has a power input of about 1000 watts of alternating current.  As the microwaves generated from the magnetron bombard the food, they cause the polar molecules to rotate at the same frequency of millions of time a second.  All this agitation creates molecular friction, which heats up the food.  The friction also causes substantial damage to the surrounding molecules, often tearing them apart or forcefully deforming them.  The scientific name for this deformation is “structural isomerism”.
Furthermore, despite this kind of cooking is often unable to destroy parasites (Pitchford, 2002, p. 657) microwaves do change the molecular structure of the food by a radiation process through what can be defined as a ‘nuclear decay’. 

According to the December 9th 1989 British medical journal The Lancet, cooking with microwave ovens not only alters the food to the extent of causing “structural, functional and immunological changes” in the body but also “transforms the amino acid L-proline”, (which is a non essential amino acid) “into a D-proline”, that is a toxin affecting the
nervous system as well as liver and kidneys. (Pitchford, 2002, p. 641)

Among the many studies pinpointing the harmful effects that microwaves have on foods and health are those conducted by Dr. Hans Ulrich Hertel, now retired, who worked for many years as a food scientist with one of the major Swiss food companies doing business worldwide and who was fired from questioning certain processing procedures that denatured the food.  In 1991, he and a Lausanne University professor published a research paper indicating that the food cooked in microwave ovens could pose a greater risk to health than food cooked by conventional means.  An article also appeared in issue 19 of the Journal Franz Weber in which it was stated that the consumption of food cooked in microwave ovens had cancerous effects on the blood.

Dr. Hertel was the first scientist to conceive and carry out a quality clinical study on the effects microwaved nutrients have on the blood and physiology of the human body.  His study showed the degenerative force produced in microwave ovens and the food processed in them.  The scientific conclusion showed that microwave cooking changed the nutrients in the food and that changes took place in the participants’ blood that could cause deterioration in the human system. Hertel’s scientific study was done along with Dr. Bernard H. Blanc of the Swiss Federal Institute of Technology and the Institute of Biochemistry.

Significant changes discovered in the blood samples taken before and confronted with those taken after the participants to the study ate the foods cooked in the microwaves and given to them included decrease in all hemoglobin and cholesterol values (both “good”, HDL, and “bad”, LDL) and the lymphocytes, all of this indicating a degeneration process.

The radiation process characterizing the microwaves’ activity results in the destruction and deformation of the food molecules whose decay affect human biological cell structure.

Consequently, studies conducted in different countries, since microwaves were invented from the Nazis to be used during the time they invaded Russia and headed towards Siberia, have linked so far their use to the following health issues:

  • Formation of carcinogens
  • Decreased of vitamin B complex, vitamin C, vitamin E, essential minerals and lipotropic factors on all foods tested
  • Damage to many plant substances, such as alkaloids, glucosides, galactosides, and nitrilosides
  • Degradation of nucleoproteins in meats
  • Interference with low and high blood pressure
  • Cancer

(GCNM, 2008, pp. 30-37)

That said, if you have a microwave try and avoid cooking your food with it but rather use conventional ovens for this purpose while limiting the use of the microwave to just warm your food up for a few seconds to no more than one minute or so.  The shorter your food will stay in the microwave the healthier it will be.


References:

GCNM – Global College of Natural Medicine (2008). Nutritional Consultant Program (BSHH 401/NC13). Mod.01. Dietary Guidelines. Microwaves (pp. 30-37). Santa Cruz, CA: GCNM

Pitchford, P. (2002). Healing with Whole Foods – Asian Traditions and Modern Nutrition. (Third Edition). Part V: Recipes and properties of vegetable foods. 52. Summary. A Foundation for Immunity and Renewal: The Traditional Sattva Plan of Equilibrium and Essence. (p. 641). Appendix A. Parasite Purge Program (Shaw S. and
Pitchford, P.). How Parasites Spread. (p. 657). Berkeley, CA: North Atlantic Books.



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