Wednesday, January 22, 2014

Prevenzione, predisposizione e cura: Alcune idee fondamentali errate che devono essere chiarite

Dott.ssa Maria Teresa De Donato 

Naturopata Tradizionale, Consulente Olistica Nutrizione ed Erbalismo, Omeopata


“… non è la conoscenza scientifica che dovrebbe essere eliminata, ma il potere che scaturisce da essa.”

(“Prefazione” di Giorgio Bert a Il Medico di Se Stesso di Noboru Muramoto, 1993)


Durante gli ultimi decenni siamo stati letteralmente bombardati con il termine “prevenzione”.  Benché la prevenzione sia assolutamente necessaria nel settore salute è fondamentale chiarire esattamente in cosa consiste o dovrebbe consistere ed in cosa non è né consiste in.

Pre-venzione – dal verbo latino “pre-venire”, significa letteralmente “venire prima” ed implica l’esercitare un ruolo attivo nel fare tutto ciò che è in nostro potere al fine di evitare che qualcosa di negativo ci accada.  Il fatto stesso che tutte le ricerche e le analisi cui ci sottoponiamo mirino a verificare la presenza di un qualcosa al fine di stabilire se una condizione clinica già esiste, è, infatti, un’indicazione che lo stesso esame non ha nulla a che vedere con il prevenire qualcosa dall’accadere.

Tests di laboratorio, analisi del sangue, radiografie, e qualsiasi altra ricerca inclusa nel termine “prevenzione” come comunemente usato, non sono affatto una forma di prevenzione.  Sono solo mezzi attraverso cui – da un punto di vista allopatico – viene diagnosticato lo stato o meno di una malattia, ossia strumenti utilizzati al fine di determinare l’esistenza o assenza di un problema.  Tests clinici ed analisi, tuttavia, possono essere decisamente utili anche quando si ricorre alle terapie alternative in quanto consentono al Consulente olistico della salute – naturopata, omeopata o altri – di avere maggiori informazioni a disposizione circa la condizione attuale dell’individuo.  Malgrado sia molto importante sottoporsi ad analisi e/o a tests clinici quando c’è un problema o quando abbiamo la sensazione e temiamo che possa esserci qualcosa che non vada in noi, l’abusare e l’esagerare in questa pratica a lungo andare non è raccomandabile.

Quindi, per riassumere, quando una persona si sottopone ad esami clinici non sta utilizzando alcun sistema di prevenzione per impedire che qualcosa (di negativo) accada.  Al contrario, sta solo verificando la presenza o meno di un problema di salute.

La vera prevenzione può essere attuata solo quando la persona fa tutto ciò che è in suo potere al fine di evitare di incorrere in problemi di salute, specialmente quelli presenti nella storia clinica della sua famiglia, attraverso abitudini alimentari e stili di vita più sani ed equilibrati.

Inoltre, l’aver un “elevato rischio di predisposizione” non significa necessariamente che la persona debba incorrere nello stesso problema genetico presente nella sua famiglia, ma solo che ha una probabilità maggiore di un’altra la cui genetica familiare non presenta quel particolare problema di salute.  Di conseguenza, essere predisposti, o più predisposti di, a qualcosa dovrebbe servire quale incentivo maggiore nell’essere attivi e nel fare di tutto nel ‘prevenire quella particolare situazione dal manifestarsi’.  Ciò, come detto in precedenza, può essere fatto in primo luogo attraverso una dieta alimentare ed abitudini di vita più sane.

Sfortunatamente, la moderna medicina convenzionale ha negato a lungo l’efficacia ed il bisogno di avere un approccio olistico alla vita in generale ed alla salute in particolare, come è stato fatto, al contrario, per millenni dai più antichi sistemi medici quali l’Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese (TMC), ma ha finito con il vedere la ‘rimozione’ di parti del corpo e di organi come un modo per curare.  La rimozione di qualcosa non ha assolutamente nulla a che fare con i processi di trattamento e cura.  Una rimozione è una rimozione, né un trattamento né una cura. Nell’affermare ciò, non vogliamo assolutamente screditare l’efficacia che ha e l’importanza che riveste la chirurgia, la quale, in alcuni casi, può essere assolutamente indispensabile.  Vogliamo, comunque, essere consapevoli che, almeno in molti casi, gli interventi chirurgici possono non essere necessari e che, prima di sottoporci ad essi, faremmo bene a raccogliere quante più informazioni possibili.  Questo può richiedere fare delle ricerche da parte nostra e, molto probabilmente, sentire più di un’opinione, se possibile sia nel settore allopatico che in quello olistico, per valutare tutte le possibilità  a disposizione e fare una scelta informata sul modo migliore in cui prenderci cura del nostro problema di salute nel caso ne avessimo uno.

Maria Teresa De Donato©2013-2015. All Rights Reserved.

Prevention, Predisposition and Cure: Some Basic Misconceptions Which Need To Be Clarified


by

Maria Teresa De Donato, PhD, RND, CNC, CMH, CHom


“…it’s not the scientific knowledge that should be eliminated, but the power which originated from it.”
(“Preface” by Giorgio Bert to Noboru Muramoto’s Healing Ourselves, 1993)


During the last few decades we have been literary bombarded with the term “prevention”.  Despite prevention should absolutely be a must when it comes to our health, it is nonetheless fundamental to clarify what it really consists or should consist in and what it does not.

Pre-vention – from the Latin word “Pre-venire”, literary means ‘to come before’ and implies playing an active role by doing everything possible to avoid that something, assumingly negative, may occur. The very fact that all checks and analysis we may undergo aim at verifying the presence of something, in order to establish that a condition already exists, is, in fact, an indication that the exam itself has nothing to do with preventing something from happening.

Laboratory tests, blood analysis, scans, and whatever still included under the generally used term “prevention” are NOT a form of prevention at all.  They are only means through which – from an allopathic point of view – a state of disease or lack of it can be diagnosed, that is, only instrumental to prove the presence or absence of an issue.  Clinical checks and analysis can, however, also be quite useful even when using alternative therapies for they allow the holistic health practitioner – as well as the physician – to have more information about the actual condition of the individual.  Though it is very important to undergo clinical checks and analysis when there is a problem or when we feel and fear that something might not be right with us overdoing and exaggerating this practice is not advisable in the long run. 

That said, when a person goes through clinical checks he/she is NOT preventing anything from happening. To the contrary, he/she is just going to verify WHETHER a certain health issue is already in place or not.

True prevention can only occur when the person does his/her very best in order to avoid to incur in some health problems, especially those running in her/his family history through healthier and more balanced diet and lifestyle habits.

Furthermore, having the so called “high risk of predisposition” does NOT necessarily mean that the person is going to incur in the genetic problem running in her/his family, but only that she/he has a higher probability than another person whose family genetics does not present that specific issue. Consequently, being predisposed, or more predisposed to “something” should be a greater incentive to be very active and do one’s very best in “preventing that particular sickness from happening”.  This, as previously stated, can be done primarily through a healthier nutrition and lifestyle habits.

Unfortunately for us, modern conventional medicine not only has for long time denied the efficacy and the need to have a holistic approach to life in general and health in particular, as done, to the contrary, for millennia by the most ancient medical systems such as Ayurveda and TCM (Traditional Chinese Medicine), but ended up seeing the “removal” of body parts and organs as a way to cure… The removal of something has absolutely nothing to do with the process of treating and/or curing.  A removal is a removal, neither a treatment nor a cure.  (Muramoto, 1993, p. 11)

By saying that, though, we do not want to undermine at all the efficacy and the importance that surgery plays considering the fact that in some cases an operation may, in fact, be absolutely indispensable. We want, however, become aware that in many cases operations are not really needed and that before undergoing them we should get all the information we can.  This may require doing our own research and, most likely, hearing more than one opinion, possibly both from allopathic and holistic health practitioners to evaluate all the possibilities we might have and to make an informed choice about how to take care the best we can of our health condition, should that be the case.


Maria Teresa De Donato©2013-2015. All Rights Reserved.


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