Wednesday, December 18, 2013

Life Coaching Lezione #3: Sii co-creatore piuttosto che osservatore passivo della tua vita


Life Coaching Lezione #3:

Sii co-creatore piuttosto che osservatore passivo della tua vita


Dott.ssa Maria Teresa De Donato, Life Strategist



“Qualunque cosa la mente è in grado di concepire e credere puó anche realizzare.”

(Napoleon Hill, Think and Grow Rich: A Black Choice)




            “Vorrei aver fatto…”, “Ho sempre desiderato…”, “Se solo i miei genitori avessero…”, “Se solo potessi…”, “Se lo/a avessi sposato/a…avrei avuto...”

            Quanti di questi pensieri, dichiarazioni e lamentele hai sentito sino ad ora nella tua vita?  E quante tra queste hai usato tu stesso/a?  Naturalmente queste sono solo domande retoriche cui ciascuno di noi dovrebbe rispondere individualmente.  Tuttavia, più onesto/a sarai nel rispondere, più comprenderai ed accetterai il fatto che tutte queste affermazioni hanno un comune denominatore: l’attitudine di chi le pronuncia ad assumere il ruolo della vittima.

            Sì, è vero: nella tua vita non puoi avere il controllo su ogni singola cosa, persona e circostanza dal momento che eventi inaspettati ed imprevedibili possono accadere, come infatti accadono, nè puoi avere il controllo sul tipo di genitori che ti hanno messo/a al mondo, cosicchè tutti coloro che sono nati in famiglie disfunzionali – e personalmente ho conosciuto molta poca gente che no lo è – non sono, infatti, responsabili di ció.  Tu, comunque, potresti aver raggiunto un’etá, al momento, in cui continuare a lamentarti del passato e di ció che ti è mancato o ti è stato o non stato fatto è del tutto inutile.  Continuare a lamentarti e a pentirti di ció è solo una trappola che non porta in nessun posto, ma che ti tiene impantanato/a – consapevolmente o inconsapevolmente – nella convinzione che sei senza speranza, condannato/a a ‘rimanere’ dove ti trovi e che nessun cambiamento è possibile.  Di conseguenza tu diventi prigioniero dei tuoi stessi pensieri e delle tue percezioni ed ‘agisci’ come un osservatore passivo della tua propria esistenza.  Ti vedi solo in relazione ad un ruolo da recitare, quello di madre, padre, figlio, figlia, impiegato/a o qualunque esso sia…giorno dopo giorno.

            Sei dunque un robot, una macchina programmata per fare o non fare determinate cose, mentre il tempo passa e tu perdi totalmente il contatto con il te stesso/a.  Sei talmente perso/a che non hai più neanche il tempo di “sentire il profumo delle rose”, tantomeno quello di ammirare la bellezza di un’alba o di un tramonto.  Tiri i remi in barca per ció che riguarda te stesso e la vita che potresti e dovresti avere per poter esprimere appieno il tuo potenziale e godere del successo e della felicitá che meriti, tenendo conto dei tuoi bisogni intellettuali, psicologici, spirituali, emotivi e fisici, i tuoi desideri, le tue passioni ed i tuoi talenti.  Percepisci te stesso come qualcuno che non ha alcun tipo di controllo su alcuna cosa e ti senti alla mercè di chiunque o qualunque cosa si presenti nella tua vita.  Questa sensazione ti priva della gioia di vivere; ti vedi prevalentemente, se non esclusivamente, come una vittima; qualunque cosa tu faccia, la fai perché senti di doverla fare, mentre tutto ció che ti permetterebbe di essere ció che realmente sei non viene neanche considerato.  Cerchi un lavoro e ne accetti uno solo per guadagnarti di che vivere e pagare le bollette, non per vivere i tuoi sogni, inseguire le tue passioni ed adempiere la tua chiamata.

            Piuttosto interessante è il fatto che, molto spesso, essere osservatore della propria vita ha molto poco a che fare con gli altri, ma molto a che vedere con noi stessi, con l’assumerci, o il non assumerci, le nostre responsabilitá e nell’iniziare ad agire in maniera costruttiva verso i nostri traguardi, cominciando con il diventare consapevoli del modo errato e malsano in cui abbiamo continuato a pensare e a percepire la realtá e con l’edificare la fiducia in noi stessi e la nostra autostima.

            Devi assumerti le tue responsabilitá per il successo o il fallimento della tua vita: questo implica crescere e maturare, non necessariamente in senso fisico, poiché è molto probabile che tu abbia giá raggiunto l’etá adulta, ma spiritualmente, emotivamente ed intellettualmente.  Questa è l’unica possibilitá che hai di progredire nella tua vita e di diventare sempre più una persona di successo, facendo un passo alla volta, consapevole che nel far ció tu sai dove inizi, ma non dove potresti arrivare poiché “il cielo è il limite.”

            Perció, qualunque sia stato per te motivo di lamentela o di pentimento per cose fatte o non fatte, fa’ tutto il possibile per iniziare ad avere un approccio positivo e a focalizzarti su cosa fare e come girare pagina per cominciare a costruire la vita che desideri.

Maria Teresa De Donato©2013-2015. All Rights Reserved



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Life Coaching Lesson #3: Be a Co-Creator Rather Than a Passive Observer of Your Life


Life Coaching Lesson #3:

Be a Co-Creator Rather Than a Passive Observer of Your Life

by

Maria Teresa De Donato, PhD, Life Strategist


“Whatever the mind can conceive and believe, it can achieve.” 

(Napoleon Hill, Think and Grow Rich: A Black Choice)



“I wish I had done…”, “I always wanted to…”, “If only my parents had…”, “I wish I could…”, “Had I married [or not married] him/her…I would have….”

            How many of these thoughts, statements and complaints have you heard so far in your life?  And how many of them have you used yourself?  These are, of course, only rhetorical questions each one of us ought to answer individually.  The more honest you are in answering, however, the more you will understand and accept the fact that all of them have a common denominator: the speaker’s tendency to play the victim game.

            Yes, it’s true: you cannot have control over every single thing, person, and circumstance in your life, for unforeseen and unpredictable events can and do occur, nor have you control over which parents you were born to, so that all people born in dysfunctional families – and I personally have known so far very few who aren’t – are not, in fact, responsible for it.  You, however, might have reached an age by now where keeping complaining about the past and what you missed or was done or not done to you is no longer an option.  Keeping complaining and regretting is rather a catch-22 that leads to nowhere and keeps you trapped – consciously or unconsciously – in the belief that you are hopeless, condemned to ‘stay’ where you are and that no changes are possible.  Consequently, you become prisoner of your own thoughts and perception and ‘act’ as a passive observer of your own existence.  You see yourself only in term of a role to be played, that of a mother, father, daughter, son, employee or whatever that might be…day in…day out.

            You are now a robot, a machine programmed to do, or not to do, certain things while time goes by and you lose completely touch with your Self.  You are so lost, in fact, that you have no time to ‘smell the roses’, let alone to contemplate the beauty of the sun rise or the sun down.  You give up on yourself, on life as it could and should be for you to be able to fully express your potential and enjoy the success and happiness you deserve according to your intellectual, psychological, spiritual, emotional and physical needs, desires, passions and talents. You perceive yourself as having no control whatsoever over anything and feel at the mercy of whomever and whatever comes in your life.  This sensation deprives you from the joy of living.  You see yourself primarily, when not only, as a victim.  You do what you do because you have to, while all that is meant to make you who you truly are is not even taken into account.  You look for a job and then get a job just to make a living and pay the bills not to live your dream, follow your passion and fulfill your calling.

            Interestingly enough, being an observer of one’s own life, more often than not, has very little to do with others and very much to do with ourselves, with taking, or not taking, responsibility and starting acting constructively towards a certain goal, beginning with transforming ourselves by becoming aware of the incorrect, unhealthy way we might have been thinking and perceiving reality so far and with building up our self-esteem and our sense of self-worth.

            You need to take responsibility for your own success or failure in your life: this implies to grow up and mature, not necessarily in a physical sense, for you might have most likely already reached adulthood by now, but spiritually, emotionally, and intellectually.  This is the only option you have to advance in life and become more and more successful, move forward, one step at the time, and be aware that in so doing you know where you start but you don’t know where you might end up for “the sky is the limit.”

            That said, whatever you might have being complaining about or regretting of having or not having done so far, do your very best to switch to a positive approach and start focusing on planning what to do next and how you can turn page and begin building the life you want.


Maria Teresa De Donato©2013-2015. All Rights Reserved